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Il blog dell'autore Luca Pittioni segnala e valuta alcuni problemi di vita che le persone possono affrontare al meglio attraverso l'attivazione delle proprie risorse interiori creative, intuitive, emotive e spirituali.
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Post n°225 pubblicato il 13 Aprile 2026 da relavita
Nei rapporti interpersonali della società odierna sono in aumento le colpevolizzazioni verbali allo scopo di addebitare a qualcuno comportamenti nocivi soltanto immaginati. La colpevolizzazione verbale di altri soggetti ha anche l'obiettivo di allontanare da sé stessi la responsabilità delle proprie inazioni e negligenze ed i pensieri negativi espressi in ambito socio-relazionale. Le persone che colpevolizzano altri individui presentano spesso delle lacune nell'ambito etico e sapienziale. La colpevolizzazione verbale può assumere vari livelli di intensità in funzione delle carenze interiori del carnefice e delle compensazioni a cui ricorre per evitare di guardare in sé stesso. La vittima delle colpevolizzazioni può essere una persona eticamente evoluta con un grado elevato di comprensione del comportamento umano. La colpevolizzazione verbale è un atteggiamento tipico del moralista, quindi della persona che ritiene inaccettabile un comportamento altrui diverso dallo standard previsto da un certo codice morale appreso nell'ambiente di vita. La colpevolizzazione, anche senza giungere ad atti fisici violenti, spesso appare come un atteggiamento del carnefice orientato ad inibire la vittima nell'evoluzione etica e dei rapporti interpersonali e professionali. Il carnefice assapora un piacere perverso se riesce a mettere in clausura le idee ed i comportamenti emancipati della vittima. Il codice morale del carnefice può degenerare e portarlo a simulare le traccie di un reato al solo scopo di arrestare l'evoluzione della vittima. Il carnefice che colpevolizza verbalmente l'atteggiamento altrui è spesso una persona chiusa in una mentalità che gli impedisce di evadere verso nuovi comportamenti e stili di vita più sani. La persona che tende a colpevolizzare contribuisce alle rotture dei rapporti interpersonali in ambito professionale, sociale e familiare. Il carnefice in ambito professionale è più propenso ad addebitare errori solo immaginati ad altri colleghi allo scopo di isolarli, emarginarli, sentirsi moralmente più evoluto e fare carriera. In ambito sociale il carnefice cerca invece di trarre dei vantaggi e privilegi insinuando il dubbio che la vittima evoluta è in realtà priva di un codice morale visibile e quindi è inaffidabile e forse malevola. In ambito familiare e nelle relazioni di coppia il carnefice cerca di mantenere il controllo diretto e la sudditanza delle persone attraverso un contrasto sistematico dei pensieri e atteggiamenti emancipati della vittima. Il carnefice che colpevolizza verbalmente altre persone è perciò un individuo rigido, con molteplici lacune nella propria personalità che gli impediscono di riconoscere i comportamenti altrui, anche quelli sani, evoluti e contraddistinti da umanità. |
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