Scontri di principii

E' scoppiata la III guerra mondiale


Almeno cosi' a me pare, con l'entrata in campo diretta dei Russi che ha impresso una notevole accelerazione agli eventi. L'ultima volta che Russi e Americani si sono ritrovati a combattere insieme era ai tempi della II guerra mondiale, e ci sono molte ragioni per ritenere che quella di oggi, per ampiezza dei fronti di battaglia e per potenza e numero dei partecipanti non sia da meno, tenendo conto che probabilmente siamo solo nelle prime fasi. I teatri di guerra comprendono il fronte siriano, quello irakeno, lo Yemen, la Libia, il Sinai egiziano, l'Afghanistan, la Somalia, ampie zone dell'Africa centrale, insomma, ovunque il radicalismo islamico che ha generato l'ISIS, Al Qaeda, Boko Haram, Al Shahab, ed un'infinita' di altri gruppuscoli e sigle si sia organizzato militarmente.A fronteggiare tale minaccia c'e' uno sterminato numero di nazioni che ne sono piu' o meno minacciate, a partire dagli staterelli piu' o meno tirannici che sono direttamente interessati dai fenomeni di insorgenza armata, alle grandi nazioni occidentali e non che li appoggiano in nome di interessi particolari. Basta dare un'occhiata a questa pagina Wikipedia che riassume le forze in campo in funzione anti ISIS in Siria ed Iraq, ed aggiungere gli attori sugli altri campi di battaglia per rendersi conto della quantita' e qualita' dei partecipanti al conflitto.Se pero' andiamo nel dettaglio ad esaminare gli obbiettivi di ciascun partecipante al conflitto, ci rendiamo conto di quanto questa III guerra mondiale sia un coacervo di interessi diversi, tanto che non e' possibile distinguere due semplici schieramenti che si fronteggiano, ma un numero elevato di schieramenti che si fronteggiano con finalita' diverse. I Russi per esempio combattono tutti coloro che si oppongono militarmente ad Assad, e cio' include l'ISIS ma anche altre tipologie di ribelli non affiliate all'ISIS ma pur sempre di ispirazione radicale islamica sunnita. Gli USA invece combattono l'ISIS ma appoggiano questi altri gruppi in funzione anti Assad, cosi' come l'Arabia Saudita e gli altri paesi del Golfo, i quali a dire il vero mirano piu' che a colpire l'ISIS, ad abbattere Assad. I Turchi partecipano al conflitto in chiave unicamente anti kurda, per evitare che nasca uno stato kurdo indipendente che potrebbe reclamare anche territori attualmente facenti parte della Turchia.Un'altra grande chiave del conflitto in atto e' la contrapposizione feroce sunniti-shiiti che e' all'origine sia dell'avversione verso Assad dei paesi del golfo, sia, per ragioni opposte, dell'appoggio che Assad riceve da Hezbollah e dall'Iran. Il conflitto in Yemen e' pienamente espressione di questa contrapposizione.Israele in tutto questo fa la parte dell'occhio del ciclone. E' talmente centrale nel conflitto in atto che rappresenta una zona di calma e tranquillita'. Fin che dura.Per quanto riguarda gli altri teatri di guerra, da tenere d'occhio per noi Italiani e' il fronte libico. Un po' per ragioni storiche e un po' per ragioni economiche ritengo che prima o poi sara' inevitabile un nostro coinvolgimento militare diretto nella zona. Ci sono aziende italiane in zona, ci sono risorse petrolifere da cui dipende il benessere economico del nostro paese, si tratta di garantire la protezione di tutto cio'. Si tratta di aiutare un popolo a trovare una pacificazione interna che possa portare benessere e prosperita' per tutti. Questo e' quello che dira' il governo, io invece penso che comunque vada sara' una carneficina. Una carneficina ahime' inevitabile e che dipende direttamente dallo scontro di principii in atto.Staremo a vedere come si evolve, ma credo che le cose potranno solo peggiorare