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DOVE ANDRO' (FORSE).

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Allora... siamo ancora qui, ma fino a mezzanotte è sempre...
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DOVE ANDRO' (FORSE)

Post n°1774 pubblicato il 22 Agosto 2021 da atapo
 
Tag: viaggi

MADAGASCAR

 

 

Così lontano… Le notizie su questa grande isola mi sono arrivate da mia figlia: lei se ne era invaghita da ragazza, affascinata soprattutto dai lemuri, strani animali un po’ scimmie un po’ orsacchiotti. Sognava così tanto questa terra che ci è andata… in viaggio di nozze!|

I due sposi hanno convogliato in questo viaggio i regali di matrimonio, tanto ormai la casa ce l’avevano, abitavano già insieme. L’agenzia ha organizzato un tour di alcune coppie, mi pare anche altri fossero in viaggio di nozze, con la guida che li ha accompagnati a visitare i luoghi più significativi, su e giù per l'isola, per concludere con un soggiorno nell’isola famosa di Nosy Be: capanne sulla spiaggia, cene romantiche, spettacoli tipici, insomma una luna di miele da romanzo.

Un viaggio indimenticabile e la conoscenza coi suoi lemuri: ne ha riportato foto molto suggestive, alcune tra le più belle sono incorniciate e fanno arredamento in casa sua.

In quei giorni confesso che io, come mamma apprensiva, qualche timore ce l’avevo, mi sembrava un’avventura grossa… Era la trepidazione della chioccia che deve lasciare i suoi pulcini!

Non credo che andrò mai in Madagascar: autonomamente mi pare arduo organizzare, un viaggio con guida ed altre persone sconosciute, in cui bisogna avere un minimo di spirito di adattamento e di tolleranza, in cui ci sono orari precisi e luoghi definiti... mio marito non lo accetterebbe mai. Così mi restano solo le foto di mia figlia.

Ma ora stiamo per partire con il camper: dopodomani, se tutto va bene, perché il marito ancora deve andare a finire la revisione del mezzo e conta di farlo domani.

Dove andremo? Verso sud e, udite udite, proprio in un luogo che avevo messo qui nei box, e nei post, in uno dei mesi scorsi.

La scelta non è stata casuale, c’è un perché. Quale luogo, quale scelta?

Permettetemi di non dirlo adesso, per scaramanzia… a martedì mancano ancora diverse ore e tutto può succedere… Arrivederci!

 
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SI E' ARRESO

Post n°1773 pubblicato il 20 Agosto 2021 da atapo
 
Tag: viaggi

MONTAGNA 2021 – seconda puntata

 


 

Speravo che la seconda puntata arrivasse più velocemente, non un mese dopo: era da luglio che non salivamo alla nostra casetta, a prendere il fresco (insomma, anche là si sfioravano i 30 gradi nel primo pomeriggio, ma sempre meglio che a Firenze...).

Lassù il collegamento internet è disastroso, ci sono pochi punti della casa in cui funziona e neppure sempre, a volte va a singhiozzo. Anche quando installeremo il computer e non dovremo più arrangiarci col cellulare, sarà faticoso e lento qualsiasi lavoro. In questo periodo poi è peggio del solito, forse perchè ci sono molti più abitanti, i turisti, chi viene nelle seconde case, come noi, e le linee sono sovraccariche... come sono affollati i negozi, il supermercato, persino l'edicola dove bisogna prenotare il giornale il giorno prima.

Ogni tre-quattro giorni siamo scesi a Firenze, nel tardo pomeriggio, per annaffiare il giardino nostro e le piante di mia figlia che è in vacanza anche lei. Al mattino successivo, prima del caldo, in fuga di nuovo verso la montagna. All'ultima discesa abbiamo portato con noi tutto il marchingegno per l'impianto automatico di innaffiatura... il marito l'aveva finalmente terminato lassù, chiuso tutto il giorno in una stanzetta! L'ha montato: NON FUNZIONA!

Allora si è arreso, ha detto che lo riprenderà in mano il mese prossimo e avrà l'autunno e l'inverno per pensarci, per ora BASTA!

Cosa che io gli avevo delicatamente suggerito già da qualche giorno, di fronte a certe difficoltà che stava trovando: ormai i figli tornano dai loro viaggi, se noi andiamo via loro possono ben passare ogni tanto ad annaffiarci il giardino!

Sul momento naturalmente la sua risposta era stata NO, ma adesso si è arreso... e intanto l'estate se ne sta andando, abbastanza sciupata ormai...

Comunque lassù si sta bene, qualche volta siamo andati a "collaudare" dei ristoranti in zona, per invitarci qualcuno prossimamente (Figli? Amici bolognesi? Famiglia perfetta?). Ancora nessun giro esplorativo nelle bellezze dei dintorni, perchè, come ho detto, lui restava rintanato in casa a lavorare all'impianto e le mie passeggiate a piedi non sono molto lunghe. Comunque è piacevole anche restare al limitare del bosco, a leggere o studiare il copione.

Quest'anno il clima pazzo ha rovinato le coltivazioni: il melo ha UNA SOLA mela, nell'orto si annaffia con difficoltà perchè la sorgente da cui prendiamo l'acqua è quasi secca, fagioli e fagiolini non crescono, chi sembra non soffrirne sono i peperoni, tanti da piegare le piante. Di lamponi nemmeno l'ombra, in luglio erano ancora verdi: chissà se sono stati mangiati dagli uccelli o da chi passa lungo la strada o se si sono seccati per il caldo, come quelli nel giardino di Firenze? Il contadino ci ha detto che le patate, che avevamo intravisto in luglio, sono state divorate da un istrice entrato nell'orto; ora riponiamo le speranze nelle zucche che stanno crescendo, per ottobre.

Un giorno, andando a un ristorante, accanto al parcheggio abbiamo visto una pianta enorme di sambuco, stracarica di frutti maturi: bellissimi grappoli dalla bacche grosse e nere. Mi è tornata la voglia di marmellata di sambuco, avevo già l'acquolina in bocca... però insieme mi tornava in mente il lavoro improbo per prepararla, la mia impresa dell'estate scorsa, quando alla fine mi ero chiesta se ne fosse valsa la pena.

Però la golosità ha vinto: prima di allontanarci ho raccolto un bel po' di grappoli e ho passato il pomeriggio a preparare la marmellata. Sarà perchè ero già, diciamo, esperta, sarà perchè i chicchi erano più grossi e si staccavano meglio, alla fine non è stato troppo faticoso e alla sera era pronta una ciotola piena di marmellata: non l'ho neanche sterilizzata, sapevo che non sarebbe durata molto! Infatti a colazione, a merenda, per dessert, da sola a cucchiaiate, spalmata sul pane, insieme al gelato, mescolata allo yogurt e a una ricotta locale squisita... è finita anche troppo in fretta! Era buona, buona, buonissima! Direi che questa è stata un'esperienza gratificante di questo secondo periodo montano, basta accontentarsi.

Ora resteremo pochi giorni a Firenze, poi partiremo col camper verso il sud Italia, per cercare, finalmente, quel po' di mare sognato e desiderato ormai da anni.

E incrocio le dita, perchè non ci siano imprevisti negativi... ora mio marito è al camper per controllare che tutto sia a posto, speriamo...

 

 
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IN MONTAGNA

Post n°1772 pubblicato il 09 Agosto 2021 da atapo
 
Tag: viaggi

SI VA

 

Giovanni Segantini

L’impianto di irrigazione non è ancora finito (è quasi pronto, manca il collaudo, lui dice), ma da domani a Firenze si prevedono dai 37 gradi in su, per diversi giorni.

Allora quello che non ha potuto l’acqua lo potrà il fuoco: si va lo stesso in montagna.

In più, a Firenze ci sono lavori grossi sull’acquedotto, domani e giovedì pare che scarseggi o manchi l’acqua, hanno dislocato anche le autobotti nei quartieri più a rischio.

I primi cedimenti sono di stamattina, la conferma è di stasera: domani si parte. Per fortuna che gli avevo detto:

-Non avvisarmi all’ultimo momento!-

Ormai certi atteggiamenti di una vita non si cambiano, ma domattina i bagagli li preparerò con MOLTA calma.

Non so quanto tempo resteremo, è tutto un punto interrogativo, come sempre.

Io ormai non connetto più dal caldo, ho solo la forza di sopravvivere, ripongo le speranze in quegli 7-8 gradi in meno che di solito ci sono in montagna.

 

 
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MESE NUOVO

Post n°1771 pubblicato il 05 Agosto 2021 da atapo
 
Tag: teatro

Come è iniziato il mese? Sembra uguale a luglio, non è cambiato niente, non ci sono date né previsioni per la conclusione di questo maledetto impianto di irrigazione. Agosto “mangia” l’estate, i tempi delle vacanze si fanno corti, un po’ più brevi ogni giorno.

Però… però… qualche novità c’è, di tipo teatrale: a fine ottobre ci sarà il “Festival delle Donne” qui a Firenze, una serie di manifestazioni di tutti i tipi incentrate sul mondo delle donne, curato da Serena Dandini.

Anche spettacoli teatrali, le mie due registe hanno entrambe candidato uno spettacolo e… entrambe sono state accettate! La notizia è di pochi giorni fa, ha accompagnato l’inizio del mese.

La regista giovane presenterà “Alfabeto al femminile”, quello che avevamo messo su youtube per l’8 marzo: verrà riadattato e trasportato sulla scena.

La regista degli “Spostati” riprenderà uno spettacolo sulle donne di Plaza de Majo, rappresentato nel 2012: di chi recitò in quella prima versione siamo rimasti soltanto io e un attore, per gli altri sarà nuovo.

E qui però c’è un fatto che sciupa un po’ la gioia dell’essere stati accettati e del riproporre uno spettacolo che era stato molto emozionante: non saremo più Spostati!

Ora sono cambiate le regole per poter essere compagnia teatrale amatoriale, sono diventate più complicate, bisogna registrarsi come associazione culturale, con presidente, bilanci e via di seguito. Noi Spostati non ce la facevamo da soli, nessuno ha tempo e competenze per seguire la faccenda, farlo a pagamento era improponibile: avremmo dovuto scioglierci. Però due di noi recitano anche in un’altra compagnia, che ci ha volentieri “assorbito”. Da Spostati diventeremo Il Camerino Volante.

La regista, seppure a malincuore, ha convenuto che era l’unica via per continuare, anche perché lei è parecchio anziana, forse sarà attiva un anno o due ancora, ma poi ha altre prospettive (più tranquille, familiari). Per ora queste sono le novità, a metà settembre ripartiremo con laboratorio e prove, vedremo come funzionerà questa fusione. Sempre Covid permettendo...

Io, da quando ho avuto queste notizie, ho sentito come se le mie “ferie” fossero finite (se mai ce ne sono state): ho ricercato i copioni, devo cominciare a rileggerli, a rientrare nei personaggi...

 

 
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DOVE ANDRO' (FORSE)

Post n°1770 pubblicato il 30 Luglio 2021 da atapo
 
Tag: viaggi

NORVEGIA


 

 

Manca un giorno alla fine di luglio, in un giorno non si va in Norvegia, di questi tempi poi... Neppure questo viaggio farò. Non si va nemmeno sulla montagna pistoiese, figuriamoci...

Io non ho mai amato viaggiare in luoghi freddi, cerco con tutte le mie forze di sfuggire al freddo e ai disagi che comporta, credo sia il "lascito" degli anni d'infanzia in una casa umida e spesso gelida per la stufa che non "tirava" bene e che ricordo come un incubo.

Certo il caldo di questi anni mi sta facendo rivedere le mie convinzioni: forse l'estate, ma solo l'estate, in Norvegia potrei anche accettarla.

C'è un altro motivo che ultimamente mi mette curiosità e simpatia per questa terra (infatti perchè proprio Norvegia, se la questione è solo di trovare un po' di fresco? I paesi nordici sono più di uno...)

Un caro amico, mio coetaneo, ha la figlia che dopo un Erasmus in Norvegia è rimasta lassù, perchè ha incontrato l'amore e ora hanno messo insieme pure una bambina, una bellissima e biondissima piccola vichinga.

E io che soffro perchè figli e nipoti sono a circa 30 chilometri da casa mia, soltanto!

Amico, figlia e nipotina naturalmente si incontrano in video, su whatsupp e tutto il resto, forse più spesso di quanto ci incontriamo noi coi nostri figli; due o tre volte all'anno questo signore prende l'aereo e va qualche settimana lassù, in una cittadina sul mare nel sud della Norvegia. Si è ben organizzato: prima affittava un appartamentino, ora la figlia ha comperato una casa in cui c'è una camera con bagno in più, proprio per ospitarlo. Sta anche tentando di studiare il norvegese, ma è faticoso, tanto con l'inglese se la cava benissimo.

Così mi racconta di questa terra, in cui dice di trovarsi proprio bene, vissuta da turista o poco più, naturalmente. Tanti spazi, tanto verde, paesaggi riposanti, natura intatta e manda foto a conferma di tutto questo, in cui, comunque, anche in piena estate lo si vede con maglie a maniche lunghe e piumino annodato in vita durante le passeggiate. Gli indigeni stanno anche a maniche corte, ma loro sono abituati. Lui ci torna volentieri, però non è mai andato in inverno!

Ecco, tutto questo mi ha messo curiosità: immagino un viaggio col camper, tranquillo, verso il grande Nord piano piano così da abituarmi a poco a poco... arrivare magari fino a Capo Nord, che per molti camperisti è una meta importante, vedere l'aurora boreale, partire in giugno e tornare per settembre...

Se ne riparlerà l'anno prossimo.

 
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UNESCO

Post n°1769 pubblicato il 28 Luglio 2021 da atapo
 
Tag: cronaca

GEMELLAGGIO

La notizia data oggi al Telegiornale mi ha riempito di gioia, anche per la curiosa coincidenza.


L’Unesco ha inserito nel patrimonio dell'umanità I PORTICI DI BOLOGNA e io non posso che gioirne: 42 chilometri di portici, di tanti tipi, di tanti periodi storici, sono la caratteristica della mia città natale, un aspetto bello da vedere e di immensa utilità, le intemperie a Bologna fanno meno paura, c’è sempre un portico sotto cui ripararsi, che ti permette di continuare il cammino! Anche in estate, in questi mesi torridi (Bologna ha un clima quasi continentale, si raggiungono caldo e afa notevoli) i portici permettono di ripararsi dal sole e di sopravvivere girando per la città. Se non ci fossero stati i portici forse il 22 giugno non mi sarei azzardata ad andare a Bologna dalla mia amica…

Penso a quel lontanissimo 1981, alla quinta classe in cui insegnavo allora: partecipammo a un concorso indetto dal Comune e dalla Fiera di Bologna per una ricerca sulla città, scegliemmo di studiare i portici, la genesi, la storia, curiosità, aneddoti, quelli antichi, quelli moderni, perché anche nei nuovi quartieri di periferia quasi sempre nei grandi condomini (in cui abitavano i miei alunni) ci sono portici. Girammo per la città a scattare foto, poi testi, disegni, ne uscì un bell’album che vinse il premio al concorso, un orgoglio e una soddisfazione per i ragazzini e per la maestra! Conservo con affetto quell’album, la statuetta in bronzo del Nettuno, che fu uno dei premi, e la foto in cui, insieme al bambino delegato dai compagni perché il più “leader” della classe, io ricevo il premio e le strette di mano. Oggi quell’episodio per me raddoppia il suo valore nel ricordo…

Ma non è tutto… e qui viene il GEMELLAGGIO: contemporaneamente l’Unesco ha inserito anche qualcosa di Firenze: è una zona famosissima, dove tutti i turisti desiderano andare ed è nel cuore di tutti i Fiorentini, ma forse non tutti la conoscono completamente. Si tratta della collina a sud dell’Arno su cui si trova il Piazzale Michelangelo, dal quale si vedono tutta la città e la collina dove sorge Fiesole, un panorama indimenticabile. Dietro al piazzale, più in alto c’è la basilica romanica di San Miniato, un vero gioiello di architettura e di decorazioni, appena sotto al piazzale ci sono due meravigliosi giardini poco conosciuti, quindi poco affollati, cosa strana per Firenze turistica: il Giardino delle Rose e il Giardino dell’Iris, quest’ultimo aperto solo in aprile-maggio, nel periodo delle fioriture. E tutto il versante che scende dal Piazzale verso Firenze, con scalinate, fontane, zone alberate, chiamato Le Rampe e restaurato da poco, anche questo ora fa parte del patrimonio Unesco. Che dire… una intera collina!

Ne sono felice, mi fa sorridere questa coincidenza che rende onore insieme alle due città della mia vita, un pensiero positivo in questo periodo così faticoso...

tramonto romantico a Piazzale Michelangelo

basilica di San Miniato

Giardino delle Rose

Giardino dell'Iris

Le Rampe

 
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PRENOTAZIONI

Post n°1768 pubblicato il 24 Luglio 2021 da atapo
 

FUORI TEMPO MASSIMO

 

Picasso, Parade

Questa epoca Covid, nel tentativo di farci vivere ora il più normalmente possibile, ha portato un cambiamento nella vita sociale: le PRENOTAZIONI.

Sono tornati gli spettacoli, gli eventi, le sagre, le proiezioni di films, la maggior parte all’aperto in queste sere estive in cui uscendo ci si può riavere dopo giornate bollenti; non si dovrebbero creare assembramenti, le partecipazioni di pubblico quindi sono numericamente ridotte, allora quasi dappertutto sono diventate necessarie le prenotazioni, via mail, telefono, wathsapp.

Giusto, nulla da obiettare… ma questo sta creando un po’ di difficoltà in famiglia.

Noi, io e il marito, non siamo abituati a prenotare… perché quasi sempre decidiamo all’ultimo momento, cioè è soprattutto nelle abitudini di LUI, se viene a sapere di qualche evento interessante, lo stare a pensarci sopra, decidere con mooolta calma, andare (o prenotare se necessario) all’ultimo tuffo.

Ora non si può. Cioè, si può… ma non si trova più posto.

Ci è già capitato in più occasioni.

E dato che la nostra vita mondana non è mai stata molto vivace e piena di serate goderecce, ora è abbastanza deprimente, quelle rare volte, sperare in una piacevole serata e vedersela negare da un “mi dispiace, i posti sono esauriti”. Solo una volta siamo riusciti ad andare ad un concerto di canti popolari.

Appena si viene a sapere di qualcosa di interessante, bisogna fiondarsi a prenotare e non è detto che sia sufficiente, perché se la notizia è in giro da qualche giorno senz’altro molti sono più aggiornati e rapidi di noi.

Insomma, dobbiamo darci una mossa, ma le abitudini sono dure a morire. Così le sere estive passano al computer o a guardare la televisione (io poco, preferisco leggere), in ogni caso a ribollire dal caldo perché andare in giardino significa farsi divorare dalle zanzare.

Aggiungiamo anche questo al fatto che non si va più nemmeno in montagna, perché l’impianto di irrigazione che sta facendo è più complicato del previsto e ha bisogno di cose qui in città… lassù questa estate lasceremo i lamponi agli uccellini!

Ma c’erano stati mesi di inverno e di lockdown… possibile che non gli fosse venuto in mente prima questo maledetto impianto da sistemare???!!!

 

 
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RICORDO

Post n°1767 pubblicato il 19 Luglio 2021 da atapo
 

 

DUE COMPLEANNI

 

E.Vigée-Lebrun, Autoritratto con la figlia

La mia mamma non sapeva esattamente la sua data di nascita, a causa di documenti poco chiari, delle difficoltà di registrazione nei paesi di montagna in quegli anni di primo novecento.

Tutta la storia l'avevo già raccontata QUI.

17 o 19 luglio? 1919 o 1920? Lei aveva scelto il 17 luglio 1920 e questa data diventò quella ufficiale, però scherzando si poteva dire che il suo compleanno sarebbe durato tre giorni, se avesse voluto festeggiarlo.

Ormai lei non è più qui con noi da dodici anni, ma ogni luglio, il 17, penso a lei e a questa sua strana storia. Di solito la penso serenamente, ho un rapporto con la morte abbastanza tranquillo, forse freddo: mi mancano le persone, ma esse ci sono in modo differente, la vita va avanti, mi hanno accompagnato per un pezzo di strada poi proseguo da sola, restano nei loro insegnamenti, nei ricordi, negli affetti che ci siamo scambiati e che non si perdono, così sento ancora la loro presenza. Ritrovo la mia mamma in certi oggetti che ho conservato, nelle foto, in frasi e modi di dire che erano suoi... mi fanno compagnia e me la mantengono vicina. Magari mi farebbe piacere sognarla, qualche volta, ma è accaduto assai raramente e pure i sogni erano tranquilli, non angoscianti.

Però quest'anno è stato diverso.

In questi tre giorni, dal 17 al 19, mi sono sentita triste come non mai, avrei voluto averla vicino fisicamente, essere ancora bambina per potermi rifugiare nelle sue sicurezze e nella sua forza che ha sempre avuto per affrontare le difficoltà. La rivedevo nel ricordo quando era ancora bella, alta, giovane, quando mi ascoltava mentre le raccontavo di tutto, poi diceva la sua idea... Non andavamo sempre d'accordo, però era la mamma, ci riflettevo sopra...

Ora capisco a fondo come doveva sentirsi sola quando passavo tanto tempo senza telefonarle, poi alla fine chiamava lei, per accertarsi che tutto andasse bene: erano gli anni in cui lei era rimasta a Bologna e noi a Firenze eravamo soli con i figli piccoli, anni faticosissimi e senza tregua; adesso che anch'io ho i figli che non si fanno sentire spesso, li immagino con le stesse giornate convulse e faticose (soprattutto mia figlia) come quelle mie lontane e mi trattengo dal chiamarli per non disturbarli troppo nè fargli perdere tempo prezioso. Per fortuna oggi ci sono i messaggi e un filo si riesce a tenere, ma a volte è poco...

Probabilmente in questi tre giorni ho incanalato nel pensare e nel soffrire la sua mancanza tutto lo stress e la depressione che mi accompagnano ormai dai molti mesi di Covid, tra chiusure, annullamenti, distanze, solitudine, timori.

Forse, passata la ricorrenza, un po' si attenuerà tutto questo, o forse incapperò in altre "ricorrenze" che scaveranno dentro di me e mi daranno motivi di sofferenze più acute... sarà ancora difficile passare le giornate e andare oltre.

 
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PRESENTAZIONE

Post n°1766 pubblicato il 16 Luglio 2021 da atapo
 
Tag: memoria

BOLOGNA 1943-1945

L’amore per la mia città natale mi ha fatto iscrivere ad alcuni gruppi di facebook che parlano di essa, mettono foto, raccontano aneddoti e fatti storici, presentano monumenti e curiosità. In uno di questi, alcuni anni fa una signora faceva conoscere un libro di cui era l’autrice, dove aveva raccontato, un po’ romanzando, la storia della sua nonna che abitava in una via del centro di Bologna dagli inizi del 900. Incuriosita avevo comperato e letto il libro e mi era piaciuto molto: ritrovavo ambienti, atmosfere, abitudini simili a ciò che mi raccontava la mia mamma, di quando era bambina, poi ragazza.



Così quando l’autrice annunciò che stava scrivendo il seguito, cioè la vita della nonna e della famiglia negli anni della seconda guerra mondiale, la seguii con più attenzione, con l’intenzione di acquistarlo appena fosse uscito.

Un giorno l’autrice nel gruppo chiese alcune delucidazioni sulla vita a Bologna durante l’occupazione tedesca, come altri anch’io le risposi, spiegandole ciò che sapevo e raccontando un fatto accaduto alla mia famiglia. Lei mi ringraziò, dicendo che le sarebbe stato utile per l’esattezza del suo racconto.

Dopo qualche tempo mi scrisse privatamente: aveva pensato di mettere nel suo libro un’appendice in cui riportare gli interventi di chi l’aveva aiutata, mi chiedeva il permesso di inserire anche il mio scritto. Senz’altro, le risposi, e ci scambiammo l’amicizia su facebook.

Circa un mese fa finalmente avvertì che il libro stava per uscire, aveva aspettato di poter fare le presentazioni in presenza. Contemporaneamente mi invitò ad una presentazione in anteprima, dove aveva piacere di incontrare gli amici e conoscere personalmente gli autori che aveva inserito in appendice. Sarebbe stata una serata in un locale di Casalecchio di Reno, con la cena seguita dalla presentazione.

Diceva anche che voleva proiettare foto della vita in città a quel tempo, se per caso ne avevo e gliele potevo inviare, così le ho spedito foto del matrimonio dei miei genitori, di quando passeggiavano per via Ugo Bassi e altre, tutte con le date scritte sopra a inchiostro dal mio papà, molto pignolo: anni 1941- 1942-1945.

Venendo da Firenze, Casalecchio è l’uscita autostradale prima di Bologna, in un’ora ci si arriva… Così abbiamo deciso, io e il marito, di partecipare, entro mezzanotte saremmo stati di ritorno. Era l’occasione per uscire un po’ dal trantran quotidiano.

Ecco l’impegno che avevamo martedì scorso.

E’ stata proprio una bella serata. La cena (c’erano due menù tra cui scegliere) non era un granchè, non si trattava di un ristorante stellato, ma una pizzeria alla buona.

L’atmosfera però era simpatica, a cominciare dall’autrice, insegnante nelle scuole superiori, abbastanza giovane.

Lei e l’editore hanno parlato del libro, altri suoi conoscenti hanno raccontato fatti dell’epoca, venivano proiettate le foto che aveva raccolto (anche le mie), ogni tanto si intervallava con suo figlio che suonava canzoni di allora (“Ma l’amore no”, “Amapola”…). La serata è diventata commemorativa di quei tempi difficilissimi, tutti eravamo commossi… Ognuno ritrovava la storia e le storie di famiglia, che non dovrebbero essere dimenticate.

Io, in più, ho ritrovato l'atmosfera e il calore della mia città natale, che ho lasciato da tanti anni.

Naturalmente ho comperato questo secondo libro, arricchito dall’autografo con dedica. Ufficialmente non è ancora uscito, si aspetta settembre, però in prevendita si può acquistare già presso la casa editrice.

Come previsto, la serata è finita poco dopo le 23.

E qui è venuto il bello, per modo di dire. Perchè l’autostrada aveva chiuso per lavori degli ingressi e ci siamo ritrovati in una bolgia di autotreni prima in una direzione sbagliata, verso Milano, poi sulla strada statale fino a Sasso Marconi, dove abbiamo potuto rientrare in autostrada: di notte non è molto piacevole!

Ma tanto a casa, dove siamo arrivati all’una, non ci aspettava nessuno sveglio e preoccupato.


 

 
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ANDATA e RITORNO 1

Post n°1765 pubblicato il 11 Luglio 2021 da atapo
 
Tag: cronaca

 

MONTAGNA 2021 – prima puntata

 


 

Sono stata anch’io qualche giorno nella casa in montagna. Le temperature roventi di Firenze andavano sfuggite per la sopravvivenza, così sono salita per quasi tutta la settimana: lassù è un altro vivere, di sera se si esce serve il golfino, di giorno al massimo siamo arrivati a 26 gradi.

E’ andata come prevedevo, come avevo detto nel post precedente, stavolta mi sono dedicata a finire la pulizia interna di certi mobili e di una cassapanca, così finalmente dalla volta prossima posso portare su e sistemare un po’ di lenzuoli e coperte. Poi ho iniziato ad “attaccare” le scale interne, che hanno ancora evidenti tracce del lavoro dei muratori e dell’imbiancatura, sarà un lavoraccio da smaltire a piccole dosi, fermandomi quando lo esigerà la mia schiena. Ma questo sarà per le prossime volte.

LUI si era preso su tutto il materiale di elettronica che gli serve per automatizzare l’impianto di irrigazione e si è dato da fare in quello, senza finire, naturalmente, ma finché non arriverà a concluderlo niente viaggi lunghi!

Non c’è stato impegno a cucinare, perché la pizzeria e la rosticceria del supermercato ci hanno servito in modo ottimo e abbondante, almeno quello è stato un riposo!

L’uomo che lavora nel nostro orto si è dato da fare e stanno crescendo un sacco di piante e di verdure, ma tutto è ancora molto indietro. Che strano clima c’è stato questa primavera! I fiori di lillà appena nati sono stati tutti bruciati dalle gelate tardive, le ciliegie non sono maturate, di mele non se ne vedono crescere sui rami. I lamponi nel bosco sono ancora tutti verdi: l’anno scorso di questi tempi ne raccolsi così tanti che poi ne feci la marmellata, sui vasetti ho controllato la data, la finii di preparare il 20 luglio. E’ una situazione preoccupante, penso a chi campa di agricoltura…

Questi giorni lassù stavolta sono stati dominati … dagli animali!

Innanzitutto la gattina dell’ortolano, Cloe, è passata a salutare e a prendersi carezze, a lei siamo abituati.

Nel torrente che passa sotto casa, in basso, per la prima volta ho visto un airone grigio: non pensavo che venisse a sostare così in piena “città”, anche se tra l’acqua e le case c’è una cortina di alberi, poi le terrazze a orti e giardini. Ho già fatto il pensiero, nel nostro terreno a terrazze che scende al torrente, di aprire un cancello nella recinzione, così in estate potremo accedere ai larghi sassi sulla riva e … rinfrescarci in acqua. Ma chissà quando...

Di sera, al buio, la meraviglia delle lucciole! Da molti anni non ne vedevo così tante, direi dall’infanzia! Ma noi siamo in una strada laterale, tra l’orto e il bosco, è una zona buia e solitaria, uscivo e venivo completamente avvolta da questi lumini volanti che pareva venissero ad esplorarmi, davano l’impressione di piccoli esseri alieni, o magici…

L’esperienza più strana è stata… un attacco di rondini! Incredibile! C’è una zona sulla strada statale dove in alti edifici ora abbandonati le rondini hanno riempito di nidi sotto i tetti sporgenti. In questo periodo i rondinini cominciano a uscire, svolazzano da una sporgenza a una tettoia, i loro genitori li assistono e li incoraggiano. Ma quando, per andare in pizzeria, siamo passati in quel tratto di strada diverse rondini adulte scendevano in picchiata stridendo fino a pochi centimetri dalle nostre teste, risalivano e ripartivano ad un nuovo attacco: decisamente volevano allontanarci dal loro territorio e dai loro piccoli. All’inizio pensavamo ad una casualità, poi ci siamo resi conto che il tutto era intenzionale e… abbiamo affrettato il passo, per non trovarci una rondine in un occhio!

Nel ritorno (la strada era obbligata), cercavamo di andare veloci e di non guardare nemmeno in alto, sperando capissero che non avevamo brutte intenzioni verso di loro: macché. l’attacco è ricominciato e una grossa rondine, sfiorandomi i capelli, invece del solito grido, stavolta ha soffiato, sì, proprio come un gatto quando è arrabbiato! Ho avuto un po’ di paura… mi venivano in mente storie di attacchi di uccelli, i gabbiani hanno questa cattiva fama, o il film di Hitchcock…

Ora siamo tornati a Firenze: martedì sera abbiamo un impegno, molto carino, spero sarà una serata piacevole, degna poi di essere raccontata qui.

Quando tornerò ad una seconda puntata in montagna? Mah! Dipenderà da quanto caldo farà a Firenze…

Però devo ammettere che ora mi sento un po' meglio, dopo qualche giorno più "fresco".

 
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CHE ESTATE SARA'

Post n°1764 pubblicato il 04 Luglio 2021 da atapo
 
Tag: viaggi

 

SI CAMBIA !

 


All'incirca avevamo stabilito come passare l'estate:

giugno: lavori alla casa in montagna, io salivo più o meno a seconda degli impegni miei e delle necessità lassù:

luglio fino al 23 (il 24 mio marito ha la seconda dose del vaccino): MARE, MARE finalmente, dopo due anni!!! Già decisa anche la zona, in camper.

Fine luglio, agosto, forse un po' di settembre: montagna, al fresco e Riccardo sarebbe stato con noi una settimana all'inizio d'agosto.

NO! Si rivoluziona tutto!

Perchè l'impianto automatico d'irrigazione del giardino non funziona bene (non ha mai fatto il suo dovere!): o non si avvia all'orario impostato, o va quando gli pare, o non si ferma più e allaga tutto. Il marito ha deciso che non ci può fidare a partire per molti giorni, che i figli ora abitano lontano entrambi e non si possono obbligare a venire ad annaffiare il nostro giardino, quindi deve assolutamente riparare l'impanto prima di allontanarci, ma ci ha pensato ora, gli ci vorrà almeno una settimana e si "intacca" così il periodo dedicato al mare (e ti pareva...).

Non basta: mio figlio ogni tanto sale in montagna a dare una mano, ma anche a controllare lo stato delle sistemazioni. Pochi giorni fa ci ha detto che lassù c'è ancora troppo caos, troppi attrezzi in giro, polvere da lavori ecc, quindi Riccardo non ce lo darà, non lo reputa un ambiente adatto a un bambino.

Io ci sono rimasta malissimo, ci ho sofferto tanto, è già il terzo anno di questa situazione, diamo pure la colpa ai divieti di spostamenti del covid, ma mio marito secondo me potrebbe darsi un po' più da fare, e più spesso se, come al solito, vuole fare tutto lui, non sono più da considerare i lavori lassù come un hobby da fare quando non c'è altro e da prolungare all'infinito... e se penso che ultimamente è stato sempre disponibile quando la famiglia perfetta gli ha richiesto giornate per sistemare tettoie e impianti elettrici nelle case dei LORO figli... Abbiamo litigato per questo, lui è così sollecito per gli altri... ma io a un certo punto ne ho abbastanza!

Che anche questa estate ci "salti" Riccardo mi fa un dispiacere immenso (oltre al fatto che mio figlio si deve ingegnare in estate per organizzarsi i periodi di affidamento a lui), le rare volte che ci siamo visti ultimamente avevo fatto progetti col nipotino, dovevamo esplorare, disegnare insieme...

Allora ho fatto un tentativo di rimediare alla situazione e ho proposto: NIENTE MARE ora, ma intensificare i lavori in montagna, stare lassù anche diversi giorni di seguito e ci devo andare anch'io, perchè mio marito, se sta là da solo, preferisce scendere ogni sera ed è tutto tempo buttato via. Sì, ci vado volentieri per il fresco, ma là ho ben poco da fare, nei lavori di ora posso aiutarlo pochissimo; posso leggere, passeggiare un po' a piedi da sola finchè non mi stanco, non c'è il computer quindi non scrivo e tengo i contatti vari solo col cellulare su cui non mi trovo a mio agio, non ci sono cinema nè manifestazioni, ma tanto non ci si andrebbe perchè lui la sera è stanco.

Mi auguro così che la casa diventi vivibile per Riccardo a inizio agosto; noi resteremo poi in montagna fin dopo il 15, tanto in giro c'è affollamento dappertutto.

Ma dopo, fine agosto-inizio settembre... MARE! Col camper, naturalmente, e speriamo che sia bel tempo, già le giornate accorciate mi tolgono quelle ore di sole e di spiaggia che mi avrebbero fatto tanto bene. Sarà l'ultima speranza, se non ci saranno brutte sorprese.

Tutto questo scompiglio però mi ha stressata molto; mio marito dice che non reggo gli imprevisti e i cambiamenti: sì, è vero, NON LI SOPPORTO PIU' !

Tanto sono io che devo organizzare i bagagli, lo svuotamento del frigorifero, il fare o non fare la spesa, le lavatrici e la sistemazione delle cose domestiche, quello che si deve spostare, quello che si deve riordinare, quello che manca e quello che si rimanda...

A lui basta che chieda: -C'è questo? E' pronto quest'altro? Ma dove hai messo... Ma perchè hai comprato... -

UFFA!

 
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DOVE ANDRO' (FORSE)

Post n°1763 pubblicato il 30 Giugno 2021 da atapo
 
Tag: viaggi

AUSTRALIA

 

 

 

Sono arrivata fino a Imperia in giugno, l’Australia è un po' più in là, ancora molto lontana e forse ci rimarrà per sempre.

Di questo paese mi affascinano soprattutto i grandi spazi, la natura, la varietà dei paesaggi, le sue antiche e misteriose culture… un po’ meno il mondo cosiddetto “civile” di quella civiltà di tipo “britannico”, da cui in ogni caso sono incuriosita. Ricordo che tantissimi anni fa una delle mie classi fece, per un certo periodo di tempo, la corrispondenza con una classe di bambini australiani interessati all’Italia: credo che nacque allora la mia curiosità per quella terra, il pensiero che l’avrei visitata volentieri.

Da qualche anno ho ritrovato una mia compagna delle scuole medie che, dopo i quaranta anni, ha sposato un australiano e si è trasferita là, abita vicino ad Adelaide. Lei ogni due anni circa in estate torna a passare un mese in Italia e due anni fa ci incontrammo a Bologna, ci eravamo date appuntamento a Firenze nel suo prossimo ritorno, ma ora col Covid è tutto sospeso. Mi parlò molto di questa sua terra, delle difficoltà di ambientarsi, ma ora si trova a suo agio e le foto che pubblica sono una meraviglia!

Ecco, guardando le foto della mia amica faccio finta di essere là...

 
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AL MARE

Post n°1762 pubblicato il 27 Giugno 2021 da atapo
 
Tag: viaggi

HO VINTO

 


 

Sono già tornata a casa: è stata una breve vacanza, tre giorni, di cui molte ore passate in viaggio lungo le agghiaccianti autostrade della Liguria, tormentate da rallentamenti e cambi di corsia a causa di lavori in corso.

Dove sono stata? E’ il momento di dirlo: a Imperia, laggiù in fondo, quasi al confine con la Francia.

Perchè sono andata fin laggiù? Ma perché ho vinto, naturalmente!

Io mando qua e là in giro per l’Italia dei miei racconti e delle mie poesie, cioè partecipo a concorsi letterari (non quelli a pagamento però, altrimenti mi svenerei): se, come è già accaduto, vinco qualcosa ho la scusa per fare un viaggetto e conoscere un posto nuovo o rivederne uno familiare. Chi legge qui da un po’ sa che ho già raccontato alcune di queste “avventure” turistico-letterarie.

Ho trovato che questo sistema serve anche a far muovere mio marito: ci tiene ad accompagnarmi, anche se non ha ancora ceduto alle mie proposte di approfittare di queste occasioni per prolungare i soggiorni. Non cede, si sta fuori solo il minimo indispensabile, ma è meglio di niente.

Stavolta il concorso di Imperia chiedeva un racconto ambientato in quella città, che io non conoscevo affatto. Però la mia cara zia Maria andava ogni anno a passare un periodo in riviera ligure, durante l’inverno, così avevo pensato che sarebbe potuta andare proprio a Imperia, ho cercato su internet notizie e soprattutto foto della città, ho immaginato cosa potrebbe fare laggiù una signora anziana e ricca… e pian piano è nata la storia.

Beh, ho vinto il terzo premio!

Ed eccomi laggiù, a ritirarlo e a conoscere finalmente la città, che mi è proprio piaciuta. Manca solo l’area sosta per i camper, infatti siamo stati in albergo, in una pensioncina modesta, ma tranquilla, con gestori gentilissimi. Abbiamo trovato buoni ristoranti, bel tempo, strade piacevoli per passeggiare, un centro storico arroccato in alto, con fioriture splendide nei giardini e quartieri di case antiche dai colori allegri.

Il concorso era dedicato a un certo Lucetto Ramella, studioso e divulgatore di notizie sulla città e scrittore di opere dialettali, organizzato dalla sua nipote, aveva sezioni di poesia, di prosa e di grafica. In quest’ultima hanno partecipato anche diverse classi di scuole primarie e di istituto d’arte e i loro lavori abbellivano la sala della biblioteca in cui si è svolta la premiazione. Negli stessi giorni c’era la festa del patrono, San Giovanni, così l’associazione per i festeggiamenti, insieme ad altri sponsor, ha voluto omaggiare noi premiati con diversi doni, è stata una bella sorpresa perché nel bando inizialmente si parlava solo di consegna di diplomi. Insomma, siamo usciti dalla sala strapieni di pacchetti oltre al diploma: un servizio di bicchieri, un set di asciugamani con creme di bellezza, una penna e una pila in confezione regalo! Inoltre avevamo la possibilità di fare una cena completa con piatti tipici, ad un prezzo di favore, alla sagra che si svolgeva nella piazza e i piatti erano così abbondanti che abbiamo cenato in due, io e il marito.

E di sera c’era la luna piena sul mare: sorgeva enorme, rossa come da molti anni non la vedevo, illuminava le sagome nere degli yatchs da crociera e gli alberi oscillanti delle barche dei pescatori: uno spettacolo notturno che ti fa sempre sciogliere dentro qualcosa, tra rimpianti e speranze…

Ora rieccomi a casa, sono stata bene nei giorni al mare, devo riadattarmi al caldo afoso, alla città snervante, devo rimettere in agenda varie incombenze, poi forse si potrà andare al mare un po’ più a lungo.

 

 
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E SI VA

Post n°1761 pubblicato il 24 Giugno 2021 da atapo
 
Tag: viaggi

DOVE ANDRO' ?


QUI

Sto partendo. Per pochissimi giorni purtroppo, ma l'occasione non è da perdere.

Però mi rode dentro qualcosa, che cerco di scacciare per non rovinare tutto... i soliti meccanismi familiari che spesso sciupano le giornate.

Dirò al ritorno. Qui ultimamente i giorni sono volati, perchè ora si risveglia tutto, tutto riparte, tutto si riorganizza, il telefono spesso è rovente...

Vabbè, mi manca solo di chiudere la valigia (piccoletta, ma è già un simbolo... e un augurio)

 
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VERSO L'ESTATE

Post n°1760 pubblicato il 20 Giugno 2021 da atapo
 
Tag: cronaca

STORIE DA GIARDINO

 


 

Fa caldissimo, ma basta ci sia un alito di vento e in giardino si sta bene. Ora sono le giornate in cui il sole è più alto e illumina il mio verde più a lungo, ma resta una striscia sempre in ombra lungo il muro, dove dovremmo montare un dondolo su cui fare la siesta, l'abbiamo già preso (usatissimo naturalmente!), ma in quanto a montarlo... ci sono i soliti tempi tecnici e le altre priorità del marito: la casa di montagna innanzitutto.

Come sta il giardino quest'anno? Confesso, lo curiamo il minimo indispensabile e anche meno: fa tutto da solo e fa quel che vuole, ogni anno ci sono sorprese.

I bellissimi iris rosati questa primavera erano fioriti, altissimi, ormai sono alti come me: li avevo tagliati rasoterra l'autunno scorso e pare abbiano rinnovato il vigore. Neppure quest'anno sono sbocciati iris di altri colori: ne avevamo presi in Francia ormai tre anni fa, altri li avevo procurati tramite gli scambi... nulla, nessuno è fiorito, ho aspettato invano altri colori!

Invece sotto il melograno stavolta sono "esplosi" tanti piccoli iris selvatici gialli e viola che erano lì da prima che comprassimo la casa, così tanti però non ce ne erano mai stati.

Quest'anno non avremo pere: c'erano i fiori, promettevano bene, poi è venuto all'improvviso troppo freddo, pure le gelate, di insetti nemmeno l'ombra, i petali sono caduti e nessun fiore si trasforma in frutto. Come gli agricoltori che perdono il raccolto per le gelate, per loro è un disastro, per noi solo un dispiacere...

-Vediamo come va con i lamponi.- anche quelli li avevo potati ben bene e i rami erano ricresciuti proprio belli; i primi lamponi erano belli, grossi, saporiti... peccato che il caldo che sta esplodendo in questi giorni ora li bruci, non riescono a diventare rossi, avvizziscono prima.

Il lungo periodo di pioggia ha fatto crescere l'erba quasi come una giungla, per la delizia di mio marito che dovrebbe tagliarla e si decide a farlo quando ormai per girare occorre il machete e non si vedono più nemmeno le grandi pietre dei vialetti, sommerse dall'erba alta.

Il melograno è tutto fiorito in rosso, promette molti frutti, se non ci saranno burrasche ad abbatterli. Altri fiori rossi, numerosi, sono sull'oleandro, ogni anno ne fa sempre di più. Le nandine sono alla seconda fioritura, grappoli di fiorellini bianchi che rapidamente diventano bacche rosse: quelle di inizio primavera le hanno mangiate tutte i merli, io le avevo volute proprio per loro.

A proposito di merli, siamo diventati il loro ristorante: dall'inverno abbiamo preso l'abitudine di scrollare ai pasti le briciole della tovaglia, o dei sacchetti svuotati di biscotti e tarallini, fuori dalla porta-finestra che dalla cucina va in giardino. In particolare c'è un merlo che si è affezionato a questi orari fissi, arriva e aspetta poco distante, si avvicina a controllare se il pasto è servito, ormai sfacciatamente ci viene quasi tra i piedi quando apriamo, nè si allontana se restiamo lì ad attardarci prima di richiudere. A volte è accompagnato dalla sua signora, la quale è più prudente e aspetta più distante che noi siamo rientrati.

Una volta saziati loro, il resto della pulizia la fanno i passeri e gli uccellini piccoli, non tutti so che razza sono, c'è un pettirosso, dei fringuelli e altri.

Insomma un bel via vai, che rallegra a starli a guardare dietro al vetro.

Il gatto Andrea non si è più visto dall'anno scorso. Però ce n'è un altro, tutto nero con gli occhi gialli. Ha la coda spezzata e storta, è quindi lo stesso che qualche anno fa, molto piccolino, veniva con la sua mamma a giocare nel giardino che allora non era stato sistemato ed era ancora più giungla di adesso, mi fa piacere che sia tornato, ora è un bel micione dignitoso che non dà tanta confidenza: le prime volte fuggiva precipitosamente se ci vedeva, ora continua a fare il suo o si allontana tranquillo. Questo l'ho chiamato Nerone, un nome ovvio, ma sono così stanca che non mi impegno ad essere originale.

Quest'anno in più abbiamo tanti bei fiori nel vasi: i geranei, i fiorellini della miseria, delle campanelle regalate da mio figlio, i fiori dei cactus che durano un giorno solo, purtroppo.

Insomma, è tutto abbastanza allegro, anche se improvvisato.

E da qualche giorno è fiorita la lavanda, che è diventata un cespuglio imponente dalle tre mini piantine comperate anni fa al Lidl. Le sue spighe viola stanno attirando le farfalle e le api, tante api. Finalmente, era ora! Le aspettavo con ansia, finora se ne erano viste poche, troppo poche, è stato troppo freddo, la moria delle api è un grosso problema. Mi dicevo che se non arrivavano nemmeno sulla lavanda era proprio un disastro, invece eccole!

Ora, se andremo in vacanza, ci sarà il problema dell'innaffiare: il sistema di irrigazione programmato, su cui mio marito ha progettato e lavorato moltissimo, ha sempre qualche problema, o non va, o allaga, o va in orari impensati.

Speriamo di non ritrovarci un deserto anzichè un giardino.

 

 
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ON LINE 2

Post n°1759 pubblicato il 12 Giugno 2021 da atapo
 

A  SCUOLA


 

 

E’ passato diverso tempo e avevo lasciato in sospeso la mia seconda esperienza ON LINE… ma vale la pena non farla cadere nell’oblio, tanto più che riguarda la scuola, che è appena terminata nei giorni scorsi: sarà un tributo e un ricordo di coloro che ne furono coinvolti, grandi e piccoli.

Circa verso aprile avevo contattato la mia antica collega insegnante, attiva nel consiglio di quartiere (vedi post ON LINE 1), per farmi “introdurre” nella scuola primaria che era stata frequentata dai miei figli: volevo donare alla biblioteca una copia del mio libro NERETTA. Lei mi aveva messo in contatto con le attuali insegnanti delle classi seconde, l’età più adatta al libro, e tutte molto interessate mi avevano proposto di presentarlo alle classi. Ma, visto il momento, sarebbe stato on line. Un’esperienza nuova per me, che non ero mai stata coinvolta nelle diavolerie della didattica a distanza.

-Non è complicato, assicuravano, tu vedi tutta l’aula coi bimbi, loro ti vedranno in grande sullo schermo della LIM, la lavagna interattiva multimediale.- Dovevo avere fiducia e affrontare l’esperienza.

-Sarà in maggio, aggiungevano, ti faremo sapere.-

Nel giro di pochi giorni avevano scritto sul sito della scuola del libro, di me, dell’incontro che “la scrittrice” avrebbe avuto con le classi: insomma, era un’esperienza importante per l’istituto!

Io pregavo che andasse tutto liscio…

Poi mi comunicarono la data: il 21 maggio, collegamenti con due classi al mattino e con un’altra nel pomeriggio. Chiesi di poter fare qualche giorno prima un collegamento di prova, senza gli alunni, tanto per avere un’idea di come funzionava, per sentirmi un po’ più a mio agio… ricordavo in altre occasioni di riunioni on line certi pasticci: non si vedeva, non si sentiva… I bambini di sicuro erano più abituati di me, dopo questo terribile anno scolastico, io continuavo a sentirmi un po’ agitata: mai avuto un incontro in questo modo ed era previsto per quaranta minuti ogni classe!

Così il 21, alle 10, molto timorosa iniziai con la seconda C. Scoprii che la maestra era una mia vecchia conoscenza, mamma di un ex scolaro, molto brava a guidare la classe, li aveva preparati un poco, ma non troppo, lasciandomi la bellezza di svelare-non svelare, dare tracce e stuzzicare la fantasia; avevano anche preparato le domande per l’autore e mi sono divertita a rispondere alle loro curiosità. I quaranta minuti sono volati e sono stati superati, ci siamo lasciati a malincuore.

Ore 11, seconda B. Questi mi sembravano un po’ più… smorti, la maestra non partecipava se non per questioni tecniche (inquadrature, sonoro), io avevo qualche difficoltà, mi faceva strano parlare a questi bimbi che vedevo così lontani, non riuscire a decifrarne gli sguardi, mi pareva di non avere bene il polso della situazione… comunque è andata, alla mia proposta di scrivere loro altre storie di questa matita o degli altri personaggi, come seguito del nostro incontro, la maestra mi ha assicurato che era una splendida idea, che mi avrebbero poi mandato i loro prodotti…

E io mi sentivo una vera scrittrice per bambini, come Gianni Rodari quando andava per le scuole, come Albino Bernardini quando venne nelle mie classi…

Ero stanca, ma soddisfatta, per l’incontro del pomeriggio non avevo più timori: la “scaletta” che avevo preparato era stata collaudata positivamente già in due classi.

Ma… le sorprese sono sempre in agguato!

Alle 15 la seconda A si è presentata con bambini scatenati, a girellare per l’aula, qualcuno ogni tanto ad accapigliarsi, la maestra a correre per riacchiappare e mettere seduto questo o quello. La maggior parte non parevano per nulla interessati a ciò che dicevo… o che avrei voluto dire. Io li vedevo così piccoli e lontani, mi pareva di assistere a un brutto spettacolo… Ascoltavano, ma con molte distrazioni: facevo domande, per rendermi conto, c’era chi cascava dalle nuvole, la maestra a riprenderli di continuo… Molti scrivevano o disegnavano… non capivo cosa.

Io ero estenuata, non potevo giudicare se erano davvero bambini con molte difficoltà di scolarizzazione o se era l’insegnante poco esperta, era la prima volta che li vedevo. Però mi chiedevo, se era questo lo “stile” della classe, cosa e come riuscivano a imparare. Sarei scappata a gambe levate! Esaurito tutto il mio repertorio preparato, ho tentato con: -Avete domande fa fare?-

Beh, ne sono arrivate, alcune dimostravano che non avevano ascoltato prima, ma per fortuna altre erano sensate e carine. La più curiosa è stata: - Ma Neretta ce li ha una mamma e un papà? -

Nella storia non l’ho scritto, li ho invitati a immaginarlo. Allora la maestra mi ha detto che mentre parlavo, diversi bambini ascoltando disegnavano la matita e ciò che raccontavo: ecco svelato ciò che prima non capivo! E questi sono passati a mostrarmi i loro disegni. Io apprezzavo e lodavo, ma pensavo che nelle classi terribili è una strategia di sopravvivenza lasciare che disegnino durante le spiegazioni: quanto riescano a seguire così… mah!

I quaranta minuti erano finiti, loro parevano soddisfatti, io lo ero un po’ meno, soprattutto ero distrutta dalla fatica!

Me lo spiegavo col fatto che da anni non sono più abituata ad agire con una classe intera, con tre poi nello stesso giorno! E in quel modo poi, così “distante”! Vorrei farne altre di presentazioni, sarebbe un successo per NERETTA, ma spero proprio che possano essere in presenza!

Dopo una decina di giorni, come promesso, mi sono arrivati i lavori della seconda C: un bellissimo power point, con le piccole storie inventate dai bambini insieme ai loro disegni. Bravi i piccoli, ma brava anche l’insegnante per il montaggio di tutto quanto: competenze che io non avrò mai. Mi resterà come ricordo e a testimoniare il bel lavoro della loro fantasia…

Gianni Rodari ne sarebbe stato contento. Anche questo è finito sul sito della scuola.

C’è stata anche un’altra conseguenza positiva: molti bambini hanno ordinato il libro, sarà una lettura per l'estate. L’autrice ringrazia e augura buone vacanze a tutti.


 

 

 
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DOVE ANDRO' (FORSE)

Post n°1758 pubblicato il 02 Giugno 2021 da atapo
 
Tag: viaggi

CANADA

 

 

 

No, non ci sono andata in Canada nel mese di maggio, ahimè!

E probabilmente nella mia vita non ci andrò mai…

E’ un paese che conosco solo “raccontato”, da qualche anno ancora di più perché il mio regista francese proviene dal Canada e ce lo aveva reso così vicino e attraente, negli anni del gruppo teatrale “C’est pour jouer”.

Terra di grandi spazi, di natura incontaminata e selvaggia… Un po’ freddina per i miei gusti, ma un viaggio si potrebbe fare in estate, da concludere in autunno per ammirare i meravigliosi colori delle foglie nei boschi, quella che chiamano "l'estate indiana".

E sapete che Montreal d’inverno, poiché fa freddissimo, vive quasi completamente sotterranea, sotto terra sono stati costruiti i luoghi più frequentati.

Già, c’è anche la doppia lingua, doppio mondo, doppia storia: francese e inglese, chissà se non sarebbe la volta buona per impararla un po’ meglio questa lingua inglese! Certo mi troverei più a mio agio nel Quebec, la provincia francofona, anche se, come ci informava il regista, la lingua del Quebec ha parecchie differenze rispetto al francese di Francia.

C’è anche l’affascinante mondo delle nazioni pellerossa da incontrare, gli Algonchini e gli Irochesi, popolo delle lunghe case: ricordi letterari, a cominciare da “L’ultimo dei Moicani”, tanto per citare il più noto. E altri popoli sulla costa occidentale, quelli dei grandi totem colorati.

Invidio una mia amica che, tempo fa, viaggiò dalla costa est alla costa ovest, io laggiù viaggio solo con la fantasia… e sono molti anni che lo faccio!

Nel mese di maggio, i miei viaggi sono stati in camper a Bologna e Ferrara e un giorno a controllare e riaprire la casa a Campo Tizzoro: altro che Canada! Accontentiamoci, l’importante è la salute.

 
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COVID PERMETTENDO

Post n°1757 pubblicato il 30 Maggio 2021 da atapo
 

 

COMPLEANNI, FINALMENTE !

 



I passaggi delle decine di anni dicono siano importanti, è il completamento di un ciclo, l'inizio di un altro. Così andrebbero celebrati in modo particolare soprattutto quando le decine cominciano ad essere numerose.

Ci informò di questo una psicologa quando io e il marito giravamo attorno alla cinquantina, ma per me quel mezzo secolo non era affatto da festeggiare: i problemi all'anca si aggravavano rapidamente, stavo per entrare in lista d'attesa (lunga!) per fare la protesi.

Dieci anni dopo, per quei 60 che ho raccontato anche qui, avevo progetti di una grande festa a cui avrei invitato amici di oggi e di ieri, anche di ieri l'altro, perchè volevo festeggiare pure il fatto che la mia vita, in quell'anno, si poteva dividere esattamente a metà: 30 anni a Bologna, 30 a Firenze.

Ma in quei giorni aspettavamo Damiano, nato il 5 maggio, poi tornato in ospedale per l'ittero.

Dimenticai l'idea della grande festa e mi accontentai del pranzo insieme, con figli e nipoti, una settimana dopo. "Accontentai" non è esatto, fu bello lo stesso, vivere e godere della famiglia che si allargava.

Ora i 70 sono arrivati, purtroppo insieme alla pandemia. Le restrizioni un po' attenuate, ma la vita lo stesso complicata, perchè gli incontri di famiglia devono tener conto dei giorni di affidamento di Riccardo al papà e della quarantena in cui è incappato Damiano per un compagno contagiato. Un gioco di incastri e a me, in fondo, dispiaceva parecchio questo rimandare, vorrei sempre festeggiare vicino al giorno giusto, altrimenti ha poco senso per me, sono un po' incontentabile...

Rimanda rimanda... siamo arrivati a ieri sera per poterci ritrovare tutti a casa di mia figlia! Stavolta non ero io a dover gestire la serata e la cena, ho portato due torte salate e ho lasciato che i più giovani si dessero da fare.

Io mi godevo i nipoti: dopo tanti mesi in cui non ci siamo quasi mai visti erano una riscoperta, così cresciuti, così cambiati, hanno un po' attenuato quella grande confidenza che avevamo quando un pomeriggio alla settimana erano tutti per noi... o forse è il fatto naturale che crescono e cambiano... Martino, il maggiore, è ormai un adolescente con la voce forte e un po' roca, Cesare, il più piccolo, a quattro anni sembra già così grande, non è più il bambolotto dell'autunno scorso. Anche questo ricorda spietatamente che il tempo passa, troppo in fretta per noi anziani.

Mi avevano preparato la torta di compleanno, mi hanno regalato una collanina col ciondolo di una pietra dura che dà un sacco di benefici fisici e psichici... speriamo!

E nello spegnere le candeline, nel fare le foto attorno alla torta con tutti i nipoti, ho voluto il più vicino a me Damiano, perchè, in fondo, quel compleanno un po' in ritardo era per tutti e due e lui compie dieci anni, la sua prima decina. Questo Damiano così diverso dai suoi vivacissimi fratelli, lui calmo, riflessivo, timido, intellettuale, dall'intelligenza profonda e curiosa di tutto... che purtroppo sta ancora combattendo la battaglia per i suoi problemi fisici al ginocchio e non solo: io mi ritrovo molto in lui... a volte gli colgo, quando mi guarda, un'occhiata fugace e ridente, come di intesa...

Non avrei voluto più lasciarli, ieri sera... ma alle 23 c'è il coprifuoco e dal loro paese ci vuole una mezz'ora di auto per rientrare a casa.

Cesare ha chiesto: - I nonni quando vengono a prendermi da scuola? - Forse si può ritornare a qualche antica abitudine, ora che i nonni sono vaccinati...

 
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SI PARTE

Post n°1756 pubblicato il 24 Maggio 2021 da atapo
 
Tag: viaggi

 

TRE ANNI DOPO


 

Il camper è ripartito, dopo tre anni! Non solo colpa del Covid, già da prima aveva qualche problema dopo il viaggio nelle Cevennes, di quelli che mio marito è in grado di risolvere o per lo meno di valutare prima di portare eventualmente il mezzo in officina, ma i suoi tempi tecnici allungatissimi ci avevano fatto arrivare alle chiusure-covid, allora tanto valeva aspettare le riaperture e “abbandonarlo” nel rimessaggio.

Le rare uscite fatte hanno utilizzato alberghi e bed-and-breakfast (e io non vedrei malvolentieri il continuare ad utilizzarli…), anche ora avrei continuato così, ma mio marito si è “buttato” nella revisione e negli aggiustamenti, mentre io esaminavo le possibilità di alloggio alternative citate sopra: lui ce l’ha fatta, siamo ripartiti col camper!

Prima uscita post Covid e già questo era emozionante!

Destinazione Bologna, alla manifestazione “Di verde in verde” cioè l’apertura di tanti giardini in città e nei dintorni, di quelli privatissimi che di solito son chiusi. Io c’ero già stata da sola nel 2019, lui si era incuriosito e ha voluto venire, col camper potevamo restarci due giorni, fare con comodo e vederne di più.

Anche stavolta mi sono piaciuti, quale più, quale meno, ma insomma ne è valsa la pena. Inoltre mi piace, per spostarsi da un giardino all’altro, il percorrere a piedi strade e stradine la maggior parte delle quali per me ha spesso i ricordi e le emozioni della mia prima vita, quella a Bologna fino a 30 anni. Le entrate contingentate e i tempi calcolati per evitare assembramenti non consentivano di soffermarsi troppo, peccato, perché in alcuni sarebbe stato bello sedersi su una panchina o sull’erba di un prato e farsi avvolgere più a lungo dal verde e dalle suggestioni, ma bisogna accontentarsi di questi tempi. Mio marito è rimasto un po’ deluso, si aspettava spazi sontuosi, invece molti giardini non sono grandi, sono gocce di verde all’interno di palazzi o agglomerati di edifici antichi, come dei gioiellini di natura, spesso un po’ arruffati e selvaggi, con avanzi di muri storici o installazioni anche contemporanee ; forse l’anno prossimo non insisterà per accompagnarmi.

Per la domenica avevamo scelto il parco di una villa appartenuta a nobili, in collina, nel quartiere in cui sono nata. Poichè era impossibile trovare parcheggio col camper in quelle stradine, l’abbiamo lasciato in basso, siamo saliti con l’autobus e il ritorno l’abbiamo fatto a piedi, circa due chilometri, passando nei luoghi che mi hanno visto bambina: tutto cambiato, ma tracce restano, angoli di ora che si sovrappongono a quei miei lontani ricordi, quelli che ho raccontato nel mio libro “L’aria buona del giardino”.




La discesa lungo la ripida strada dove abitavo: ma davvero la percorrevo più volte al giorno, così ripida? Certo, allora ero abituata e avevo tanti anni di meno… come si scivolava sul ghiaccio d’inverno! A venti anni fu così che mi ruppi un braccio…

La casa in cui abitavo: tutta trasformata da chi ci sta ora, ma questo lo sapevo, una mia antica compagna di scuola mi aveva mandato delle foto, certo vederla dal vero emoziona ugualmente; la parte laterale invece è quasi uguale ad allora.

E così ad ogni passo ricordi e confronti, in quaranta anni che ne sono lontana non ero mai ritornata così tranquillamente e lentamente, godendomi tutto, il passato e il presente.

Alla messa nella nostra antica parrocchia abbiamo anche incontrato dei vecchi amici: vecchi perché di quel tempo e vecchi ormai perché nostri coetanei… Un riconoscimento affettuoso, ma senza abbracci, un po’ di aggiornamenti sulle reciproche vite, figli, nipoti, il proposito di trovare altre occasioni per rivedersi.

Incontri a sorpresa, il caso ci ha fatto questo bel regalo.

Poi da Bologna un salto a Ferrara il passo è breve: mio fratello e famiglia erano due anni che non li incontravo! Ne avevo tanta voglia, tutti i whatsapp e i facebook del mondo non compensano quelle poche ore ore insieme in presenza. Loro stanno iniziando imprese di nuove residenze, cambi di abitazione, ristrutturazioni: non li invidio, mi dispiace solo perché andranno più lontani, la vita è anche questo.

Ritorno sotto la pioggia intensa e anche la prossima settimana sarà così. La bella stagione non vuole arrivare, chissà quando il camper si muoverà di nuovo...

 

 
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Post n°1755 pubblicato il 18 Maggio 2021 da atapo
 
Tag: cronaca

TUTTO INSIEME


Penso che ci debba essere qualcosa di particolare nel mio karma, perché mi capita molto spesso che a periodi “morti”, in cui non accade proprio niente e sembra che la vita sonnecchi (negli ultimi mesi complice anche il covid), si alternano periodi convulsi, dove accade molto e tutto in fretta, a volte in modo gestibile faticosamente: non sempre esperienze brutte, anche eventi belli, previsti o cercati, ma quando si affollano così non riesco neanche a goderne, arrivo alla fine stremata.

Un po’ c’era da immaginarselo, ora sta ripartendo tutto, ma non sono certo io ad affrettarmi… eppure è capitato, ancora una volta. Volevo raccontare man mano ciò che è successo, ma non trovavo il tempo e, ciliegina imprevista sulla torta, ci si è messo anche il dentista che ha dovuto iniziare un “lavoro” su un mio dente portandomi via pomeriggi e lasciandomi strascichi fastidiosi e peggio.

Tempo fa avevo aderito a una iniziativa del mio quartiere, chiamata “Il libro del vicino”. Negli anni precedenti la pandemia, era stata fatta in presenza, l’anno scorso saltò, quest’anno l’hanno organizzata on line, sulla piattaforma zoom. Consiste nella presentazione di un proprio libro da parte di scrittori o aspiranti tali, abitanti nel quartiere; ognuno lascia poi alle biblioteche del quartiere una copia del libro presentato, per la lettura e il prestito. Iniziativa simpatica e utile, secondo me, ora anch’io sono autrice e mi ero candidata per “Neretta”. Questi incontri poi restano su youtube, nel canale del quartiere.

Insomma, un modo per farsi pubblicità!

Sono stati due i pomeriggi impegnati: il primo per una presentazione generale dell’iniziativa insieme ad altre del quartiere, in cui ogni autore diceva giusto due parole, poi tutti noi eravamo suddivisi nelle restanti settimane di maggio, quattro o cinque ogni venerdì, così avevamo più tempo per parlare della nostra opera e rispondere a eventuali domande del pubblico, cioè le persone che ognuno poteva invitare all'incontro. A me questo è toccato venerdì scorso 14 maggio.

Ero emozionata: già mi agita il fatto della tecnologia che a volte all’improvviso fa capricci e io non so mai come rimediare, poi a vedermi mentre parlo mi sembra sempre di essere orrenda, ma soprattutto intrattenere qualcuno sul mio libro per dieci minuti mi aveva fatto “studiare” l’intervento, preparare la scaletta delle cose da dire, anche qualcosa in più per eventuali richieste di approfondimento… insomma, un bel lavoro!

Chi conduceva quella serata era una mia ex collega insegnante ora in pensione, eletta nel consiglio comunale: mi aveva telefonato qualche giorno prima per concordare con me un argomento su cui mi avrebbe poi fatto delle domande. Anche questa! Io non ci avevo minimamente pensato a tale possibilità… E qualcosa abbiamo deciso insieme...

Poi come vestirsi? Si vede solo poco più di collo e spalle nello schermo, però volevo fare bella figura… Una collanina? Ho scelto quella che mi aveva regalato la mia amica di Bologna, che avevo invitato ed era presente, in un riquadro piccino. Avevo invitato anche altri, ma erano tutti impegnati, c’era soltanto mia figlia oltre all’amica: avrebbero potuto farmi anche loro delle domande, quelle a sorpresa, sono state zitte, per fortuna mia…

Il tempo è volato, pian piano mi scioglievo e mi sentivo più a mio agio… mi accade sempre così nelle nuove esperienze: una grande paura all’inizio, dopo sono contenta del risultato. Nei giorni successivi mi sono rivista e riascoltata, giudizio: NON MALE. E’ buffo risentirsi, ci si rende conto delle incertezze, delle ripetizioni, di certi intercalari superflui… cercherò di starci più attenta, se ci saranno prossime volte…

Qui sotto cerco di mettere il video, di Neretta si parla ai minuti 14.51 e 1.00.23 (circa)

Ma questo è stato nulla in confronto all'altra esperienza on line dei giorni scorsi, di cui racconterò la prossima volta.

 

 
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