islam

AISHAH BINT ABU BAKR QUINTA PARTE


Aishah (che Allah si compiaccia di lei) andò a Basra per cercare di porre fine al conflitto: i credenti dovevano rivolgersi alla loro madre e dovevano rispettare la santità del Profeta, cessando di ogni ostilità. Aishah (che Allah si compiaccia di lei) partì con l’intenzione di ricondurre alla ragione i due gruppi in conflitto al fine che ritornassero sulla retta via. Quando giunse a al-Haw’ab, sentì un cane abbaiare e pensò: “Forse debbo tornare indietro”. Una volta infatti il Profeta (pace e benedizioni su di lui) aveva detto: “Chi di voi udrà abbaiare i cani di al-Haw’ab? Az-Zubayr però le disse: “Che Allah ti permetta di portare pace tra i gruppi in conflitto”. Le parti in conflitto sembravano aver raggiunto un compromesso, ma gli assassini di Uthman (che Allah si compiaccia di lui) provocarono nuovi disordini, ripresero la loro cospirazione e di conseguenza anche la lotta. Il giudice di Basra, Ka’b ibn Sawr, si recò da Aishah (che Allah si compiaccia di lei), dicendo: “Parla con loro! Che Allah ti conceda di correggerle e farle desistere dalle loro malefatte”. Aishah (che Allah si compiaccia di lei), che aveva visto con i propri occhi che cosa avevano commesso le due parti avversarie, diede una copia del Corano a Ka’b ibn Sawr dicendogli: “Invitali ad essere giudicati secondo il Corano!”. Gli assassini di Uthman (che Allah si compiaccia di lui) però non accettarono il suo invito, ma uccisero i messaggeri. La situazione si aggravò e ricominciò la lotta. Quel giorno fu chiamato il Giorno del Cammello, perché i seguaci di Abdullah ibn Saba presero di mira l’howdah di Aishah (che Allah si compiaccia di lei) con l’intenzione di ucciderla. Quando il cammello cadde, le persone di dispersero e la battaglia giunse alla fine. Dopo Ali ibn Abu Talib ordinò a Muhammad ibn Abu Bakr e ad Ammar ibn Yasir di portare l’howdah. Al-qa’qa ibn Amr venne dalla madre dei credenti e la salutò. Poi lei disse: “Avrei voluto essere uccisa venti anni prima di questo giorno”. Ali ibn Abu Talib giunse, la salutò e le disse: “Come stai, madre?” “Sto bene”. “Che Allah ti perdoni!” “Che Allah perdoni che te!”. Dopo aver fornito ad Aishah (che Allah si compiaccia di lei)  tutto quello che le era necessario per il viaggio, Ali ibn Abu Talib le disse addio e scelse quaranta donne di Basra per farle compagnia e ordinò a suo fratello, Abdullah ibn Abu Bakr, di andare con lei e permise a coloro, che erano stati salvati dall’esercito e che erano venuti con lei, di tornare indietro a meno che avessero desiderato di rimanere. Ali l’accompagnò per molte miglia. Era il 36 anno dopo l’Hijrah ed il primo giorno del mese di Rajab. Aishah (che Allah si compiaccia di lei)  tornò alla Mecca, dove compì quell’anno il pellegrinaggio, e poi si diresse a Medina. Dopo la battaglia del cammello Aishah (che Allah si compiaccia di lei)  visse per altri ventidue anni e morì durante il califfato di Mu’awiyah ibn Abu Sufyan. Morì il diciassettesimo giorno del mese del Ramadan nel 58 AH, quando aveva circa sessantasette anni. Quando era sul letto di morte, Abdullah ibn Abbas (che Allah si compiaccia di lui)  le chiese di entrare e lei le diede il permesso. Dopo essere entrato le disse: “Ti porto buone notizie. Niente si frappone tra te, il Profeta e coloro che ami eccetto che la tua anima non spiri dal corpo. Tu sei stata la sposa più amata del Profeta (pace e benedizioni su di lui) che amava solo ciò che è buono. La tua collana andò perduta nella notte di al-Abwa e il Profeta (pace e benedizioni su di lui) e i compagni si svegliarono senza acqua in loro possesso. E proprio a causa tua fu rivelato il versetto relativo alle abluzioni a secco. Allah l’Eccelso ha rivelato la tua innocenza per mezzo dell’arcangelo Gabriele e questo versetto sarà recitato giorno e notte in ogni Moschea fino al Giorno del Giudizio. Aishah (che Allah si compiaccia di lei)  però disse: “O Ibn Abbas! Per Colui nelle cui mani è la mia anima, vorrei essere qualcosa di dimenticato”.Questo è un esempio di pietà e devozione. La madre dei credenti, infatti, si ricordò dell’Altro Mondo nel suo cuore, dimenticando tutte le virtù menzionate da Ibn Abbas. (che Allah si compiaccia di lui). Questa è una prova della forza della sua fede e della costanza della sua convinzione.Aishah (che Allah si compiaccia di lei) morì nella diciassettesima notte del Ramadan del 58 AH e fu seppellita nella notte nel cimitero di al-Baqi e la preghiera funebre fu condotta da Abu Hurayrah (che Allah si compiaccia di lui).