Scontri di principii

Forse e' ora di riconoscere lo Stato Islamico


Notizia di oggi: la Francia comincia i bombardamenti contro l'ISIS unendosi all'alleanza guidata dagli Americani. Dato che i bombardieri francesi non risulta siano molto diversi da quelli americani, non credo che l'ISIS se ne preoccupera' piu' di tanto. Altra notizia di oggi: il NYT riporta che i combattenti stranieri dell'ISIS sono saliti da 15 mila a 30 mila in un anno, un raddoppio netto. Tutto questo nonostante i bombardamenti. Nel frattempo i russi stanno mandando mezzi e uomini a sostegno del loro caro amico Assad, e soprattutto a difesa della loro base navale di Latakia, strategicamente per loro fondamentale.Tra un anno circa ci saranno le elezioni americane ed il presidente Obama lascera la Casa Bianca dopo 8 anni. E' improbabile che in questo periodo di tempo la strategia americana in Medio Oriente possa cambiare. Presumibilmente Obama continuera' con i bombardamenti aerei e non inviera' truppe. Tra un anno pero' il nuovo presidente avra' l'opportunita' di cambiare radicalmente le cose. I candidati alla presidenza avranno percio' l'opportunita' di confrontarsi proponendo cambiamenti, e gli elettori eleggeranno la strategia piu' convincente.A mio avviso le possibili strategie sono tre: 1) continuare con l'attuale politica di bombardamento aereo, che pero' come stiamo vedendo non sta portando risultati significativi. Anzi, e' quella che sta creando milioni di profughi che poi cercano di entrare in Europa. 2) Mandare i soldati a combattere, un po' come stanno facendo i russi. Il rischio molto forte e' quello di impelagarsi in una guerra sul genere Vietnam, lunga e perdente. 3) La terza strategia, la mia preferita, e' riconoscere la vittoria dello Stato Islamico e riconoscere l'esistenza di un nuovo stato a cavallo tra Siria ed Iraq sotto il dominio degli uomini di Al Baghdadi. Questo significherebbe la cessazione delle ostilita' con gli stati confinanti e il ritorno di gran parte dei profughi nelle loro case. Ovviamente un pezzetto di Siria resterebbe con Assad, protetto dai russi, e magari un altro pezzetto potrebbe essere assegnato ai Kurdi e costituire il primo nucleo di un nascente Kurdistan.Da qui alle elezioni americane c'e' un anno di tempo per discutere e confrontarsi, spero che il dibattito si sviluppi in questo senso.