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Insicurezza


L’episodio di assurda violenza accaduto ieri a Tor di Quinto, un quartiere in periferia di Roma, ha portato alla ribalta il tema della sicurezza, o meglio dell’ INSICUREZZA che ormai è diventata una piaga del nostro Paese. La piccola criminalità è ormai dilagante dappertutto, nelle grandi come anche nelle piccole città. Furti e violenze sono all’ordine del giorno. Ma perché si è giunti a tutto ciò? Perché siamo costretti a parlarne solamente dopo un fatto di assoluta ferocia? Perché siamo ciechi e impotenti di fronte all’aumento dei crimini commessi da stranieri irregolari o clandestini? Perché non possiamo più criticare o attuare delle proposte concrete per migliorare le nostre città cacciando chi non produce, chi delinque in tutte le forme possibili, chi è dannoso per il mantenimento di una società tranquilla, con il rischio di essere bollati come “razzisti”?Tante domande, anzi troppe, che turbano la nostra esistenza. Domande che non trovano risposta, e seppure la trovassero essa sarebbe effimera.Ma se vogliamo andare alla radice del problema, a chi imputare la colpa? Ai numerosi stranieri, soprattutto dell’Europa dell’Est (e dati alla mano la comunità rumena prima per i delitti in Italia – fonte Corriere.it) dediti alla criminalità? O all’ inefficienza e inefficacia delle misure adottate dai vari governi che si sono succeduti fin’ora? A proposito finiamola, e mi riferisco ai politici di qualsiasi schieramento, di scaricare le colpe sull’avversario, ma invece per una volta lavoriamo tutti insieme per un progetto veramente concreto, duraturo e serio per il bene della nostra Italia.Il sentimento che proviamo credo tutti in questo momento è quello dell’ INDIGNAZIONE. Mi vengono in mente le parole del marito (un ufficiale della Marina) della donna barbaramente seviziata: “Se non fossi un uomo di Stato mi farei giustizia con le mie mani” (fonte Repubblica.it).Tu STATO veramente vuoi indurci a fare giustizia da soli?