...perché dovrebbe esserci qualcosa di male nel voler piangere senza smettere?Un pianto... un incessante torrente di lacrime, miste a neve e a vento. Un ininterrotto flusso di lacrime, e singhiozzi.Sí, perché il vero pianto liberatorio é quello che non viene messo a freno. Quello che sgorga dal profondo dell´anima e ti scuote, scuote la mente, scuote il corpo.Lunghi tremori violenti fino a toglierti il fiato, che ti deformano il viso trasformandolo in una maschera grottesca di cartapesta.Belli, quei tremori. Quelli che non tieni a freno perché non ti importa piú che qualcuno possa sentirti, che qualcuno possa chiederti cosa c´é che non va.Anzi, sono ancora piú belli quelli di quando sei sicura che non ci sia nessuno che possa ascoltarli.E piangi, piangi, quasi fino a perdere i sensi. Piangi, e le lacrime si portano via tutti i pensieri. Quelli brutti e quelli belli. Tutti, via senza distinzioni. Solo il rumore sincopato dei tuoi gemiti riempie la tua testa.Che inizia a farti male. Un cerchio alla testa, proprio lí sulla fronte, appena sopra l´arco delle tue sopracciglia corrucciate.E´ la pelle della tua fronte che chiede di rilassarsi. Sono i tuoi occhi, gonfi e rossi, che ti dicono basta.E allora li chiudi, e appoggi la testa sulle braccia conserte che hai poggiato sul tavolo. Certo, un cuscino sarebbe stato meglio. Ma al pianto liberatorio non si comanda. Quando chiama, bisogna rispondere.Catarsi.Per una volta solo una cosa senza senso. Buttando all´aria la razionalitá. Buttando all´aria tutte le storie che mi racconto per farmi prendere sonno la sera.Questa volta lo spengo davvero, il cervello.
Post N° 85
...perché dovrebbe esserci qualcosa di male nel voler piangere senza smettere?Un pianto... un incessante torrente di lacrime, miste a neve e a vento. Un ininterrotto flusso di lacrime, e singhiozzi.Sí, perché il vero pianto liberatorio é quello che non viene messo a freno. Quello che sgorga dal profondo dell´anima e ti scuote, scuote la mente, scuote il corpo.Lunghi tremori violenti fino a toglierti il fiato, che ti deformano il viso trasformandolo in una maschera grottesca di cartapesta.Belli, quei tremori. Quelli che non tieni a freno perché non ti importa piú che qualcuno possa sentirti, che qualcuno possa chiederti cosa c´é che non va.Anzi, sono ancora piú belli quelli di quando sei sicura che non ci sia nessuno che possa ascoltarli.E piangi, piangi, quasi fino a perdere i sensi. Piangi, e le lacrime si portano via tutti i pensieri. Quelli brutti e quelli belli. Tutti, via senza distinzioni. Solo il rumore sincopato dei tuoi gemiti riempie la tua testa.Che inizia a farti male. Un cerchio alla testa, proprio lí sulla fronte, appena sopra l´arco delle tue sopracciglia corrucciate.E´ la pelle della tua fronte che chiede di rilassarsi. Sono i tuoi occhi, gonfi e rossi, che ti dicono basta.E allora li chiudi, e appoggi la testa sulle braccia conserte che hai poggiato sul tavolo. Certo, un cuscino sarebbe stato meglio. Ma al pianto liberatorio non si comanda. Quando chiama, bisogna rispondere.Catarsi.Per una volta solo una cosa senza senso. Buttando all´aria la razionalitá. Buttando all´aria tutte le storie che mi racconto per farmi prendere sonno la sera.Questa volta lo spengo davvero, il cervello.