PENSIERI DI VITA...

L' INVIDIA... Cosa ne pensate? Io non la conosco...ma ne ho sentito parlare...


Tratto da Wikipedia:Psicologia e sociologia.Essa si caratterizza come desiderio ambivalente: di possedere ciò che gli altri possiedono, oppure che gli altri perdano quello che possiedono. L'enfasi,quindi, è sul confronto della propria situazione con quella delle persone invidiate, e non sul valore intrinseco dell'oggetto posseduto da tali persone.Si può considerare l'invidia come il peccato "opposto" alla superbia: mentre la superbia consiste in un'eccessiva considerazione di sé, l'invidia è caratterizzata da una bassa autostima e da una esagerata valutazione degli ostacoli e delle difficoltà. Spesso, infatti, il soggetto invidioso possiede delle buone qualità che possono anche essere riconosciute, ma non le considera sufficienti e si ritiene un incapace.L'invidia può avere radici molto profonde nella personalità di un soggetto. Può essere stata causata da una mancanza di affetto in passato, da un'eccessiva competitività o da dei desideri che sono stati frustrati. Essendo le cause così rilevanti, spesso è difficile per un soggetto riuscire a risolvere il proprio problema.Alla base dell'invidia c'è, generalmente, la disistima e l'incapacità di vedere le cose e gli altri prescindendo da sé stessi: in questo senso, si può affermare che l'invidioso è generalmente frustrato, ossessivo, manipolatore, con pochi scrupoli e talvolta ipocrita.L'invidioso assume spesso atteggiamenti e comportamenti ben precisi e, quindi, riconoscibili. Tra i più tipici comportamenti dell'invidioso c'è il disprezzo dell'oggetto invidiato ("questa cosa, che io non ho, non vorrei comunque averla perché non mi piace"); una celebre e proverbiale rappresentazione di questo atteggiamento è la favola di Esopo La volpe e l'uva.L'invidioso può rivolgere la propria invidia non solo verso oggetti materiali, ma anche verso presunte doti possedute dall'invidiato: per esempio, una particolare avvenenza, intelligenza o capacità, uno spiccato fascino; in tali casi, l'invidioso reagisce tentando di disprezzare o di sminuire l'invidiato, perché ai suoi occhi questo è colpevole di evidenziare ciò che l'invidioso non ha. In un certo senso, è come se si sentisse sminuito dall'esistenza dell'invidiato e, in qualche modo, danneggiato da questo..
 L’invidia è un acido molto corrosivo. E’ un peccato capitale di molti cuori. Tanto umano, quanto difficilmente confessabile. E’ la portinaia dell’Ego; lo serve, lo cura, lo vizia, lo illude e soprattutto gode nel pettegolezzo e dell’altrui disprezzo.A volte coglie di sorpresa anche gli spiriti più generosi, ma è spesso l’effetto collaterale di vuoti profondi, di infanzie trascurate, di insicurezze radicate, di affetti mancati.E’ una malattia diabolica, difficilmente curabile.Una specie di innamoramento al contrario, in cui difficilmente si verrà mai ricambiati. 
 O invidia, radice di mali infiniti, verme roditore di tutte le virtù! (Miguel de Cervantes, Don Chisciotte)L'invidioso non riesce a sopportare che tu faccia il passo più lungo della sua gamba. (Julien De Valckenaere)