ricomincioda7

CAMBIO


FINE  STAGIONE
Mucha A., Autunno (1896) Non è il calendario astronomico a indicarmi che l'estate è finita, ma qualcos'altro, più personale, che ogni anno me lo fa capire... e spesso è qualcosa differente ogni anno.Stavolta è stato l'inizio della scuola. Dopo nove anni di pensione certe sensazioni mi parevano un po' sbiadite, invece sono stati i nipotini a risvegliare tutto... I loro preparativi, i grossi problemi degli insegnanti che ancora mancano, gli orari provvisori, la riorganizzazione delle giornate e lo svegliarsi presto, tutto ciò che mi raccontano...Riccardo, dopo Martino già in terza, entra pure lui alla scuola primaria, fa più acuto il rimpianto del tempo che passa e, confesso, il dispiacere di averlo a Montelupo e così meno raggiungibile degli altri.Nelle sistemazioni dopo il trasloco ho trovato alcuni quaderni e scatole di colori residui dalle mie attività e ora sono destinati ai nipotini, per far risparmiare qualche euro e fare spazio nei miei armadi. Forse è stato in questo riordino che ho cominciato a sentire il cambio di stagione.L'estate è proprio finita, almeno quella dentro di me. Bene, in fondo non vedevo l'ora.Un'estate da dimenticare, tranne poche giornate e qualche momento. Una depressione sempre più forte e un'insofferenza sempre più soffocante in particolare nelle ultime settimane quando incontravo qualcuno che mi chiedeva:- Come è andata l'estate? Dove siete stati in vacanza? Sai, io sono stato... ho fatto...-Argomento tabù. Mi sono scoperta invidiosa, non mi è piaciuto, ma è così. In effetti sono più di due anni che non ci concediamo una sosta e che i problemi si susseguono. Ed io non sono una santa, mai stata!Almeno adesso gli argomenti di conversazione saranno anche altri. Pian piano ci sarà la ripresa della piscina, degli incontri di teatro, qualche progetto nuovo in questo senso, la ricerca degli svuotacantine, forse qualche film in francese, i bus ripenderanno la frequenza normale e fare un giro in centro per mostre, librerie e mercati non sarà più un'impresa di attese eterne. Spero solo che la salute non mi faccia brutti scherzi: da così tanto tempo senza mare comincio a sentire segnali negativi per cui urge un tagliando medico quasi generale.Forse col passare dei giorni allontanerò e quasi dimenticherò questa estate 2016, come se chiudessi un libro da riporre nelo scaffale più alto e scomodo dei miei ricordi, un libro da riaprire solo se strettamente necessario. Anche questa è una mia particolarità: chiudere certi "libri" della mia vita senza piangerci sopra per aprirne di nuovi sperando siano migliori.E allora vai con l'autunno, con una settimana di anticipo sul calendario! Ha pure cominciato a piovere, tanto per rafforzare l'idea.E vai anche col nono compleanno del mio blog, ieri: ragguardevole vero? Quanta strada... e quante persone trovate e perdute lungo questo cammino! A volte mi domando se valga la pena continuare, non è più tanto "di moda", io ho diradato le visite agli altri, per vari motivi, e naturalmente ci sono meno visite e commenti nel mio. Però c'è la mia vita in queste pagine, c'è il fermare storie, impressioni, stati d'animo che trovano qui una collocazione "giusta" e lasciano una traccia di ciò che è stato, perchè ogni cosa che scrivo magari a chi legge piace oppure no, ma a me fa rivivere pure tanto altro nascosto tra queste righe... Fosse anche solo per me stessa resterebbe comunque importante, almeno per ora.Credo che decisamente ora sia arrivato il momento di disfare quello zaino con costumi, ciabatte e asciugamani che dall'inizio di luglio avevo tenuto sempre pronto perchè... non si sa mai... una giornata al mare decisa all'ultimo momento... ora anche se accadrà non ci sarà più bisogno del costume, purtroppo.