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IL GIORNO DOPO

Post n°1526 pubblicato il 23 Aprile 2018 da atapo
 
Tag: teatro

" E'  FATTA! "

 

 

"E' fatta!", dice una battuta del nostro spettacolo "Quello che prende gli schiaffi".
Ed è ciò che ci siamo detti noi attori, insieme alla regista, ieri sera, alla fine della seconda replica. Eravamo tutti stanchissimi, ma molto contenti.
Dopo la prima di sabato sera non ci eravamo sentiti completamente soddisfatti perchè nel secondo tempo avevamo un po' rallentato il ritmo della recitazione, rischiando di rendere la storia meno brillante, comunque il pubblico pare fosse rimasto appagato perchè gli applausi erano stati abbondanti. Invece ieri tutto è scivolato via perfetto, come voleva la regista e volevamo anche noi.
Mi pare che davvero lo spettacolo sia venuto più vivace di quando lo rappresentammo cinque anni fa, e questo ha dato una soddisfazione in più alla regista e a quegli attori che avevano preso parte anche allo spettacolo precedente.
Però è stata dura, durissima! Un impegno aumentato negli ultimi tempi, addirittura una prova al giorno in quest'ultima settimana e se questo è stato pesante per me, senz'altro lo è stato maggiormente per i più giovani che durante la giornata lavorano.
La mia parte lunghissima... da ripetere con cura quotidianamente: se saltavo lo studio per una giornata ecco che già avevo dimenticato qualcosa! Insomma, è stata una delle prove più difficili della mia "carriera" di attrice, ma ora finalmente posso guardare al mio lavoro (unito a quello di tutti gli altri, naturalmente) con soddisfazione e, lo confesso, anche con una punta di orgoglio!
Poichè eravamo inseriti nel programma di un teatro VERO, una parte degli incassi delle due serate è rimasta a noi: è la prima volta che "guadagniamo"!!!
Ma ne abbiamo subito spesi... perchè dopo lo spettacolo ci siamo offerti una serata in pizzeria. E, forse realmente o forse solo perchè ero così contenta, mi è sembrata una delle pizze più buone che io avessi mai mangiato!

 
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IN GIARDINO

Post n°1525 pubblicato il 17 Aprile 2018 da atapo
 

STRAGI e MIRACOLI

 


 

L'inverno è stato durissimo, le temperature troppo basse e le gelate hanno mietuto vittime tra le piante.
Ora, nelle giornate di sole tra un acquazzone e l'altro, ho esplorato il giardino per quantificare i danni e fare il conto dei superstiti.
L'oleandro, come altri oleandri del dintorni, ha molte foglie con macchie di secco e piegate verso il basso, penso a causa delle gelate: poverino, l'avevamo potato a inizio autunno e lui si era subito impegnato a ricrescere a cespuglio, come piace tanto a me. Ora chissà: fiorirà o dovrà ancora riprendersi?
La peggio l'hanno avuta gli alberini di arancio e di limone: li avevamo ricoperti coi sacchi come suggerito, ma tolti i sacchi tutte le foglie erano cadute, ammucchiate sul fondo dei sacchi! Saranno morti? Certo non sono piante da nevicate o da molti gradi sotto zero. L'arancio mi pare abbia ancora due puntini verdi sulla corteccia, ma nel limone non vedo segni di ripresa: era già un po' malandato, secondo me i vari cambi di posizione nel giardino lo avevano stressato e non andava messo così in mezzo, in balìa di pioggia e vento… ma tanto col marito è dura ragionare…
In alcuni vasi dove l'anno scorso c'erano fiorellini ora ci sono solo stecchi scuri, nessun segno di vita.
Invece un miracolo: tolto il telo con cui avevamo ricoperto negli ultimi mesi molti vasi di piante sistemati per l'inverno vicino al muro della casa, una sorpresa inaspettata! La peonia, fiore che  avevo comprato perché lo amo molto, in autunno pareva sofferente e rinsecchita, le erano rimaste poche foglie avvizzite su un breve gambo quasi legnoso, invece ora in cima si apre un bel ventaglio di una ventina di foglie grandi e belle. Spero che vengano anche i fiori!
Col passare di giorni aumentano le novità e la ripresa della vita, qualcosa che pareva morto invece si sta risvegliando.
Le calle erano bruciate dal gelo e ora hanno nuovi getti, la lavanda ingrigita e accartocciata da pochi giorni ha nuove foglie in cima ai rametti, l'esile e piccolo pero ha già messo tante foglie, ha aperto bellissimi fiori che dopo pochissimi giorni hanno perso i petali… avremo pere quest'anno? 
Anche nelle piante di fragole sono sbocciati i fiorellini rosa che promettono bene...
Gli iris per ora sono solo una selva di spade verdi, mi hanno detto che il secondo anno dalla piantagione cominciano a fare i fiori: ci siamo… io ci conto!
Tra i cespugli delle siepi la spirea ha già tanti fiorellini bianchi, il corbezzolo solo foglie, le nandine sono molto graziose: il freddo fa crescere foglie rosse o arancioni e col freddo che c'è stato sono diventate multicolori.
Ma ho scoperto una cosa che mi preoccupa un po': dove l'anno scorso c'era l'unica pianta di topinambur che era cresciuta fino a diventare alta più di due metri e strapiena di margherite gialle (il mostro lo chiamavo) ora su circa un metro quadrato di terra stanno spuntando tanti piccoli topinambur… si preannuncia una foresta… e un lavoro di disboscamento per noi, altrimenti soffocheranno gli altri cespugli vicini.
Poi bisognerà riseminare l'erba in certe zone brulle, ma non attorno ai lamponi: quest'anno vogliamo poterci avvicinare a prendere i frutti, non lasciarli tutti ai merli come l'anno scorso!
Insomma, la natura fa sempre come le pare, è indomabile. Ed è piena di sorprese.

 
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TEATRO, NUOVA PROVA

Post n°1524 pubblicato il 12 Aprile 2018 da atapo
 
Tag: teatro

L'ABITO NON FA IL MONACO,
MA FA L'ATTORE


G. Boldini, Donna Franca Florio

 

Passo poco da qui, scrivo poco, ancora per una decina di giorni: siamo allo sprint finale prima del debutto del nuovo spettacolo.
Cioè, non proprio nuovo, diciamo... una nuova edizione.

La regista di noi "Spostati" ha ripreso il nostro fortunato spettacolo di qualche anno fa "Quello che prende gli schiaffi" (marzo 2013), l'ha un po' rimaneggiato, ma soprattutto ha voluto caratterizzare i personaggi in modo diverso, così da farlo diventare più vivace e brillante, nonostante la tragicità della storia.
Nella compagnia ora ci sono attori diversi dai precedenti è ciò che è stato cambiato è anche in funzione delle nuove persone. Io... sono stata promossa di grado: allora facevo il pagliaccio, una parte molto simpatica e particolare, ora sono diventata CONTESSA, uno dei personaggi più importanti. E' una contessa "cattiva", senza morale, fa cose ripugnanti e, devo dire la verità, mi è stato faticoso entrare nel personaggio perchè lo sentivo così negativo e distante, ma pian piano sto arrivando ad una interpretazione che soddisfa la regista e... anche me, ho superato quelle sensazioni negative che la contessa mi dava e che ora però dovrò riuscire a suscitare nel pubblico. La parte è lunga e devo studiare molto, ancora non mi sento affatto sicura, ora negli ultimi giorni le prove sono quasi quotidiane, molto faticose, e il copione devo ripassarlo il più possibile anche per conto mio...
E poi c'è il vestito! L'altra volta mi dovetti preparare l'abito da pagliaccio: trasformare una gonna arlecchina in un paio di pantaloni, aggiungere fiocchi colorati alla casacca... Questo costume ora l'ho passato a chi farà il pagliaccio al posto mio, io avrò due "sontuosi" abiti da contessa... oltre ad ornamenti vari.

Questi abiti un po' particolari e spesso molto vistosi di solito li troviamo sulle bancarelle a pochi euro, molti vengono dall'America, fanno un figurone sul palcoscenico per le fogge e i colori, però spesso dobbiamo adattarceli... e uno dei miei, nero, scollato, lungo ... è troppo lungo per me così devo tirare su l'orlo anche della fodera e in questi giorni sto cucendo all'impazzata! Io non sono una sarta, mi ci vuole un sacco di tempo, insomma anche stavolta l'abito me lo dovrò sudare!
Però, quando poi l' indosso, con le scarpe dal tacco alto, collane e stole, cappellino con veletta e piume...mi sento davvero un' altra e mi è più facile anche la recitazione!
E speriamo di arrivare in fondo con successo... durante la preparazione abbiamo avuto un sacco di problemi, abbiamo dovuto sostituire attori... insomma, una gran fatica che vorrei ardentemente andasse a buon fine, perchè la sceneggiatura è molto bella e merita il successo!   

Glauco Mauri nella sua messa in scena di

"Quello che prende gli schiaffi"

 
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UFFA!!!

Post n°1523 pubblicato il 05 Aprile 2018 da atapo
 

NESSUNA  SORPRESA

 


 

E' passata la Pasqua e purtroppo la sorpresa in cui speravo non è arrivata:
la padrona della casa che avrebbe accontentato entrambi non recede di un passo dalla cifra proposta che per noi è irraggiungibile,
mio marito è sempre deciso a NON accontentarsi del terrazzo come spazio esterno per l'altra casa che pure all'inizio gli era piaciuta moltissimo, tanto che aveva preso le misure dettagliate delle stanze per vedere come sistemare i mobili vintage che vorremmo salvare.
Così siamo punto e a capo.
A me e a mia figlia è venuto il sospetto che lui in fondo non abbia nessuna voglia di questo acquisto, oppure che speri in un miracolo, che gli venga scodellata una casa con TUTTO quello che richiede: stanze, giardino, comodità, servizi, nessun restauro, nessun vicino né sopra né sotto… e a un costo irrisorio!
Abbiamo visitato in questi mesi abitazioni che sono gioiellini, dove io ho lasciato il cuore, qualcuna ha anche abbassato il prezzo in questo periodo in cui l'abbiamo tenuta d'occhio e ora potremmo prenderla di volata… Macchè! A volte dice NO storcendo la bocca senza neppure spiegare il  motivo.
Sabato abbiamo un altro appuntamento ad un'altra casa: visti i precedenti credo che non gli andrà bene neppure stavolta, però andremo, visto che è stato lui a dire che vorrebbe vederla.

Ma, per quanto mi riguarda, sarà L'ULTIMA!!!

Io mi sono decisamente stancata di questi tira e molla, anzi comincio ad esserne un po' esasperata: se all'inizio avevo condiviso certe sue richieste ora mi pare che ci avviamo alla paranoia, al maniacale… quindi che se la cerchi lui d'ora in avanti, che esplori lui tutti i siti e le agenzie in internet su e giù per l'Appennino. E se nel frattempo la casa dei suoi genitori sarà venduta, di quei famosi mobili vintage e ricordi affettivi ne verrà fatto un mucchio di legna da ardere! E lui, già lo so, si commuoverà e piangerà lacrime di coccodrillo...
Mi dispiace solo di averci perso sopra tante ore inutilmente, in pratica tutto l' inverno, ore che avrei potuto impiegare in ben altri modi per me più produttivi e soddisfacenti…

Per Pasqua ci siamo ritrovati tutti a casa da mio figlio, i bambini scorrazzavano nel suo giardino, io lo guardavo notando quanto sia grazioso: mio figlio lo cura, sistema le piante, risemina l'erba dove non ha attecchito, toglie i rami secchi…
Il nostro giardino è ben più trascurato: LUI ha sempre qualcosa di più urgente e importante da fare, il giardiniere aveva dato alcuni suggerimenti rimasti inascoltati, se gli dico che ci farò io qualcosa, tipo levare le coperture alle piante  o sistemare delle piantine che hanno già i vasi troppo piccoli ha da sollevare ugualmente delle obiezioni…
E vorrebbe un altro giardino in una eventuale casa in montagna???  Ma mi faccia il piacere!!!

 
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AUGURI

Post n°1522 pubblicato il 01 Aprile 2018 da atapo
 

UN CARO AUGURIO

agli amici

a chi sosta un attimo qui...

...per un tempo che sia

di pace

serenità

affetti

 
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DUE CASE

Post n°1521 pubblicato il 30 Marzo 2018 da atapo
 

LA  SORPRESA  CHE  VORREI

 

 

C'è un grazioso paese sull'Appennino tra Firenze e Bologna, piccolo il giusto, ma con tutti i servizi essenziali, dove si respira l'aria fina della montagna,

in questo paese ci sono due case:

la prima, in periferia, è piccola ma funzionale e perfetta, sembra appena costruita, ha un piccolo spazio davanti per accedere al portone e un bel terrazzo sul retro affacciato sul paese più in basso e sulla vallata;

la seconda, nel centro storico del paese, dall'esterno non sembra un granchè, ma dentro ha stanze antiche e ampie, un grande terrazzo, è ben tenuta e sul retro si accede a un giardino col garage, il prato, cespugli e qualche albero.

Ecco, appena l'abbiamo vista ci era subito piaciuta la prima, basterebbe riempire una valigia e andarci in villeggiatura, ma poi mio marito ha cominciato a dire che vuole uno spazio esterno più grande per mettersi con uno sdraio a leggere e a prendere il sole. Perchè, il terrazzo non gli basta? Gli ho ricordato che già a stento si prende cura del giardino nella casa di Firenze, io la vedo dura che si dia da fare per mantenere anche un giardino in montagna...

Poi abbiamo visitato la seconda... un colpo di fulmine! Oltre agli spazi più ampi questo giardino è effettivamente allettante e mio marito ha sentenziato: QUESTA!
Piace tanto anche a me...
Ma il prezzo!!!
Abbiamo preso i primi contatti... ma pare difficile che con l'attuale padrone riusciamo ad arrivare a un compromesso... però dobbiamo risentirci ancora... chissà... se la Pasqua ci portasse questa bellissima sorpresa...

Altrimenti, vorrei proprio riuscire il colpo con quell'altra, abbassando necessarimente anche qui il prezzo richiesto... se mio marito si convincesse che un terrazzo è sufficiente per la sua pigrizia!
Se saltano entrambe... io non so più cosa cercare e me è passata del tutto la voglia!
Rinuncerei a tutte le uova di Pasqua per il resto dei miei giorni se quest'anno la sorpresa fosse veramente UNA CASA!

 
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PICCOLI INCURSORI CRESCONO

Post n°1520 pubblicato il 24 Marzo 2018 da atapo
 

IL  PRIMO  DISASTRO

G.Cherici, I primi passi, 1871

Cesare comincia a camminare, ed era ora! Ogni bambino è differente, non ci siamo mai preoccupati se era ancora lento rispetto ai fratelli, ognuno ha i suoi tempi.

Camminare è ancora una parola grossa, per ora si alza in piedi e si sposta attaccandosi ad ogni appiglio. Se gli teniamo le braccia cammina, ma non vogliamo dargli questa abitudine che stroncherebbe la schiena a genitori e nonni. Che si muova da solo e scopra pian piano le sue potenzialità. Noi non abbiamo fretta.

Così il suo raggio di azione si allarga, nuovi spazi, ripiani, cassetti si offrono alla sua curiosità e alle sue esplorazioni. Così sono molto più numerosi gli oggetti da prendere, osservare, infine lasciar cadere a terra, o lanciare lontano se non sono di suo gradimento.

In questi momenti sembra un gattino, ricordo che dicevo che Beto nei suoi comportamenti esplorativi assomigliava ad un bambino di circa un anno e mezzo: è proprio vero! Cesare me lo conferma.

Deve essere sorvegliato a vista e ciò non è sempre facile quando ci sono anche gli altri fratelli, che lui segue ed imita. Insomma, la nonna nelle sue ore di baby sitter ha il suo daffare...

L'altro giorno ero da loro, ce l'avevo davanti in piedi appoggiato al mobiletto del televisore, un attimo l'ho perso di vista per parlare con uno dei fratellini, ecco un rumore sospetto... Dal ripiano aveva "spazzolato" via tutti i fogli insieme ad un piccolo vassoio di vetro, caduto a terra e scheggiato in un angolo: per fortuna nessun pezzo di vetro si è staccato! Ecco il suo primo disastro!

Più tardi ho informato la sua mamma del fattaccio, il vassoio l'avevo messo fuori portata sul tavolo; lei mi ha risposto :-Sarà ora che cominciamo a spostare in alto tutto ciò che è a rischio.-

Ecco, questa mi pare una idea saggia, buon lavoro!

 

 
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VERSO LA PRIMAVERA

Post n°1519 pubblicato il 20 Marzo 2018 da atapo
 

STANCA

 

Monet

 

All'improvviso mi sono accorta di essere terribilmente stanca.
Una stanchezza che di fisico ha poco, cioè diventa fisica perchè c'è tutto il resto.
I "doveri", chiamiamoli così, mi stanno soffocando, probabilmente l'ultimo viaggio alla vecchia casa di montagna ha aggravato non poco una situazione che cercavo di tenere sotto controllo e che ora sta straripando da tutte le parti. E tutto mi dà fastidio.

Sono stufa delle lungaggini, del tergiversare e delle chiacchiere di marito e cognati riguardo le due case in montagna (accanto a quella già nota ce n'è un'altra che è un rudere inabitabile e a rischio crollo).

Sono stufa di cercare una casetta nuova per noi in montagna, della pignoleria di mio marito che finora per ognuna ha scovato sempre il pelo nell'uovo, cioè un difetto che gli fa storcere il naso: ma cosa crede, di riuscire a trovare la casa perfetta e a poco prezzo? Ormai abbiamo scandagliato tutte le zone dell'Appennino tra Firenze-Pistoia-Bologna e siamo al punto di partenza.

Sono stufa dell'organizzazione delle giornate all'ultimo minuto e dei viaggi per queste casette che vengono fissati poi costretti al rinvio a causa delle nevicate e del maltempo che non accenna a dar tregua.

Sono stufa del maltempo, del freddo e dell'umidità: mi fa male dappertutto, è un'impresa uscire per fare la spesa minima.

Non riesco nemmeno ad uscire per qualche ora di passeggiata, un museo, una mostra, qualcosa di carino: o fa brutto tempo, o devo smaltire accumuli di faccende casalinghe dovute ai rinvii, alle visite alle case, agli imprevisti...

Ora mio marito si è ammalato di nuovo, una ricaduta del raffreddore potentissimo che ebbe in dicembre, stavolta anche con la febbre, e si sa che un marito ammalato è impegnativo... più del solito!

Quasi quasi sono stufa anche del teatro: tra un mese avremo lo spettacolo, la mia parte è interessante, ma difficile e studiare in questo periodo mi è molto faticoso. Anche quando ci troviamo per le prove è faticoso, perchè manca sempre qualcuno e non è mica facile parlare a un interlocutore assente, o al nulla, o a una sedia vuota...

A pensarci bene, mi diverto solo quando sto con i miei nipoti, ultimamente tra impegni dei genitori e scioperi a scuola è capitato più spesso del solito. E' vero, così ho ancora meno tempo per il resto, però sono divertenti, il piccolo ora incomincia a camminare, imita tutti e traffica dappertutto, è uno spasso. Almeno loro mi rendono allegra, anche se col mal di schiena quando li lascio.

Poi ci sono altre cose del futuro prossimo che se mi vengono in mente mi mettono un po' in ansia...
Speriamo che arrivi presto una primavera stabile, forse vedrò tutto più roseo...

 
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MONTAGNA

Post n°1518 pubblicato il 15 Marzo 2018 da atapo
 
Tag: cronaca

ABBANDONO

Abbiamo raccolto coraggio e buona volontà e siamo tornati, io e mio marito, nella casa di montagna dei suoi genitori per finire il riordino generale nella speranza di renderla più appetibile a qualche compratore che abbia una buona disponibilità ad investirci nella ristrutturazione!
Di neve lassù ce n'è ancora parecchia, ma si avvia al disgelo: hanno un loro fascino quei continui sgocciolii dai tetti, quegli scrosci e rumori nei canali che si intravedono sotto arcate medievali e che convogliano le acque tumultuose della neve che si scioglie sulla montagna... e pian piano riaffiorano i prati e su quelli che parevano stecchi si intravede il verde di qualche gemma.
E' davvero un bel luogo lassù e il centro storico tutto in pietra, in cui si trova la casa, pare sia uno dei più belli dei dintorni. Eppure...

 

 

La signora che gestisce l'albergo del paese, dopo le meraviglie quando ha saputo il cognome di mio marito perchè conosceva benissimo i suoi genitori che passavano lì vari mesi all'anno, è rimasta molto dispiaciuta che volessimo venderla e ci ha raccontato, con la voce incrinata dall'emozione e dalla malinconia, di come questo centro storico si vada spopolando, ormai residenti stabili tutto l'anno ci sono solo alcuni anziani, qualche altra casa viene ancora riaperta per l'estate, però la maggior parte ormai sono disabitate e in vendita, ma poichè il mercato langue si stanno deteriorando velocemente. Ha ricordato di estati lontane quando il borgo era vivo e popolato, le feste sul sagrato, le cene di rione in piazzetta, tutto ormai appartiene al passato...

 

la piazzetta

Mentre raccontava anch'io ripescavo nella memoria quegli anni, pochi, in cui con i bambini andavamo d'estate qualche settimana in vacanza lassù, le belle giornate che i piccoli trascorrevano insieme a molti altri bambini residenti e villeggianti. Anche se per me e mio marito allora c'erano le nubi dei rapporti difficili con i miei suoceri, questo non è mai "passato" ai nostri figli all'epoca e i periodi della loro infanzia in quella casa non si sono mai sciupati... e questo è stato importante.
Ora tutto nel borgo si deteriora, l'ultima grossa nevicata ha accelerato i danni: si sta deteriorando in fretta quella casa dopo nove anni di abbandono, bisognerebbe venderla rapidamente anche a pochissimo per non ritrovarci con altri problemi e altre spese.
Io e mio marito abbiamo lavorato là dentro due giorni, abbiamo esaminato, scelto, imballato e portato a Firenze tutto ciò che ci potrebbe far comodo in una nostra futura casetta in montagna, che stiamo continuando a cercare. Tutto, dagli aghi, alle pentole, ai quadri, ora resta solo il mobilio di cui speriamo di salvare qualche pezzo carino... chissà se ce la faremo.
Io mi sono stancata moltissimo. Credo che oltre allo sforzo fisico mi abbia stressato anche questa consapevolezza di abbandono, di addio, accentuato da ciò che i discorsi della signora mi avevano suscitato dentro.
Ho detto a mio marito che sarebbe stata l'ultima volta che avrei messo piede in quella casa, per me il discorso è chiuso, ora se la vedrà con i suoi fratelli se ci sarà bisogno di tornarci per qualsiasi motivo, in fondo è casa loro, io ho CHIUSO.
Ero distrutta e molto triste quando, con la macchina stracarica, abbiamo ripreso la via del ritorno già al buio, coi boschi ancora innevati e a tratti la nebbia (o nuvole) che rendeva il viaggio ancora più pesante.
Però è successo qualcosa mai capitato in tante volte che siamo saliti lassù: a un tratto lungo la strada, sul limitare del bosco, sono apparsi due splendidi caprioli, fermi, tranquilli, guardavano le auto passare.

L'ho considerato un ultimo saluto di quei luoghi per me e per una parte della mia vita passata e mi sono sentita, per un attimo, quasi felice.

 
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LA MANIFESTAZIONE

Post n°1517 pubblicato il 11 Marzo 2018 da atapo
 
Tag: cronaca

C' ERO  COL  CUORE

 


 

Ieri non sono andata alla manifestazione nella mia città per la morte assurda del povero Idy, che probabilmente avevo incontrato a volte per strada nella zona in cui era conosciuto e amato, dove anch'io capito spesso. Se si sia trattato di razzismo o solo pazzia non sta a me giudicarlo, ma credo che razzismo forse inconscio ci sia stato senz'altro perché un uomo dall' aspetto di Idy è per definizione  un perdente secondo certe mentalità intrise di violenza: nero, ambulante, dallo sguardo mite, su di lui è consentito accanirsi e riversare cattiverie…
Basta, c'ero col cuore: la giornata umida e piovosa mi ha suggerito di non uscire per non aggravare il raffreddore e il mal di schiena che a stento mantengo entro limiti ragionevoli in questo periodo, perché la settimana prossima mi aspettano giorni impegnativi.
Ho guardato la televisione, ho seguito i servizi on-line, mi sono sentita sollevata che tutto sia filato liscio, con grande partecipazione e compostezza.
Pensieri tristi si sono rivolti nella mia mente al ricordo della manifestazione analoga a cui partecipai nel 2011, dopo l'uccisione qui a Firenze degli altri due ragazzi senegalesi: anche allora un grande dolore e senso di vicinanza e di affetto da parte di tanti concittadini.
E speri con tutto il cuore e ti dici sempre che non ci dovrà essere una prossima volta...

 
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MIMOSA

Post n°1516 pubblicato il 08 Marzo 2018 da atapo
 

PICCOLA  STORIA

 


 

Che a me le mimose non piacciano l'ho scritto più volte qui sopra per gli 8 marzo passati.
Non mi piace il loro essere così effimere, durano pochissimo, quando appassiscono diventano brutte e puzzano anche un po'.
Simbolo di questa giornata della donna, con questi cambiamenti climatici ora sono anche fuori stagione: la piena fioritura viene in febbraio, quasi un mese in anticipo, e per l'inizio di marzo i fiori non esistono più, sbatacchiati dai venti e abbattuti dalle piogge, o peggio da neve e gelo come è accaduto quest'anno.
Così chi vuol regalare mimose l'8 marzo le paga a peso d'oro dai fiorai.
Altrochè il fiorellino semplice che si raccoglie nei campi... Perchè tale fu la motivazione quando fu scelto come simbolo di questa giornata.

Quando scegliemmo le piante da mettere nel giardino ci fu proposta anche la mimosa, che è tipica delle nostre zone, ma io rifiutai decisamente.
Mi riconcilio un po' con questa pianta quando vado alle Canarie: là trovo le mimose fiorite (appartengono alle acacie e come altri tipi di acacia stanno bene nel clima tropicale), hanno fiori grandi, soffici, sembrano quasi piccoli pon-pon: laggiù mi sembrano più belle. Anche se quest'anno ho scoperto che, almeno a Fuerteventura, pare che avere una mimosa nel giardino porti sfortuna... paese che vai...

Nella strada che percorro quando dal bus torno a casa, in uno dei giardinetti, c'è un imponente albero di mimosa che ormai trasborda sulla strada. Si fa davvero notare. Anche quest'anno in febbraio è fiorito, poi il maltempo ha non solo distrutto i fiori, ma ha spelacchiato anche qualche ramo dei più alti e più esposti al vento. Fine rapida della stagione 2018, pensavo.
Ma stamattina, inaspettatamente, l'ho visto con una seconda bellissima fioritura, è un'enorme nuvola gialla e i nuovi fiori nascondono quasi del tutto ciò che restava della precedente. Si vede già da lontano lungo la strada, quando me ne sono accorta ho rallentato per ammirarlo il più possibile. E pensavo che è proprio come noi donne: ce ne vuole per abbatterci, riusciamo a risollevarci e a ricominciare, meglio di prima! Stavolta l'ho proprio sentito come simbolo dell'8 marzo!
E mentre camminavo lentamente pensando a questo, un uomo mi ha superato. Guardava anche lui ammirato tutta quella fioritura, si è avvicinato alla pianta e... zac! Ne ha staccato un rametto fiorito in basso, di quelli che sporgevano sulla strada. Confesso che anche a me era venuto il pensiero di fare lo stesso...
Non l'ho imitato, ma ho pensato con simpatia alla donna che stava per ricevere quel piccolo omaggio...
Io, come al solito, non lo riceverò.

 
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PUBBLICO E PRIVATO

Post n°1515 pubblicato il 07 Marzo 2018 da atapo
 

SCELTE

 


 

Sono passate anche queste elezioni.
Io non m'intendo di politica, non mi appassiona, mi piace il nuovo, ma questo nuovo che avanza non mi convince, anzi mi preoccupa...
Poi vedremo i fatti, certamente, però le premesse non mi lasciano tranquilla.
Penso al futuro prossimo, poi anche a quello lontano, penso ai tempi che verranno, al mondo che si sta costruendo per i miei nipoti.
Ecco, l'unico aspetto positivo di questi giorni elettorali è stata la chiusura delle scuole che ci ha "costretto" ad occuparci dei nipoti per molte ore. Cosa vuoi che sia in confronto alle grandi problematiche del paese, è un aspetto minimale, dirà qualcuno.
Lo sarà anche, ma per me è stato importante: uscire con loro, pranzare insieme, assistere alle loro prodezze positive e meno, parlare insieme, raccontare e farsi raccontare... un rapporto che si è come  rafforzato nella continuità di questi pochi giorni.

Faticosissimo, certo, ma bello e divertente.
E allora penso a come sarebbe potuto essere se avessimo noi nonni le forze per occuparci di più di loro, oltre alle forze anche il coraggio di certe scelte che ci toglierebbero, è vero, gran parte della libertà di cui oggi godiamo, ma ci farebbero essere più vicini e presenti alla loro crescita e ce li godremmo di più...
Però simili scelte bisogna farle in due... per questo il discorso si chiude subito.
Una via di mezzo è difficilissima da trovare, credo impossibile.
Per ora mi resta il ricordo intenso di tutte le ore passate insieme.

 
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CHE PRIMO MARZO

Post n°1514 pubblicato il 01 Marzo 2018 da atapo
 

IL  BATTESIMO  DELLA  NEVE

 

 

Marzo pazzerello... già, oggi neve anche qui a Firenze, cosa abbastanza rara!

Così è stato il battesimo della neve per il mio giardino, la prima nevicata da quando siamo qui. Speriamo non troppi danni alle piante, ancora poche per ora.

 

E si aggira sconsolato uno dei grossi colombi inquilini abituali: avevamo messo delle palline di mangime per gli uccelli affamati, le hanno finite tutte e al supermercato non si trovano più! Si devono accontentare delle briciole che scrolliamo dalla tovaglia.

 
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SPEDIZIONE QUASI ARTICA

Post n°1513 pubblicato il 25 Febbraio 2018 da atapo
 
Tag: cronaca

CE LA SIAMO ANDATI A CERCARE

Dopo l'ultima “visita” di novembre, proprio quando venne la prima nevicata, occorreva ritornare alla casa dei miei suoceri disabitata da sei anni sull'Appennino modenese per continuare lo svuotamento, prima della pulizia generale (di cui si occupa l'agenzia immobiliare per fortuna) per mostrarla “in tutto il suo splendore” agli eventuali acquirenti.
I miei cognati hanno sempre altro da fare, io e mio marito tra l'inverno, i malanni, le vacanze e gli impegni abbiamo sempre continuato a rimandare. Sarebbe stato meglio andare lassù per due giorni e fare tutto, passando la notte in albergo. Due settimane fa abbiamo deciso, o adesso il 23 e 24 febbraio, o fino a metà marzo non si poteva: troppo tardi, si va ora! Le previsioni del tempo allora parevano discrete, una settimana fa abbiamo prenotato l'albergo, visto che è stagione sciistica e le camere sparivano a vista d'occhio.
 Da quella prenotazione le previsioni metereologiche sono andate via via peggiorando, pareva una maledizione! Ma ormai era fatta e siamo partiti! Appena arrivati in quota, dopo Pistoia, la neve ai lati della strada andava via via aumentando, arrivati al paese tutto era MOLTO imbiancato e cominciava un leggero nevischio.
Mio marito non mette mai le catene, però quando la macchina per parcheggiare è affondata tra la neve e non andava né avanti né indietro si è deciso a montarle, per la prima volta in vita sua. L'inesperienza gli ha portato via più di mezz'ora e la neve cadeva sempre più fitta…
Per entrare nella casa abbiamo dovuto aprirci un varco lungo la stradina in salita da cui non passa nessuno, affondando nella neve fino alle ginocchia…
Per fortuna ci eravamo portati la stufetta elettrica, così non ci siamo congelati durante il lavoro, tutto il pomeriggio e il giorno dopo, con sosta per i pranzi in trattoria e spostamento in albergo per la notte.
La neve fitta ha  continuato a cadere tutta la notte, al mattino era alta più di 70 centimetri e il varco aperto nel pomeriggio precedente per entrare in casa era sparito, abbiamo dovuto di nuovo spalare e spalare… Non c'era vento ed era uscito il sole, non pareva neanche tanto freddo, avevamo azzeccato gli abiti e le scarpe giuste, se non fosse stato che c'era da lavorare, sgomberare, scegliere, impacchettare ecc. sarebbe stato bellissimo, tutta quella neve brillante, candida e soffice in cui sprofondare era una sensazione così piacevole! Qualcosa che rievocava antiche gioie da bambini…

 

dalla finestra dell'albergo


il paese

 

Dopo tanta fatica, quasi quasi dispiaceva ripartire alla sera, però era meglio affrettarsi dato che le previsioni parlavano di un nuovo peggioramento.
Oggi siamo stanchi, ma nemmeno un accenno di raffreddore!
Lassù nella casa non siamo riusciti a finire tutto quello che dovevamo, la neve ci ha rallentato molto, dovremo tornare un altro paio di giorni. Sarà gara dura trovarli il prima possibile, in ogni caso preferirei evitare altre nevicate, non vorrei sfidare troppo la sorte!

 
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IL RISCHIO

Post n°1512 pubblicato il 22 Febbraio 2018 da atapo
 

DA CAPO

 

la montagna pistoiese

 

Dopo i viaggi e le ricerche di inizio inverno avevamo trovato una casa in montagna preferita tra tutte quelle viste, mio marito se ne era addirittura innamorato, raramente l'avevo visto così entusiasta per qualcosa da acquistare. Io...beh, in realtà ne avrei preferita un'altra, ma anche questa non mi dispiaceva affatto e per la pace familiare e la conclusione della faccenda ero stata d'accordo.

Qualche perplessità mi era rimasta a dire il vero: c'era una scala un po' troppo ripida che senz'altro bisognava mettere in sicurezza, alcune crepe nei muri del giardino... però mio marito sosteneva che poteva fare benissimo lui quei lavori quando d'estate saremmo stati lassù. Io, conoscendo i suoi tempi eterni e le ormai tante promesse dilazionate all'infinito non ero molto convinta, comunque ero disposta a dargli fiducia: alla peggio avremmo cercato un muratore per aiutarlo.

Così eravamo andati a visitarla una seconda volta con più accuratezza, la signora dell'agenzia ci aveva rassicurato che senz'altro il padrone avrebbe abbassato il prezzo fino alla nostra portata.

Quelle crepe volevamo farle esaminare a un geometra e abbiamo contattato mio cognato 4, la cui moglie lavora nell'edilizia e forse conosceva qualcuno di fidato. Tutto questo ben prima di partire per Fuerte, ma tra le vacanze, le influenze, i tempi tecnici di mio cognato lunghi come quelli di mio marito, solo pochi giorni fa abbiamo saputo che per ora non hanno geometri disponibili. Però mia cognata ci ha dato dei suggerimenti interessanti, con la sua pratica di anni di lavoro sul campo.

Abbiamo subito fatto da soli le ricerche sulle caratteristiche del territorio che si possono trovare con un po' di pazienza in internet spulciando tra i documenti dei Comuni, poi avremmo anche telefonato agli uffici giusti... ma non siamo nemmeno arrivati a questa seconda fase perchè abbiamo scoperto che la casa si trova in un paese a discreto rischio idrogeologico e addirittura nella strada in cui è posta (all'estremità del paese, affacciata sulla vallata) alcuni anni fa hanno dovuto costruire un muro di contenimento del terreno.

Quelle piccole crepe nel muro del giardino ci sono parse ora molto minacciose... e mio marito non ha più voluto saperne... e nemmeno io! Ci è rimasto malissimo.

A questo punto è tutto da ricominciare.

E come successe per la ricerca della casa nuova quattro anni fa, lui sta diventando sempre più esigente. Per la nostra attuale casa di Firenze fu un vero colpo di fortuna trovarla, dopo tanto, con tutti i requisiti desiderati, anche se poi ci ha fatto ammattire più di due anni per restaurarla.

La casa di montagna che piaceva di più a me secondo lui ha uno spazio esterno troppo piccolo, da cui passano anche quelli che abitano accanto (solo un'altra abitazione, non un condominio!): io dico che un altro giardino grande sarebbe troppo impegnativo, visto che lassù non ci andremmo spesso e che già lui cura a stento quello che abbiamo a Firenze.

Pensare che è una casa che costa meno e sarebbe perfetta: basta acquistarla e andare là con le valigie, ci lasciano anche i mobili!

Non so se riuscirò a convincerlo (e se sarà ancora in vendita).

Intanto ho dovuto riprendere la ricerca su internet e lui come dicevo diventa sempre più esigente: la distanza, i negozi, le scale, il giardino... ora anche il colore delle mattonelle nel bagno!

E dopo le nevicate previste per la settimana prossima dovremo ricominciare a girare per i monti... Uffa!

 
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HARRYPOTTERMANIA

Post n°1511 pubblicato il 19 Febbraio 2018 da atapo
 

PICCOLI  MAGHETTI  CRESCONO

 


 

L'entusiasmo per Harry Potter dilaga tra i miei nipotini.

Abbiamo notato che Cesare (14 mesi), ai suoi interessi per oggetti ingombranti e rumorosi (l'aspirapolvere è il suo preferito), ora aggiunge quello di agguantare ogni aggeggio anche solo vagamente assomigliante a una bacchetta e lo "punta" con intenzione verso ogni altra persona presente, con lo stesso sguardo intenso e le stesse mosse dei suoi fratelli maggiori quando giocano a lanciare gli incantesimi.

E per fortuna ancora non parla altrimenti chissà quali terribili anatemi ci lancerebbe! O forse li lancia dentro di sè...

L'unica indenne per ora è Diletta, più interessata a Frozen e a Rapunzel dalla lunga treccia: lei quando torna dall'asilo mette la corona e la gonna da principessa per giocare in casa.

Ah! Stare con loro è proprio uno spasso!

 
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GIORNATA DEL GATTO

Post n°1510 pubblicato il 17 Febbraio 2018 da atapo
 

MORBIDEZZA  E  NOSTALGIA

 


 

Oggi è la giornata mondiale del gatto. E un pensiero dolce e un po' triste va al gattone Beto che la primavera scorsa ci ha lasciati per salire sul ponte dell'arcobaleno, che ora riposa nel mio giardino sotto la piccola quercia e che quest'anno alla sua giornata viene festeggiato solo col ricordo.

Non si dimentica un amico a quattro zampe che ci ha accompagnato per diciassette anni...
Resta la nostalgia del suo pelo morbido, del suo sguardo così espressivo e indecifrabile allo stesso tempo, delle sue fusa e del contatto fisico tanto rilassante.
A tutto questo pensavo ieri mentre a casa da mio fratello a Ferrara accarezzavo e coccolavo la sua gatta Charline, da molto tempo non stavo così a lungo insieme a un micio: da quando Beto non c'è più...
E tutto questo mi resta nel cuore ancora oggi, in un festeggiamento silenzioso e un po' triste...

Ciao Beto...


 
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SAN VALENTINO 2.0

Post n°1509 pubblicato il 15 Febbraio 2018 da atapo
 
Tag: cronaca

SORPRESA

 


 

Sono passati cinquanta anni...

E ieri mi è arrivato un contatto da una persona che non sentivo nè vedevo da cinquant'anni, una persona che mi fu cara e che poi la vita aveva allontanato... e lasciato soltanto nei ricordi, pure un po' sbiaditi, come una foto di cui entrambi conserviamo una copia.

Come accade ora in questi social ci eravamo "spiati" a lungo in silenzio, è stato lui a romperlo questo silenzio quando, ha scritto, "sono stato sicuro che eri proprio tu".

Io non avrei mai avuto il coraggio di prendere l'iniziativa.

Così ci siamo scambiati in poche righe i riassunti dei cinquanta anni delle nostre vite: per me una sorpresa la sua vita, per lui credo ugualmente. Il presente è con vari acciacchi per entrambi, ma è il bagaglio pesante dell'età.

-Se hai piacere, continuiamo il dialogo.-

Sì, ne ho piacere, lo continuerò.

 

 

 
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FESTA IN MASCHERA

Post n°1508 pubblicato il 13 Febbraio 2018 da atapo
 

IL  CARNEVALE  DI  HARRY  POTTER

 

 

Mio figlio e sua moglie dovevano andare per commissioni dalle parti di casa nostra, così prima si sono fermati a pranzo … finalmente, visto che da Montelupo non vengono in visita molto spesso.

Riccardo ha chiesto se invece di andare per negozi coi genitori poteva restare con noi.
Come si è sciolto il mio cuore di nonna! Sto così poco con lui… che anche lui abbia voglia di questi nonni mi fa tanto piacere! So che da noi gli piace frugare nello scatolone dei giocattoli, divertirsi con questi che per lui sono quasi nuovi. Ora che sa leggere (ma ancora non ama molto la lettura, preferisce giocare) si sofferma a lungo anche davanti agli scaffali dove tengo i libri per bambini, che vengono regolarmente saccheggiati da Martino e Damiano, in una specie di biblioteca di famiglia con prestiti e restituzioni.
-Nonna, mi sembra che ci siano libri nuovi.-
-Allora guarda se qualcosa ti interessa, prendi quello che vuoi.-
Così anche stavolta ne ha scelto qualcuno da portarsi a casa. Chissà se pian piano sboccerà anche l'amore per la lettura…

Più tardi siamo andati con lui ad una delle feste di Carnevale organizzate per i bambini nelle piazze da varie associazioni: lì avevamo un appuntamento con mia figlia e gli altri cuginetti, per stare tutti insieme.
Confusione, musica, dolci offerti dai negozianti, giochi di abilità e destrezza in libero uso per grandi e piccoli, bambini e adulti mascherati…
Mi ha fatto un po' effetto incontrare alcuni miei antichi scolari che accompagnavano alla festa i loro figli… quanti anni passati!
Martino e un gruppo dei suoi compagni di classe spadroneggiavano tutti coi mantelli e le bacchette magiche di Harry Potter, anche Damiano li aveva e si univa a loro per diritto di fratellanza: sembravano in libera uscita dai romanzi famosi!
Questa è l'ultima passione dei miei nipoti, da quando Martino ha preso da me e ha letto il primo libro "La pietra filosofale", poi l'ha portato a scuola e la maestra ne ha letti dei brani a tutta la classe, ora lui sta “divorando” i successivi e in casa vedono i films…

A Carnevale naturalmente per loro della 4B erano immancabili mantello e bacchetta… e le corse sfrenate per strade e piazza, lanciando incantesimi oltre ai coriandoli e alla schiuma...
Per lo meno il mantello ha protetto abbastanza i vestiti dalle schiumate… grazie Harry Potter!

 
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FUERTE FAI DA TE

Post n°1507 pubblicato il 10 Febbraio 2018 da atapo
 

CON   L' AUTO

racconto di meraviglie e di suggerimenti

utili per i viandanti

Gli ultimi cinque giorni con l'auto noleggiata ci hanno consentito di andare a zonzo per l'isola.
La comodità dell'organizzazione fai-da-te a dire il vero provoca in mio marito un rischioso adagiarsi sui suoi "tempi tecnici" allungatissimi... Comunque ho cercato di portare pazienza, ripetendomi che eravamo in vacanza e che ciò che non vedevamo ora resta per la prossima volta che senz'altro DOVRA' esserci... Cercando di stimolarlo e velocizzarlo ripetendogli gli orari di apertura e soprattutto di chiusura dei luoghi che volevamo vedere, orari che non sempre si conciliano con quelli che lui vorrebbe, alla fine non è andata male.
Dall'ultima visita a Fuerteventura, cinque anni fa, ho notato cambiamenti a favore del turismo: c'è una rete di piccoli musei sulle caratteristiche del luogo e della popolazione, insieme ad una serie di luoghi naturali interessanti ben segnalati e descritti su internet e nei depliants all'ufficio del turismo, comprese proposte di trekking che non avevo mai visto. Le strade, anche quelle piccole, sono chiaramente indicate nelle mappe, e pur senza navigatore non ci siamo mai persi. Invece la prima volta, nel 2007, che disastro! 
Insomma, i turisti che vogliono conoscere l'isola a fondo ora si trovano molto meglio. Bello, ma spero che ciò non sia l'inizio di un affollamento e una cementificazione selvaggia che hanno già rovinato altre isole delle Canarie... Non merita questo sfacelo!
Così abbiamo cercato di andare soprattutto nei luoghi che ci mancavano, certe spiagge ancora da scoprire... e che non ci hanno deluso!

 

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0ceano alla spiaggia di Ajui

 

 

Abbiamo visitato due piccoli musei che spiegano come si fanno gli squisiti formaggi locali, le razze delle capre, le storie dei pastori e dei cani da guardia: per "concretizzare" le notizie i musei sono inseriti negli allevamenti, perchè Fuerte è l'isola delle capre, quelle che vivono allo stato semibrado riempiono i versanti dei monti e si accontentano delle poche erbe e cespugli che però danno sapori squisiti al formaggio.

 

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allevamento al museo

 

Abbiamo visto in certi paesi altre grandi sculture. Avevo detto nel 2013 l'abitudine a queste forme d'arte che rappresentano mestieri, concetti, non persone importanti.

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Il luogo più bello scoperto quest'anno per me è stato l'ecomuseo La Alcogida: hanno ricostruito sette case tipiche dell'isola nei tempi passati, da quelle più povere a quelle degli artigiani e dei "signori", gli esterni con i materiali caratteristici locali, gli interni con oggetti d'epoca. In una ci sono le stalle con capre, polli e l'asino, fidato mezzo di trasporto sulle piste impervie. Queste case sono sparse su un territorio abbastanza vasto, per vederle si fa dunque una salutare passeggiata in cui lo sguardo spazia nel panorama tra i monti e l'oceano.

 

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ecomuseo La Alcogida


Alla biglietteria (5 euro il biglietto), vicino al bar e al piccolo negozio di souvenirs, mi hanno dato il biglietto da visita dell'unico ristorante di Tefìa, il paese più vicino, dove ad un orario tipicamente spagnolo (le 3 del pomeriggio, ma lì è normale) abbiamo pranzato col formaggio locale fritto, le costolette di maiale (con un sapore così intenso che in Italia si trovava tanto tempo fa...) e il migliore bienmesabe che abbia mai mangiato: è un dolce tipico, una specie di pasta di mandorle, lì imbevuta di sciroppo di fico d'india e accompagnato dal gelato al gofio (tipo di cereale tostato). Tutto "casero", fatto in casa,  non lo scorderò facilmente... chi passa da quelle parti non lo perda!

C'è solo un piccolo problema in questi giri fai da te: la pipì.
Uno dice: "Che problema c'è? Ci si ferma e si va dietro un cespuglio."
Facile a dirsi... Nel 2013 con i nostri amici una volta, dopo ore di auto e di esplorazioni, avevamo questo impellente bisogno: si fanno chilometri e chilometri in una specie di deserto o di steppa, non ci sono boschi, pochi i cespugli, spesso le strade hanno accanto fossati scoscesi che non permettono l'allontanarsi a piedi. Quando finalmente, quella volta, vedemmo un versante con un bel po' di cespugli credemmo di aver risolto: macchè, erano così bassi che dalla strada si vedeva tutto! Fu un'impresa risalire il versante fino a trovare un avvallamento con vegetazione sufficiente... E se non l'avessimo trovato? L'hotel era lontano. A estremi mali... l'unica sarebbe stata fermarsi in uno slargo (mica facile da trovare), aprire le due portiere non dal lato della strada e arrangiarsi così...
Così quando si parte per certe località desertiche è meglio essere ben svuotati, poi approfittare abbondantemente dei ristoranti, ora anche di questi piccoli musei, dei paesini che hanno sempre i bagni pubblici ben tenuti...
Come dice una mia amica viaggiatrice: "Tutte le volte che hai l'occasione di farla... FALLA!"
Ma nonostante tutte le accortezze, quest'anno una volta mi sono trovata in difficoltà... a una certa età e dopo certe scorpacciate...
Eravamo in un paese sul mare, ma non si trovavano i bagni pubblici. C'era un bellissimo hotel e un cartello diceva che nella hall erano esposti gioielli e souvenirs, a ingresso libero. C'era un gran movimento di entrate e uscite di persone, con le valigie, con abiti da spiaggia... alla reception erano impegnati, chi badava a me? Di solito i bagni non sono mai molto lontani dall'ingresso: sono entrata con fare indifferente, ma osservando bene, oltre ai gioielli, le porte e le indicazioni... perfetto, ecco i bagni! Fatto, e uscita con altrettanta nonchalance!  
Concludo la mia Fuerteventura 2018 e vi lascio con questi piccoli suggerimenti da turista fai-da-te...

 
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