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DA FIRENZE A PADOVA, NON SOLO PER L'ARTE

Post n°493 pubblicato il 01 Febbraio 2010 da atapo
 

DA SAN GIOVANNI   A  SANT' ANTONIO

Il massimo dell'organizzazione: ventiquattro ore per mettere insieme da mezza Italia sei signore molto bloggers e molto amanti dell'arte e pianificare una giornata a Padova ieri, per visitare all'ultimo tuffo (ultimo giorno di apertura) la mostra di Telemaco Signorini (e naturalmente per passare una giornata in compagnia...).

Potenza degli SMS e delle prenotazioni on line!

Fra quelle sei c'ero anch'io. Quando ho detto in casa che sarei andata a Padova a mia suocera brillavano gli occhi (sì, lei è sempre qui...e quelle sarebbero le sue terre d'origine), tanto che ho temuto che mi chiedesse di venire anche lei, mentre io volevo godere di un giorno di libertà. Invece mi ha solo suggerito: “Andate alla basilica di Sant'Antonio, che è importante...”

Le ho risposto che ancora non sapevo bene i tempi, avremmo deciso dopo la visita prenotata.

Durante il viaggio in treno questo era il panorama dal finestrino:

quasi una tempesta di neve...e qualche timore mi è venuto, forse non era il giorno più adatto per viaggiare...

Lo spettacolo della nevicata è stato bello da guardare, per fortuna Padova aveva già dato e lassù non nevicava più, solo freddo pungente, ma sopportabile, soprattutto se in compagnia: la conversazione riscalda il cuore, un dolce e un caffè al bar aiutano a riscaldare il resto.

Siamo rimaste molto soddisfatte dalla mostra, sia dalle opere esposte, sia dall'allestimento, ben disposto, ben illuminato, con un sistema di didascalie e pannelli informativi una volta tanto originali, chiari e comprensibili anche da chi non è “del mestiere”. Fra noi, chi è “del mestiere” ha aiutato le altre a capire meglio, ci soffermavamo molto sui quadri che rappresentavano angoli di una Firenze scomparsa, commentando i cambiamenti, visto che più della metà del gruppo abita o ha abitato a Firenze...

Da profana, il quadro che mi è rimasto più impresso è questa PRIMAVERA.


Purtroppo l'immagine riprodotta falsa terribilmente i colori, questa è la meraviglia del vedere le opere dal vero.

Non ci sono il solito cielo azzurro, fiorellini, ecc...qui le nuvole sono gonfie e forse pioverà, la bambina è ben coperta perchè tira vento, la terra scura dà l'idea di essere umida, però si sta riempiendo di erba e piantine nuove, i bambini stanno sul prato e sono contenti di essere all'aperto finalmente, anche se torneranno a casa con gli abiti e le scarpe infangati, forse è una giornata di marzo, il buio arriva più tardi, ma l'inverno sta ancora contrastando l'arrivo della bella stagione...è più che altro un desiderio di primavera...Quante volte ho sentito anch'io questa atmosfera, mi sono identificata in quella bambina!

Guidate dall'amica padovana doc, dopo la mostra c'è stato un giretto turistico per la città e l'indispensabile sosta al ristorante, non cinese come nelle abitudini bolognesi, ma tipicamente padovano, visto che i prezzi sono più accessibili rispetto ai ristoranti tipici bolognesi...

C'era il tempo per un' ultima tappa prima del ritorno: Sant'Antonio o Giotto?

Noi avevamo deciso per il secondo, ma è andata a finire che l'ultima tappa è stata alla polizia ferroviaria per denunciare che in tram una di noi era stata “alleggerita” dal portafoglio. Per fortuna un danno non troppo grave: un po' di euro spariti, la carta di credito subito bloccata, qualche tessera da rifare.

E visto che in compagnia anche le disgrazie si sopportano meglio, alla polizia riusciva perfino a scapparci qualche risata ascoltando il linguaggio burocratico e formale di chi stava in divisa che si “scontrava” con quello colorito, quasi da descrizione su una pagina di rotocalco, della nostra amica che raccontava il fatto...in modo molto femminile!

Ma...caro Sant'Antonio, il santo delle cose perse, non è che ti sei offeso perchè avevamo preferito Giotto, così per un attimo hai distolto lo sguardo da quel tram?


 

 

 
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atapo
atapo il 03/02/10 alle 22:55 via WEB
Ma che Santo poco santo sarebbe...
 
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