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AL TEMPO DEL VIRUS 13

Post n°1676 pubblicato il 01 Maggio 2020 da atapo
 

 

QUANTO TEMPO

 


 

Non ho voglia di scrivere, questo non è un buon segno. Soprattutto non ho voglia di scrivere che tutto è sempre uguale, perchè non penso interessi a nessuno, nemmeno a me.

All'inizio il pensiero era: "quanto tempo ora avrò per organizzare, sistemare finalmente cose in sospeso, dedicarmi finalmente con calma a ciò che prima relegavo a briciole delle mie giornate".

Adesso scopro che in realtà non è tutta questa meraviglia. Forse anch'io pian piano ho rallentato i ritmi, preda di una subdola stanchezza che mi fa sentire spesso come confusa e indecisa e con altre sensazioni sfuggenti, un po' ansiose e un po' tristi, che non riesco bene a definire; in conclusione mi ritrovo alla sera a constatare che un'altra giornata è trascorsa e non ho combinato un granchè.

Ho più voglia di leggere, quello sì, oppure di guardare films, di ascoltare canzoni o altro e su internet ce n'è da levarsi la voglia... poi va a finire che qualcosa mi ricorda esperienze o momenti del passato e allora, anzichè distrarmi, mi prende la malinconia.

Sì, va tutto bene, perchè potrebbe anche andare male o peggio, bisogna accontentarsi e avere pazienza, ma la pazienza un po' si logora e i sentimenti positivi li ritrovo con sempre maggiori difficoltà. Così mi infastidiscono di più le routine concrete e giornaliere, mi irritano di più certi comportamenti e manie, che sopporto a stento, di chi vive con me; più si continua e più è difficile.

Faccio anche più fatica a telefonare, periodicamente, a qualcuno, così per passarmi il tempo; anzi, sono scivolata nella fase "ma devo sempre essere io a chiamare? Se non chiama, vuol dire che in fondo non gli importo poi tanto"; forse è un po' egoistico, senz'altro è segno che sono un po' depressa. Ma devo essere sincera, talvolta ho anche ricevuto telefonate, graditissime...

Ogni tanto ci sono sequenze di notti in cui sogno molto e ricordo: sempre sogni di viaggi, e piacevoli, non da sola ma con altri, amici, nipoti, anche persone che non vedo da anni. Mi sembra logico in questo momento, anzi, sono contenta di queste "evasioni" notturne, quando non arrivano al risveglio ne sono dispiaciuta e la giornata non comincia col piede giusto. C'è chi soffre d'insonnia in questo periodo, io tutto il contrario, dormo di notte e anche al pomeriggio, "evado" così. Il contrario di mio marito, che è sempre agitato e passa molte ore notturne alla TV a vedere gare di tennis e di biliardo... poi di giorno ciondola più di me.

Ho maggior tempo per cucinare, ho ripreso a fare pizze, crostate, sperimento certi secondi e condimenti per la pasta che mi fanno passare il tempo e mi riescono anche bene, ma poi si mangiano! Purtroppo sono un attentato alla linea, che così faticosamente cerco di tenere sotto controllo con l'aiuto della dietologa, così nemmeno l'arte culinaria riesce a darmi molta soddisfazione.

E il preparare manicaretti entra in conflitto con la spesa che il marito fa solo una volta alla settimana, dove non si sa cosa trova o cosa mancherà, se gli metto in lista cose che gli "puzzano" di non strettamente necessarie apre subito le annose questioni del "Tu compri sempre troppo" e si finisce per litigare, così mi passano tutte le voglie. E se in lista mi dimentico qualcosa, per una settimana DEVO farne a meno, come le fragole: ieri non le ho scritte in lista, lui figurati se si è ricordato che a me piacciono moltissimo e che in questo periodo le compro sempre! Anche se, immagino, la Coop le avrà avute bene in evidenza!

Così quando è tornato con le borse piene e mi è venuta in mente questa dimenticanza, ecco un ennesimo attacco di depressione! Poi dicono che in questo periodo bisogna "coccolarsi" con qualcosa che faccia piacere...

Nei prossimi giorni entreremo nella FASE 2: anche su questo ho diverse perplessità, non vedo molta luce... ma è meglio che chiuda qui per ora, così magari avrò un'occasione per scrivere la prossima volta.

 

 
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surfinia60
surfinia60 il 04/05/20 alle 14:47 via WEB
Mi ci sono rispecchiata parecchio in questa tua descrizione. Anch'io ho passato parecchio tempo dedicandomi alla cucina, ai telefilm, meno ai libri, molta musica e internet. Non sono mai stata dal telefono facile. Qualche messaggio in più l'ho mandato, anche a persone che non 'sentivo' da prima della pandemia. Il mio ragionamento è simile al tuo "se devo sempre farmi viva io, vuol dire che a loro non interessa granché". Adesso dice che bisogna ripartire, ma non sarei onesta se dicessi 'non vedo l'ora'. La normalità di prima non mi manca, se non in alcune cose, come la libertà di passeggiare, andare fuori a vedere qualcosa di nuovo la domenica, o fare la spesa dove mi pare. Ma ciò che mi dava fastidio prima del lockdown lo farà anche adesso, forse di più. Perciò, ti capisco.
 
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