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INCONTRI


 PRIMA COMUNIONE
Signorini T., Processione a SettignanoIeri siamo stati tutti, noi due, figli, coniugi e nipoti, in provincia di Bologna per la comunione della bambina del fratello più piccolo di mio marito.Una comunione d'altri tempi, pareva: un parroco vecchiotto e bonario, una piccola chiesa di paese, pochi bambini, il campanaro (vero, non elettronico) che faceva acrobazie a suonare le campane sporgendosi dal campanile per dare più spinta alle corde: in quella zona c'è ancora la tradizione dei concerti dei campanari, fanno delle vere e proprie gare di virtuosismo campanario, una volta andammo ad assistere, ci vuole una buona resistenza dell'apparato acustico, ma è un'esperienza incredibile...Però non siamo più a "quei tempi" passati e semplici: la nostra festeggiata aveva un abito prezioso da piccola sposa, un'acconciatura a ciocche intrecciate a nastri che aveva richiesto l'intervento della parrucchiera di prima mattina, un bouquet di roselline bianche e rosa che poi, dopo la cerimonia, si divertiva a lanciare come una palla alle amichette e ai cugini. A seguire un pranzo al ristorante durato quattro ore. Dicevano che era stata proprio la bambina a volere tutto questo...Ma dico: quando si sposerà che farà? Mi è sembrata un'esagerazione...ripensavo alle comunioni dei miei figli, alle tuniche bianche uguali per tutti proposte dal parroco (la stessa tunica è passata dal fratello alla sorella), ai pranzi in casa tutti fitti attorno al tavolo allungato, alle mie maratone per cucinare (e congelare) per tutti nei giorni precedenti, alla confusione di parenti che mi invadevano la casa per uno o due giorni, provenienti da mezza Italia, ai pomeriggi trascorsi tutti insieme al parco delle Cascine seduti sull'erba a guardare correre dietro un pallone i bambini e gli zii più giovani: allora eravamo più poveri...Questa giornata ha però avuto anche un altro significato, secondo me: ha partecipato anche mia suocera, è venuta col treno ed è stata ospite qualche giorno a casa della festeggiata. E' stata l'occasione per farle trascorrere alcune ore insieme ai figli, ai nipoti, ai pronipoti: Martino se l'era goduto quando aveva abitato con noi, Riccardo l'aveva visto solo una volta appena nato, Damiano...è del tutto nuovo! Io guardavo mia suocera, che ora sembra ringiovanita di dieci anni, attorniata dai suoi quattro figli che le raccontavano, le parlavano, la facevano ridere, e con commozione pensavo all'infelicità che c'è stata in quella famiglia, a tutta la paura, la violenza, la non educazione agli affetti che per decenni ha logorato tutti quanti e ha rovinato la vita a tutti, anche se in modi diversi...E tutto nascosto, tutto coperto, per salvare...che cosa? Chi mi conosce ha capito a cosa alludo, chi non sa...pazienza, dovrebbe tornare indietro a leggere qui sopra... Ogni figlio ha sofferto e ha reagito in modo diverso, secondo il proprio carattere, ma tutti ne stanno portando i segni lungo la loro vita e facilmente coivolgono e fanno del male anche chi gli sta accanto e vorrebbe amarli... Se questa giornata è servita anche a dare qualche ora di gioia, a ritrovarsi tutti insieme questa donna e i suoi figli...ne è valsa la pena affrontare il viaggio che non finiva più su strade di montagna, il pranzo interminabile, l'intrattenimento non sempre facile dei più piccoli, le scarpe nuove da cerimonia un pochino da domare...