E dopo aver scherzato un pò, vi propongo questo articoletto tratto dal sito
www.o-presebbio.com/ per sottolineare come l'arte del Presepe sia così intrinseca alla città partenopea.Napoli è il presepe
Il presepe è Napoli e Napoli è il presepe, l'uno non può esistere senza l'altra e viceversa.In tanta letteratura partenopea, nelle cronache dei viaggiatori, nei bozzetti, nelle tele, si parla della vita popolare napoletana, dei riti e delle usanze di questo popolo unico al mondo e, leggendo o ammirando questi "ritratti" si affacciano ai nostri occhi familiari scorci riprodotti in tutto e per tutto nel presepe.Il presepe è inequivocabilmente Napoli, i pastori rappresentazione del popolo napoletano, le case, le osterie, il paesaggio sono partenopei, nulla vi è che possa rimandare alla Palestina se non, solo ed esclusivamente, l'Evento.Gesù Bambino nasce a Napoli come nel mondo intero ma, a Napoli, città così ricca di leggende, storia e tradizione, la nascita divina non poteva essere come nel resto del mondo, "U Piccirillo" nato in una mangiatoia, viene ad essere il simbolo di una derelitta plebe che vede nella fede, forse bigotta, forse permeata di paganesimo, un riscatto alla propria reietta condizione.E stato per questo che il presepe ha avuto a Napoli, più che altrove, la sua massima diffusione.Ma ciò che rende inimitabile l'insieme è lo sfondo che comprende il Vesuvio con i suoi dintorni. Ed è proprio questa la ragione per cui il presepe a Napoli, nel corso dei secoli, è divenuto parte integrante della città stessa, ha affascinato ed affascina ogni ceto, rappresenta e rappresenterà sempre la parte più reale e più viva del popolo napoletano colto nelle sue poliedriche e infinite sfaccettature.