ricomincioda7

COME STATE ?


 STIAMO TUTTI BENE 
 Il coronavirus è arrivato anche in Toscana e a Firenze. C'era da aspettarselo, chi va e chi viene da una città all'altra... I giorni sono scanditi dai notiziari che danno l'evolversi della situazione, noi, nella nostra famiglia di pensionati, continuiamo la vita normale, lavandoci le mani. Io che giro in autobus a volte mi chiedo chi potrò mai avere come vicino di viaggio, mi dico che se mi ammalassi sarebbe un'impresa risalire a tutti i miei contatti… Quando in Emilia Romagna hanno chiuso le scuole, i teatri e il resto aspettavamo che da un momento all'altro anche qui avrebbero fatto lo stesso e ci chiedevamo un po' preoccupati se ci fosse stato impedito di arrivare nei paesi in cui abitano ora i nostri figli con i nipoti a cui facciamo da baby sitter, o peggio ancora, se fossimo rimasti bloccati da uno o dall'altro senza poter rientrare a casa nostra a Firenze. Ma in Toscana si è scelta la linea morbida, le scuole funzionano, i teatri e i cinema sono aperti, è stata solo annullata qualche manifestazione e qualche raduno. Nei primi giorni alcuni ipermercati hanno subìto l'assalto che ha svuotato gli scaffali, a me lo hanno raccontato perché nei supermercati di quartiere dove vado io non ho visto buchi vistosi di prodotti, c'è più o meno tutto. Così continuo la piscina, le lezioni al corso di inglese, le prove dei miei teatri. Anzi, ieri sera abbiamo ripetuto le TRECCIAIOLE in un circolo ARCI in provincia di Prato, nell'ambito di una cena e serata benefica per aiutare chi assiste i bambini con gravi malattie. E noi per una buona causa andiamo volentieri in trasferta! Se penso che è l'ottava volta che indossiamo il nostro costume e i nostri cappelli di paglia e facciamo conoscere questa storia di più di un secolo fa! Ogni volta adattandoci allo spazio offerto, che sia teatro, o sala, o ristorante, o chiesa. E' il bello di questo spettacolo: lo possiamo proporre dappertutto, aggiustando la semplice scenografia di tre panche, qualche sedia, una matassa di paglia e pochi altri oggetti. Chi l'avrebbe mai detto che avremmo avuto tanto successo! E forse non sarà l'ultima replica… Fra poco inizieremo a lavorare ad un nuovo progetto, sarà sempre qualcosa di “storico”, abbiamo ben tre tematiche in mente, tra cui scegliere: la regista dice che sono tutte e tre molto interessanti, le faremo tutte, si tratta solo di decidere da quale cominciare. Io e il marito abbiamo partecipato ad una bella iniziativa di amicizia: abitiamo in una zona che fa parte della China-town fiorentina, dove tutti sospettavano un sacco di ammalati (mentre finora non ce n'è nessuno), un'associazione di “Amicizia e collaborazione culturale tra Italia e Cina” ha organizzato una cena in un ristorante cinese. Abbiamo aderito in circa 150 persone ed è stata una bellissima serata, la cena era squisita, i partecipanti erano non solo italiani e cinesi, ma venivano da molte parti del mondo: nel nostro tavolo eravamo in dieci, Italiani, Cinesi, Americani e Spagnoli. E proprio un ragazzo cinese, all'inizio del pranzo, ha offerto di passare a tutti un flacone di Amuchina, per disinfettare le mani. Io sono stata doppiamente contenta, perché in quella serata ho incontrato con piacere, dopo tanto tempo, diverse persone con cui avevo lavorato negli anni in cui mi impegnavo a scuola, come insegnante, nell'educazione interculturale ed è stato molto bello ritrovarci in questa occasione, per ribadire insieme, anche in una serata a tavola, le idee in cui ancora crediamo.