tratto dal sito
www.psychologies.itAvete deciso di condividere la vostra vita con qualcuno. Come fare in modo che la relazione duri nel tempo?Sembra banale, ma succede quasi a tutti: con il passare del tempo, vivere insieme logora quella leggerezza e quella passione che rendeva magici i primi incontri. Inevitabile e irreversibile? No sostegono gli psicologi: la mission è quella di aiutare le coppie a ritrovare la vivacità, la sensualità e la creatività di un tempo. ed ecco i CONCETTI CHIAVE che ci aiuterebbero a vivere serenamente una vita in due:1. Capire cosa va bene e cosa no. E dirselo Lui odia le cene di famiglia, ma non ne ha mai parlato con lei. In una coppia questi non-detti rischiano di creare forti incomprensioni. Per rimediare si propone un esercizio: “Si chiede a ciascun partner di stendere la lista di quelli che, ai suoi occhi, sono gli aspetti migliori e quelli peggiori dello stare insieme. Poi i due si scambiano le
liste e ne discutono. Spesso scoprono che intendono le medesime parole in modi del tutto diversi. Per esempio, per lui, ‘avere fiducia’ significa essere certo che lei lo accoglierà sempre, anche se dovesse commettere degli errori. Per lei, invece, significa che lui, di errori, non ne dovrà commettere!”. Questo esercizio permette anche di riconoscere la propria parte di responsabilità nelle situazioni negative per la coppia e di scoprire nuove strade per esaltare il meglio. Esempio: lei si rende conto di stare tutto il giorno in tuta mentre lui ha scritto che apprezza le donne eleganti e truccate... La coppia potrebbe perfino scoprire che alcuni aspetti, all’inizio positivi, forse oggi, dopo 10 anni, non lo sono più... Esiste infatti una “naturale” evoluzione della coppia che, secondo gli psicologi, attraversa 6 stadi, che ripercorrono quelli della relazione madre-figlio: fusione, differenziazione, esplorazione, avvicinamento, cooperazione, sinergia. E il passaggio tra uno stadio e l’altro non avviene mai senza creare conflitti... 2. Stabilire uno statuto “Come secondo esercizio si chiede alla coppia di scrivere insieme una lista dei desideri e delle soddisfazioni di entrambi ed eventualmente di contrattarli insieme”. Trovare obiettivi comuni è essenziale. Eppure, la maggior parte delle coppie vive giorno dopo giorno senza un progetto di vita comune. Quando siamo chiamati a definire i nostri progetti di fronte all’altro, si manifesta spesso in noi una resistenza
inconscia, forse perché abbiamo paura di scoprire che lui o lei non è la persona giusta. Un esempio tipo: lei ammette di convivere per fondare una famiglia, mentre lui afferma di stare con lei solo per il sesso. “Persino per una coppia così c’è una speranza. Una volta consapevoli delle proprie differenze, potranno negoziare”. Scegliamo la fedeltà? Cosa accade se trasgrediamo le regole? Quando uno ha voglia di sesso e l’altro no... chi la spunta? Queste riflessioni possono sembrare poco 'romantiche' ma permettono a ciascuno di diventare autonomo e uscire dalla posizione di vittima. “Spesso è difficile comunicare perché ciascuno attende che sia l’altro a fare il primo passo”. 3. Affermare la propria identità sessuale "Dopo un po' di tempo di vita in comune, per adattarsi al partner, si modificano alcuni lati dell'identità. Molti uomini accentuano il loro lato femminile: gentili, comprensivi, si "ammorbidiscono" finendo per sembrare delle ‘vecchie madri’ accanto alle proprie
compagne. Dal canto loro, le donne diventano più maschili: agiscono, fanno valere la propria autorità, si occupano dell’altro". Questo rimescolamento dei generi è particolarmente nefasto sul piano fisico. Come continuare a desiderare un altro che ci assomiglia tanto? Il rimedio consiste nel reintegrare la propria identità sessuale. "Le donne hanno bisogno di passare più momenti di intimità con altre donne. Così parleranno della menopausa con le amiche invece che con i mariti. Lo stesso vale per gli uomini". Questa immersione tra persone del proprio sesso permette anche di uscire dal rapporto di fusione totale con il partner. Da qualche anno, la psicologia si sta interessando alla comunicazione uomo-donna. Alcuni lavori hanno permesso di trovare le regole che governano i comportamenti più incomprensibili dei nostri partner... e spiegano le nostre difficoltà a circoscriverli. Esempio: lui si mette la tuta. “ Dove vai?” chiede lei. "A correre". "Avresti potuto chiedermi di venire...". "Ma se non ti piace!? Comunque, se vuoi, vieni pure...". "No vacci da solo. Avrei solo voluto che tu ti interessassi a me". "Una scena come questa, è un tipico esempio di malinteso cui può andare incontro la coppia. In effetti, l’uomo ha bisogno di rigenerarsi con l’azione. Spesso la sua preoccupazione principale è: "Che facciamo?". La donna, invece, cerca innanzitutto la sicurezza di un legame solido". 4. Sfruttare la rabbia e i litigi La collera, troppo spesso trattenuta dai due partner perché considerata 'cattiva', è un potente antidoto: permette di strappare le erbacce costituite dal senso di colpa e dal risentimento, e di estrarre gli artigli. Volere una relazione viva significa anche sapere esprimere il proprio disagio: "Non ne posso più dei tuoi amici e di passare
intere serate ad ascoltarli". "L'intensità della rabbia è proporzionale a quella del legami. Deve trovare sfogo senza che l'altro tema di essere lasciato o rifiutato. Arrabbiarsi non significa non amarsi! E, soprattutto, l'altro deve ascoltare veramente senza cercare di minimizzare il disagio del partner". Perché il conflitto si risolva in modo positivo, dovrà essere seguito da azioni concrete: "Si può chiedere scusa, certo, ma bisogna soprattutto essere pronti a pagare un conto emotivo 'simbolico': "Cosa preferisci? Una cena nel tuo ristorante preferito o un massaggio ai piedi?". Questi risarcimenti affettivi, anche se possono sembrare futili, rimarginano le ferite. In futuro, ciascuno dovrà prendersi un impegno concreto nei confronti dell'altro: 'Promesso, non li inviterò più senza prima consultarti'. Dichiarazioni che, se trasformate in azioni, permettono alla coppia di ripartire proprio dagli elementi causa di crisi". 5. Sapere esprimere gratitudine
Tra i suggerimenti più originali c'è la "terapia del grazie". E cioè come dare spazio alla manifestazione della gratitudine che il nostro partner può sapere risvegliare in noi: "Sono stata veramente contenta di trovare la casa in ordine ieri sera". "Troppo spesso diamo per scontato ciò che ci viene dato", afferma il terapeuta. “Riconoscere all’altro ciò che fa per noi è, invece, molto importante per rendere più intenso il legame. La gratitudine è il nutrimento o, in un certo senso, il 'concime' della coppia". Le coppie che non resistono a questo tipo di impegno a "nutrirsi" reciprocamente, si separano con molta facilità. Mentre le altre trovano una conferma delle proprie scelte. In entrambi i casi la posta in gioco è alta: risolvere un rapporto che altrimenti rischia di languire...