Rigitans

la scadente qualità del servizio pubblico


In Italia ci vantiamo dell esistenza dei servizi pubblici, ma se andiamo a guardare, ad approfondire, vediamo come in realtà sono servizi a metà.
Lo si nota nel trasporto ferroviario, già parzialmente privatizzato, dove le malegestioni hanno portato ad una situazione disastrosa, in cui si alzano le tariffe dei biglietti senza migliorare la qualità del servizio(anzi sta peggiorando) chiedendo inoltre soldi pubblici per pianare i debiti di Trenitalia S.p.a.Inoltre per favorire lo sviluppo del treno ad alta velocità (T.a.v.) si fa perdere tempo ai pendolari dei treni regionali, che sono servizi essenziali. Inoltre hanno fatto danni alle falde acquifere in Emilia Romagna come la puntata di ieri di Exit  ha dimostrato.Sarà forse il caso di fare la tav solo lì dove necessario, senza inquinare e distruggere le falde acquifere e i corsi d'acqua(visto che di acqua ce n è sempre mano)? E di puntare di piu' sul treno investendo anche su convogli per i pendolari che sono esausti e disperati ?
Andiamo alla sanità, la sanità pubblica. Ma se si va a fare controlli, visite, operazioni, oltre a dover pagare spesso dei ticket (quindi pagare) vediamo che dobbiamo aspettare molto, a volte troppo per essere utile alla salvaguardia della nostra salute(paradosso...), e alla fine ci vediamo costretti a rivolgerci agli istituti privati, pagando molto per un servizio nons empre superiore in qualità al servizio pubblico.Il Messaggero ha fatto uno speciale in merito, che lascia intendere come il servizio sanitario pubblico si sta restringendo sempre piu' nei fatti, dovendo pagare soldi e dovendo spesso rivolgerci al settore privato.OBIETTIVO SANITA' PUBBLICA GRATUITA , un obiettivo possibile ma spesso inviso a chi deve fare gli affari e ai partiti che gestiscono le nomine.Per lo meno si potrebbe cominciare con detrazioni in base al reddito e rimborsi per chi non può detrarre (i meno abbienti), almeno per garantire la salute alla maggior parte della popolazione senza dover disperarsi continuamente nel dolore della malattia.