(Tempio Regina Hatshepsut - Deir el Bahari)Non so se a qualcuno di Voi sia mai successo di provare delle strane senzazioni nel visitare luoghi particolarmente carichi di storia e di arte... a me capitò quando andai in Egitto nel 1985 e per l'esattezza nel tempio funerario della regina Hatshepsut . Erano giorni che visitavo luoghi di una bellezza incredibile che mi lasciavano stupefatta provando forti emozioni, perchè potevo ammirare di persona cose che fino a quel momento avevo solo visto sui libri...Ironia della sorte in quel luogo...dopo tanti anni, nel 1997, furono trucidati dai terroristi della "Jamaa Islamiya" 60 turisti stranieri.
(Lo scrittore francese Henri-Marie Beyle, meglio conosciuto come Stendhal) La sindrome di Stendhal, detta anche sindrome di Firenze, è il nome di una presunta affezione psicosomatica che provoca tachicardia, capogiro, vertigini, confusione e anche allucinazioni in soggetti messi al cospetto di opere d'arte di straordinaria bellezza, specialmente se sono compresse in spazi limitati.
(La Fornarina - Raffaello) Tale disagio è spesso riscontrato a Firenze, dove il locale ospedale di Santa Maria Nuova è almeno una volta al mese luogo di ricovero di pazienti colpiti da disturbi psicologici acuti. La malattia, piuttosto rara, colpisce principalmente persone molto sensibili e fa parte dei cosiddetti malanni del viaggiatore.
Il nome della sindrome si deve allo scrittore francese Stendhal (nom de plume di Henri-Marie Beyle, Grenoble, 23 gennaio 1783 - Parigi, 23 marzo 1842). Egli, essendo stato personalmente colpito dal fenomeno durante il suo Grand tour del 1817, ne diede una prima descrizione che riportò nel libro "Napoli e Firenze: un viaggio da Milano a Reggio":"Ero giunto a quel livello di emozione dove si incontrano le sensazioni celesti date dalle arti ed i sentimenti appassionati. Uscendo da Santa Croce, ebbi un battito del cuore, la vita per me si era inaridita, camminavo temendo di cadere".
(S.Croce - Firenze) La formulazione scientifica della sindrome di Stendhal, sebbene numerosi casi fossero stati riscontrati dalla prima metà del XIX secolo, è stata proposta nel 1979, quando fu analizzata in un libro dalla psichiatra Graziella Magherini, che osservò e descrisse più di 100 casi fra i visitatori del capoluogo toscano.La sindrome fu diagnosticata per la prima volta nel 1982 e, secondo quanto riportato, più della metà delle sue vittime sono di matrice culturale europea non italiani, che ne sono immuni per affinità culturale, ed i giapponesi. Fra i più interessati vi sono individui di formazione classica o religiosa che spesso vivono da soli.
(Giudizio Universale - Michelangelo)