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IL RACCONTO

Post n°1577 pubblicato il 12 Dicembre 2018 da atapo
 

PENNAC e IL PROGETTO EUROPEO

 


 

Come detto nel post precedente, ecco il raccontino entrato nell'antologia.

E' lo sviluppo e il miglioramento di un testo molto più breve che avevo scritto anni fa e che aveva già vinto un premio ad un altro concorso... a quanto pare non è da buttar via!

 

PROGETTO  EUROPEO

Mi sono lasciata coinvolgere dall'entusiasmo del dirigente scolastico e così eccomi coinvolta in questo progetto europeo.
E' inutile, non riesco a dire di no, le esperienze innovative mi attirano sempre… e attirano anche gli studenti: io mi ci calo dentro fino in fondo e li coinvolgo, lavorano di più, imparano e non se ne accorgono nemmeno. Quando poi, come in questa occasione, nel progetto è compresa la corrispondenza con coetanei di altri paesi e lo scopo finale saranno i viaggi di scambio, loro in Italia e noi nel loro paese, allora è proprio il massimo. I ragazzi si impegnano come se dovessero preparare un esame di maturità e in realtà quel viaggio che faranno sarà il loro vero esame di maturità, perché dovranno mettersi in gioco in una settimana lontani dalla famiglia.
Tutto questo non è un lavoro da poco anche per noi insegnanti: lasciando da parte le noie e le complicazioni della burocrazia, delle relazioni e dei documenti da preparare, il resto è una scoperta e una prova interessante anche per gli adulti. Noi professori conosciamo persone nuove, cioè i nostri colleghi stranieri e ad ogni età l'esotico interessa, colpisce, a volte affascina.

Stavolta il progetto ci ha messo in contatto con una scuola nientemeno che di Parigi, la città più desiderata, carica di storie e di sogni, potente stimolo all'immaginazione! E sarà là il nostro viaggio!
Abbiamo un tema comune: la cucina tipica delle nostre due città, dovremo scambiarci ricette, origini e storia di qualche manicaretto, magari prevedere anche qualche assaggio quando ci incontreremo di persona.
Per quelle fortune che capitano raramente, non so per quali vie i colleghi parigini conoscono bene il famoso scrittore Daniel Pennac, lui spesso viene in Italia, è di origini italiane e gli capita di essere invitato nel nostro paese ora in un convegno, ora in una fiera o iniziative simili.
Proprio in questo periodo è qui, così ha fatto una puntata nella mia scuola, a Firenze, giusto un paio di giorni, per darci una mano nell'organizzare il nostro progetto di scambio, perché è stato insegnante anche lui e chi entra in questo lavoro ci resta col cuore tutta la vita, anche quando scende dalla cattedra.
Che onore e che emozione! Lui è simpatico, affabile, alla mano, si lavora bene insieme e il primo giorno trascorre veloce tra i piatti della cucina toscana, solo virtuali però, perché ci sono da puntualizzare le programmazioni, le attività, le ricerche…allora si discute e si riempiono scartoffie.
Tra la bistecca alla fiorentina, il peposo e il gelato alla crema Buontalenti le nostre tradizioni culinarie vengono messe in gioco, ma il giorno successivo è urgente l'esigenza di passare dalle parole ai fatti e… vuoi far mancare all'ospite così illustre un giro turistico per una delle città più belle e famose del mondo, Firenze che non ha nulla da invidiare a Parigi?

Hanno incaricato me di fargli da cicerone, così stamattina di buon'ora siamo partiti, in autobus perché il parcheggio in centro città è una follia, la giornata è bella e piena di sole, dal fiume arriva un vento gradevole, le vecchie pietre dei monumenti famosi sembrano tirate a lucido, in questa stagione di fine autunno è anche finita la ressa fastidiosa dei turisti… tutto concorre a rendere Firenze ancora più bella, come se la città avesse capito e volesse a tutti i costi vincere il confronto con la Parigi del nostro ospite, non solo in campo gastronomico.
Daniel (ormai lo chiamo così: il famoso scrittore non mi mette più soggezione, è diventato per me un collega interessante e interessato, socievole e arguto ed è un piacere stare con lui) ascolta le mie spiegazioni da guida turistica, scatta foto, si sofferma a contemplare gli angoli più caratteristici e gli edifici più importanti come se volesse immagazzinarli dentro la mente… chissà, forse riemergeranno in un prossimo romanzo? Penso al signor Malaussene e alla sua famosa saga: perché non potrebbe capitare a Firenze, in una prossima avventura?

Le campane del duomo hanno suonato da un pezzo il mezzogiorno, abbiamo camminato tanto tra palazzi, ponti e musei, ora siamo davvero affamati.
Le pizzerie e le paninoteche mordi-e-fuggi abbondano e in certe vie hanno sciupato l'atmosfera della città, non è questo che voglio offrire a Daniel, ma qualcosa di vivo e di autentico, degno di essere poi ricordato e magari ricercato in un suo prossimo viaggio.

Allora lo guido in una vecchia stradina del centro storico, stretta e tortuosa tra gli antichi palazzi così alti che il sole riesce a stento a farsi vedere per poche ore lassù fra i tetti e le torri.
Un po' appartata c'è una trattoria, poco turistica, dove conto di fargli apprezzare l'anima gastronomica della città. 
-Che dici Daniel, potrebbe capitare qui anche monsieur Malaussene?-
Così gli dico spingendo la porta a vetri per entrare: ci arriva alle orecchie il mormorio e il rumore di stoviglie degli altri avventori, ci arriva alle narici un profumo gradevole diffuso nell'aria, il condensato delle migliori portate offerte dalla casa.
Il cameriere ci fa accomodare velocemente ad un piccolo tavolo d'angolo, da cui possiamo godere la vista di tutta la sala e intravedere, oltre una porta da saloon, i cuochi che si danno da fare in cucina e i tegami fumanti.
Letto il menù, dopo l'ordinazione non c'è da aspettare molto.
Affrontiamo i crostini misti, per cominciare: quello spruzzato d'olio col pomodoro a pezzetti e una spruzzata di basilico, quello ai funghi, visto che siamo in stagione, quello  con l'impasto di fegato e milza che è il più saporito e tipico fiorentino, da gustare per ultimo, dato il suo sapore deciso e caratteristico..
Poi arriva, nella ciotola di coccio, una calda e sontuosa ribollita dai tanti colori di verdure, che profuma ancora di più con l'aggiunta di un filino d'olio nuovo. Non manca tra gli ingredienti il cavolo nero, che ha già preso la prima gelata ed esprime al massimo il suo sapore arricchendo tutta la zuppa.
Il collega sembra soddisfatto, i suoi occhi ridenti diventano due fessure mentre gusta tutto questo. Ora la conversazione fra noi è sospesa, è rinviata alla fine di ogni portata nell'intervallo di attesa della successiva.
Nei tavoli attorno gli altri avventori sono quasi tutti operai e impiegati fiorentini, probabilmente abitudinari qui per il loro pranzo di mezzogiorno: la trattoria è molto defilata dai classici percorsi turistici e forse è meglio così, riesce a mantenere l'atmosfera e il gusto di un mondo tranquillo in cui si può godere della buona cucina. Alcuni mentre mangiano si accalorano nella conversazione, intrecciano storie e confidenze a battute spiritose, magari in vernacolo. Daniel li guarda, non capisce bene questa lingua che pare italiano, ma non lo è del tutto, sembra incuriosito. A tratti sorride con fare un po' sornione...
E voilà, arriva il secondo: le fettine di lesso con la salsa verde. E' un piatto semplice della cucina casalinga, ma molto gustoso. Abbiamo evitato la bistecca alla fiorentina: se l'avessimo scelta le porzioni enormi ci avrebbero riempito impedendoci di assaggiare altro.
Un bicchiere di Carmignano DOC abbiamo scelto per accompagnare il tutto, Daniel lo sorseggia lentamente, è silenzioso, pare stia meditando…Io taccio e penso che forse gli sta venendo un'ispirazione per una nuova storia.
Ma è al dessert, mentre intinge i Cantuccini di Prato nel vin santo, che monsieur Pennac comincia a raccontarmi: “Quando Malaussene arrivò a Firenze....”

 
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DOVE ERO

Post n°1576 pubblicato il 09 Dicembre 2018 da atapo
 

A  ROMA

Una giornata a Roma, di corsa. Io avrei voluto approfittare dell'occasione e starci almeno due giorni, meglio tre approfittando del fine settimana così festivo. E' da tanto che non vado a Roma e là ci sono ancora luoghi belli che non ho mai visto... e musei... e mostre...
L'ho proposto al marito, ma lui ha fatto orecchie da mercante: sarebbe venuto molto volentieri con me, era contento dell'occasione, ma ... vediamo di sbrigarcela in un giorno...
E' già tanto che abbia accondisceso al viaggio in treno (solo un'ora e mezzo con le Frecce), perchè gli ho detto che non avrei assolutamente accettato il viaggio in auto, il traffico, il rischio code, il rischio nebbia, l'incognita parcheggi.
Ma cosa c'era a Roma di così importante?
Dunque, avevo partecipato ad un concorso letterario dal titolo "Racconti a Tavola". Sono stata selezionata per la pubblicazione in un'antologia dallo stesso titolo. A Roma, come in due altre città per me meno comode, hanno organizzato tre serate per la premiazione di noi autori vincenti.
E' la prima volta che vinco una gara simile, figuriamoci se volevo mancare!
E allora via, con una Freccia e un libro da leggere in viaggio! La premiazione si svolgeva nel pomeriggio in una libreria di un quartiere di prima periferia, a noi sconosciuto; c'era tutto il tempo di un viaggio ad orario comodo, un pranzetto tipico romano e una passeggiata fino al luogo dell'appuntamento.
E così è stato, con l'aggiunta di uno splendido sole, un venticello gradevole e la temperatura mite.
La trattoria che avevo trovato su internet è molto semplice, ma all'altezza della descrizione on line e abbiamo mangiato piatti locali molto gustosi spendendo veramente poco. Poi abbiamo percorso alcune strade per arrivare all'appuntamento. Il quartiere ha per la maggior parte palazzine con diversi piani e case popolari costruite all'inizio del novecento, fino agli anni trenta, alcune portano la data di costruzione scolpita sul portone. La maggior parte sono ben tenute e restaurate: mi sembrava di fare un viaggio nel tempo, un tempo che storicamente parlando fu parecchio triste, mi tornava in mente il film "Una giornata particolare" con Sofia Loren e Marcello Mastroianni...
Comunque tutto l'insieme era gradevole dal punto di vista architettonico.

 

 

Se però abbassavo gli occhi... L'IMMONDIZIA o LA MONNEZZA per dirla in lingua locale!

Cassonetti straripanti, montagne di sudicio accanto, angoli di strade o giardinetti pubblici con accumuli di sacchetti semiaperti o rotti, per terra di tutto, intero o a pezzetti: era meglio guardare bene dove si mettevano i piedi. Insomma, una vera schifezza. Sono noti i problemi della gestione della città eterna ed io li toccavo con mano... anzi, meglio che non li toccassi affatto! Forse l'essere una zona periferica rendeva tutto ancora più trascurato, peccato perchè sarebbe stata proprio graziosa.
Infine è arrivata l'ora della premiazione: per ogni autore l'organizzatore aveva preparato un breve riassuno di circa 20 righe per presentare il racconto ed è stata un'idea originale, perchè gli "indizi" lanciati erano sempre un po' misteriosi e invogliavano alla lettura dei testi completi vincitori, pubblicati nell'antologia.
Quando è arrivato il mio turno, dopo questa presentazione, la consegna del diploma, la foto di rito, ho avuto un piccolo momento extra: l'organizzatore ha detto a tutti che gli era rimasta una gran voglia di sapere a quale trattoria fiorentina mi fossi ispirata nel mio racconto, così magari poteva andarci se fosse passato da Firenze... Ho risposto che la trattoria raccontata era un po' un riassunto di varie trattorie, ma soprattutto avevo in mente "Da Marione" in via della Spada, ho fatto volentieri un po' di pubblicità... dove ho sempre mangiato bene!

C'era anche fra i premiati un istituto alberghiero di Catania, diversi ragazzi avevano scritto racconti sulla mitologia legata alle ricette tipiche e una rappresentanza di loro erano presenti, con una professoressa e la dirigente. Ecco, questo mi ha dato molta soddisfazione, come ex insegnante.
Alla conclusione della cerimonia, l'organizzatore ha anticipato che in maggio vorrebbe fare una lettura pubblica di parti dei nostri racconti... sapete dove? A Bologna, sulla terrazza di un'antica porta! E io cercherò assolutamente di non mancare...

Siete per caso curiosi di leggere il mio raccontino premiato?

Lo metterò nel prossimo post...

 
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NOSTALGIA

Post n°1575 pubblicato il 03 Dicembre 2018 da atapo
 
Tag: memoria

CARO  AMICO  TI  SCRIVO

 


 

Bologna quest'anno tra gli addobbi natalizi per le strade ha messo, luminose, le parole di una famosa canzone di Lucio Dalla lungo la strada del centro città in cui l'artista abitava. Sui giornali e sui social non si contano le foto dell'accensione di queste luci, con una folla numerosissima, i Bolognesi sono molto affezionati a Lucio.
Anch'io sono rimasta colpita, direi quasi commossa, per questa iniziativa.
E quella strada, via d'Azeglio, mi ha fatto ricordare quando ero piccola…
Io e papà spesso la domenica pomeriggio facevamo una passeggiata in centro a guardare le vetrine. Eravamo poveri, non ci saremmo mai sognati di entrare a fare acquisti in certi negozi di certe strade, però ci piaceva passeggiare e fermarci davanti a quelle più belle, per osservare, commentare, sognare anche un poco, che non costa nulla.
Via d'Azeglio era una delle mie preferite, perché circa a metà c'era (non so se c'è ancora) un enorme negozio di giocattoli con diverse vetrine, da far sognare ogni bambino. Io mi fermavo tanto tempo lì davanti, con le mani e il naso appiccicati al vetro, a osservare minuziosamente tutto, ma soprattutto le bellissime bambole, da quelle classiche a quelle all'ultima moda: durante la mia infanzia comparvero le bambole di plastica morbida, quelle coi capelli pettinabili, le prime Barbie, i bambolotti neonati che facevano prodigiosamente un sacco di cose; piangevano, parlavano, facevano pipì.
Poi c'erano tutti i corredi necessari per accudire simili meraviglie ed io volevo controllare tutto, ma proprio tutto, anche se ero quasi certa che a casa mia non sarebbero entrati però… speravo tanto che la Befana (arrivava lei a quei tempi nella mia famiglia) una volta tanto sarebbe stata generosa come lo era con un'amichetta vicina di casa, di famiglia molto benestante, che chissà come riusciva spesso ad avere ciò che io potevo solo ammirare nelle vetrine.
Papà era molto paziente e non ricordo mi abbia mai detto: -Andiamo, su, è tardi.- Conversava con me, ascoltava  le mie fantasie e i miei desideri, mi diceva le sue preferenze… in fondo era rimasto un po' bambino anche lui.
Questo non accadeva solo a Natale, ma durante tutto l'anno. Però verso Natale l'atmosfera era più dolce e magica. E tornavo da quelle passeggiate contenta, come se quei giocattoli li avessi comperati per davvero: in un certo senso, ci avevo giocato anch'io, anche se solo con la fantasia…
Così rivedendo in foto quella strada e ripensando ai miei ricordi mi sono un po' commossa.

Mi capita spesso ultimamente se per qualche motivo trovo riferimenti alla mia città di nascita, vorrei ritrovarla rivedendola un po' di più e un po' più spesso. Forse la “colpa” è anche un poco di quel mio antico compagno di scuola con cui ho ripreso i contatti, che abita ancora a Bologna: ci scriviamo ogni tanto, mi dà notizie del passato e del presente, mi rievoca fatti, persone e luoghi e a me fa molto piacere.
Ultimamente mi ha mandato questo video ed è stato un dono che ho molto gradito...


 
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PAROLE DI NIPOTI

Post n°1574 pubblicato il 30 Novembre 2018 da atapo
 

NONNI  BABY SITTER

 


 

Quando il nonno e la nonna diventano babysitter a volte se ne sentono delle belle…

Una delle maestre di Diletta, 4 anni, partecipa agli scioperi spesso, per cui la bambina esce prima da scuola o entra dopo e in queste ore extra ci siamo noi nonni. Se esce prima pranza da noi, come è capitato oggi.
Diletta è una buona forchetta, ha spazzolato pasta al ragù, 2 polpette con piselli, un po' di fagioli bianchi e una grossa susina, l'ultima della stagione. I dolci mia figlia glieli fa mangiare solo per colazione, oggi il nonno le ha chiesto quali dolci prepara la sua mamma, che spesso fa ciambelloni o cose simili, anche per consumare in modo alternativo la cioccolata di cui sono tutti golosi.
Diletta ha pensato un po' poi ha cominciato l'elenco: -Mamma fa il tiramisù, il tiramigiù…

Quando siamo reclutati per andare a ritirare tutti da scuole ed asili a mio marito tocca aspettare al pulmino i due più grandi e riaccompagnarli a casa. L'ultima volta Martino ha chiesto: -A che ora torna oggi la mamma?-
-Tardi, ha una riunione al lavoro.-
-E il babbo?-
-Tardi anche lui, è andato all'assemblea dei genitori al nido di Cesare. Oggi voi state con noi nonni.-
-Ah, allora stasera dobbiamo stare molto tempo col vecchiume!-

Martino si sta avvicinando all'adolescenza...

 
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DUE PRIME VOLTE

Post n°1573 pubblicato il 25 Novembre 2018 da atapo
 
Tag: cronaca

 

L' EMOZIONE DELLE PRIME VOLTE

 

Telemaco Signorini, bambina che scrive

Con un po' di disappunto noto che non riesco a tenere il passo come vorrei in questo blog, non dico di scrivere tutti giorni... ma che i giorni della settimana volino tanto in fretta ed io sia ben bene impegnata proprio mi dispiace.

L'avevo detto che era un periodo così. Peccato perchè di novità ce ne sarebbero e anche positive.

Almeno due di queste "buone novelle" posso però metterle insieme, qualcosa in comune ce l'hanno, e allora questo post sarà DOPPIO, perchè di PRIME VOLTE ultimamente ce ne sono state due.


LA PRIMA VOLTA nella casa in montagna da padroni: che emozione infilare la chiave nella toppa e aprire la porta... Dentro in verità di emozione ne resta poca, perchè c'è parecchio da fare, però possiamo passare in rassegna con calma i mobili che ci hanno lasciato, sono parecchi ed anche messi abbastanza bene, non avremo molto da sostituire o integrare, questo è un valore aggiunto. Ci sono anche stoviglie, quadri alle pareti, una decina di borse e borsette... tutto questo alla prima impressione un po' mi inquieta, ora che coi mercatini sto diminuendo l'ammasso di eredità dei suoceri che non mi arrivi in aggiunta questo tipo di eredità di montagna! Ma no, la maggior parte degli oggetti continueremo ad utilizzarla noi, faremo a meno di comperarli.

Nella casa abbiamo dato appuntamento ai muratori, così abbiamo definito i lavori da fare, tutti quelli possibili coi nostri risparmi, quest'inverno non andremo nemmeno in viaggio al caldo, vogliamo mettere tutto nei restauri della casa. Cominceranno verso marzo, ora c'è il rischio di restare bloccati dalla neve e dicono che per giugno avranno finito, speriamo davvero! Intanto noi dovremo preparare i permessi edilizi, finire di svuotare ciò che non ci serve e prendere confidenza col paese e con gli uffici comunali. Confesso che non vedo l'ora che finisca questa ondata di pioggia per tornare lassù un altro giorno a... darci da fare, a prendere sempre più possesso di quelle quattro mura, insieme al prato e al bosco ora non praticabili, ma sempre belli anche solo da vedere, sognando le prossime estati...


LA PRIMA VOLTA, cioè la prima lezione, del corso di scrittura creativa sull'autobiografia: ero molto emozionata, non avevo idea di come potesse funzionare. L'insegnante è simpatica, molto loquace, abbiamo riempito quelle tre ore raccontando di noi: ha voluto che ognuno si presentasse abbastanza dettagliatamente, insomma un'autobiografia a voce! Così ho scoperto che con l'insegnante ho conoscenti comuni tramite il teatro e l'istituto francese, che è la sede delle lezioni. Gli altri corsisti, una ventina, sono tutte donne e un solo uomo, come al solito le donne sono predominanti in questi corsi, ci si potrebbe chiedere perchè... Tutti siamo abbastanza anzianotti, di varie provenienze, anche dall'estero. Molti hanno già scritto, già pubblicato... sono curiosa di come proseguirà.

Intanto è già successo ciò che mi mette un po' in crisi: "Vi dò dieci minuti per scrivere ciò che vi viene in mente guardando questa vignetta" e io mica è detto che in dieci minuti riesca a produrre qualcosa di compiuto, ho bisogno di meditare, di rivedere, spesso di correggere, sono un Toro, vado a rilento a riscaldarmi... Così ho terminato mentre i primi leggevano già a voce alta le loro composizioni. Comunque ciò che ho scritto è stato accolto positivamente e per stavolta è andata!

E mi mette un po' in agitazione anche avere i compiti per casa, già dobbiamo presentare uno scritto per la prossima volta. C'è una settimana di tempo, è vero e questo dovrebbe rassicurarmi, ma i giorni volano così in fretta e così pieni di impegni! Io non riesco a scrivere poche righe alla volta, se mi metto al computer entro nella storia e... devo andare avanti, possibilmente fino alla fine o ad un punto ben definito, se mi interrompo a metà esco dall'atmosfera in cui mi sono immersa e la volta successiva che riprendo mi ci vuole del tempo a ritrovarla, devo rileggere e ripescare nella mente... Per farla breve, il mio compito a casa l'ho scritto a metà, ora è meglio che qui chiuda e che stasera provi a terminarlo, così mi resteranno due sere prima della consegna per rileggerlo e migliorarlo...

Allora perchè ci vado, se ho tutti questi problemi? Ne avevo voglia di mettermi in gioco in questo campo, mi impegnerò a battermi con onore in questa sfida!

 
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ACCELERANDO

Post n°1572 pubblicato il 19 Novembre 2018 da atapo
 
Tag: cronaca

COME SI DICEVA

 


 

Come dicevo alcuni post fa il mese di novembre, iniziato in sordina, si sta svegliando e acquista velocità.

Così ieri sera controllando l'agenda della settimana che va a incominciare ho scoperto con sgomento che ci sono nero su bianco impegni importanti e irrinunciabili in ogni giorno, qualche volta anche due al giorno da incastrare in modo da restarne indenni. Alcuni in scaletta da tempo, altri imprevisti e improvvisi come succede di solito nei periodi più incasinati. Fra questi il dentista: mi è saltata un'otturazione, è urgente provvedere e le sedute probabilmente invaderanno almeno la settimana successiva.

E quando andare a fare la spesa grossa, ora che occorre un po' di provvista detersivi per la casa in montagna? Mah! Il marito è sempre riluttante, va acchiappato e blandito…

Ma proprio lui comincia ad insistere perchè organizziamo una nuova cena con la “famiglia perfetta”: abbiamo dell'altro cinghiale proveniente da cognato4 che ingombra mezzo congelatore e il marito quando vede il congelatore affollato rasenta la crisi isterica.

E incombe l'avvio della macchina parrocchiale natalizia, che gli telefonerà per commissionargli la preparazione di biglietti e volantini, oltre a riunioni varie, sempre naturalmente con avvisi e convocazioni all'ultimo minuto a cui lui DEVE rispondere sempre “sì, agli ordini”.

Almeno questa settimana però abbiamo fatto finta che non esista il venerdì 23: abbiamo da tempo fissato un incontro a Bologna con la coppia dei nostri amici per visitare la mostra di Mucha e per quel giorno non ci saremo per nessuno. Anzichè black friday, vorremmo che per noi fosse un rose friday di relax!

Per tutto il resto cercherò di superare al meglio i prossimi giorni… e che mi rimanga energia sufficiente per le sfide che verranno!


 

 
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IL BALLO DEI NONNI

Post n°1571 pubblicato il 13 Novembre 2018 da atapo
 
Tag: memoria

 

DANCE !

 

 

Nel gruppo teatrale “Ragazzi over 65” ad ogni incontro facciamo un po' di laboratorio: ginnastica (dolce, per carità, che non ci spezziamo!) e giochi teatrali di ogni genere. Sono giochi che ci… mettono in gioco per superare timidezze e timori, sono di mimo, di improvvisazione, di allenamenti verbali, li propone la giovane regista, quasi tutti funzionano a tutte le età: ne proponevo anch'io quando facevo i corsi coi bambini di “teatro in francese”.

Ieri abbiamo fatto questo gioco: tutti in cerchio, la regista metteva una musica diversa per ognuno di noi in successione, noi sulla musica dovevamo inventare dei movimenti che tutti dovevano imitare.

In poche parole, si doveva ballare, imitando, certo, ma sempre ballo era perché ognuno si creava le sue variazioni…

Ci siamo divertiti moltissimo.

Mentre ballavo (da tantissimo che non lo faccio), mi sono venuti in mente anni tanto lontani, quando ero adolescente e andavo a ballare, a Bologna, nei pomeriggi della domenica o alle feste delle scuole, o nelle festine in casa degli amici… erano i mitici anni '60 ed io ero scatenata…

Ieri non ero più coi miei amici vecchietti, ma con i ragazzi che allora ballavano con me, che mi piacevano…

Sarà perché ultimamente ho rievocato queste cose nella corrispondenza con amicizie ritrovate… mi sentivo così tornata indietro nel tempo…

Che nostalgia!

 
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QUASI UN ANNO DOPO

Post n°1570 pubblicato il 07 Novembre 2018 da atapo
 

 

CE L' ABBIAMO FATTA

 

montagna pistoiese

 

Quasi un anno fa cominciammo le nostre ricerche sull'Appennino tosco-emiliano di una casetta da comperare, i (pochi) fedeli lettori ne hanno seguito vicende e vicissitudini...

Dalla mezza estate non avevo più scritto nulla: ci eravamo arresi? No, lentamente qualcosa andava concretizzandosi, mi ero ripromessa, per scaramanzia, di tacere fino alla conclusione.

E ora, finalmente, POSSO PARLARNE!

La casa è nostra, abbiamo le chiavi in mano e il conto in banca semisvuotato! Ecco ciò che mi agitava ultimamente, all'avvicinarsi del giorno del contratto,con qualche ansia: andrà tutto liscio? Avremo fatto un buon affare? Perchè non è un passo da poco...

L'avevo trovata io su internet, da un privato, quindi senza l'agenzia a far da mediazione e a richiedere la percentuale. Il prezzo molto basso in rapporto alla casa mi aveva attirato, la padrona onestamente aveva subito detto che c'erano dei lavori di ristrutturazione da fare (ciò che avremmo voluto evitare), avevamo concordato una prima visita più per fare una gita in montagna che per grande convinzione.

A vederla ci è piaciuta proprio, anche se ci pareva un po' grande: due piani e un ultimo piano a mansarda, in ogni piano tre stanze, nei primi due il bagno. Però è costruita molto bene, con scale ampie, la possibilità di isolare ogni piano... io ci ho visto subito il piano terra per noi e un piano per ogni figlio e famiglia. Fuori ha uno spazio tutto attorno, un pezzo di bosco appena dietro e un prato con qualche albero da frutto sul davanti, appena al di là della strada, che comunque è una stradella a fondo chiuso e pochissimo trafficata. In quella prima visita commentavamo coi padroni dei restauri necessari, ci vorrebbe una ditta seria di muratori a cui affidarli con la garanzia che lavorino bene...

Ma noi una ditta simile la conosciamo! Ci hanno già ristrutturato la casa in cui stiamo ora! Chissà se lavorerebbero anche lassù in montagna... Perchè mi era venuta un'idea: la casa costa poco, se con la quota che serve alla ristrutturazione ce la facessimo, dopo avremmo senz'altro un investimento interessante, oltre allo spazio per tutta la famiglia.

Facemmo un secondo sopralluogo coi nostri muratori: in effetti l'edificio è valido, i lavori non troppo complessi, si parlò di preventivi... forse ce la potevamo fare!

E qui settimane di dubbi e ripensamenti: rimetterci coi muratori tra i piedi... ma ne valeva la pena...

...però effettivamente quella casa aveva TUTTO ciò che da tanti mesi cercavamo!

Si trova sugli 800 metri in un paese lungo una vallata della montagna pistoiese, da Firenze si raggiunge in meno di un'ora, volendo c'è la corriera che passa vicino casa nostra a Firenze e porta lassù. E' in paese, ma in una via un po' defilata, molto tranquilla, il paese è abbastanza grosso da avere tutti i servizi, ma non troppo famoso da subire in estate invasioni di villeggianti. Attorno tanti boschi, nel raggio di non molti chilometri ci sono altri paesi simili, tutti graziosi: non ci si annoia di certo!

Così pian piano gli aspetti positivi si consolidavano, di negativo restavano solo questi restauri da fare, ma dei nostri muratori ci possiamo fidare, sperando che la sistemino per l'estate prossima.

Allora, dopo averne ragionato a lungo mentre in agosto viaggiavamo lungo la dorsale appenninica, abbiamo deciso, contrattato ancora sul prezzo... ci siamo venuti incontro a metà strada.

Ci sono stati documenti catastali da controllare, tempi tecnici vari, poi finalmente da ieri la casa è nostra!!!

Ultimamente tutti coloro con cui ne abbiamo parlato ci hanno confermato che è stata una buona scelta per la posizione: è una zona che ha buone potenzialità, darà un valore aggiunto al nostro investimento.

Ora sono più tranquilla? Mica tanto... ora si deve partire con questi lavori di ristrutturazione e, per esperienza, non sarà una barzelletta.

Intanto da Leroy Merlin mi sono già innamorata di un tipo di mattonelle che vedrei bene nell'unica stanza in cui c'è da rifare il pavimento... eccole:


 

 
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MEDITAZIONI NOVEMBRINE

Post n°1569 pubblicato il 04 Novembre 2018 da atapo
 

IL  MESE  CHE  SCIVOLA  VIA

 


 

"Un mese che scivola via troppo in fretta"

Questa è l'immagine mentale che ho del mese di novembre: da tantissimi anni, ancora da quando insegnavo, di solito ottobre non finisce mai, quel giorno trentunesimo è come se dilatasse il tempo a disposizione, si fa tanto in ottobre, si ha un certo vigore forse ancora residuo dell'estate. Poi ecco novembre, con l'impegno di continuare con lo stesso ritmo, ma chissà perché, forse il freddo che un po' intorpidisce, senz'altro questo buio che anticipa sempre più e che sembra rubare ore alle giornate, gli impegni sembrano affollarsi e attorcigliarsi finché… in un attimo è già l'ora di organizzarsi per il Natale e compagnia, ora mi dico “c'è ancora tempo” e in un battibaleno mi sorprenderò a dirmi “accipicchia, ci siamo già”.
Insomma, novembre non mi piace. Pensare che c'è pure il mio onomastico, ma non mi basta, tanto qui da noi l'onomastico non è certo una festa in evidenza.
Nella mia vita è stato un mese ambiguo: da giovane alcuni amori sono nati o si sono consolidati in novembre, sospirando sui libri di scuola aperti per le interrogazioni o passeggiando nei pomeriggi sotto i portici bolognesi che già  trattenevano nebbie e umidità padana. Questi sono ricordi dolci, ma non bastano.
Ho avuto, da adulta, perdite dolorose di persone in questo mese.
Da quando sono entrata col cuore e non solo con l'anagrafe in questa mia Firenze, novembre è stato il ricordo della tragedia del 1966 e altre volte si è rinnovata l'ansia per l'ingrossarsi improvviso dei fiumi e il guardarsi intorno, in casa, pensando a cosa portare in sicurezza ai piani alti…
E proprio in novembre cominciò quel lungo periodo tragico con la vicenda di mia suocera, che non potrò mai dimenticare perché mi ha segnato nel profondo e che viene costantemente rinnovato ogni anno dal fatto che il 25 è la giornata contro la violenza sulle donne e per tutto il mese questo dramma è più che mai tenuto in evidenza. Metto anch'io la spilla col fiore rosso...
Ecco il mio disagio e la mia tristezza che spesso mi hanno portato ad una stanchezza a cui non trovo rimedio. Quest'anno non mi sento stanca, ma siamo solo ai primi giorni del mese, però mi sento già a disagio, ho in me una tensione che controllo a stento.
Credo che il motivo stia soprattutto nel fatto che fra pochi giorni in famiglia ci sarà una scelta e un impegno grosso e definitivo… di cui non ho ancora parlato per scaramanzia… e sarà importante.
E oggi i miei nipotini sono passati dal mio computer a scegliere e scaricare gli schemi da colorare per le loro letterine a Babbo Natale… Nell'occasione ho saputo che il più grande (10 anni il 4 dicembre) è già in contestazione preadolescenziale coi genitori perché vorrebbe tenere i capelli lunghi…
Che dicevo? Il tempo vola...

 
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CONSORZIARSI

Post n°1568 pubblicato il 29 Ottobre 2018 da atapo
 
Tag: cronaca

 

COMPAGNE DI BANCO

 

la scuolina in Burkina

 

No, non parlerò oggi di lontani ricordi scolastici, il BANCO di cui si parla qui sopra non è un banco di scuola, ma è un banco del mercato! Si tratta dei mercatini che ho ricominciato a fare più o meno ogni mese per smaltire soprattutto gli oggetti delle eredità di madre e suoceri… ce ne sono ancora tanti! Poi ci aggiungo qualcosa di mio che non mi serve più, ma che comunque è sempre una minima parte.

Dunque dal giugno scorso dietro al banco non sono più sola, ho trovato chi mi fa compagnia con qualcosa di suo in vendita.

La prima è una ragazza mia collega attrice del gruppo degli Spostati. Ragazza… di quarant'anni, l'età dei miei figli e come una figlia mi viene da considerarla. Non è sposata, ha un amore coetaneo un po'… problematico, è disponibile, simpatica e allegra. E questo è importante: convivere dietro lo stesso tavolo un giorno intero deve essere un'esperienza positiva, altrimenti sai che stress!

Era incuriosita, ha detto che voleva provare… e son già due mercati che facciamo insieme. Qualcosina è riuscita a vendere anche lei, ma dice che non è questo il suo scopo principale, viene soprattutto per passare una giornata diversa.

Così quattro occhi a controllare son meglio di due, facciamo un po' di chiacchiere, si può fare una alla volta un giro per il resto del mercato a sgranchirsi le gambe e a cercare qualche occasione per noi.

Poi c'è una signora poco più giovane di me, che è un personaggio molto particolare: l'ho conosciuta tramite quei gruppi di Facebook in cui si cercano o si mettono in vendita le cose. Lei pubblicizzava un'iniziativa benefica, un gruppo di famiglie che attraverso varie iniziative sostiene una piccola scuola in un villaggio del Burkina Faso, io due anni fa andai da lei a comperare alcuni oggetti di artigianato africani per fare regali di Natale e così sono iniziati i nostri contatti, fino a quando in giugno e in settembre le ho offerto di condividere il mio banco al mercato per vendere ciò che aveva disponibile per aiutare la scuolina: oggetti africani, oggetti anche molto belli lasciati da altre persone, abiti e accessori di abbigliamento donati da un negozio lussuosissimo del centro di Firenze. Oltre ad aiutare la scuolina è anche volontaria a Mani Tese e fin qui non sarebbe niente di particolare, ma questa signora fa tutto questo solo… nei mesi estivi. Perchè per il resto dell'anno lei vive a… Panama! Sì, proprio Panama, oltreoceano! E non è finita: laggiù vive col marito in una barca! E nelle lunghe ore di chiacchiere dietro al banco mi ha raccontato che ora sono fermi là perché gli anni cominciano a farsi sentire, ma prima hanno passato molti anni in barca gironzolando per gli Oceani. Non sono riuscita a chiederle come campavano, mi riprometto di farlo l'estate prossima, perché a fine settembre è ripartita, lasciandomi in eredità un leggerissimo e comodissimo tavolino pieghevole per esporre la merce: non sapeva come sdebitarsi per le due occasioni che le avevo offerto. Insomma, una donna avventurosa che, naturalmente, mi ha incuriosito molto!

Da Panama stavolta aveva portato anche delle bellissime pezze di stoffa ricamate e intarsiate in modo molto particolare dalle donne indigene di villaggi poverissimi: là li usano per ornare gli abiti, qui, con l'inventiva della mia amica, alcuni sono già diventati parti di borse, borsellini, copricomputers, quadretti, altri venduti sfusi per sbizzarrire la fantasia nel trovare gli utilizzi e dovevate vedere come incuriosivano i compratori! Il ricavato della vendita l'avrebbe riportato alle donne. Uno l'ho comperato anch'io e penso di applicarlo sul davanti di una t-shirt. Si chiamano “molas” e ogni disegno ha un significato. Cercateli in internet, vedrete che meraviglie!


molas di Panama

E così, questo mio nuovo lavoro si sta evolvendo, riorganizzando… e di questo consorziarsi chi si avvantaggia è mio marito che ringrazia, perché non gli chiedo più di stare almeno un poco dietro al banco con me a farmi compagnia e ad aiutarmi.


 

 
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IL SOGNO

Post n°1567 pubblicato il 24 Ottobre 2018 da atapo
 

 

VOLARE

 


 

E' davvero buffo: io che non ho nemmeno la patente in certi periodi della mia vita ho sognato spesso di guidare l'automobile e non solo, ma anche la moto, una moto di grossa cilindrata come la Ducati di mio figlio.

Come facessi non lo so, ma guidavo e viaggiavo e la sentivo come una cosa normalissima (nel sogno).

Poi da parecchi anni sogni di questo genere non mi erano più capitati, finchè la notte scorsa...

... mi sono ancora più evoluta, perchè stavolta pilotavo un aereoplano! Era un piccolo aereo un po' traballante, assomigliava a un aliante o a quegli aereoplanini di inizio '900, io ne ero l'unica occupante e volavo... volavo...

Nonostante la precarietà del mezzo non mi sentivo affatto impaurita, ma ero tranquilla e attenta al mio compito di pilota. Sorvolavo un bellissimo paesaggio di pianure verdi e basse montagne boscose, qualcosa di simile alle Cevennes che visitai l'anno scorso, e dire che nella realtà non le vidi affatto da quel particolare punto di vista.

Insomma, un bel sogno. Dove ero diretta? Non lo saprò mai, ero ancora in volo quando mi sono svegliata molto tranquillamente e un po' delusa che fosse stato solo un sogno.

Che senso può avere tutto questo? Ci sto pensando, cerco di mettere in relazione quelle immagini con la mia vita attuale, ma non concludo molto...

 

 
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VA O NON VA ?

Post n°1566 pubblicato il 20 Ottobre 2018 da atapo
 
Tag: cronaca

CHE  FARE ?

 


 

Ultimamente la nostra macchina ci ha omaggiato di qualche sorpresa… per nulla gradita. Morte della batteria, problemi al cambio, alla frizione… insomma, appiedati all'improvviso, il motore che non riparte più o che si spegne di continuo.
Ormai ce l'abbiamo da dieci anni, la comperammo quasi nuova, però sembra dalle statistiche che avrebbe dovuto comportarsi bene ancora per un po'. Le statistiche sono quel che sono, è vero, indicano una media e noi, con la fortuna che ci ritroviamo, saremo senz'altro fra quelli AL DI SOTTO della media.

Abbiamo già lasciato parecchi euro al meccanico e ci stiamo chiedendo che fare: comperarne un'altra? Sarebbe una spesa assolutamente straordinaria e non prevista, mentre invece abbiamo già all'orizzonte altre spese che a questo punto sono inderogabili, si tratta solo di quantificarle con esattezza, vanno da un minimo a un massimo e finora avevamo intenzione di puntare al massimo… invece forse bisognerà stare al ribasso. Discorso confuso, per ora, ma fra un po' di giorni spero che sarà più chiaro, aspetto ancora un po' per scaramanzia.
Oppure ci è venuta l'idea di non comperare un'auto nuova, ma di prenderla in leasing, almeno finché non avremo terminato le altre spese in cantiere. Nostro figlio lavora in questo settore, probabilmente ci può consigliare. E sarà da fare in tempi brevi, perché ultimamente questa macchina fuori uso all'improvviso poi giacente dal meccanico per un numero imprecisato di giorni (“vedremo… proviamo questo… cerchiamo il pezzo… bisogna ordinarlo e aspettare che arrivi… facciamo un giro di collaudo…) ci sta mettendo in croce nell'organizzazione della nostra vita familiare: la spesa, i nipoti, degli impegni che avremmo avuto fuori città…
Guarda caso, queste brutte sorprese con l'auto, insieme a dei mal di schiena improvvisi del marito, sono capitati a ridosso dei mercatini che ho ripreso a fare dopo le vacanze, o addirittura il mattino stesso. Per fortuna teneva il banco con me un'amica, che ha potuto prendere lo stesso il posto nell'attesa che io arrivassi in autobus portando i borsoni che riuscivo a tenere; però la giornata è stata meno produttiva. Se fossi stata da sola avrei dovuto rinunciare.
Insomma la ripresa dei mercatini per ora si sta dimostrando una corsa a ostacoli e a me viene il dubbio che tutto ciò mi voglia dire qualcosa: il destino mi suggerisce che forse è il caso di smettere, dopo quattro anni?

Però mi diverto ancora, ora poi che ho coinvolto questa amica è ancora più carino. E con ciò che ho ricavato dagli oggetti dell'eredità dei miei suoceri siamo riusciti a pagare il notaio per la vendita della loro casa in montagna...
Ci rifletterò sopra, se continuare a sfidare la sorte oppure arrendermi.

 
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INCONTRO

Post n°1565 pubblicato il 15 Ottobre 2018 da atapo
 

CIAO  PROFE !



 

Per strada incrocio gruppi di ragazzini allegri appena scesi dall'autobus, ritornano da scuola.
Lei è con un'altra ragazza e un ragazzo, tutti coetanei. E' alta, snella, ha una massa di capelli neri e ricci, due grandi e bellissimi occhi scuri dalle lunghe ciglia, sta sbocciando in una meravigliosa piccola donna, ha quattordici anni ed è di origine marocchina.
E' stata mia allieva per quattro anni quando, nella scuola elementare, tenevo il corso extracurriculare di teatro in francese. I suoi genitori ci tenevano moltissimo che imparasse la lingua,  visto che faceva parte della sua terra e cultura di origine, lei non li ha delusi e non ha mai deluso nemmeno me: era bravissima, nonostante in un anno facessimo solo 25 ore di corso all'ultimo anno era in grado di leggere da sola i testi semplici e di imparare rapidamente a memoria la lunga parte del personaggio che le avevo assegnato.
Mi vede e mi butta le braccia al collo, come faceva da bambina: è felicissima e lo sono anch'io.
-Profe, che bello rivederla! Come sta? Che fa ora?-
Mi dà del lei, non sono più la sua maestra e lei non è più bambina, dispiace un po' il tempo che passa, ma sono piacevolmente sorpresa da questo piccolo segno di rispetto. E' ormai al primo anno della scuola superiore, mi dice dove si è iscritta, ha scelto il percorso “tecnico per i servizi socio-sanitari”, immagino che i suoi genitori ci tengano che lei continui lo studio ed abbia buoni risultati.
-E il francese? Lo studi ancora?- le chiedo
-Certo! E sono anche brava, ho già preso otto! E' tutto merito suo, che ha cominciato ad insegnarmelo!-
-Ti ringrazio, ma il merito è tuo che ti impegnavi. Ricordo come imparavi bene le parti per il teatro…-
-Ah il teatro, che meraviglia! Mi piaceva tanto recitare… e in francese poi!-
E, con grande entusiasmo, spiega brevemente ai due amici cosa facevamo a quei tempi. Mi chiede cosa faccio adesso che non insegno più, le dico che continuo a recitare e che proprio ora sto andando al laboratorio di uno dei due gruppi (quello degli anziani), forse ci incontreremo altre volte di lunedì alla fermata del bus, come oggi…
Ci scambiamo ancora qualche notizia, poi ognuna riprende la sua strada, dopo un altro abbraccio e uno squillante -Ciao profe!- che mi lascia nel cuore un'emozione bella come una musica allegra e mi fa sentire leggera e felice, per la dolcezza dei sentimenti e dell'affetto che ci siamo scambiate.

 
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LA NON-VITTORIA

Post n°1564 pubblicato il 12 Ottobre 2018 da atapo
 

 

"EL PESCADO DEL DIA"

 


 

 

Ogni tanto ci casco. Mi faccio trascinare in imprese che so già come andranno a finire, che non hanno senso, che sono inutili...

Come questo concorso, ogni tanto ne vengo a conoscenza di alcuni, mi arrivano tramite facebook.

Stavolta era bandito da una agenzia di viaggi di Firenze, si trattava di inviare una propria foto sul tema "Cibi e sapori dal mondo", il primo premio era un fine settimana a Madrid per due persone, il secondo e terzo premio un fine settimana a scelta in una località italiane, poi fino al decimo classificato ci sarebbero stati premi di consolazione.

E chi decretava i vincitori? Ma il mondo del social naturalmente! Perchè si votava con i LIKE messi alle foto pubblicate sul sito dell'agenzia.

"Invitate i vostri amici a votarvi..." suggeriva il bando del concorso e infatti la faccenda va in questo modo: per avere punteggio bisogna condividere bando e foto, segnalare la propria partecipazione agli amici, chiedergli il LIKE, sperare che questi votino... Insomma, chi ha più amici virtuali, chi ha più tempo per diffondere la cosa, di solito è più facilmente candidato alla vittoria: ecco perchè le mie possibilità erano proprio scarse.

Però stavolta mi ero fatta irretire: forse perchè si trattava di foto ed io ne ho a bizzeffe, forse perchè si trattava di cibo ed è un argomento a cui sono molto sensibile, forse perchè si trattava di viaggi e nei miei viaggi ho spesso scattato foto di alimenti, mercati, prodotti tipici...

Così ho scelto una foto scattata a Fuerteventura, ne ho scritto il titolo (EL PESCADO DEL DIA), la didascalia come richiesto e ho inviato: quegli enormi pesci oceanici mostruosi, che mi avevano tanto colpito e che sarebbero finiti fritti dopo pochi minuti, sono entrati in gara. Guardavo le altre foto pubblicate insieme alla mia e la maggior parte non mi sembravano un granchè: alcune un po' confusionarie, altre non mi dicevano nulla, erano inquadrature ovvie, simili a foto viste e riviste nei cataloghi di viaggi... però i loro autori avevano un mucchio di amici virtuali e i voti fioccavano! Beh, anche la mia foto è stata votata da molti miei amici, ma non da guadagnarsi uno dei primi tre premi, purtroppo.

Però sono arrivata entro i primi dieci!

E qui comincia la seconda parte della storia.

Ho ricevuto l'invito alla premiazione, per una serata della settimana scorsa all'agenzia nel centro di Firenze, nel corso di un apericena, come si usa ora. Ci sono andata col marito. Una serata che mi ha autorizzato a sfoggiare (finalmente, noi due viviamo così poche occasioni mondane!) un abitino da ... serata chic e le scarpine col tacco, che mi hanno fatto vedere le stelle a camminare sulle lastre sconnesse di arenaria nel centro di Firenze, perchè naturalmente il parcheggio per la macchina l'abbiamo trovato abbastanza lontano.

Il buffet era interessante e affollato, come in tutte queste circostanze, poi la premiazione.

Quando sono stata chiamata, il premio di consolazione che io immaginavo fosse più o meno un portachiavi col logo dell'agenzia, era invece un bel libro edito dal Touring Club sulle specialità della cucina italiana, notizie e ricette, e già questo mi ha piacevolmente sorpreso. In più, dopo che, come gli altri vincitori, ho dovuto presentare al pubblico la mia foto, uno degli organizzatori del concorso ha chiesto la parola: -Vorrei aggiungere una cosa a quanto ha detto la signora: questa foto ci è sembrata molto bella e interessante e ci ha colpito molto. Purtroppo per le regole del concorso si valutavano solo i LIKE ed è un vero peccato perchè questa foto avrebbe meritato di classificarsi MOOOLTO più avanti (proprio così, il MOLTO è stato parecchio calcato)-

Lunghi applausi dal pubblico... ed io mi sono sentita piena di orgoglio. Una lode così pubblica non vale un week end, ma insomma...

Comunque prometto solennemente che non farò più concorsi di questo genere, voglio che il merito sia giudicato solo da chi se ne intende, non dalle amicizie virtuali.

 

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CI SIAMO ARRIVATI

Post n°1563 pubblicato il 08 Ottobre 2018 da atapo
 

 

45

 


 

Eccoci a un altro 7 ottobre, a un altro anniversario del nostro matrimonio… e sono ben 45! Se poi aggiungiamo che prima ci sono stati cinque anni di più o meno fidanzamento la cifra diventa ragguardevole!

Che dire? Bravi a noi, penso sia il minimo.

Non facciamo romanticismo melenso, c'è stato di tutto, come in tutte le vite e le vite di coppia.

Siamo stati… resistenti, vorrei dire e dovremo continuarlo ad essere, non ci sentiremo mai arrivati perché le novità e le sorprese positive e negative sono sempre dietro l'angolo, dovremo ricordare sempre ciò che di fondo ci fa continuare a sceglierci, oltre le tante differenze tra di noi e ciò che continua a farci scontrare e in certi periodi a sopportarci a stento.

Come abbiamo festeggiato? Noi soli, come al solito, col pranzo in un nuovo ristorante di cui mi aveva parlato un amico del teatro, lui aveva festeggiato lì le nozze d'oro, un locale sulle colline a sud di Firenze tra gli oliveti, in una bellissima giornata piena di sole e di caldo.

Poi nel pomeriggio siamo andati a teatro, arrivando col fiatone perché vicino al teatro c'era una fiera e non si trovava da parcheggiare. Abbiamo visto una commedia tratta da “Il barone rampante” di Italo Calvino.

Quanto mi era piaciuto leggerlo ai suoi tempi, altrettanto mi è piaciuto lo spettacolo. Lo lessi da adolescente, in quegli anni prima che morisse mio padre, quando divoravo letteralmente i libri… e sognavo… di come sarebbe stata la mia vita futura.

Ma la vita è sempre qualcosa d'altro rispetto ai sogni, di diverso, più difficile e sorprendente, come l'amore.

 
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ACCELERATA

Post n°1562 pubblicato il 05 Ottobre 2018 da atapo
 

 

LA  MIA PRINCIPESSA

 


 

E' stata una settimana di fuoco: tutto si sta avviando, si comincia a delineare come saranno i prossimi mesi…

Ho iniziato la ginnastica in piscina e qui ecco due mattine che se ne vanno, poi nel pomeriggio devo riprendere le forze, soprattutto ora all'inizio quando il fisico non ha ancora l'abitudine.

Sono iniziati i miei teatri: il gruppo degli Spostati e il gruppo Ragazzi over 65. Cosa faremo? Ancora top secret. Con i ragazzi perché la regista ci presenterà alcune proposte e dovremo scegliere, con gli Spostati perché ciò che andiamo ad iniziare è così grosso e particolare che qualcuno di molto importante, che ci segue a distanza, ha consigliato di non spargere la voce per ora… Capito? Qui si tratta di spionaggio teatrale…

Posso solo dire che dovremo muoverci molto, ballare e per questo, per avere più spazio, faremo anche delle prove supplementari su palcoscenico, oltre alle solite nel salone parrocchiale; spero mi regga il fisico, ricordo tutto il movimento di quando ebbi la parte del pagliaccio anni fa, molta fatica all'inizio, ma poi non mi fece che bene muovermi un po'.

Ho dedicato una mattinata all'iscrizione all'Università dell'Età Libera: la frequentavo con piacere nei primi anni della pensione, poi avevo smesso perchè avevo notato che i corsi di solo ascolto dopo un po' mi facevano addormentare, mi sarebbero piaciuti i laboratori (come il teatro o il disegno che avevo già provato),ma o erano in giorni e orari per me impossibili, oppure si tenevano in luoghi scomodi e lontani da raggiungere con gli autobus spesso in ritardo o imbottigliati nel traffico.

Però ogni anno in questo periodo controllavo la circolare del Comune e i corsi proposti, sperando sempre e questa volta finalmente ho trovato ben DUE laboratori in orari decenti e in un luogo comodo e a me caro: l'Istituto Francese! Ho deciso così di non negarmeli.

Uno dei due è tenuto dal mio amato regista di quando facevo teatro in francese e riguarda gli autori francesi di teatro degli ultimi secoli: figuriamoci se lo perdevo!

L'altro laboratorio è qualcosa che inseguo da molto tempo, nelle varie proposte cittadine, finora sempre impraticabili per orari, luoghi e, soprattutto, prezzi: la scrittura creativa! Che a me piaccia scrivere penso ne faccia fede questo blog ormai più che decennale, poi il gruppo dei 400 caratteri su facebook… però qualcosa di serio l'avevo fatto solo una giornata a Bologna. Ora questo corso, finalmente, sono proprio curiosa di mettermi alla prova!

Inoltre in questi giorni, per motivi familiari, abbiamo avuto abbastanza spesso la gestione dei nipotini e anche questo richiede tempo ed energia. Soprattutto la bimba è stata a casa nostra per diverse ore, anche a pranzo. Come mi capita sempre, mi piace stare insieme a lei, partecipare ai suoi giochi e farla partecipare alle mia attività in casa o fuori. Lei ne è contenta, a volte un po' perplessa quando qualcosa si differenzia da ciò a cui è abituata, tipo una ricetta che non ha mai assaggiato, ma è importante che si abitui anche alle differenze; comunque non fa capricci, in genere è abbastanza disponibile. Ora ha quattro anni e quando è qui da noi mi viene da ricordare la sua mamma a quell'età: era legatissima a me, mi seguiva e facevamo tanto insieme, stavamo molto bene e per me era una gioia godermi quella figlia, forse furono gli anni più belli e profondi nel nostro rapporto. Anche il mio rapporto con Diletta mi sembra che sia buono e mi dà molta soddisfazione.

Ieri abbiamo guardato insieme i cartoni animati, eravamo sul divano e lei a un tratto mi si è accoccolata addosso, mi faceva tanta tenerezza, mi è venuto in mente il titolo di un articolo che mi sono ripromessa di leggere: “Per una donna è molto importante il rapporto che si è costruito da piccola con la nonna materna”. E riflettevo: io la nonna materna non l'ho mai conosciuta, morì quando la mia mamma era ancora bambina, mia figlia con la nonna materna ha avuto rapporti scarsi e “viziati” dalla situazione pesantissima di quella famiglia, anche se mia suocera stravedeva per lei che era la prima bambina arrivata in famiglia dopo cinque figli e un nipote tutti maschi, e io per Diletta? Quale sarà la mia responsabilità? Dovrò leggere quell'articolo al più presto.

 

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SUL GIARDINO

Post n°1561 pubblicato il 29 Settembre 2018 da atapo
 

 

BILANCIO  DI  FINE  STAGIONE

 

Dopo la meravigliosa fioritura di iris nella primavera scorsa, il mio giardino ha prodotto proprio poco.
La terribile gelata invernale deve avere colpito duro: l'oleandro dopo che gli ho potato rami e foglie danneggiati è sì ricresciuto, ma non è sbocciato nemmeno un fiore, il melograno ha fatto pochissimi fiori rossi e di conseguenza i frutti che stanno crescendo saranno non più di una decina. Sull'arancio e sul limone di fiori nemmeno l'ombra. Morte la verbena, i piccoli crisantemi e le dalie, la peonia col caldo era seccata, ho tolto tutto ciò che pareva morto e ora pare stia ributtando.
L'enorme e unico topinambur dell'anno scorso si era riprodotto con decine di piccole piante, che però mio marito con pazienza ha estirpato perchè non voleva un'invasione di topinambur e mi ha diffidato dal portarne altri. In aggiunta, senza dirmi niente, aveva tolto quasi tutte le belle di notte, tanto, diceva, quelle ricresceranno senz'altro. Peccato che abbia tolto quasi tutte quelle rosse e ha lasciato le gialle, così gli "incroci" che creavano svariate sfumature questa volta sono molto meno belli...
Si è dedicato a sistemare nei vasi le sue piante grasse, il risultato è carino, ma... soltanto verde e le piante sono ancora piccine...
I lamponi mi hanno soddisfatto con una produzione abbondante che ci ha procurato frutti per un lungo periodo: i nipotini, che prima li guardavano con sospetto, dopo averli assaggiati... quando venivano a casa nostra correvano subito in giardino a mangiare i lamponi!
Anche la lavanda ha fatto il suo dovere di fioritura, con abbondanza di profumo e di insetti sui suoi fiorellini; ora sarebbe il momento di potarla, ma è ancora bassina anche se bella compatta, magari quest'anno la lascio così.
Mio marito aveva comperato due bustine di sementi di fiori: portulaca e bocche di leone, però le ha seminate troppo tardi, i fiori stanno spuntando a stento ora, accidenti alla sua solita pigrizia!
Io avrei desiderato un'estate con più colori in giardino, più fioriture, invece solo il verde... non mi soddisfaceva molto. Il mio sogno sarebbe di cercare e sistemare una serie di piante che in successione garantissero fiori (e colori) per quasi tutto l'anno e d'inverno le bacche rosse. Ma siamo ben lontani da questo effetto, anzi mio marito continua a sostenere che ci sono già troppe piante e guai se ne porto delle altre. Invece io ho appena portato dei piccoli crisantemi di vari colori, che almeno rallegrino quest'ultima parte della bella stagione e chissà che non riesca a farli sopravvivere.
La maggiore soddisfazione me la dà proprio in questi giorni la yucca che venne dal giardino di mio figlio: è sempre più grande e bella e sta facendo ben tre alte fioriture.
Direi che questo mi sta consolando dalla delusione del troppo e solo verde dell'estate.
Però, com'è difficile fare il giardiniere! Spero di migliorare pian piano...

Ecco la yucca...

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STAGIONI

Post n°1560 pubblicato il 23 Settembre 2018 da atapo
 

AUTUNNO  LENTO

 

Arcimboldo, Autunno



Mucha, Autunno


Pare che, da calendario, l'autunno inizi oggi.
In realtà pare non voglia ancora iniziare, è ancora cammuffato da estate: fa troppo caldo, scarse le foglie cadute, ancora tanti fiori in giro, un'esplosione colorata.
Questa strana stagione anche nei propositi e nei pensieri non mi spinge a chiudere con le vacanze estive. Strana idea: “vacanze” per chi è in pensione non dovrebbe aver senso, eppure c'è questo periodo di ore e giorni rallentati e più vuoti di impegni in cui ciò che accade è spesso ricercato, elaborato e vissuto con più calma e meditazione, capita più facilmente di ripercorrere il passato magari attraverso letture più intense che rievocano storie personali e fanno pensare a come ero e a come sono.
L'autunno, la ripresa degli impegni e del più o meno consueto andamento di vita dovrebbe stimolare anche il pensiero rivolto al come sarò, ma ancora non ci riesco, questa bellissima stagione a oltranza mi ostacola, andrei volentieri al mare a sdraiarmi sulla sabbia sotto questo sole ancora caldo ma non bruciante, entrerei nel mare che a fine estate è così tiepido, direi a me stessa: -Vita, aspetta, non correre così in fretta, dammi ancora del tempo…- Per che cosa? Non lo so ancora e non ho fretta di scoprirlo, vorrei che la stagione delle vacanze continuasse a svanire così poco a poco, che il buio non mi sorprendesse troppo presto la sera ancora per chissà quanto.

L'agenda si sta riempiendo, si va delineando ciò che sarà nei prossimi mesi: qualcosa è ormai certo, qualcosa è ancora ambiguo e a rischio di nuove ansie, forse per questo cerco di non pensarci e mi aggrappo giorno per giorno a ciò che di bello accade, al sole che splende ancora così forte, alla allegria degli abiti estivi, alla luminosità di una passeggiata all'aria aperta, a un gelato che rinfresca.
Finchè l'autunno è così, mi piace; verranno i giorni troppo grigi, troppo corti, fuori e dentro di me… chissà se a superarli mi basterà questa provvista di sole.

Per ora il mio autunno assomiglia di più a Mucha che a Arcimboldo

 
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A SCUOLA

Post n°1559 pubblicato il 20 Settembre 2018 da atapo
 

TUTTI  HANNO  COMINCIATO

 

 

Lunedì è ripresa la scuola per tutti i nipotini.
Il giorno prima eravamo stati a Montelupo da Riccardo. Io ho sempre quella puntina di dispiacere di vederlo così poco, soprattutto in confronto a quegli altri che abitano vicini a me, quindi è una gioia raddoppiata quando riusciamo ad organizzare un incontro o una giornata insieme, come domenica scorsa. Mi pare che anche lui sia molto contento di stare con noi: abbiamo guardato insieme tutto il necessario che aveva già messo nello zaino, abbiamo fatto una passeggiata al mercato del paese dove gli ho comperato un grosso gatto di peluche su cui aveva lasciato gli occhi e il cuore, nonostante suo padre (mio figlio) dicesse:- Ma ne hai già tanti!-  Però una nonna può permettersi di viziarlo un poco e i peluche gli piacciono ancora molto, nonostante i suoi otto anni.
Poichè comincia la terza elementare gli ho portato un libro sugli uomini primitivi (quelli che trovo nei miei mercatini) e sono stata sorpresa nel vedere quanto lo ha gradito, tanto da accoccolarsi sul divano, gatto da una parte e libro in mano immergendosi nella lettura e commentando a tratti ciò che leggeva. Mi ha detto che la storia gli piace molto…

Io ero rimasta che non amava ancora molto la lettura quindi sono stata doppiamente (e felicemente) sorpresa. Poi ho saputo che nelle ultime settimane aveva letto, senza essere sempre stimolato dai genitori, un altro libro che gli avevo portato al nostro incontro precedente: era “Cipì”, un romanzetto per bambini che con i miei scolari aveva sempre avuto successo, e anche questo gli era piaciuto. Chissà se siamo finalmente agli inizi di una carriera di lettore…

Gli altri tre bimbi invece, come tutti gli anni, sono stati “nostri” il primo giorno di scuola, perché, con gli orari di lavoro dei loro genitori e con la mensa scolastica ancora non in funzione, a noi nonni toccava il compito di andarli a prendere all'uscita e farli pranzare a casa nostra. Io sono sempre un po' in agitazione quando vengono loro tre a pranzo da noi senza i genitori: cosa preparargli di buono visti i gusti difficili dei bambini moderni, come sistemare un po' in giro in modo che non combinino guai...
Mio marito è andato a prendere Diletta alla materna, io i due più grandi alla scuola primaria. Dove, come al solito, ho incontrato antichi miei scolari che ora prendevano i loro figli: segno del tempo inesorabile che passa!
E' sempre una bella emozione stare lì all'uscita, la prima uscita dell'anno, nella grande confusione del primo giorno, vedere gli occhioni sbarrati dei bimbi sulla porta alla ricerca del genitore o del nonno in attesa, che poi diventa un grande sorriso, vedere quel filo di apprensione delle maestre che devono avere tutto sotto controllo…

C'ero anch'io tra loro, un tempo… come sembra lontano! Ora non mi stringe più il cuore il ricordo, è diventato dolce, appena un po' malinconico… ma ogni cosa ha il suo tempo, ora il mio tempo è un altro… e non necessariamente meno affascinante...

 
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LA VINCITA

Post n°1558 pubblicato il 16 Settembre 2018 da atapo
 
Tag: cronaca

QUANTO  GELATO !

 


 

E' tornato a Firenze il Festival del Gelato, edizione autunnale. Lo fanno due volte all'anno, in primavera e in autunno, con un biglietto dal costo dell'entrata a un museo si ha diritto a un certo numero di assaggi... abbastanza consistenti: gusti nuovi inventati dai migliori gelatieri in competizione mondiale (stavolta c'era anche un Giapponese), che hanno vinto le eliminatorie e che per decretare il vincitore assoluto contano sui voti di noi assaggiatori.
Io in questi anni diverse volte non mi sono fatta mancare l'appuntamento goloso, ultimamente attraverso una rivista vengono messi in palio dei biglietti gratis ai primi che mandano una mail di richiesta in un certo giorno, da una certa ora... Ed io sono riuscita a vincere questo biglietto già tre volte, l'ultima mi ha condotto ieri, col mio biglietto omaggio, a godere delle nuove bontà.
Ma poichè la prima volta che mi capitò c'erano sei assaggi gratis ed io feci un po' di fatica ad arrivare alla fine, la volta successiva invitai mio marito ad aiutarmi nell'impresa e feci bene perchè gli assaggi concessi erano dieci.
Anche stavolta siamo andati in due e per fortuna: gli assaggi consentiti erano TUTTI, cioè 18!!!
Capite? Diciotto gelati! Avevano rimpicciolito i coni, usavano quelli piccini che a volte mettono come decorazione, però, visto che li riempivano tanto da far restare molto gelato sopra in bilico, la quantità totale non era indifferente.
Che pomeriggio! Che merenda!

Mio marito non si è fatto pregare, così abbiamo gustato suddividendoci ogni cono, abbiamo assaporato, valutato, deciso quale secondo noi era il migliore: era un gusto semplice e facile anche da riprodurre in modo casalingo, chiamato dal suo inventore fiorentino "I'David", composto da fiordilatte con un po' di vaniglia Bourbon e mirtilli, che davano al tutto un bel color lavanda. Penso che proverò a rifarlo anche a casa mia...
Vi voglio dire anche quello che ci è piaciuto di meno: un gelato alla fragola e peperone rosso crudo (poca fragola e molto peperone), immaginate un po'...
La manifestazione si svolge al Piazzale Michelangelo, da cui si vede tutta Firenze con i monti intorno, dopo l'impresa per i gelati è stato molto piacevole restare appoggiati alla balaustra ad ammirare il panorama, c'era tanta gente, tanti turisti, come al solito, ma è sempre uno spettacolo incantevole, è un luogo che riempie gli occhi e il cuore con tutta la bellezza di questa città.
Ed io sono contenta di abitare qui e di potermi godere quel panorama con solo un piccolo giro di autobus.


 
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