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STAGIONI

Post n°1560 pubblicato il 23 Settembre 2018 da atapo
 

AUTUNNO  LENTO

 

Arcimboldo, Autunno



Mucha, Autunno


Pare che, da calendario, l'autunno inizi oggi.
In realtà pare non voglia ancora iniziare, è ancora cammuffato da estate: fa troppo caldo, scarse le foglie cadute, ancora tanti fiori in giro, un'esplosione colorata.
Questa strana stagione anche nei propositi e nei pensieri non mi spinge a chiudere con le vacanze estive. Strana idea: “vacanze” per chi è in pensione non dovrebbe aver senso, eppure c'è questo periodo di ore e giorni rallentati e più vuoti di impegni in cui ciò che accade è spesso ricercato, elaborato e vissuto con più calma e meditazione, capita più facilmente di ripercorrere il passato magari attraverso letture più intense che rievocano storie personali e fanno pensare a come ero e a come sono.
L'autunno, la ripresa degli impegni e del più o meno consueto andamento di vita dovrebbe stimolare anche il pensiero rivolto al come sarò, ma ancora non ci riesco, questa bellissima stagione a oltranza mi ostacola, andrei volentieri al mare a sdraiarmi sulla sabbia sotto questo sole ancora caldo ma non bruciante, entrerei nel mare che a fine estate è così tiepido, direi a me stessa: -Vita, aspetta, non correre così in fretta, dammi ancora del tempo…- Per che cosa? Non lo so ancora e non ho fretta di scoprirlo, vorrei che la stagione delle vacanze continuasse a svanire così poco a poco, che il buio non mi sorprendesse troppo presto la sera ancora per chissà quanto.

L'agenda si sta riempiendo, si va delineando ciò che sarà nei prossimi mesi: qualcosa è ormai certo, qualcosa è ancora ambiguo e a rischio di nuove ansie, forse per questo cerco di non pensarci e mi aggrappo giorno per giorno a ciò che di bello accade, al sole che splende ancora così forte, alla allegria degli abiti estivi, alla luminosità di una passeggiata all'aria aperta, a un gelato che rinfresca.
Finchè l'autunno è così, mi piace; verranno i giorni troppo grigi, troppo corti, fuori e dentro di me… chissà se a superarli mi basterà questa provvista di sole.

Per ora il mio autunno assomiglia di più a Mucha che a Arcimboldo

 
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A SCUOLA

Post n°1559 pubblicato il 20 Settembre 2018 da atapo
 

TUTTI  HANNO  COMINCIATO

 

 

Lunedì è ripresa la scuola per tutti i nipotini.
Il giorno prima eravamo stati a Montelupo da Riccardo. Io ho sempre quella puntina di dispiacere di vederlo così poco, soprattutto in confronto a quegli altri che abitano vicini a me, quindi è una gioia raddoppiata quando riusciamo ad organizzare un incontro o una giornata insieme, come domenica scorsa. Mi pare che anche lui sia molto contento di stare con noi: abbiamo guardato insieme tutto il necessario che aveva già messo nello zaino, abbiamo fatto una passeggiata al mercato del paese dove gli ho comperato un grosso gatto di peluche su cui aveva lasciato gli occhi e il cuore, nonostante suo padre (mio figlio) dicesse:- Ma ne hai già tanti!-  Però una nonna può permettersi di viziarlo un poco e i peluche gli piacciono ancora molto, nonostante i suoi otto anni.
Poichè comincia la terza elementare gli ho portato un libro sugli uomini primitivi (quelli che trovo nei miei mercatini) e sono stata sorpresa nel vedere quanto lo ha gradito, tanto da accoccolarsi sul divano, gatto da una parte e libro in mano immergendosi nella lettura e commentando a tratti ciò che leggeva. Mi ha detto che la storia gli piace molto…

Io ero rimasta che non amava ancora molto la lettura quindi sono stata doppiamente (e felicemente) sorpresa. Poi ho saputo che nelle ultime settimane aveva letto, senza essere sempre stimolato dai genitori, un altro libro che gli avevo portato al nostro incontro precedente: era “Cipì”, un romanzetto per bambini che con i miei scolari aveva sempre avuto successo, e anche questo gli era piaciuto. Chissà se siamo finalmente agli inizi di una carriera di lettore…

Gli altri tre bimbi invece, come tutti gli anni, sono stati “nostri” il primo giorno di scuola, perché, con gli orari di lavoro dei loro genitori e con la mensa scolastica ancora non in funzione, a noi nonni toccava il compito di andarli a prendere all'uscita e farli pranzare a casa nostra. Io sono sempre un po' in agitazione quando vengono loro tre a pranzo da noi senza i genitori: cosa preparargli di buono visti i gusti difficili dei bambini moderni, come sistemare un po' in giro in modo che non combinino guai...
Mio marito è andato a prendere Diletta alla materna, io i due più grandi alla scuola primaria. Dove, come al solito, ho incontrato antichi miei scolari che ora prendevano i loro figli: segno del tempo inesorabile che passa!
E' sempre una bella emozione stare lì all'uscita, la prima uscita dell'anno, nella grande confusione del primo giorno, vedere gli occhioni sbarrati dei bimbi sulla porta alla ricerca del genitore o del nonno in attesa, che poi diventa un grande sorriso, vedere quel filo di apprensione delle maestre che devono avere tutto sotto controllo…

C'ero anch'io tra loro, un tempo… come sembra lontano! Ora non mi stringe più il cuore il ricordo, è diventato dolce, appena un po' malinconico… ma ogni cosa ha il suo tempo, ora il mio tempo è un altro… e non necessariamente meno affascinante...

 
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LA VINCITA

Post n°1558 pubblicato il 16 Settembre 2018 da atapo
 
Tag: cronaca

QUANTO  GELATO !

 


 

E' tornato a Firenze il Festival del Gelato, edizione autunnale. Lo fanno due volte all'anno, in primavera e in autunno, con un biglietto dal costo dell'entrata a un museo si ha diritto a un certo numero di assaggi... abbastanza consistenti: gusti nuovi inventati dai migliori gelatieri in competizione mondiale (stavolta c'era anche un Giapponese), che hanno vinto le eliminatorie e che per decretare il vincitore assoluto contano sui voti di noi assaggiatori.
Io in questi anni diverse volte non mi sono fatta mancare l'appuntamento goloso, ultimamente attraverso una rivista vengono messi in palio dei biglietti gratis ai primi che mandano una mail di richiesta in un certo giorno, da una certa ora... Ed io sono riuscita a vincere questo biglietto già tre volte, l'ultima mi ha condotto ieri, col mio biglietto omaggio, a godere delle nuove bontà.
Ma poichè la prima volta che mi capitò c'erano sei assaggi gratis ed io feci un po' di fatica ad arrivare alla fine, la volta successiva invitai mio marito ad aiutarmi nell'impresa e feci bene perchè gli assaggi concessi erano dieci.
Anche stavolta siamo andati in due e per fortuna: gli assaggi consentiti erano TUTTI, cioè 18!!!
Capite? Diciotto gelati! Avevano rimpicciolito i coni, usavano quelli piccini che a volte mettono come decorazione, però, visto che li riempivano tanto da far restare molto gelato sopra in bilico, la quantità totale non era indifferente.
Che pomeriggio! Che merenda!

Mio marito non si è fatto pregare, così abbiamo gustato suddividendoci ogni cono, abbiamo assaporato, valutato, deciso quale secondo noi era il migliore: era un gusto semplice e facile anche da riprodurre in modo casalingo, chiamato dal suo inventore fiorentino "I'David", composto da fiordilatte con un po' di vaniglia Bourbon e mirtilli, che davano al tutto un bel color lavanda. Penso che proverò a rifarlo anche a casa mia...
Vi voglio dire anche quello che ci è piaciuto di meno: un gelato alla fragola e peperone rosso crudo (poca fragola e molto peperone), immaginate un po'...
La manifestazione si svolge al Piazzale Michelangelo, da cui si vede tutta Firenze con i monti intorno, dopo l'impresa per i gelati è stato molto piacevole restare appoggiati alla balaustra ad ammirare il panorama, c'era tanta gente, tanti turisti, come al solito, ma è sempre uno spettacolo incantevole, è un luogo che riempie gli occhi e il cuore con tutta la bellezza di questa città.
Ed io sono contenta di abitare qui e di potermi godere quel panorama con solo un piccolo giro di autobus.


 
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NON SI DIMENTICA

Post n°1557 pubblicato il 11 Settembre 2018 da atapo
 
Tag: memoria

 

LETTERA E TELEVISIONE

 


Quella mattina ero stata a scuola per la programmazione dei giorni precedenti all'inizio con gli alunni.

Ero rientrata dopo le 13, ero a casa sola, marito e figli al lavoro. Mi ero preparata un pranzo veloce, seduta a tavola avevo aperto la lettera trovata nella posta e indirizzata a me: Ministero della Pubblica Istruzione!

“La signoria vostra, ai sensi ecc. ecc… avendo ottenuto l'abilitazione nelle seguenti classi di concorso ecc. ecc… è invitata a fare domanda per il conferimento di incarico negli istituti di istruzione ecc. ecc...”

Avevo terminato il corso abilitante a giugno, ora avrei potuto insegnare italiano, storia e geografia alle scuole medie e superiori senza latino.

La lettera mi ricordava che era il momento di scegliere: lasciare la scuola elementare? Bel dilemma!

Lo stipendio sarebbe stato maggiore, avrei avuto meno ore di servizio nella scuola, ma avrei insegnato solo quelle tre materie… A me, anima eclettica e un po' irrequieta, rincresceva abbandonare l'arte, la musica e, soprattutto, il francese! E i lavori di collaborazione a classi aperte, i laboratori… in poche scuole superiori si facevano. E i bambini mi piacevano tanto, gli adolescenti molto meno! Che fare? Ero indecisissima.

Meditavo su tutto questo e soprappensiero accesi la televisione: era appena iniziata la tragedia delle torri gemelle, quelle immagini, quel fuoco, la cronaca convulsa mi fece mettere da parte la lettera e la mia scelta e rimasi lì attonita a guardare con angoscia per parecchio tempo quello che sarebbe stato un momento storico decisivo e indimenticabile, che avrebbe cambiato il mondo: era l'11 settembre 2001.

Choccata, dimenticai anche la mia lettera e la ritrovai in giro per casa dopo qualche giorno, intanto avevo già deciso cosa scegliere...

E quei due fatti, quello enorme pubblico e il mio piccolissimo privato, sarebbero restati per sempre uniti, nella mia memoria.

 
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PROVVISTA DI BELLEZZA

Post n°1556 pubblicato il 10 Settembre 2018 da atapo
 

SETTEMBRE  FESTAIOLO

 


 

L'estate che finora è stata un po' pazza sembra che voglia rinsavire nel suo ultimo periodo e magari, chissà, si prolungherà ad invadere anche un po' di autunno.
Si prevede un periodo di tempo bello e settembre col sole è l'ideale, non fa più troppo caldo e le giornate non sono ancora troppo corte. All'aperto si sta bene e ci sono tante belle offerte di cui approfittare.
Questo tipo di settembre mi piace.
Da quando ero bambina e la scuola iniziava il primo ottobre, settembre era il mese in cui ci si ritrovava tra amici dopo l'esodo dei mesi estivi, a casa dell'uno o dell'altro, anzi sui muretti di giardini e cortili, si passavano i pomeriggi vivendo intensamente per fare il pieno di bei ricordi in modo da alleggerire il primo periodo di scuola che troppo in fretta sarebbe arrivato. Tutti eravamo cresciuti durante l'estate e le nuove esperienze di ciascuno nelle vacanze diventavano patrimonio comune, facevano crescere tutti ancora un poco. Io ero sempre fuori casa, fino al buio, e i miei genitori si lamentavano di questo… ma avrei avuto tempo di restare poi chiusa in casa a studiare!
Anche per i miei figli è stato così: io riprendevo il lavoro di programmazione a scuola il primo settembre, loro, anche se abitanti di una periferia più urbanizzata di quella bolognese della mia infanzia, passavano molte ore della giornata insieme a coetanei da una signora che era un po' la baby sitter di zona, dava un'occhiata a questi birbanti che si ritrovavano nel suo grande orto-giardino, di quelli un po' selvaggi come piacciono a me. Sì, hanno avuto una grande fortuna.

Settembre è tutto un fiorire di mercati, di feste paesane, di raduni, di sagre, di proposte teatrali e musicali, c'è solo l'imbarazzo della scelta su dove trascorrere i fine settimane e non solo, anche negli altri giorni dal pomeriggio fino a tarda sera ci sono offerte interessanti e occasioni per uscire, ritrovarsi, incontrare gente. Come quando ero piccola, è come un'accelerata, uno sprint finale per fare il pieno di cose belle prima che arrivino maltempo e freddo.
Sarei contenta di riuscire ad approfittare di tutto questo, con calma, sento il bisogno di approvvigionarmi di cose belle, di incontri piacevoli, di scambi gentili e di tempi distesi e miei in questo settembre dall'aspetto dolce. Sto facendo il possibile: qualche ora con un'amica, un mercatino fatto in compagnia di un'altra, contatti epistolari e virtuali tranquilli, incontri con i nipotini, riprendere dall'asilo Cesare e stare un po' noi due soli insieme, occasioni segnate in agenda di altre iniziative a cui non vorrei mancare.
Poi verranno anche le cose serie, impegnative, pesanti, ma non voglio pensarci ora.
Saremmo dovuti anche ripartire col camper per qualche giorno, ma a mio marito è venuto un forte mal di schiena… Ecco come tutto può cambiare velocemente...

 
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LENTO SETTEMBRE

Post n°1555 pubblicato il 03 Settembre 2018 da atapo
 

 

ATTESA

 

Luigi Rossetto, Attesa

 

Quest'anno il capodanno di settembre per me è arrivato due giorni dopo, cioè oggi.

Il mese iniziato con un fine settimana mi ha cancellato quell'idea di nuovo inizio che di solito porta con sé. Sabato e domenica sono una fine o un inizio?

Ha contribuito anche il dover finire di sistemare tutto ciò che riguarda il viaggio appena concluso: lavatrici da fare, biancheria da riporre, libri e guide da rimettere negli scaffali, foto da scaricare, fare il punto delle provviste alimentari per le prossime spese.

Così mi hanno colto un po' di sorpresa i post su facebook di chi augura buon anno scolastico ai colleghi o buona vita da pensionato/a a chi ora ha raggiunto l'agognato traguardo entrando nel club a cui io ormai da 11 anni appartengo… ed è un club sempre più numeroso tra le mie conoscenze!

Ma oggi ci siamo, guardo il futuro e ciò che mi attende. E… non lo so. Certo, so che dovrò riprendere la piscina, so che avrò presto un mercato, so che ripartirà il teatro, ma è ancora tutto molto poco definito e ci sono altre faccende in giro, ma molto nebulose in date e svolgimento, c'è ancora molto in sospeso e si tratta di aver pazienza, quella che per me è difficile da mantenere, io vorrei che tutto fosse chiaro da subito.

Non ci posso fare niente, posso solo vivere giorno per giorno, aspettando le novità e sperando che siano positive.

E allora, anche stavolta… BUON ANNO!

 
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APPENNINI

Post n°1554 pubblicato il 31 Agosto 2018 da atapo
 

LUNGO  LA  DORSALE

 

Ecco la fine del mese ed eccomi ritornata dal viaggetto-vacanze stavolta dedicato alla montagna.
Come previsto, i primi quattro giorni siamo stati ospiti dalla coppia di amici che stanno passando l'estate nella villetta di famiglia (alla morte del nonno l'hanno riscattata dai parenti ed è tutta per loro e i loro figli e nipoti) in cui facemmo già la grande rimpatriata nell'ottobre del 2011.
Ora, insieme agli amici, c'era la figlia con i due nipotini, così non ho sentito troppo la mancanza dei miei...
Giorni tranquilli in collina, con escursioni diurne e serali al mare, gite in alcuni luoghi celebri dei dintorni, conoscenze di ottimi ristoranti con le squisitezze locali, ma anche grigliate in giardino e ore di relax tra le chiacchiere e le confidenze di chi si incontra poche volte all'anno, nel portico davanti casa col panorama spettacolare delle colline riminesi fino al mare. E intorno il loro bellissimo giardino lasciato selvaggio, dove mio marito ha fatto scorpacciate di more e di fichi.

 

fortezza di San Leo


Poi la partenza col camper verso sud, immergendoci negli Appennini, dicendo al navigatore che non volevamo autostrade, ma un viaggio lento alla scoperta di paesi e paesaggi.
Nell'area di sosta della prima sera, a Terni, c'è un cartello che pubblicizza la cascata delle Marmore e indica anche gli orari in cui è aperto il getto dell'acqua: bene, andremo lì.
Ci eravamo già stati moltissimi anni fa, forse al viaggio di nozze, ma quando arrivammo scendeva solo un minimo filo d'acqua e ne ero rimasta abbastanza delusa. Stavolta invece! Ne posso ammirare tutta l'imponenza e sono veramente affascinanti. Tutta la zona attorno ora è attrezzata benissimo per i turisti, ci sono aree verdi e alberate per i pic nic, bancarelle, bar, ristoranti, ma tutto ordinato e tranquillo, l'ideale per passarvi una giornata con la famiglia. Hanno anche allestito camminamenti e sentieri con proposte di varia difficoltà per esplorare i dintorni e "salire" lungo la cascata; noi ne affrontiamo uno per un lungo tratto, scale su scale su sentiero... e l'acqua degli spruzzi e vaporizzata dalle cascate che ci stanno a fianco ben presto ci bagna completamente. Poco male, al sole tutto si asciuga in fretta. E durante le ore in cui stiamo lì assistiamo anche alla chiusura lenta della cascata, quando resta solo il filo d'acqua che ricordavo, poi alla riapertura tumultuosa poche ore dopo, non ci siamo fatti mancare niente, compreso un ottimo pranzo al ristorante. Bello che abbiano deciso finalmente di far conoscere e "sfruttare" turisticamente questa meraviglia, una delle tante dell'Italia, che darebbero ottimi introiti all'economia...


La tappa successiva è L'Aquila. Anche qui eravamo già stati in una rapida gita dalla costa adriatica nel 1979 e ricordavo solo l'immenso prato davanti alla basilica di Collemaggio. Stavolta facciamo un lungo giro a piedi per la città... da cui mi resta dentro una tristezza enorme... Dopo il terremoto di nove anni fa il centro storico è ancora quasi tutto disastrato; chiese e palazzi puntellati, case deserte, strade inagibili o sconnesse con ancora a terra le pietre che caddero... In pochissimi luoghi sono iniziati i restauri e le date sui cartelli di inizio lavori sono solo di uno-due anni fa: ma come è possibile lasciar morire così una città? E troppi cartelli di VENDESI attaccati da ogni parte: che fine farà questo centro storico? Quanti dei suoi abitanti ritorneranno?

 

 

Alla sera di questo giorno aquilano, ormai tornati nel camper, ecco il diluvio! In questa estate pazza già ci riteniamo fortunati di essere al riparo nel camper e non ancora in giro a piedi per le strade.
La temperatura si abbassa parecchio e questo fa "meditare" mio marito: il riscaldamento non funziona dall'anno scorso, non l'ha fatto sistemare... ora lui vorrebbe andare in alto sui monti, ma non è il caso che dormiamo al freddo, soprattutto se il tempo peggiora... Insomma, una bella fregatura, il suo amore per le alte cime è messo a dura prova: dovremo magari salire in quota durante il giorno, ma di notte bisognerà scendere... tanto per complicarci la vita pure in vacanza!
Allora il giorno dopo saliamo con la funivia a Campo Imperatore. Siamo fortunatissimi perchè alla base della funivia piove, ma in alto a m.2117 splende il sole che ci permette una lunga passeggiata (in salita) per ammirare il panorama.

 

Campo Imperatore, il Gran Sasso

 

Il non-riscaldamento è una bella scocciatura, perchè nelle zone attorno ci sarebbero bellissimi punti panoramici in cui passare la notte (e già altri camper si sono sistemati), ma a più di mille metri non ci fidiamo affatto e ci tocca scendere fino a Popoli, in un grande parcheggio alla periferia del paese, dove ci consoliamo con la "visita" ad un golosissimo negozio-laboratorio di forno e pasticceria che ci rifornisce di pizze e pasticcini per la cena e la colazione del mattino dopo.
Tappa successiva è Sulmona. Anche qui eravamo stati tanti anni fa insieme ai figli bambini sempre risalendo in gita dai soggiorni sul mare Adriatico. La città mi piace molto e passiamo una giornata tranquilla a zonzo per il suo centro, tra un negozio e l'altro di confetti che è doveroso acquistare per i nipoti. Nel pomeriggio lungo corso Ovidio, la via principale, inizia lo "struscio" (è sabato) e tutto si fa più animato e vivace. Mentre osserviamo il passeggio riposandoci su una panchina, mi viene in mente un momento simile a Taormina e mi pare che Sulmona le assomigli molto, manca solo il mare, ma i suoi monti attorno non sono da meno...

i confetti a Sulmona

 

A Sulmona faccio una bella chiacchierata con l'impiegato gentilissimo dell'Ufficio del Turismo che mi rifornisce di materiali e di informazioni, mi spiega segnandoli sulla carta delle belle gite da fare nei dintorni, praticamente mi organizza il resto della vacanza!
Seguiamo i suoi suggerimenti, continuiamo verso sud attraverso fitti boschi e prati con fattorie e arriviamo a Pescocostanzo. E' uno dei paesi più belli della zona, ha una cattedrale dall'interno sontuoso, nel centro antico ha case dall'architettura caratteristica e molte di esse sono tenute benissimo e abbellite da tanti fiori. In Italia questo non è comune, mi viene da pensare alla Francia in cui le città ci tengono tanto ad avere il marchio di "ville fleurie" con da uno a quattro fiori a seconda della ricchezza delle fioriture: Pescocostanzo quanti fiori avrebbe? Ha invece molti negozi di artigianato tipico: abiti di lana, oggetti di legno, gioielli in filigrana... ma solo da guardare, perchè i prezzi! La guida porta scritto: "dalla piazza centrale di Pescocostanzo è da ammirare lo splendido panorama dei monti che la circondano"; ahimè, non vediamo proprio nulla perchè siamo immersi nelle nuvole, possiamo solo ammirare case e negozi vicini, poi si mette anche a piovere, ma piano per fortuna e noi siamo attrezzati.

 

case e fiori a Pescocostanzo

Per la notte ci spostiamo a Rivisondoli, ha un enorme parcheggio fuori dal paese, che è lassù in alto e ci aspettano tante scale per visitarlo la mattina dopo...
Quella sera, miracolo! Il riscaldamento riprende a funzionare! Forse potremo azzardare una prossima notte in quota...
Insomma, in questi giorni in questi paesi ho fatto centinaia di scale, in salita e in discesa, chilometri di stradine più o meno sconnesse e mi sono chiesta come la mettono con le barriere architettoniche e i disabili motori...
Scopriamo che vicino al paese di Anversa degli Abruzzi (anche questo in salita e pieno di scale) c'è un agriturismo che ospita i camper e decidiamo di passare lì la prossima notte: è in alto, il riscaldamento va, siamo in una fattoria tra i boschi, con centinaia di pecore e di capre, 26 cani da pastore e qualche decina di gatti che gironzolano dappertutto. A cena il cameriere ci racconta degli assalti dei lupi e ci mostra una foto dell'estate scorsa: c'è uno dei loro cani che fronteggia un lupo nei pascoli...
L'agriturismo e Anversa sono pieni di Americani e Italo-americani: fra pochi giorni sarà la festa patronale e in tanti emigrati o discendenti tornano per l'occasione: rifletto sull'emigrazione di noi Italiani, sui questi paesi che si spopolano, sui troppi cartelli di VENDESI che sono attaccati a troppe case...

Anversa degli Abruzzi


Ultima meta è Scanno, dopo aver attraversato le gole del Sagittario: questa città è tra le più conosciute e turistiche della zona e la sua fama è ben meritata, vista la bellezza dei suoi angoli e delle sue architetture, magari un po' da restaurare... Anche qui tanti negozi di artigianato e di prodotti tipici: ci siamo già concessi provviste di biscotti, di formaggio, qualche bottiglia di vino... ora mi concedo un anellino di filigrana d'argento, a ricordo di questo viaggio.

Scanno

Infine il ritorno, con tempi lunghissimi a causa di deviazioni sull'autostrada, ma tanto eravamo ancora nello stile dei "tempi distesi" che ci hanno accompagnato per tutto questo viaggio e che speriamo ci siano serviti per riprendere poi i ritmi del quotidiano...
Adesso è necessario che mi riposi un po' dalla fatica di tutte quelle salite e quelle scale abruzzesi.

 
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E VIA !

Post n°1553 pubblicato il 16 Agosto 2018 da atapo
 
Tag: cronaca

SI  RIPARTE

Gli amici ci hanno contattato, domani partiamo col camper, andiamo un po' da loro in Romagna, poi qualche altro giorno sull'Appennino più a sud.

Dove? Non so. Ho preso qualche guida, decideremo per via.

E qui ci risentiremo a fine mese. 

Arrivederci a tutti!

 
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FERRAGOSTO

Post n°1552 pubblicato il 15 Agosto 2018 da atapo
 
Tag: cronaca

IL  SOLITO

 

Firenze, viadotto dell'Indiano

 

Eccomi alla fine della giornata di ferragosto.
Come al solito, passata in casa se si eccettua l'uscita per la messa in una chiesa quasi deserta, e quest'anno non ci sono nemmeno gatti da accudire.
Ormai non chiedo più: so che mio marito ODIA andare in giro in questo giorno (traffico, affollamento) e non mi metto nemmeno a cercare o a proporre, mi sono arresa.
Lui con la televisione perennemente accesa sui suoi telefilm, è il "vizio" da cui fu contagiato quando sua madre passò tanti mesi con noi e non si è più disintossicato. Io odio questo continuo bla bla dello schermo e cerco di vivere in altre stanze, con lettura, stiratura, cucito, computer. Gli autobus sono col contagocce perchè è l'orario festivo qundi niente giretti autonomi.
Quest'anno LUI ha una nuova fissazione: a causa del caldo alle 10 di mattina vuole tutte le finestre chiuse, vetri e persiane, e finchè non fa buio guai ad aprirle! Capisco in quei giorni afosi in cui si arrivava a 38 gradi, ma da qualche giorno il massimo sono 30 e c'è anche un bel venticello: abbiamo più caldo dentro casa che fuori! Non cede: se io sto in una stanza e apro, lui passa e richiude. Così è necessario tenere di continuo accesi i ventilatori per sopravvivere e a me scoccia perchè è un consumo inutile di elettricità. Insomma, son questioni... un po' mi rassegno, un po' si litiga.
E' un ferragosto tragico per le notizie sul crollo del ponte a Genova, passato tante volte anche da noi per andare o tornare dalla Francia... e si pensa a quanti altri viadotti e ponti percorriamo nei viaggi, a come saranno ridotti: ne abbiamo uno anche poco distante da casa nostra, collega le due sponde dell'Arno ed è il più moderno di Firenze, c'è solo da incrociare le dita.
E' un ferragosto mogio perchè è appena sfumata un'altra casa in montagna, dopo visite, progetti e trattative: aveva tutto quello che ci serve, all'interno e anche nella località in cui si trova, ma alla stretta finale la padrona continua a chiedere di più della nostra disponibilità. Vi farò sapere, ha detto, ma il telefono resta muto ed io ormai ho perso la speranza.
Intanto siamo riusciti a vendere (cioè purtroppo SVENDERE, non se ne poteva più, dopo sei anni di tira e molla ereditari!) la casetta dei suoceri in montagna, mio marito coi fratelli sono andati a sgomberare tutto ciò che volevano salvare, il mobilio scelto ora è in giacenza in un magazzino di cognato4, in attesa che troviamo un'altra casa.
Ieri ha telefonato mio figlio dal mare, ha parlato con suo padre: pare ci fosse la possibilità di andare al mare da loro, ma mio marito, senza nemmeno chiedermelo, ha detto: -Figurati se ho voglia di fermarmi in un campeggio al mare!-

A lui sono bastati i giorni di mare già fatti, ora avremo un'altra "finestra" libera da impegni medici e vuole andare in montagna, aspettiamo notizie da alcuni amici per un incontro insieme poi prolungheremo l'uscita verso qualche monte, certo non molto lontano.
E, quando torneremo, ci sarà da riprendere il su e giù per l'Appennino tosco-emiliano alla ricerca di case...
Magra consolazione, stasera ho fatto la pizza con la pasta madre che ha lasciato mia figlia partita per la Sardegna: buona, ma... accendere il forno di questi tempi non è stata un'idea felice!

 
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GITA

Post n°1551 pubblicato il 12 Agosto 2018 da atapo
 
Tag: viaggi

GRAZIE

 

 

Grazie  per la bellissima giornata di ieri a Bologna.
Una di quelle che mi concedo raramente, tutta per me, tutta da sola, che capitano per sporadiche e spesso improvvise combinazioni familiari e astrali favorevoli.
Un incontro con la mia città natale seguendo miei ritmi, mie esigenze di rivedere luoghi vissuti o di scoprire luoghi cambiati. Non sento la necessità di andare a salutare questo o quello tra le ormai scarse antiche amicizie, sarebbe un incontro non più con luoghi, ma con persone e ciò prevarrebbe sul vivere per poche ore in uno stato d'animo particolare, a metà tra l'essere turista e sentirmi come se ancora abitassi là.
Il sole era splendido, il caldo non eccessivo era mitigato nella frescura dei portici (che splendida invenzione!), le vie tranquille nel sabato estivo, i turisti poco invadenti (che differenza con la Firenze di questi giorni!), le case luminose nelle calde sfumature degli ocra bolognesi.
Avevo un museo da vedere e il resto della giornata da inventare, ma era già bello il passeggiare.
Però stavolta c'è stata con me una persona, ritrovata fortunosamente dopo tanto tempo e che mi ha fatto da guida, una guida tranquilla che mi ha aiutato a tracciare quel filo-legame tra il presente e il mondo dei ricordi, inserendosi con discrezione e partecipazione nel mio personale rapporto con la città. Un dono in più, inaspettato, che mi è stato offerto.
Anche per questo ti ringrazio, Bologna.

 
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CAMPIONATO

Post n°1550 pubblicato il 07 Agosto 2018 da atapo
 
Tag: viaggi

IL  PAESE  DELLE  BUGIE

In provincia di Pistoia esiste un paese, Le Piastre, tutto "consacrato" alle bugie.

Ne avevo sentito parlare, l'ho attraversato diverse volte negli ultimi mesi durante i nostri viaggi in montagna alla ricerca delle case. Nello scorso fine settimana in questo paese c'è stato il Campionato Italiano delle Bugie, bugie raccontate, disegnate, di tutti i tipi. Ogni anno un tema diverso, quest'anno era "i cambiamenti climatici", molto attuale e anche nella realtà chi sa quali notizie che ci propinano sono vere e quali sono bugiarde...

La finale e la proclamazione dei vincitori c'era domenica pomeriggio e sono riuscita a trascinare lassù il marito, giusto per sfuggire ai 36 gradi di Firenze e godere finalmente dei suoi 27 gradi, anche solo per qualche ora.

Divertente lo spettacolo, gradevole la temperatura, molto grazioso il paese, bello che anche alcuni ragazzi africani lì sistemati dopo l'arrivo in Italia abbiano partecipato al concorso e mi parevano ben inseriti nella comunità...

Dunque un paesino bello e famoso per questa sua caratteristica: ho capito perchè le case in vendita lì costano così tanto, ne avevo trovate, ma superiori alle nostre possibilità!

Ecco alcune immagini da internet per farvelo conoscere:




 
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ALLE NUOVE GENERAZIONI

Post n°1549 pubblicato il 03 Agosto 2018 da atapo
 

LEZIONI  DI  STORIA

 


 

Ieri mia figlia con i quattro nipoti sono stati da noi quasi tutto il giorno.
Eravamo andati al mercato insieme, poi si sono fermati a pranzo, poi un temporale ha fatto sì che restassero ancora per alcune ore, sistemando Cesare per il pisolino pomeridiano nel suo lettino da campeggio che teniamo per queste improvvisate.
Tra giochi, video, confusione e arrabbiature le ore passavano… ma con qualcosa di nuovo stavolta.
Perchè ieri era il 2 agosto e mia figlia ha suggerito:- Fatevi raccontare dai nonni cosa è successo a Bologna il 2 agosto 1980, loro c'erano…-
Così sono rimasti attoniti ad ascoltare, con gli occhi sbarrati e poi tante domande… Io avevo raccontato QUI la nostra esperienza…
Riflettevo che ai nostri figli bambini non avevamo mai raccontato con tanta chiarezza, era qualcosa che c'era nella nostra storia di famiglia, ne avevano letto, tutte le volte che andavamo insieme a Bologna in treno ci soffermavamo a guardare in stazione il punto della strage, la lapide con gli 85 nomi delle vittime: quella tragedia ha sempre fatto parte delle loro vite. Però ora ai nipoti bisogna raccontare, passare il testimone alla generazione nuova perché non sia cancellato, ma mantenuto vivo.
Più tardi, Martino ci ha chiesto se avevamo delle canzoni di Gianni Morandi da mettergli sul suo tablet. Ci siamo un po' meravigliati noi nonni: un cantante dei nostri tempi gli interessa?
Allora è saltato fuori che tutti e tre sanno benissimo “C'era un ragazzo che come me amava i Beatles e i Rolling Stones” e l'ho cantata insieme a loro e dentro provavo una grande emozione per tutte le volte in cui l'ho cantata, l'ho ascoltata, per il significato che ha e per quella possibilità di trasmetterlo alla nuova generazione. Io e il nonno abbiamo anche stavolta raccontato: come nacque la canzone, la guerra del Vietnam, il suo successo nel mondo.
Un'altra importante lezione di storia, pure se sono piccoli, non è mai troppo presto. Credo che ieri sia stata una importante giornata insieme.

 
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ANDIAMO NELLE MARCHE

Post n°1548 pubblicato il 31 Luglio 2018 da atapo
 

 

PICCOLA VACANZA

 

Dove eravamo?

Gli annunci pubblicitari ripetono che le Marche sono la terra ideale per le vacanze e noi, da bravi cittadini consumatori, abbiamo ubbidito: la nostra vacanza al mare dei giorni scorsi è stata nelle Marche. Il percorso ha tagliato a metà l'Italia, da ovest (Firenze) a est (mare Adriatico) e siamo approdati a Civitanova; da lì, verso nord o verso sud? Non dovendoci allontanare troppo, causa l'attesa della chiamata da parte dell'ospedale per la visita ecc. di mio marito (per la cronaca: non hanno ancora chiamato) ci siamo diretti a nord e fermati nel primo paese con un'area di sosta camper, tra le più economiche che io avessi trovato nelle mie ricerche: Porto Potenza Picena, il nome è quasi più grande del paese!

 


 

Ci siamo trovati molto bene: luoghi ordinati, gradevoli, spiagge libere con i servizi essenziali, stabilimenti balneari a prezzi molto ragionevoli con ristoranti di pesce da leccarsi i baffi, nel paese negozi di ogni tipo e due supermercati, il tutto raggiungibile a piedi in salutari passeggiate nei viali ombreggiati da palme e tigli, costeggiati da palazzine al massimo di tre piani ognuna col suo giardinetto pieno di alberi, siepi e fiori. Una meraviglia: è proprio vero che circondarsi dal BELLO è una medicina per lo spirito.

 


 

E vita tranquilla di spiaggia, perfino mio marito stava volentieri in riva al mare, sotto l'ombrellone, da cui si alzava alle tredici per il pranzo al ristorantino: pesce di ogni genere, ogni giorno il collaudo di un piatto diverso... peccato non poter prolungare la vacanza per assaggiarli tutti!

Un pomeriggio, la navetta gratuita ci ha portato nell'interno alla cittadina-madre, Potenza Picena, dove una simpatica guida turistica ci ha accompagnato in visita guidata nei luoghi storici, compreso un piccolo antico teatro ancora in funzione, che è una vera chicca. E, prima di tornare sulla costa, la serata si è conclusa con una degustazione (una vera cena) di vini e prodotti tipici.

 


 

Insomma, il relax che ci voleva nel caos delle nostre vite. L'ultimo giorno lo abbiamo passato a Macerata, prima del ritorno a Firenze: una nostra conoscente originaria di quella città ci aveva raccomandato di andare a visitarla, diceva:-Non la conosce nessuno, invece è proprio bella!- E aveva ragione, ci sono palazzi signorili, begli scorci di paesaggi, tutto è curato e tranquillo.

 

Macerata, orologio astronomico

Sì, anche stavolta le Marche non ci hanno deluso, lontano dalla folla dei principali flussi turistici ci hanno offerto una bella vacanza!

Peccato che ancora in troppi luoghi ci siano tracce evidenti degli ultimi terremoti...

 

 
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ECLISSE

Post n°1547 pubblicato il 28 Luglio 2018 da atapo
 

LA  LUNA  E  LORO

 


 

Imperdibile l'eclisse e la luna rossa di ieri sera, ma da dove ammirarla?
La mia nuova casa è sistemata in modo che non è facile vedere la luna: ha solo due piani e altri edifici troppo vicini. Nella casa precedente invece la luna mi accompagnava per gran parte della notte…
Attorno alla casa di mia figlia ci sono ampie zone a giardino pubblico, da lì si vede bene… e se avessimo accompagnato i nipotini ad una uscita astronomica, degna di essere ricordata per tutta la vita?
-Ma non c'è bisogno di andare al parco, ha detto mia figlia interpellata al telefono, dal nostro giardinetto la vediamo benissimo la luna!-
Così ieri sera poco dopo le 21,30 io e il nonno eravamo a casa dei nipoti. Il loro papà era uscito per una cena con amici, c'erano i bimbi e mia figlia.
Ecco, la luna è stata il pretesto per una bellissima serata insieme. Non ci vedevamo da prima della nostra vacanza al mare e loro avevano una gran voglia di stare con i nonni. La luna color rosso cupo e Marte rosso brillante sotto di lei hanno affascinato tutti e ci hanno fatto compagnia nel buio del loro piccolo giardino illuminato fiocamente da due lanternine. Avevano trovato anche un binocolo, hanno ascoltato con attenzione la spiegazione del perché di quello strano fenomeno, con le storie di stelle, pianeti, miti nati dalle emozioni degli uomini di tanti millenni fa  che restavano attoniti davanti a ciò che non capivano, proprio come loro in quel momento… Martino diceva che a scuola aveva già studiato un po' di quegli argomenti, ma non se li ricordava: un ripasso sussurrato nel buio del giardino ammirando il cielo è stato senz'altro più affascinante.
Li colpiva il “viaggio” evidente di pianeta e satellite sopra le loro teste, a cui finora non avevano fatto caso, e più tardi lo “scoprirsi” veloce della luna che tornava ad essere chiara.
Una seratona insomma, finita molto tardi perché dopo abbiamo guardato insieme un cartone animato, “Oceania”, tutti sul divano con i bimbi accoccolati tra gli adulti.
Me li sono goduta tanto, è stato uno di quegli incontri pieni di complicità e di affetto che non si dimenticheranno.

 
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VIA !

Post n°1546 pubblicato il 13 Luglio 2018 da atapo
 
Tag: cronaca

TUTTO  PUO'  SUCCEDERE

 

E tutto è successo! Si parte. Ora.

Il tempo di chiudere le ultime borse per la sistemazione nel camper. Senza riscaldamento, ma l'acqua calda dovrebbe funzionare... tanto siamo in estate!

Come (quasi) sempre la decisione all'ultimo minuto, un giorno per preparare tutto. 

Che dire? prendere o lasciare.

Il mare sarà l'Adriatico, nelle Marche, dove? Vedremo, in quelle zone non ci siamo più stati da decenni, tranne Fano qualche anno fa.

Sono talmente stanca che non assicuro di tenere molti contatti qui, ma tanto non sarà una vacanza lunga...

Arrivederci!

 
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ESTATE 2018

Post n°1545 pubblicato il 09 Luglio 2018 da atapo
 

SENZA  PROGETTI

 

Giampaolo Talani, Rotte traverse

 

Anche quest'anno il destino riesce a rovinarci l'estate.
Ora non sono restauri di case, suoceri, patenti scadute, ma stavolta bisogna incolpare la sanità pubblica: a causa dei tempi lunghi, dei rinvii, dei malfunzionamenti di questo e quest'altro certi miei "restauri" medici abbastanza impegnativi e prolungati nel tempo è andata a finire che sono iniziati lo scorso mese e dureranno fino a settembre. Perchè quando ti arriva finalmente la CHIAMATA  dalla lista di attesa, dopo tanto che attendi... NON SI PUO' RIFIUTARE!
Si potrebbe poi fare un po' di vacanza in settembre... ma NO!

Perchè anche mio marito è in certe liste di attesa per della fisioterapia improrogabile e nonostante tutte le mie sollecitazioni affinchè cercasse velocemente di prenotarsi prima di agosto quando vanno tutti in ferie anche i fisioterapisti, è riuscito a farsi rispondere "E' inutile che le cominci ora che non si riuscirebbero a finire prima di agosto, la inseriamo a settembre."

Così è svanita la speranza di "restaurarci" entrambi nello stesso periodo ed essere poi liberi almeno a fine estate.
Ma io che ho bisogno assoluto di mare non mi ero ancora arresa: tra le analisi, gli esami di controllo, le visite che mi riguardano avevo individuato alcune "finestre" di giorni liberi in cui poter andare via da Firenze. Una finestra ora in luglio dalla fine di questa settimana, una più lunga in agosto, ma in agosto pensare di andare al mare è quasi un suicidio con tutta la ressa e i prezzi alle stelle anche nei campeggi e nelle aree di sosta per camper.
Per il mare è senz'altro meglio luglio, ma non potremmo andare nemmeno troppo lontano o fissare un albergo perchè mio marito aspetta dall'ospedale un'altra chiamata di quelle che non si possono rifiutare per una visita ortopedica e le misure di un tutore al polso: potrebbero telefonare alla sera e dirgli "Si presenti domattina" (conosco lo stile) quindi mica possiamo essere a grandi distanze.
Tutto si può superare, mi dicevo, ma ora mi sto proprio arrendendo: il camper con cui dovremmo partire non è stato aperto dall'autunno scorso e c'era da far revisionare l'impianto di riscaldamento e acqua calda che aveva dei problemi, "tanto c'è tempo" è la filosofia del marito che però ora ha male a un polso e non riesce a fare nulla e figuriamoci se l'appuntamento col meccanico, in questo periodo, te lo danno così al volo.
Insomma la vedo quasi impossibile che si parta alla fine di questa settimana, quindi il mare si riduce a pochi giorni, troppo pochi, o salta del tutto. Tanto LUI del mare non ha bisogno...
Almeno avessimo già la casetta in montagna per andare al fresco, sarebbe meglio di niente!
Poi, chissà, tutto può succedere...

 
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VETRI

Post n°1544 pubblicato il 07 Luglio 2018 da atapo
 
Tag: cronaca

PICCOLO  INCIDENTE


 

Ero in centro, ero ferma sul marciapiede di una via che sbuca su una delle piazze principali di Firenze. Stavo guardando le posizioni delle strisce pedonali, perché con tutti i lavori in corso cambiano spesso i percorsi per pedoni e autobus: volevo attraversare la piazza e inoltrarmi in una strada dove si trova una certa gelateria… ideale per le cinque del pomeriggio di un giorno d'estate!
Non c'era molta gente a piedi in quel momento, in compenso vari autobus si incrociavano verso la piazza.
A un tratto sento un gran botto e davanti a me vedo schizzare da tutte le parti, in basso, una rosa di pezzi di vetro di tutte le dimensioni, che mi cadono intorno; tra i più grossi riconosco parte di un fondo giallo di bottiglia, pare di birra.
Non mi sono resa conto da dove provenissero: forse era nella strada e un bus l'ha schiacciata? O forse… mi è passato dietro un ragazzo che ora è alcuni metri più in là e si sta allontanando, ha una bottiglia di birra in mano, ha un'aria poco raccomandabile… che abbia fatto lui una stupida bravata?
Sono abbastanza scossa, guardo intorno, guardo in basso: sulla gamba destra vedo due piccoli tagli, i vetri mi hanno colpito. Sembrano poca cosa, ma dopo un attimo uno dei tagli comincia a sanguinare di brutto. Lo asciugo con un fazzolettino di carta, faccio qualche passo… una striscia sottile di sangue mi scende per la gamba. Così non va, mica posso girare per il centro e le mie commissioni asciugando il sangue che cola…
In centro dovrebbero esserci farmacie, ma per l'agitazione non ne ricordo nemmeno una. Per fortuna in una strada laterale vedo tra le insegne la croce verde lampeggiante e mi avvio. Tre passi, una ripulita, tre passi … e così via.
In farmacia racconto alla dottoressa l'accaduto e lei entra subito in agitazione: -Deve andare al pronto soccorso! Ora chiamo l'ambulanza!-
-Veramente non mi pare così grave: io vorrei solo disinfettarmi e mettere un cerotto, devo fare delle commissioni ancora, poi torno a casa.-

La convinco, lei e la collega mi fanno accomodare nel retro, mi dicono che c'è il rischio che sia rimasto del vetro dentro e premendo un po' sulla ferita mi chiedono se sento male. Bella domanda! E' proprio la parte della gamba in cui ho perso la sensibilità a causa del problema neurologico, non posso collaborare. Allora esaminano le  ferite con la lente di ingrandimento, non scoprono niente di sospetto, fermano il sangue premendo per qualche minuto, disinfettano e mettono il cerotto. E mi lasciano andare, raccomandandosi però, se nei giorni seguenti dovesse riprendere a sanguinare o ci fosse un inizio di infezione, di andare subito al pronto soccorso.
Ho cercato di fare il più rapidamente possibile le commissioni indispensabili (acquisti di libri che avevo promesso ai miei nipotini) e sono tornata a casa.
In ogni caso, gran delinquente chi ha tirato la bottiglia nella strada: se al mio posto ci fosse stato un bimbo sul passeggino? Era proprio all'altezza!
Per fortuna le ferite si stanno richiudendo senza problemi, però che rabbia!  Mi sono rovinata uno dei rari pomeriggi che mi prendo di libertà, niente gelato, niente passeggiata da turista shopping compreso, una bella paura...

 
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NUOVI ABITANTI

Post n°1543 pubblicato il 02 Luglio 2018 da atapo
 
Tag: cronaca

LE  STAGIONI  DELLA  MONTAGNA

 


 

Ormai da più di sette mesi io e il marito giriamo per i monti di Toscana ed Emilia alla ricerca di questa fantomatica casa-perfetta per le nostre prossime estati al fresco (aggiornamento per chi mi segue: nessun risultato ancora!).
Ripassiamo periodicamente per le stesse strade e le stesse vallate, inseguendo via via le nuove offerte che che incontriamo, stiamo vivendo le quattro stagioni di queste montagne.
Cominciammo, ricordate, in un tardo autunno che aveva già sopportato una nevicata distruttrice di molti alberi, viaggiavamo per paesaggi spettrali spesso immersi nella nebbia, a volte c'era la neve, ma soprattutto un freddo terribile, certi boschi di faggi o castagni avevano alberi centenari contorti e rugosi che così senza foglie assumevano aspetti spettrali e fisionomie di personaggi strani, pareva di essere nel mondo di Harry Potter.
E' arrivata la primavera e tutto è cambiato: il verde nascente ha addolcito tutto, i fiori spontanei e multicolori di montagna hanno riempito i prati, poi le robinie si sono imbiancate di grappoli, anche i castagni hanno fatto lunghi mazzetti di fiorellini bianchi, c'è stato il periodo delle roselline selvatiche, dei rovi e biancospini, tantissime farfalle incontriamo ogni volta.
Ora verso l'estate i boschi sono splendidi, ombrosi e freschi, tanto che nelle ultime "esplorazioni" dopo aver visitato le case non ci siamo più affrettati a scendere a Firenze, ma ci è piaciuto attardarci  ad "esplorare" anche i dintorni con qualche passeggiata. Con un po' di rammarico: se avessimo già trovato e comprato la casa ci rifugeremmo già lassù, perchè qui a Firenze il caldo sta diventando pesante.

Durante questi nostri viaggi sto vedendo anche qualcosa che non mi aspettavo: in inverno molte case lungo le strade e nei paesini erano ben chiuse. Potevano essere disabitate, spesso hanno il cartello "IN VENDITA" e questo spopolamento mi metteva tanta tristezza, oppure gli abitanti in quelle ore potevano essere al lavoro nei paesi vicini e lasciare tutto chiuso manteneva il calore all'interno.
Ora nella buona stagione invece le case aperte sono molte di più, coi fiori alle finestre, col bucato steso fuori, qualche anziano seduto sulla porta...
E mi avevano colpito, stesi sulle reti o sui fili da stendere,  qua e là degli strani tappeti dai disegni orientali di stili per nulla tipici di queste zone.
Poi ho visto in alcuni paesi qualche donna velata coi suoi bambini dai capelli neri ricci e dai vivacissimi occhi scuri...
Poi ho incontrato gruppetti di giovani Africani che sfaccendavano nei giardini di alcune case o si affacciavano alle finestre, altri che uscivano di casa e aspettavano la corriera alle fermate...
Allora ho capito che sta succedendo: questa nuova popolazione sta evitando lo spopolamento delle montagne... e di case vuote ce ne sono tante!

E di boschi da tenere in ordine ce ne sono tanti! E di spazio per loro ce n'è ancora tanto... su quei monti da cui molti Italiani si sono allontanati.

Per questi immigrati non sarà facile ambientarsi in quei luoghi, in quel clima, ma credo si impegneranno a sfruttare queste opportunità che saranno sempre migliori delle guerre e della fame da cui sono fuggiti. E allora che siano i benvenuti, nuovi abitanti della montagna.

 
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RAZZISMO

Post n°1542 pubblicato il 28 Giugno 2018 da atapo
 
Tag: cronaca

MANIFESTAZIONE

 


 

Ieri pomeriggio a Firenze c'è stata una manifestazione contro il razzismo.

Contro le forme di razzismo che si stanno pericolosamente insinuando nella società italiana ed europea in questi ultimi tempi.

Contro il rischio che si ripetano scelte di egoismo, di sopraffazione e di distruzione sconfessando tragicamente i "mai più" con cui si commentavano eventi del passato.

Io c'ero.

Credo che farsi vedere, farsi sentire, contarsi, sia il minimo che si possa fare.

Peccato che, come qualcuno dal palco faceva notare, l'età media dei partecipanti fosse abbastanza alta: in minoranza i giovani, perchè? E' un segnale inquietante...

Però tanti bambini, tante carrozzine... era tangibile la preoccupazione per il futuro di questi nostri piccoli.

 
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ATTUALITA'

Post n°1541 pubblicato il 23 Giugno 2018 da atapo
 

PAGELLE

 


 

I nonni stanno accompagnando in auto ad uno spettacolo per bambini i tre nipoti Martino (quarta classe scuola primaria), Damiano (prima classe scuola primaria), Diletta (primo anno scuola materna).

Conversazione d'obbligo e d'attualità: le pagelle.

Nonni: -Allora come sono andate? Siete soddisfatti?-

Martino e Damiano: -Sììì!- E giù a snocciolare l'elenco dei nove e dei dieci in ogni materia...

Nonni: - E nel comportamento che voto avete avuto?-

Damiano: -Io dieci!-

Martino: -Io nove perchè chiacchiero!- (La cosa non ci sorprende!)

Diletta, finora in silenzio: -Io cento!-

Buonissima, senz'altro, praticamente perfetta...

 
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