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NEL LAZIO

Post n°762 pubblicato il 17 Novembre 2011 da atapo
 

E' ANDATA COSI'

Venerdì sera eravamo partiti tardi per il Lazio, verso le 20,30: nel pomeriggio ero stata al corso di teatro francese da cui avevo raggiunto mio marito al rimessaggio del camper. Venerdì mattina gli avevo lasciato tutti i bagagli pronti e lui si era occupato del carico e della sistemazione. Una breve cena alla prima area di servizio e via! Subito lui mi aveva detto che nel pomeriggio aveva telefonato sua madre, proponendo per sabato di andare a visitare una fiera a Latina, per cui saremmo dovuti arrivare da lei PRESTO. Verso le dieci, le aveva assicurato il solerte figliolo (nonchè marito mio). Fatti rapidi calcoli (quattro ore pulite di viaggio, senza contare nemmeno una sosta, i "tempi tecnici" che ci occorrono di solito per il risveglio e la colazione, il fatto che lui non ama guidare di notte...) : "Ma come pensi di farcela?" avevo chiesto.

"Eh! Ci alzeremo e partiremo presto domattina."

Ha messo la sveglia ALLE SEI ! Nell'area di servizio in autostrada, dove avevamo dormito, a quell'ora era freddissimo: nonostante il riscaldamento, dentro al camper avevamo a stento 15°, da non mettere nemmeno il naso fuori dal sacco a pelo superimbottito. E avremmo dovuto vestirci, lavarci...e scoprire che c'è un guasto all'impianto dell'acqua calda: GELATA anche l'acqua! E uscire a far colazione al bar, con la temperatura esterna di 4°.

Ho viaggiato per qualche ora avvolta nel giaccone e nella sciarpa più lunga e calda che avevo con me, ammirando il sole che sorgeva in un paesaggio suggestivo, pensando che nemmeno al mare in estate mi alzo per vedere l'alba e ora mi toccava godermela così...



 

La cosa non mi ha fatto per niente bene, perchè ho cominciato ad avere mal di testa, fatto per me abbastanza raro, finchè la temperatura non è ragionevolmente aumentata.

Siamo arrivati quasi in orario, mia suocera e le sue due parenti, madre e figlia, erano già pronte per ripartire verso la famosa fiera di Latina...che non era una fiera come ci aspettavamo noi, ma un enorme mercato (lo fanno una volta all'anno) con bancarelle di merci di tutti i generi. E questo è stato un colpo per mio marito: lui ODIA i mercati e i mercatini, se viene costretto ad andarci li attraversa alla velocità di un fulmine (e per questo evito in genere di farmi accompagnare da lui...), ma stavolta...ormai non poteva tirarsi indietro, per la sua mamma si sarebbe sacrificato! E la sua mamma ama molto questi mercati, come tutte le donne...


Il consorte aveva un aspetto non proprio soddisfatto, ma all'inizio ha cercato di interessarsi ai banchetti di prodotti alimentari tipici e di attrezzi per il bricolage ed è stato quasi contento di trovare delle mutande che gli piacevano...ma il colpo di grazia l'ha ricevuto quando siamo arrivati nella zona: abiti usati, vintage, stock d'abbigliamento di fabbrica. Lì ha vacillato: immaginate una piazza intera solo con queste merci e con prezzi fra i 3 e i 10 euro, come fosse tutta la Montagnola di Bologna (e chi sa mi capisce...) e forse anche più grande...

Troppo per lui, che perdeva man mano le energie mentre noi quattro donne in quell'ambiente ne acquistavamo di nuove, alla ricerca della GRANDE OCCASIONE.


Le altre cercavano (e comperavano) un po' di tutto, io speravo di trovare un certo tipo di tubino nero che mi occorre come abito di scena, mio marito, rassegnato, ha deciso di aiutarmi nella ricerca, tanto aveva deciso che a lui non serviva niente, salvo poi ricredersi davanti a dei bellissimi giubbotti di pelle che, ahimè, non erano mai della sua misura...

Poi c'è stato l'affare pellicce: avremo un matrimonio nella famiglia di mio marito, il 29 gennaio prossimo nel nord Italia, in un paese freddo e umido già di suo, figuriamoci in quella data...Mia suocera cercava una pelliccia per quell'occasione e mentre lei si provava agnellini e castorini in un banchetto che li vendeva a 50 euro io e mio marito ammiravamo alcune pellicce di volpe, in uno stock a 30 euro, commentando che erano tutte quasi nuove, non si vedevano tracce evidenti di uso, chi le aveva possedute le avrà portate forse una sola volta prima di rivenderle...ed ecco, ho avuto un coup de coeur: una pelliccia di rat musqué visonato mi ha attratto, l'ho subito sentita MIA. Io non sono mai stata appassionata di pellicce, anzi non mi piace il fatto della caccia e degli allevamenti per questo scopo ecc.. Non spenderei mai certe cifre per acquistarne una, inoltre non mi piacciono anche perchè ingrossano ed io non ne ho certo bisogno... Ma quella...non mi azzardavo a provarla perchè sentivo che mi ci sarei trovata bene e a quel punto...Però non mi riusciva ad allontanarmi e continuavo a rigirarla, ad accarezzarla... Mio marito commentava: "Quando te lo proponevo io non hai mai voluto comperarla...Ora cambi idea? Stai proprio invecchiando! Pelliccia, roba da vecchia, dicevi." E non aveva tutti i torti...

Intanto mia suocera concludeva il suo affare: agnellino grigio a 50 euro. La venditrice allora ci ha lanciato un'offerta: "Siete insieme alla signora che ha comperato l'agnellino, allora questa visonata ve la dò non per 30, ma per 25 euro! La provi..."

Non ho resistito, l'ho provata: era la mia!

Mio marito continuava a non mostrare entusiasmo...e la venditrice ha giocato la carta vincente: "Vede come sta bene alla sua signora? Ma lei non mi sembra convinto...sa che le dico? Gliela lascio per 20 euro. Vorrà fare un regalino a sua moglie..."

E lui ha questo punto non ha potuto rifiutare, considerando che era anche il mio onomastico! Ecco come mai sono tornata a casa con una pelliccia.

Ma l'acquisto così estorto ha dato un ulteriore colpo alle energie scarse di mio marito, il quale, dopo un veloce pranzo a base di kebab verso le tre del pomeriggio, mentre noi donne ci dirigevamo verso l'ala del mercato ancora da ispezionare, ha alzato bandiera bianca e ha detto che tornava ad aspettarci in auto, a leggere il giornale. Così noi quattro abbiamo farfouillé ancora fino al tramonto, fatto altre piccole spesucce e all'uscita abbiamo trovato mio marito in auto che...dormiva!

Durante il ritorno le parenti ci hanno chiesto: "Cosa volete fare domani?"

"Avevamo pensato di andare al mare, visto che è bel tempo."

"Ottimo! Conosciamo un ristorantino di pesce ad Anzio che è una meraviglia!"

Così domenica mattina dopo la messa siamo partiti tutti insieme per il mare. Il tempo era splendido, il pesce nel ristorante era davvero ottimo, così come il gelato. Anzio e Nettuno io e mio marito non le avevamo mai viste: sono proprio cittadine graziose, quasi da pensare di prenderci un appartamentino per le vacanze...Ogni tanto a me e ai figli viene anche questa idea...


 

Il sole era caldo ed eravamo in tanti a passeggiare sulla spiaggia e sul lungomare, qualcuno faceva addirittura il bagno...


Davanti al monumento ad Angelita, ricordo della bimba trovata sulla spiaggia dagli Americani durante lo sbarco, una signora anziana come i nostri genitori ci ha raccontato che lei viveva proprio lì di fronte a quel tempo, ci ha rievocato la sua infanzia e quei giorni terribili di guerra, ora non ci abita più , ma ogni tanto viene a rivedere e a ripensare ciò che aveva vissuto...e che aveva desiderato condividere con noi, commuovendosi un poco...E' stato triste, ma bello passare un po' di tempo con lei...


E lunedì mattina siamo ripartiti per Firenze...nel frattempo il mal di testa aveva lasciato il posto a qualche starnuto, che nel ritorno a casa era sfociato in un grosso raffreddore e mal di gola...

...contro cui ho combattuto in questi giorni. Oggi ho deciso di prendermi un giorno di tutto riposo e direi che ora sto decisamente meglio!

 
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