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GATTI

Post n°1787 pubblicato il 07 Novembre 2021 da atapo
 
Tag: cronaca

STORIA TRISTE

(che continua...)


Per due anni il gatto Andrea aveva abitato il mio giardino, da gatto libero e randagio; non del tutto, perchè la punta di un orecchio tagliata mi indicava la sua appartenenza a una colonia felina, certo dei dintorni, ma non ho mai scoperto quale nei miei giri per il quartiere, nè lui si è mai degnato di dirmelo. Aveva avuto anche l'onore di essere raccontato in questo blog, a quei tempi.

Poi era scomparso, ma al suo posto era subentrato un altro inquilino: un grosso gatto nero, da me chiamato Nerone, non del tutto sconosciuto, perchè la sua coda, spezzata e piegata ad angolo, mi svelava essere il micetto che giocava con la sua mamma nel mio giardino, anni prima, quando era piccolo. Se non ci fosse stata la caratteristica di quella coda, certo non l'avrei riconosciuto! Tornava nei luoghi della sua infanzia, ma era molto selvatico, schizzava via appena qualcuno usciva di casa, non aveva alcuna curiosità di osservare la nostra vita umana, come faceva Andrea dall'alto dei casottini porta attrezzi.

Questa primavera, a volte, insieme a Nerone, ma a debita distanza, c'era in giardino un altro gatto, mai visto prima.

Poi, una notte, si sentirono brontolamenti, soffi, miagolii acuti da lotta e, il mattino dopo, diversi ciuffi di pelo nero trovati sul vialetto indicarono, senza alcun dubbio, il perdente di quella nottata di guerra.

Infatti Nerone non si fece più vedere, il nuovo gatto stabilì il suo territorio nel giardino e cominciò la nostra reciproca conoscenza... a distanza. Non troppa stavolta, perchè, come Andrea, se uscivamo si spostava appena, quel poco che bastava ad avvisare "Non mi fido del tutto", però ci studiava, a volte saltava oltre la rete, dal vicino, poi stava lì accanto curioso, ma sentendosi protetto, altre volte dopo un po' di osservazione si allontanava e usciva dal cancello, ma dignitosamente, con andatura lenta e forse un po' scocciata di chi avrebbe voluto starsene in pace e invece doveva sopportare questa umana che gli rivolgeva anche la parola e lo salutava. Qualche sera, dietro alla portafinestra chiusa della cucina, l'ho visto che si era avvicinato al vetro e guardava all'interno.

Sembrava interessato a noi e alla nostra vita. Non aveva la punta dell'orecchio tagliata, quindi non apparteneva a una colonia felina, il suo aspetto era molto pulito e curato, avrà avuto un padrone da qualche parte, ma si sa come sono i gatti, amano prendersi la libertà del vagabondaggio. Il colore assomigliava a quello di Andrea, un grigio tendente al rosato, con leggere tigrature grigie più scure sui fianchi e sulla coda, il pelo semilungo gli formava una piccola criniera attorno al muso, gli occhi erano grandi e di colore giallo tendente al verde chiarissimo. Di corporatura snella, le zampe lunghe, quando girava tra l'erba mi pareva un mini leopardo nella savana. In estate erano comparsi dei topolini in fondo al giardino, dove c'è più selvatico e la compostiera, ma sono durati poco... ne abbiamo trovato anche qualche resto: il micio aveva fatto il suo dovere.

Insomma un gran bell'animale e naturalmente io mi sono affezionata: ultimamente avevamo l'appuntamento fisso ogni pomeriggio, spesso uscivo a raccogliere il bucato steso prima che il buio lo riempisse di umidità, gli parlavo un poco e lui mi ascoltava sgranando gli occhioni di quel bellissimo colore. Pensavo: "Non gli ho ancora scattato foto, penso al bucato e mi dimentico di prendere la macchina fotografica, devo proprio ricordamelo". Avevo voglia di dargli un nome, quale? Forse LEO, da leopardo, per quell'impressione di agilità e grazia che mi suggeriva.

Poi, la sera del 19 ottobre...

Tornavo dalle prove di teatro, era quasi mezzanotte. Sul cancello di casa mia ho notato un cartello: "Qui gatto ferito", sono entrata in casa e ho chiesto a mio marito: - Dov'è questo gatto?- Mi sembrava impossibile che lui, per niente amante dei gatti, ne avesse accolto uno.

Lui mi racconta. Verso le 21,30 ha suonato un uomo, gli ha detto che era stato appena investito un gatto da un'auto che si era allontanata. Aveva visto la scena e il gatto che poi era entrato dal cancello nel nostro giardino, pensava che noi fossimo i proprietari. Ma dov'era ora il gatto? Mio marito l'ha cercato nel giardino, senza esito. Poi alla luce fioca ha notato le tracce di sangue e l'ha scoperto sotto al portico, si era nascosto dentro uno scatolone semirovesciato e aperto di lato.

Aveva il muso sanguinante e un occhio quasi uscito dall'orbita.

Mio marito non sapeva che fare, ha cercato di telefonare a vari numeri trovati in rete, Protezione Animali, Soccorso Veterinario, nessuno rispondeva. Anche a una clinica privata veterinaria, che hanno subito precisato che se venivano a prenderlo avremmo dovuto pagare TUTTO, trasporto, visite, cure. Intanto arrivavo a casa io, abbiamo continuato a cercare e a fare telefonate, anche a una mia collega di teatro che ha la figlia veterinaria, ma quest'ultima era irraggiungibile... era già l'una di notte! Il micio si era tutto rintanato e raggomitolato, ma era vivo, respirava... abbiamo coperto lo scatolone con una stoffa, perchè la notte era fredda, avremmo ripreso le ricerche il mattino dopo.

Era il MIO gatto del giardino! Forse era entrato proprio da noi, dopo l'incidente, perchè la considerava casa sua, dovevamo prenderci cura di lui!

La mattina dopo, appurato che il micio era ancora vivo e si era anche girato nella scatola, abbiamo finalmente parlato col Servizio Tutela Colonie Feline e dopo mezz'ora arrivava il veterinario con una gabbia-trasportino: con poche manovre appropriate, senza quasi muovere il gatto, l'ha spostato nella piccola gabbia, ci ha detto che era maschio e sterilizzato, così abbiamo visto che anche l'altro occhio era insanguinato, così come la bocca, però il resto del corpo sembrava intatto, anzi, cercava pure di allungare le zampe.

La foto del gatto (dalla parte meno... rovinata), con descrizione e numero di telefono del Servizio Tutela ecc. è stata messa su Facebook, su una pagina del nostro quartiere, per la ricerca URGENTE del proprietario, io e molti altri l'abbiamo condivisa sui nostri profili e su altri gruppi. Sono stata contattata da alcune persone che avevano perso un gatto, ma nessuna era la giusta. Noi abbiamo fatto anche dei volantini, con la foto e il messaggio, li abbiamo attaccati sul nostro cancello e in altri punti del quartiere, incroci, negozi... nulla.

Una volta alla settimana telefoniamo al numero di riferimento e chiediamo notizie. Nessun padrone si è presentato, a volte certuni preferiscono non farsi vivi, avrebbero le cure da pagare, e li lasciano al loro destino...

E il micio come sta? Purtroppo le lesioni sono varie e gravi: un occhio l'ha perso, l'altro ancora non si sa, ha fratture alla mandibola e al palato, deve essere nutrito meccanicamente, dice il dottore. E' stato operato, dovrà esserlo di nuovo, verrà curato, quando starà bene se il padrone non si farà vivo (e ormai le speranze sono quasi inesistenti) finirà al gattile di Firenze, dove, forse, potrà essere adottato.

Io ho molto a cuore questa vicenda, vorrei adottarlo, ma mio marito è assolutamente contrario ad avere gatti che... limiterebbero la sua libertà (discorso annoso, dai tempi in cui era con noi il gatto di mia figlia). Forse nemmeno casa nostra sarebbe adatta ora, il giardino non è chiuso, dal cancello a larghe sbarre potrebbe uscire (così come è entrato per cercare rifugio) e si troverebbe (cieco o quasi) di nuovo sulla strada...

Spero di convincere il marito a fare l'adozione a distanza, quando sarà in gattile... così potremo almeno andarlo a trovare.

Rimpiango di non avergli mai scattato una foto, in quei pomeriggi del bucato in cui mi fissava con i suoi bellissimi occhi giallo-verdi che adesso... chissà come saranno ridotti...

Da quella sera triste, ogni pomeriggio quando guardo il mio giardino, ora tutto festoso nei colori autunnali, penso al micio Leo, mi aspetto di vederlo da un momento all'altro sbucare tra le piante, ma tutto resta desolatamente vuoto e mi si stringe il cuore.

 
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elyrav
elyrav il 08/11/21 alle 08:29 via WEB
Mi spiace molto per il gatto. Io i miei rigorosamente in casa anche se mi spiace perchè forse non è vita. Ma per lo meno sono vivi. Serena giornata
(Rispondi)
 
atapo
atapo il 13/11/21 alle 23:09 via WEB
A volte penso che sia un po' egoismo tenere i gatti in casa, non è nella loro natura. Almeno un po' di spazio esterno ci vuole...
(Rispondi)
massimocoppa
massimocoppa il 08/11/21 alle 11:56 via WEB
che storia triste... Mi sento male al pensiero di quella povera bestia. Grazie per quello che fai
(Rispondi)
 
massimocoppa
massimocoppa il 08/11/21 alle 11:57 via WEB
il mio fa quel che vuole, per cui anch'io temo che possa finire sotto un'auto
(Rispondi)
 
 
atapo
atapo il 13/11/21 alle 23:11 via WEB
I gatti sono indipendenti, dobbiamo convivere con questi rischi, ma è dura se gli vogliamo bene.
(Rispondi)
 
atapo
atapo il 13/11/21 alle 23:10 via WEB
Purtroppo non posso fare di più.
(Rispondi)
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