Li ho conservati tutti...
Avevo una bella calligrafia, disordinata e generosa,con caratteri molto grandi,esaurivo immediatamente i notebook o quadernetti.Confessioni intime,appunti “per riordinare le idee”,Comprese tutte le sciocchezze quotidiane.Annotavo tutto quello che non “dovevo”dimenticare.Sia il brutto che il bello.Pensavo “se dovesse succedermi qualcosa all’improvviso,gli altri avrebbero capito meglio il perché del mio modo di vivere,a volte strampalato a volte ragionevole.Scrivere era l’unica forma che avevo di fare ordine nel mio cervello.Un ordine mentale che mi apparteneva nel mio essere disordinata.Non riesco più tanto bene a farlo,perché spesso non riesco a mettere ordine nei miei pensieri,e mi perdo in lunghi discorsi senza senso.Rileggo volentieri ma con un velo di tristezzail passato...le azioni compiute e quelle ricevutei pensieri e le ferite, gli entusiasmi...il mio vissuto sino a poco tempo fa...banalità, piccolezze, incombenze di ogni giorno...la somma di quello che non scrivo più...“Scrivere è un modo di parlare senza essere interrotti.”(Jules Renard)