Renne e solitudine

Post N° 52


Blunotte. L'oscurità mi avvolge da parecchie ore, ormai. La temperatura è scesa di parecchi gradi. Mi scaldo un po' in casa.Ho ancora un bel sorrisone da idiota stampato in faccia... Accendo il portatile. La voce di Norah Jones si fa velluto sulla mia pelle.Giornata memorabile, oggi. Ancora non mi spiego perchè. Ancora non me ne faccio una ragione. Ma perchè bisogna sempre metterla ovunque questa ragione? Metto a tacere il mio cervello. E mi godo questi attimi meravigliosi. Poi... all'improvviso. Un lampo. Un guizzo. Il mio sguardo perso nel vuoto, smarrito.  Non può finire così. Cappello, sciarpa, guanti, giacchetta forse troppo Italian Style per il freddo in agguato fuori. Ma non c'è tempo. Devo andare. Devo uscire. Affronto il silenzio spettrale che ha avvolto il mio quartiere. Mi perdo nei vicoli bui dietro la stazione. Rischio la vita scivolando sul tappeto insidioso di foglie bagnate che si è appostato sull'asfalto in attesa di vittime.Ma devo. Devo continuare. I postumi dell'influenza iniziano a farsi sentire. Brividi. Gola infiammata. Inizio a tossire.Ma devo. Devo arrivare. Finalmente la meta. Torno rapidamente a casa.Sempre più umido. Sempre più freddo. Ma ora tutto ha un senso. Ora si è chiuso il cerchio. Di nuovo tepore. Di nuovo casa. Ora la giornata può davvero finire. Ora che ho la mia PIZZA AI QUATTRO FORMAGGI  del DR. OEKTER e una bottiglia di birra LEGEND.Ora sì. Ora che possiamo festeggiare, io e il mio sorriso idiota.