STIPENDI...con quale ti identifichi?STIPENDIO CIPOLLA: apri la busta e puoi solo piangereSTIPENDIO CANAGLIA: non ti aiuta, ti fa soffrire, ma non puoi vivere senzaSTIPENDIO DIETETICO: ti fa mangiare ogni volta menoSTPENDIO ATEO: ci sono dubbi sulla sua esistenzaSTIPENDIO MAGICO: se ti muovi sparisceSTIPENDIO TEMPESTA: non sai quando arriva e non sai nemmeno quanto durera'STIPENDIO UMORE NERO: ridi per non piangereSTIPENDIO PRESERVATIVO: ti fa passare tutte le voglieSTIPENDIO IMPOTENTE: ti lascia solo quando hai piu' bisogno di luiSTIPENDIO MESTRUAZIONE: arriva una volta al mese e dura 3-4 giorniSTIPENDIO WALT DISNEY: sono 30 anni che e' congelatoSono indecisa...tra lo stipendio magico e quello ateo...o entrambi...ridiamo per non piangereposto un'articolo molto interessante che parla di mobbing.. sempre più persone sono soggette a questa forma di violenza psicologica... che ne pensate?Negli ambienti lavorativi si parla di “mobbing” in tutti quei casi in cui un lavoratore è fatto ripetutamente oggetto di soprusi da parte di colleghi, superiori o dall’azienda stessa, soprusi che tendono ad isolarlo dall’ambiente di lavoro se non addirittura ad espellerlo con la conseguenza di intaccarne significativamente l’equilibrio psicofisico e la fiducia in se stesso, limitandone al tempo stesso la capacità di svolgere le proprie mansioni, provocandone forti squilibri emotivi, depressione e, nei casi più gravi, persino il suicidio!La parola “mobbing” deriva dal verbo inglese “to mob” che significa “aggredire”, “attaccare” ed il termine viene in genere utilizzato nella lingua inglese per indicare il tipo di aggressione compiuto da alcuni animali che, circondando un membro del gruppo, ne provocano l’allontanamento. Deve essere innanzitutto chiaro ed inequivocabile che per la CGIL e per il sindacato tutto il “mobbing” non è soltanto “un problema” ma è una forma di violenza intollerabile ed inaccettabile che và combattuta a prescindere dai soggetti coinvolti e dai contesti in cui essa viene messa in atto.Non può e non deve essere tollerabile che nel terzo millennio vi siano ancora donne e uomini che debbano subire angherie e violenze sul posto di lavoro, spesso anche di carattere sessuale, senza che queste siano perentoriamente denunciate.E’ ruolo del sindacato, ed in particolare delle RLSA, individuare, contrastare e, ove possibile, prevenire l’insorgenza di tali problematiche individuandone le cause scatenanti e denunciandole con tempestività anche se, và detto, spesso è questo un compito di immensa difficoltà.In primo luogo perché, probabilmente, con fatica si riesce davvero a riconoscere e quindi affrontare adeguatamente il fenomeno del “mobbing” nei luoghi di lavoro e poi perché c’è sempre una certa reticenza a parlarne ed a far parlare di un simile argomento, per varie ragioni, anche se non tutte sempre giustificabili. Paura di ritorsioni e vendette da parte degli aggressori e\o delle aziende, timore di veder precipitare la situazione, angoscia per il proprio futuro occupazionale e così via. Il “mobbing” fa paura in tutte le sue manifestazioni, possibilmente anche prima che si riesca ad individuarlo.E’ bene ricordare che l’art. 2087 c.c. sancisce le responsabilità del datore di lavoro ed impone agli stessi di adottare tutte le misure necessarie a tutelare l’integrità fisica e morale dei lavoratori.Individuare tutte le cause che portano con certezza a fenomeni di “mobbing” non è certo facile ma senza ombra di dubbio situazioni come ambiguità di ruoli, sovraccarico lavorativo, politiche aziendali improntate sull’esasperazione gerarchica e sulla competitività interpersonale, pesanti riorganizzazioni aziendali, unite all’incapacità di affrontare e risolvere in tempo i problemi o, peggio, a trascurarli del tutto, e la continua ricerca del profitto a scapito della qualità giocano un ruolo determinante a riguardo.
Stipendio
STIPENDI...con quale ti identifichi?STIPENDIO CIPOLLA: apri la busta e puoi solo piangereSTIPENDIO CANAGLIA: non ti aiuta, ti fa soffrire, ma non puoi vivere senzaSTIPENDIO DIETETICO: ti fa mangiare ogni volta menoSTPENDIO ATEO: ci sono dubbi sulla sua esistenzaSTIPENDIO MAGICO: se ti muovi sparisceSTIPENDIO TEMPESTA: non sai quando arriva e non sai nemmeno quanto durera'STIPENDIO UMORE NERO: ridi per non piangereSTIPENDIO PRESERVATIVO: ti fa passare tutte le voglieSTIPENDIO IMPOTENTE: ti lascia solo quando hai piu' bisogno di luiSTIPENDIO MESTRUAZIONE: arriva una volta al mese e dura 3-4 giorniSTIPENDIO WALT DISNEY: sono 30 anni che e' congelatoSono indecisa...tra lo stipendio magico e quello ateo...o entrambi...ridiamo per non piangereposto un'articolo molto interessante che parla di mobbing.. sempre più persone sono soggette a questa forma di violenza psicologica... che ne pensate?Negli ambienti lavorativi si parla di “mobbing” in tutti quei casi in cui un lavoratore è fatto ripetutamente oggetto di soprusi da parte di colleghi, superiori o dall’azienda stessa, soprusi che tendono ad isolarlo dall’ambiente di lavoro se non addirittura ad espellerlo con la conseguenza di intaccarne significativamente l’equilibrio psicofisico e la fiducia in se stesso, limitandone al tempo stesso la capacità di svolgere le proprie mansioni, provocandone forti squilibri emotivi, depressione e, nei casi più gravi, persino il suicidio!La parola “mobbing” deriva dal verbo inglese “to mob” che significa “aggredire”, “attaccare” ed il termine viene in genere utilizzato nella lingua inglese per indicare il tipo di aggressione compiuto da alcuni animali che, circondando un membro del gruppo, ne provocano l’allontanamento. Deve essere innanzitutto chiaro ed inequivocabile che per la CGIL e per il sindacato tutto il “mobbing” non è soltanto “un problema” ma è una forma di violenza intollerabile ed inaccettabile che và combattuta a prescindere dai soggetti coinvolti e dai contesti in cui essa viene messa in atto.Non può e non deve essere tollerabile che nel terzo millennio vi siano ancora donne e uomini che debbano subire angherie e violenze sul posto di lavoro, spesso anche di carattere sessuale, senza che queste siano perentoriamente denunciate.E’ ruolo del sindacato, ed in particolare delle RLSA, individuare, contrastare e, ove possibile, prevenire l’insorgenza di tali problematiche individuandone le cause scatenanti e denunciandole con tempestività anche se, và detto, spesso è questo un compito di immensa difficoltà.In primo luogo perché, probabilmente, con fatica si riesce davvero a riconoscere e quindi affrontare adeguatamente il fenomeno del “mobbing” nei luoghi di lavoro e poi perché c’è sempre una certa reticenza a parlarne ed a far parlare di un simile argomento, per varie ragioni, anche se non tutte sempre giustificabili. Paura di ritorsioni e vendette da parte degli aggressori e\o delle aziende, timore di veder precipitare la situazione, angoscia per il proprio futuro occupazionale e così via. Il “mobbing” fa paura in tutte le sue manifestazioni, possibilmente anche prima che si riesca ad individuarlo.E’ bene ricordare che l’art. 2087 c.c. sancisce le responsabilità del datore di lavoro ed impone agli stessi di adottare tutte le misure necessarie a tutelare l’integrità fisica e morale dei lavoratori.Individuare tutte le cause che portano con certezza a fenomeni di “mobbing” non è certo facile ma senza ombra di dubbio situazioni come ambiguità di ruoli, sovraccarico lavorativo, politiche aziendali improntate sull’esasperazione gerarchica e sulla competitività interpersonale, pesanti riorganizzazioni aziendali, unite all’incapacità di affrontare e risolvere in tempo i problemi o, peggio, a trascurarli del tutto, e la continua ricerca del profitto a scapito della qualità giocano un ruolo determinante a riguardo.