My crazy Life

Natascha


SOTTO I RIFLETTORI - Chissà se Natascha è rimasta così buona e vicina a Priklopil solo perché obbligata o perché col tempo, ha cominciato avolergli bene al di là della sindrome di Stoccolma*. Ciò che le hanno fatto èingiusto quanto privare della luce un fiore, ma il suo comportamento in questianni lascia il dubbio che non tutto sia come sembra. Una storia di forti etorbidi sentimenti, in cui è indubbio che, col passare dei mesi, si è formatoun legame oltre le costrizioni e le violenze. Nel periodo di prigionia, uscivanoa far compere insieme; fino a pochi giorni fa lei non ha mai tentato discappare giustificandosi che era costantemente minacciata: viene da pensare che,chi ha realmente intenzioni malvagie, piuttosto di minacciare, evitasemplicemente di portare la propria vittima in pubblico. Ma la loro storia forse èun'altra. Oggi gli psicologi, con il loro modo di vedere ed aiutare, cancelleranno persempre la realtà come solo Natascha e Priklopil conoscono. Sia chiaro però,l'amore è ben altra cosa: non è costringere o rinchiudere a sé la persona amatama anzi, è permetterle di volare lontana certi che, un affetto sincero riuniscesempre le persone in quella libertà fatta di fiducia e rispetto. BentornataNatascha: spegnete i riflettori, ora anche lei ha diritto alla sua vita. * La sindrome di Stoccolma è una condizione psicologica nella quale unapersona vittima di un sequestro può manifestare sentimenti positivi neiconfronti del suo sequestratore, arrivando ad instaurare con lui anche un fortelegame affettivo, in alcuni casi fino all'innamoramento. Prende il nomedalla capitale svedese, città in cui nel 1973, a seguito di una rapina in banca, idipendenti presi in ostaggio richiesero la clemenza alle autorità per i loro sequestratori.