Dopo l’inizio della sua predicazione i miscredenti iniziarono a perseguitarlo, ma il Profeta (pace e benedizioni su di lui) non mostrò mai alcun segno di esitazione o di debolezza. Nel frattempo Abu Lahab, che era un suo acerrimo nemico, comandò ai suoi due figli di divorziare dalle loro mogli, Ruqayyah e Umm Kulthum, che erano le figlie del Profeta (pace e benedizioni su di lui). Khadija (che Allah si compiaccia di lei) però rassicurò le figlie e le convinse ad accettare tutto di buon grado, perché Allah aveva in serbo per loro qualcosa di meglio. Allah, infatti, salvò le due figlie del Profeta (pace e benedizioni su di lui) dalla casa di Abu Lahab e di sua moglie, Umm Jamil. Dopo poco tempo, infatti, Ruqayyah (che Allah si compiaccia di lei) andò sposa ad un uomo ricco e nobile, Uthman ibn Affan, destinato a diventare il terzo Califfo.Dal momento che le persecuzioni dei miscredenti contro i musulmani non davano i frutti sperati, i Quraysh decisero di boicottare il Profeta (pace e benedizioni su di lui) e i credenti spingendoli fuori dalla Mecca nella Valle di Banu Hashim. Stabilirono che nessun membro della loro tribù era autorizzato a sposare, comprare o vendere qualcosa ai musulmani. L’ingiusto boicottaggio si protrasse per tre anni fino a quando il Profeta (pace e benedizioni su di lui) e i suoi compagni non furono quasi ridotti allo stremo delle forze. Insieme con suo marito, Khadija (che Allah si compiaccia di lei) si trasferì nella valle condividendo con lui afflizione e sopportando con pazienza tutte le sofferenze, che quella situazione comportava, cercando di consolare il marito in ogni modo. Khadija (che Allah si compiaccia di lei) aveva abbandonato volontariamente ogni tipo di comodità, di lusso e di prosperità per stare accanto a suo marito in quel momento difficile e per aiutarlo nel momento dell’oppressione sulla via di Allah, perché era pronta a sacrificare ogni cosa in suo possesso per la sua fede. Dopo che il boicottaggio ebbe fine, Khadija (che Allah si compiaccia di lei) tornò a casa sua, ma non godeva più di buona salute come prima. Infatti, quando ritornò, le sue condizioni erano piuttosto gravi. Nel decimo anno dopo la missione del Profeta (pace e benedizioni su di lui) e tre anni prima dell’Hijrah, Khadija (che Allah si compiaccia di lei) morì e il suo spirito si sottomise al suo creatore. Lei morì mentre suo marito, che aveva amato e in cui aveva creduto, l’abbracciava e le sue figlie le stavano vicino. E’ un momento tristissimo, quando un marito è separato dalla moglie amata. Khadija (che Allah si compiaccia di lei), che aveva aiutato il Profeta (pace e benedizioni su di lui) con tutta se stessa, era morta e anche Abu Talib, che lo aveva protetto come un figlio, morì dopo poco. Il Profeta (pace e benedizioni su di lui) riferendosi al dolore immenso per la perdita di sua moglie e di suo zio, chiamò questo anno “l’anno del dolore”.Khadija (che Allah si compiaccia di lei) morì tre anni prima dell’Hijrah e, dopo la sua morte, il Profeta (pace e benedizioni su di lui) mantenne sempre vivo il suo ricordo menzionandola spesso, lodandola, onorando la sua famiglia e cercando l’amicizia di coloro che l’avevano conosciuta. A questo proposito Aishah (che Allah si compiaccia di lei) ci ha tramandato: “Una volta Halah bint Khuwaylid, che era la sorella di Khadija e aveva una voce simile alla sua, chiese il permesso di entrare e il Profeta (pace e benedizioni su di lui) disse: “O Allah, Halah la sorella di Khadija. Così io m’ingelosì e gli dissi: “Perché ricordi un’anziana donna Quraysh? Una donna che è morta tanto tempo fa e al cui posto Allah ti ha dato qualcosa di meglio? Le mie parole dispiacquero al Profeta (pace e benedizioni su di lui), che disse: “No, Allah non mi ha dato qualcosa di meglio al suo posto, perché lei ha creduto in me, quando tutti dubitavano, mi ha sostenuto quando le persone mi deridevano, mi ha consolato con il suo denaro, quando mi hanno privato di tutto, e da lei ho avuto dei figli”[1]. [1] Cfr. Al-Bukhari, Manaqib al-Ansar, 7, 166, 3821.
KHADIJA LA SPOSA DEL PROFETA MUHAMMAD TERZA PARTE
Dopo l’inizio della sua predicazione i miscredenti iniziarono a perseguitarlo, ma il Profeta (pace e benedizioni su di lui) non mostrò mai alcun segno di esitazione o di debolezza. Nel frattempo Abu Lahab, che era un suo acerrimo nemico, comandò ai suoi due figli di divorziare dalle loro mogli, Ruqayyah e Umm Kulthum, che erano le figlie del Profeta (pace e benedizioni su di lui). Khadija (che Allah si compiaccia di lei) però rassicurò le figlie e le convinse ad accettare tutto di buon grado, perché Allah aveva in serbo per loro qualcosa di meglio. Allah, infatti, salvò le due figlie del Profeta (pace e benedizioni su di lui) dalla casa di Abu Lahab e di sua moglie, Umm Jamil. Dopo poco tempo, infatti, Ruqayyah (che Allah si compiaccia di lei) andò sposa ad un uomo ricco e nobile, Uthman ibn Affan, destinato a diventare il terzo Califfo.Dal momento che le persecuzioni dei miscredenti contro i musulmani non davano i frutti sperati, i Quraysh decisero di boicottare il Profeta (pace e benedizioni su di lui) e i credenti spingendoli fuori dalla Mecca nella Valle di Banu Hashim. Stabilirono che nessun membro della loro tribù era autorizzato a sposare, comprare o vendere qualcosa ai musulmani. L’ingiusto boicottaggio si protrasse per tre anni fino a quando il Profeta (pace e benedizioni su di lui) e i suoi compagni non furono quasi ridotti allo stremo delle forze. Insieme con suo marito, Khadija (che Allah si compiaccia di lei) si trasferì nella valle condividendo con lui afflizione e sopportando con pazienza tutte le sofferenze, che quella situazione comportava, cercando di consolare il marito in ogni modo. Khadija (che Allah si compiaccia di lei) aveva abbandonato volontariamente ogni tipo di comodità, di lusso e di prosperità per stare accanto a suo marito in quel momento difficile e per aiutarlo nel momento dell’oppressione sulla via di Allah, perché era pronta a sacrificare ogni cosa in suo possesso per la sua fede. Dopo che il boicottaggio ebbe fine, Khadija (che Allah si compiaccia di lei) tornò a casa sua, ma non godeva più di buona salute come prima. Infatti, quando ritornò, le sue condizioni erano piuttosto gravi. Nel decimo anno dopo la missione del Profeta (pace e benedizioni su di lui) e tre anni prima dell’Hijrah, Khadija (che Allah si compiaccia di lei) morì e il suo spirito si sottomise al suo creatore. Lei morì mentre suo marito, che aveva amato e in cui aveva creduto, l’abbracciava e le sue figlie le stavano vicino. E’ un momento tristissimo, quando un marito è separato dalla moglie amata. Khadija (che Allah si compiaccia di lei), che aveva aiutato il Profeta (pace e benedizioni su di lui) con tutta se stessa, era morta e anche Abu Talib, che lo aveva protetto come un figlio, morì dopo poco. Il Profeta (pace e benedizioni su di lui) riferendosi al dolore immenso per la perdita di sua moglie e di suo zio, chiamò questo anno “l’anno del dolore”.Khadija (che Allah si compiaccia di lei) morì tre anni prima dell’Hijrah e, dopo la sua morte, il Profeta (pace e benedizioni su di lui) mantenne sempre vivo il suo ricordo menzionandola spesso, lodandola, onorando la sua famiglia e cercando l’amicizia di coloro che l’avevano conosciuta. A questo proposito Aishah (che Allah si compiaccia di lei) ci ha tramandato: “Una volta Halah bint Khuwaylid, che era la sorella di Khadija e aveva una voce simile alla sua, chiese il permesso di entrare e il Profeta (pace e benedizioni su di lui) disse: “O Allah, Halah la sorella di Khadija. Così io m’ingelosì e gli dissi: “Perché ricordi un’anziana donna Quraysh? Una donna che è morta tanto tempo fa e al cui posto Allah ti ha dato qualcosa di meglio? Le mie parole dispiacquero al Profeta (pace e benedizioni su di lui), che disse: “No, Allah non mi ha dato qualcosa di meglio al suo posto, perché lei ha creduto in me, quando tutti dubitavano, mi ha sostenuto quando le persone mi deridevano, mi ha consolato con il suo denaro, quando mi hanno privato di tutto, e da lei ho avuto dei figli”[1]. [1] Cfr. Al-Bukhari, Manaqib al-Ansar, 7, 166, 3821.