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Messaggi del 13/11/2020

IL LIBRO DEL MESE

Post n°1715 pubblicato il 13 Novembre 2020 da atapo
 
Tag: memoria

"L'OISEAU BLEU"

 


 

- Un altro libro in francese?! - Commenterà forse qualche lettore affezionato...

Ma stavolta non solo in francese...

Cominciamo dall'inizio.

C'era una volta, alla fine degli anni '50, una bambina molto appassionata alla lettura: era felice quando ai compleanni o alla Befana (allora a Bologna usava così) le arrivavano libri in dono, il prestito di libri che si faceva nella scuola era un'altra bellissima occasione di letture e ogni sabato, puntuale, al cambio libri aveva già terminato quello della settimana e ne prendeva uno nuovo.

Una volta quella bambina (che ero io), in quinta elementare, nella biblioteca scolastica trovò un libro di cui non aveva mai sentito parlare: era abbastanza grosso, scritto in piccolo, con alcune illustrazioni a tutta pagina colorate e suggestive.

Si intitolava "L'uccellino azzurro".

Lo lessi velocemente e ad ogni pagina mi piaceva sempre di più: era l'avventura fantastica di due bambini, fratello e sorella, che andavano alla ricerca di questo uccellino azzurro, se l'avessero trovato e catturato avrebbe assicurato la felicità alla figlia di una strana fata che li aveva inviati a quell'impresa.

Così viaggiano in diverse situazioni, reali, fantastiche, gli sembra molte volte di averlo a portata di mano, ma riesce sempre a sfuggire... e non continuo.

Reso il libro alla biblioteca, avrei voluto comperarlo o farmelo regalare, mi era rimasto nel cuore e volevo averlo per sempre. Purtroppo questo libro in commercio non si trovava, quello della scuola infatti era abbastanza datato. E per molti anni tenni questa storia nella mente e nel cuore, senza mai riuscire a ritrovarla: era diventata un po' come l'uccellino della storia, sospirato e inafferrabile.

Finchè un giorno, alla fine degli anni '70, su una bancarella di libri a poche lire, avanzi di magazzino, trovai "L'uccellino azzurro", ma parecchio diverso da quello della mia infanzia: era una sceneggiatura teatrale, diretta da Luca Ronconi, le foto erano degli attori travestiti dai personaggi... tutto corrispondeva e lo comperai, felicissima.

Leggendo la presentazione imparai che l'autore era il belga Maurice Maeterlink, questa fiaba teatrale è considerata il suo capolavoro, lui vinse anche il premio Nobel per la letteratura nel 1911.

Pochi anni dopo arrivò in Italia un cartone animato che, in una lunga serie di puntate, rappresentava questa storia; era il tempo dei supereroi, dei robot e delle astronavi, ma quella fiaba così delicata e fantasiosa affascinava i miei figli, allora piccoli, e io la guardavo con loro alla televisione.

Decisi di "collaudarla" coi miei scolari, in un laboratorio di biblioteca: anche con questi un grande successo!

Quando cominciammo a passare le vacanze in Francia, in un mese di luglio eravamo al mare in Camargue; erano le settimane del festival teatrale di Avignone e in un giornale locale scoprii che un certo pomeriggio una compagnia avrebbe rappresentato proprio "L'oiseau bleu". Insistetti tanto che quel giorno facemmo, tutta la famiglia, una gita ad Avignone e nel pomeriggio, mentre marito e figli continuavano ad esplorare la città (che io conoscevo bene, avendoci fatto un corso di lingua) io mi godevo lo spettacolo: non capivo tutte le battute, ma conoscendo la storia era bello lo stesso.

E sempre in Francia, qualche anno dopo, da Fnac trovai finalmente un'edizione tascabile dell'originale, in francese naturalmente, ma non era un problema, anzi, leggere un'opera così amata in lingua originale non ha prezzo.

Mi sarebbe piaciuto, durante il mio lungo lavoro di insegnante, riproporlo a qualche classe, metterlo in scena coi bambini, adattandolo insieme a loro... non ci sono riuscita, peccato. Soltanto il penultimo anno in cui sono stata in servizio, alla mia classe, una seconda, ho letto il capitolo dei bambini che devono ancora nascere, da cui abbiamo preso idee per costruirci quella volta i costumi di carnevale, il tema era "Il tempo" e noi avevamo rappresentato il futuro.

Poi... sono andata in pensione. Ora il libro posso solo rileggerlo per diletto mio. In francese naturalmente, perchè una traduzione italiana uscita nel 2011 è stata quasi subito introvabile.

Non c'è dubbio, è stato un libro che mi ha accompagnato per tutta la vita.

L'edizione di Ronconi

 

 
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