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Post n°1840 pubblicato il 08 Settembre 2022 da atapo
 
Tag: viaggi

SULLA COSTA DEI TRABOCCHI

 


Seguendo i suggerimenti dei gruppi di camperisti su facebook, poco più a sud di Giulianova ci siamo fermati alcuni giorni a Cologna Spiaggia. E’ un paese piccolissimo lungo la statale 16, la “Spiaggia” in realtà si raggiunge oltrepassando la ferrovia e attenzione alle altezze dei sottopassaggi, bisogna trovare quelli abbastanza alti per i camper! Oltre la ferrovia ci sono campi e finalmente il mare: una bella passeggiata dal paese!

Alcuni di questi terreni sono diventati villaggi turistici e aree di sosta camper. Noi abbiamo puntato su uno ben alberato, Agricamping Mare Nostrum, ancora affollato, ma un posticino è saltato fuori e ci siamo stati benissimo: davanti il mare, dietro campi, colline e sullo sfondo le montagne. Note positive: la tranquillità, un ristorantino interno poco più che rosticceria, specializzato in arrosticini e street food fritti da urlo, saporiti e leggeri, senza nessuna goccia d’olio residua, infine un bel prato prospiciente la spiaggia, dove prendere il sole senza riempirsi di sabbia o saltellare sui sassi. E fuori dall’area, lungo la spiaggia, altri ristoranti con specialità locali e pesce fresco.

Qualche giorno di tutto riposo, ma altre mete ci attendevano e allora via, di nuovo lungo la costa, verso sud.

Giunti a Ortona verso l’ora di pranzo di domenica 28, abbiamo attraversato a piedi parte della città per arrivare sul lungomare al ristoranteAl vecchio teatro”, che sta proprio nell’edificio del teatro. Anche qui specialità di mare e i dolci tipici di Ortona, le nevole, cialde di pasta al mosto cotto e cannella.



Nel tavolo accanto al nostro si erano seduti una bella signora e due uomini, uno di mezz’età, l’altro più giovane. Ho fatto attenzione ai loro discorsi: parlavano di teatro! Fare memoria, le luci, la carriera difficile, l’accademia… Questi argomenti mi emozionavano, pensavo che anch’io, nel mio piccolo… avrei voluto intervenire, chiedergli dei loro progetti, ma mi sono trattenuta: erano abbastanza infervorati, ho capito che andavano in scena quella sera. All’uscita ho chiesto al padrone del locale chi erano, visto che aveva voluto farsi fotografare insieme a loro, mi ha detto che era Vanessa Gravina e con gli altri avrebbe recitato la sera in quel teatro.

Il lungomare di Ortona era davvero piacevole, è in alto tipo una lunga terrazza affacciata sull’Adriatico, si andava animando nel pomeriggio, c’era un mercatino di artigianato e antiquariato, un venticello piacevole, un’aria limpida che mostrava il panorama della costa per molti chilometri.

Dopo la passeggiata siamo ripartiti e nel pomeriggio abbiamo iniziato la costa dei trabocchi, che va da Ortona a Vasto.

I trabocchi sono tipiche strutture leggere di legno costruite sul mare, unite alla costa da una passerella; servivano per la pesca, ormai non più in uso, sono stati restaurati e fanno parte del patrimonio storico e paesaggistico della costa abruzzese. Sembrano enormi ragni con lunghe zampe che escono dal mare, alcuni hanno ancora grandi reti appese che danno proprio l’idea della ragnatela. Molti di questi adesso sono diventati ristoranti, offrono l’esperienza di mangiare sopra l’acqua.

Mia figlia per alcuni anni era andata in vacanza da quelle parti e me ne aveva parlato spesso: così in quei giorni è stata lei la nostra guida a distanza, su whatsapp le chiedevo informazioni, le mandavo foto e lei ci dava suggerimenti, utili anche se un po’ datati.

Infatti il campeggio La Foce in cui ci siamo fermati, sulla costa a Rocca San Giovanni, ci era stato suggerito da lei. Anche qui ci siamo trovati bene (a parte un cane che abbaiava un po’ troppo), il paese è lontano, ma nel campeggio c’è un ottimo ristorante. La spiaggia, di sassi e sabbia, è abbastanza grande, suddivisa dagli scogli in varie insenature, a destra e a sinistra è “chiusa” da due trabocchi. Uno di questi, a circa mezzo chilometro, ha il ristorante con pranzi e cene a menù fisso di piatti tipici, e ci siamo voluti regalare questa esperienza di mangiare sull’acqua.

Dal campeggio vi si arrivava a piedi, percorrendo la via ciclabile e pedonale che va per 30 chilometri lungo la costa, fatta apposta per ammirare i trabocchi: fu costruita su una vecchia ferrovia dismessa, di cui restano ponti e massicciate, tra la macchia mediterranea, è un paesaggio davvero caratteristico.

Direi che al trabocco Punta Isolata non è stato un semplice pranzo, ma un evento, quasi una cerimonia, un'esperienza sensoriale: l’appuntamento era per le ore 13, ne siamo usciti quasi alle 16! Un’apparecchiatura raffinata sui toni del bianco e blu, antipasti freddi, antipasti caldi, un primo, due secondi, dolci abruzzesi, sorbetto, liquori, caffè: ogni piatto che arrivava era presentato e spiegato dal cameriere facendoti sentire … coccolato! La giornata piena di sole, sotto i nostri piedi il mare tra il verde e il blu in cui si intravedevano branchi di pesci, i gabbiani che volteggiavano attorno e si posavano sui lunghi bastoni di legno del trabocco. Tutto molto piacevole.


Dopo tutto quel ben di Dio, alla sera c’è stato posto solo per una tisana.

Anche nostra figlia, ai suoi tempi, aveva fatto l’esperienza del pranzo sul trabocco, ma su quello di Punta Tufano e noi siamo andati a cercarlo quando abbiamo lasciato il campeggio per proseguire il viaggio: questo ha di particolare una esposizione di foto e pannelli informativi e la vendita di marmellate, miele, olio e liquori artigianali. Quando siamo arrivati sarebbe stato chiuso, ma la signora che lo gestiva, gentilissima, ci ha fatto entrare lo stesso, così abbiamo visto, letto, ascoltato le sue spiegazioni e alla fine … acquistato il miele all’arancio.

Eravamo agli ultimi giorni del nostro viaggio, saremmo arrivati a un’ultima meta, irrinunciabile: la Riserva Naturale Punta Aderci. Anche questa già visitata, e raccomandata, da nostra figlia, che ci aveva decantato soprattutto una bellissima spiaggia, a Punta Penna, e un agriturismo nel quale aveva soggiornato.

Ma di questo racconterò nella prossima (e ultima) puntata.

(continua)

 

 
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