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Messaggi del 05/10/2020

ORA

Post n°1708 pubblicato il 05 Ottobre 2020 da atapo
 

 

SBANDAMENTO

 


Mi sento come sommersa e oppressa da… da tutto… e da niente di preciso. Forse è solo stanchezza.

Ottobre di solito è il mese dell’impostare, poi iniziare, le attività e le organizzazioni di vita che poi dureranno per lo meno fino a Natale.

Quest’anno è un caos, un unico, enorme dubbio.

Cosa si può fare e cosa no? Cosa ricomincia e in che modo?

E quanto potrà andare avanti? I numeri dei contagi che crescono ogni giorno mi mettono ansia e paura. Conta poco tentare di essere prudenti, ragionevoli, di riflettere sulle scelte e le decisioni, sui luoghi e le iniziative da frequentare, restare “mascherati” in ogni occasione in cui è obbligatorio, ma non solo, anche in altre occasioni dove si può immaginare un minimo di rischio. Ma basterà?

I bambini da riprendere da scuola una volta alla settimana, poi passare con loro il pomeriggio…

Gli autobus che non raggiungono gli affollamenti del passato, ma insomma in certe ore tanto vuoti non sono…

E l’umidità di questi temporali infami… se mi vengono nevralgie e raffreddori… quanto devo temere?

Domani dovrei ricominciare la piscina, la schiena comincia a gridare sofferenza: in un altro centro, la mia piscina non ha riaperto, novità anche qui: sarà tutto ben sanificato?

Non ricomincerò il corso di inglese: è troppo impegnativo, non ho voglia di cercare affannosamente di incastrare le mezze giornate per gli esercizi: ho voglia di ritagliarmi del tempo libero, rilassato, per leggere, per scrivere, per… quello che mi pare, ma che mi dia soddisfazione e mi alleggerisca. Potrà essere anche qualcosa di inglese, ma scelto da me il cosa e il quando.

Sarebbe bello ricominciare il teatro, ma è complicatissimo: ci sono regole ferree, gli spazi probabilmente non sono adeguati e se ne dovrebbero cercare altri, ma dove? Se non riaprono i teatri importanti, figuriamoci noi, povere piccole compagnie di dilettanti! Così grandi telefonate, conversazioni su whatsapp, ma non si riesce a concludere niente.

Dovrei salire in montagna con mio marito che, dice, ha finito l’impianto elettrico e ora bisogna montare i mobili in due stanze: se ci sono io faccio poco, ma una mano gliela dò, da solo ci mette molto di più. Però non ho voglia di andare lassù a lavorare, sai che umido ci sarà e sono previsti altri temporali…

In questo momento è come se avessi solo voglia di ribellarmi a tutto, non riesco a fare altro, vivo giorno per giorno.

 

 

 
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