Creato da woodenship il 23/08/2010

delirio

una spirale

 

Canditi e candidati

Post n°440 pubblicato il 22 Aprile 2018 da woodenship
 

Perfetti e putrefatti come da banchetto

per volpi: candidandosi

c'è chi promette il mare;

chi i monti canditi:

chi il cielo e le nuvole

di zucchero filato;

chi le stelle a braccetto.

 

Tra tutti c'è il deserto

sabbia che scorre dune

nei gangli granelli

non più che poche effrazioni

al sistema democratico

allo stesso tempo populistico

a concerto.

 

Disadorno

semplicismo: in mano

ad alcuni lascia pepite;

in quelle dei più

solo di che non morire

di rischio in rischio

sul contorno.

 

 
 
 

Tra un salto e l'altro

Post n°439 pubblicato il 15 Aprile 2018 da woodenship
 

 

Sempre sull'orlo

saltando lesto

di cengia in cengia


distaccantesi

frana: in equilibrio

immaturo


mi hai sempre considerato

vittima di voragine

vorace


nello spalancarsi

famelica nell'ingoiarmi

 al pur minimo


passo falso

tra un salto e l'altro

casualità.


Però in fondo

io ci sono già: puntami

dritta lanterna


e mi sentirai

zampillo

se di me avrai sete


vedendomi

in fondo

limpido.

 

 
 
 

Tirati contro vento

Post n°438 pubblicato il 08 Aprile 2018 da woodenship
 

di bivacchi tirati contro vento

s'infervora ai lati la via

ch'è periferia ovvia e fonda

 

d'un nero controsenso

fra i trittici controversi

tutti occhi neri e bianchi

 

sfumanti di falò

dai rutti stentorei

icastici

 

a notte

nere anche le siepi

di fumo da pneumatici

 

ardendo

d'acre impregnano

pur sesso ratto

 

per gli anfratti di cantico

dall'epicità ancestrale

di rito misterico

 

per esso di smorfie

si fa mercato

schiavitù della carne

 

per le mani all'oggi

pedaggi come ieri

in fieri ancor domani

 
 
 

L'intarsio

Post n°437 pubblicato il 02 Aprile 2018 da woodenship
 


Di risponderne in solido non s'avrebbe ragione
ognuno ha la cognizione del proprio dissesto
non fosse per quella richiesta solita

(chi mai ci vede sempre richiede appena ci vede)

intrinseca nel dire che si ha una bella cera
sorta di intimazione a confermare
di come si stia bene in salute.

Quando invece le scollature a noi ci appaiono evidenti
distacchi di elementi dai lineamenti del soma
sintomo di decomposizioni e sfarinature

ricomposte alla meglio e con giudizio:
è saltato e va bene così/ ci si dice
che ancora ci si riconosce allo specchio.

Sebbene l'ennesimo tassello cadendo si sia diluito
con l'acqua infognandosi nello scarico
sempre più illeggibile lasciando l'intarsio del viso.

Per altri che non siano i nostri occhi
altri che non notano e non sanno dei tratti mancanti
molti e d'un fiato talvolta

e ben dicono della conservazione del tutto.

Ad essi in solido ci si ripete mostrando menomazioni
ch'è ad ogni risciacquo
che viene meno almeno una tessera

al solo contatto del getto dal rubinetto:
seconda fitta
subito dopo quella del risveglio

ignobile perdita, irrimediabile

sconfitta.

 
 
 

Le nuvole*

Post n°436 pubblicato il 30 Marzo 2018 da woodenship
 
Tag: Nuvole

... che importa seguirle vanto
 sono esse avvenenti
nuvole narcise
tanto
 negli occhi si specchiano
 poi che vanno
--------------------------------------
*rivista
(auguri per delle festività serene a tutti voi amici carissimi)

14/08/2012 woodenship

 
 
 

Disturba

Post n°435 pubblicato il 24 Marzo 2018 da woodenship
 

Abbacinante si riversa luce

bianca di neve riflessa nel treno

in corsa, tra i sedili stagliandosi

irreale rivela candore

 

agghiacciante: disturba lasciva

come la morte nel suo bacio

migliore.

 

In silenzio così odiosa riluce

ogni tremito acquietando:

accorsa è a soffocare impietosa

col bacio ogni tremito

 

prosciugando goccia a goccia

in fronte sudore stillato

terrore.

 
 
 

Corvazzi neri razzi

Post n°434 pubblicato il 17 Marzo 2018 da woodenship
 

Per Giuseppe all’esame di carta alta
un compitino roseo di prospettive
lui, d’istinto, senza troppe pretese
o svolazzi: la vita di vegetali a mazzi

nell'animo cardi pungenti

espressi a capo di una
o più righe poi omesse
perché sempre le stesse spighe
povere di chicche.

Poi un mattino
eccolo Giuseppe tra le biche e privo
d’un destino, nemmeno lustro di attese
solo corvazzi neri razzi volanti

corpacci controvento

d’abitudine a caccia
di nidi.

Giuseppe che ci vede maturità
nella corsa di nubi in cielo

bighe avventate
succubi d’aurighe seriose e grigie
tanto da venirci voglia di rubare un raggio
in più al sole, per scriverci un fiore:

un papavero saggio

un inciso dal paradiso

nel dì rossore

narciso nell'indaco

 

tra l’erba smeralda sul poggio

a chiusa d’un brano di norma curvato
al peggio.

 
 
 

Al vento il commento

Post n°433 pubblicato il 10 Marzo 2018 da woodenship
 

Accorata di sentimenti brezza

sentitamente afflitta tra i rami

e dagli spifferi agli infissi


commenta, danzando e ghiacciando

come solo da un meditare solingo

che, del divenire, indaghi senso


nel dissentire del tempo: la solitudine

è dell'uomo, come anche l'interrogarsi

sul senso di questo ritrovarcisi


stantii genuflessi

dal sè distanti.

 
 
 

Come da copione

Post n°432 pubblicato il 03 Marzo 2018 da woodenship
 

Come da copione i rami sono spogli

lasciando ogni cosa per quel che è:

scheletri in attesa di veste nuova

pelle vistosa.


Tutto quel che era da accadere

è accaduto o quasi, quel nulla

che ancora può succedere, è di là

da venire. Noi, sulla soglia di casa


diciamo ch’è il buio

a farci sparire oltre

la porta non appena

richiusa alle spalle;


diciamo ch’è la notte

a fagocitarci alla vista

adombrandoci figure

alla stregua di miraggi;


diciamo che ci siamo adagiati

sedotti dai fiori di gelo intorno

per poi volare in sonno

ammaliante la quiescenza;


diciamo che c’eravamo sbagliati

entrambi tra gli sbreghi, ombre

abbagliate nel richiudersi alle spalle

la porta ch’è inverno


come da copione.

 
 
 

Questioni

Post n°431 pubblicato il 25 Febbraio 2018 da woodenship
 

 

 

                                 di trame

visive lo sfilacciarsi, nel friggere

sonoro sotto un capannello

di stelle sul limitare del decorso

abituale e solitario: di qua è

che ci si sta groviglio di stenti.


Di là ci sta il non esserci.


Tra qua e là solo una membrana

a frapporsi sottile di domande, quasi

impalpabili,

stupefacendo che ci vengano

a tavola

pranzando; stupide, a ben vedere

anche quando, stupiti, a ispirarcele

è un cespuglio in gran spolvero:


gialle, purpuree, ocra, screziate...

le sue foglie lisergiche, ipnotiche

che sembrano far festa

in gara cadendo

invidia suscitano in chi si ruga


ingrigisce e degrada di qua

nel segno del perchè di tanta

lussuriosità di veste variopinta

assunta a poco dal disseccarsi

delle vene atterrando

di là.


... E su, per le cime spoglie,

volando alto, si chiede,

cosa ci stiano a fare spurghi

pur dai nodi legnosi di livree

arboree, resinosi di grigi merletti

resi servili, perciò infelici tra qua

e là


 

 

 

 
 
 

A lato

Post n°430 pubblicato il 18 Febbraio 2018 da woodenship
 

Ci ho già vissuto abbastanza a lato

di questo paesaggio sordido, tronfio

cittadino d'un senso di brunezza.

All'ancoraggio sempre a lato sono

stata nel parcheggio, aspettando l'ora

che me lo si sottraesse alla vista. Le ruspe

dovrebbero devastarlo, i connotati

mutandone. Dal volto decomposto

dai vermi divorato, ne ho presagio

come d'altre vie il diramarsi, oltre

i muri d'abbattere in polvere;

delle rovine da cospargere di sale

dandomi il sentore: città vetrina infame

d'umano derelitto sfavillio di schiuma

quella d'una bottiglia di birra

contro un braccio polverizzata:

my vida de perrita rubia

callejera*.

*la mia vita di cagnetta bionda di strada

 
 
 

In_tinta d'aurora

Post n°429 pubblicato il 11 Febbraio 2018 da woodenship
 

 
Ti aspetterò fino a che il vento sarà
a sgretolarmi roccia.
Ti aspetterò fino a che sarò
fine polvere sollevata
in volo nube.
E tu, vedendomi all'orizzonte
antracitico frinire, in crescendo
sprigionerai il tuo canto di fronde
silvestri note
d'innamorata delle pulsanti
polveri che mai riposano
sempre in attesa di scintilla
che astri le faccia
esplosione d'amore.
Negli occhi insonni della notte
certo
che ti aspetterò: tu, in petto
battimi
prima d'avvilupparmi in_tinta
d'aurora.


 
 
 

Mc world war(globalismi)

Post n°428 pubblicato il 04 Febbraio 2018 da woodenship
 

Del mio spazio vitale biascichi sì da

non strozzartene in gola: tu abbronzata

di blu, dilatata per quattro

... (quattro?)

Qua, prospiciente il tavolo, sul muro

c'è la presa, indichi radiosa in viso:

per ricaricarti il telefonino vecchio

altro modo non c'è, neanche a ficcarci

due dita su per il naso.

Non per questo si è sposi, assicuri suadente

a volo inibito ed orizzonte oscurato

per me, nel panico, sospinto ad allontanarti

invasora armata d'hamburger: è mio

questo posto, tu mi rubi l'aria ed io

ti annuso ostile, sezionandoti con sguardi

le mascelle masticanti fishburger.

Tu che mostri unghia viola, affilate

a contendere offese; e che non vai

ma resti, col tuo chickenburger, già che

ci si disputa punto: se un luogo è solo

un luogo, dunque di tutti; oppure

di chi lo vive pure mero possesso

confini slabrandone ideali, fino

ed oltre il Sinai, terra promessa

in bocche altrui riciclata; terra

e sangue, impasto sofferto; terra

deglutita speranza, come la tua:

sprofondata che il tè rigiravi quieta

viaggiando, vero Eddy occhi

d'Africa?

Non si può possederla, non ci è dato:

soltanto morirci si può, lasciandola

alla fine infetta eredità. Partire è un po'

morire, dicono da che s'è taciuta l'upupa.

A darci retta, la discussione non vale tarlo

che rosichi ramo: io e te ci stiamo

a cavalcioni; tu sbocconcelli cheesburger

... E se acconsentissi a promessa un fiore

vorresti che ti facessi un ritratto, no

non un dipinto o un sonetto, bensì

un romanzo della tua vita: da Massaua

a Londra, passando per lo stivale...

Io scrittore sotto dettatura, io, d'un verso,

claustrofobico prigioniero!

 
 
 

Diversamente pazzi

Post n°427 pubblicato il 29 Gennaio 2018 da woodenship
 

Siedo che già l'ora mi guarda

svuotandomi mesta

e svogliandomi:

la verità?

 

E'che non sai

cosa scrivere, mi dice

a compasso dall'orologio

compassionevole.

 

Non c'è dubbio

annoto: se sono seduto

però qualcosa riuscirò

a scriverla di ragionevole.

 

Ma non è certo, dunque la scruto

come se l'avanzare delle lancette

loro malgrado, possa trascinarci

fiume d'inchiostro in ghirlande

fin sul foglio gualcito

 

affinchè finzione si faccia con festoni

e che in ghingheri siano cespugli di sbuffi

dal bosco a chiazze e marcire di ghiande

rosse le bacche all'odore della festa

solstizio d'inverno...

 

Cosa vergarci d'altro che faccia empatia

sulla pagina intrisa

ma ancor non scritta

non saprei.

 

Potrei accennarci passo di danza

al suono di nacchere un flamenco

per brughiere zingareggiando

tra le pozzanghere popolose di pupazzi

di creta e paglia:

 

Che ci hanno le antenne

pazzi, questi spiano: sensibili

emettono schizzi di fango

paranoica curiosità

... Oppure basterebbe annotarci di una burla

anche e solo l'eco di una risata calda

saturante ogni angolo di vuota

stanza gelida d'anima

al dì di festa

potrei.

Però è scontato che restino solo impronte

sulla carta: le mie, presto vanificate

nel tritacarte;

perchè vanno così le cose

talvolta.

 

 
 
 

Memoria che sia***

Post n°426 pubblicato il 26 Gennaio 2018 da woodenship
 

Ist das zu mensh?

/ Se questo è un uomo

cosa da nulla (ha da essere)

/ sache zu nichts...


Come filo spinato ammatassato

vibra il mantra dell'oggi

profilandosi costante

tra comignoli andando a defilarsi


fumo:


ci sono conti da comporre

bilanci da quadrare/ senza onore

la banalità di un

contabilità spietata


da ricondurre

sfiorando le regole

straripanti d'aculei

nel cielo d'azzurri fumosi.


Del male, la memoria

ridondando in volute fin sul muro

anche se solo per un giorno

nell'anno


scolpisce l'intonaco in crepe

quello del vicolo cieco(di solito in ombra);

si vorrebbe fosse sempre viva/ saldata al presente

memoria di un giorno/ di ogni giorno:


mi ci sono trovato assorto/ davanti

e dentro, con nelle nari

fumo nero dolciastro

di carni bruciate/ nauseante


organolettica da non rimuovere

mi sono detto

che resti a monito

/ nicht ein nichts

nulla è niente.

 

***A Primo Levi(rivista)

 

woodenship, ven, 24/ 01/ 2014

 
 
 
Successivi »
 

Video lettura della poesia"Dimmi"

da parte di Klara Rubino,

poetessa

https://youtu.be/l2BZnGiKHk0

 

SO FAR

I'm so far

too far

i'm going more far

like a comet

living the solar sistem

 

 

LADY DAY

 

 

CERCA IN QUESTO BLOG

  Trova
 

ULTIME VISITE AL BLOG

woodenshipmonellaccio19gabbiano642014Nuvola_volaElettrikaPsikemariposamaggiodonadam68ninograg1EMMEGRACEbluaquilegiaoltreL_auraranocchia56molto.personalelascrivana
 

AREA PERSONALE

 

FACEBOOK

 
 
Citazioni nei Blog Amici: 186
 

Insieme possiamo tutto...Possiamo creare una grandissima rete di blog capaci di pubblicare all'unisono lo stesso post-report abuse, in modo da creare un "muro" di messaggi in grado di raggiungere e sensibilizzare il maggiore numero di persone possibile.

La Virtual Global Taskforce (VGT POLIZIA DELLE COMUNICAZIONI) è composta dalle forze di polizia di tutto il mondo che collaborano tra loro per sconfiggere l'abuso di minori online. Il pulsante "Segnala un abuso" è un meccanismo efficace. Cliccate sul tasto in basso se siete a conoscenza di pericolo per un minore.

Il predatore crea situazioni allo scopo di  formare un rapporto di fiducia in linea con il bambino, con l'intento di facilitare in seguito il contatto sessuale. Questo può avvenire in chat, instant messaging, siti di social networking ed e-mail. Aiutaci e rendere internet più sicura...Aiutaci a fermare la pedofilia. PS: Sono felice dei vostri commenti, ma ai commenti preferirei la condivisione di questo post nei vostri spazi.

Per favore, copia e incolla questo post ed inseriscilo in un tuo box. Grazie di cuore._A®

 

 

GRAZIE DI CUORE DIVINA MISTY

http://digilander.libero.it/misteropagano/woodygold0.gif

 

V2