Creato da woodenship il 23/08/2010

delirio

una spirale

 

La carpa

Post n°557 pubblicato il 31 Maggio 2020 da woodenship
 

La carpa è nel torpore del suo stagno

che ci vede brillare il suo universo:

da riva a riva, placida e torbida

la noti dar di coda a pelo d'acqua

nell'arrossir di ninfee smosse appena.

 

Ma tu che è da qua che cominci algido

chiudendo gli occhi, ad avere visione

di veste limpida di madre prima:

dei soli urlanti inconsci di tra i nembi

cosa riuscirai a insegnarmi da lassù?

 

 

 
 
 

Vecchio condor (ritratti)

Post n°556 pubblicato il 24 Maggio 2020 da woodenship
 

ruffo di capo infine ci si posa

nel recinto restando bolso e goffo

gobbo con occhio riverso alle righe

neretto su rosa sporco del foglio

giornale d’un dì rarefatto e fulvo

scuro oltre la vetrina a specchio. Opaco

diletto dagli strani effetti, a darci

lo sguardo: l’orgoglio ricaccia nel petto

nero di piume a fumo, gerla gli anni

piste sono le rughe in fronte fonde.

E lui che, fatto, si dilunga piano

nari dilatate inseguendone ombre

sul ripiano del tavolo a capofitto

pure aspirandone rumore di passi

a notte che, intanto, s'accoscia goffa

come fosse anch’essa di pongo

impasto che dà forme a incubi in strada.

 
 
 

solo questo

Post n°555 pubblicato il 18 Maggio 2020 da woodenship
 

 A verità dovrei ammetterlo sul serio

che solo questo m'appiglia cinico:

la crudeltà non è che un lampo

la scommessa riposta nello stampo

a che illuminarsi una mente possa

elettricamente brillando come lampa.

 

Ma il cervello non necessita, son sicuro

d'essere illuminato: micragna in neuroni

piuttosto, latitando nello sforzo di pensarsi

brancola di bestemmie in grani di rosario

incespicandoci orrido e guercio.

E' per trovarci un equilibrio che s'abbarbica al sè

: tra chiari e scuri

come in un rosaio asperso

dove fiori, foglie e spine
acute s'alternano
cerimoniosamente
nel concedersi sprazzi di sole
a turno
in ciò assistiti dalla brezza
sussurrante dannazione tra i petali agiti

... perfezione

è che non esiste
una rosa uguale ad un'altra.

 
 
 

Come fosse

Post n°554 pubblicato il 11 Maggio 2020 da woodenship
 

Siamo eterni e non ne cogliamo nesso

fragili ed impudenti eleviamo torri

sempre più virtuali fabbriche vuote

espressioni algide d'algoritmi ardui

sommessi al dominio della tecnica

come ad ogni istante non si fosse altro.

 

E non captiamo che, la nostra morte

non è: solo ci si evolve ossa dismesse

il tutto per restarci in uno sguardo

nel labirinto di un sorriso in salvo

che ben ci si sta nelle borse agli occhi

come non si tornasse più alle stelle.

 

In eterno rimaniamo noi sempre

frammentati per faglie di memoria

diluiti per lacrima sulle guance

ad ogni nascita impiccati a nuovo

sedimentati in versi di animali

come non fosse mai esistito un Darwin:

 

come ancora non fossimo allunati

come a girarci attorno fosse il sole

come  fossimo sovrani di cosa

...

...

come non fossimo mai stati vivi.

 

 

 
 
 

Il richiamo

Post n°553 pubblicato il 04 Maggio 2020 da woodenship
 

 Mi manca il richiamo in queste notti:

s'allungano stinte fintanto ch'è l'alba

perversa e silente. come fosse troppo presto

a che si faccia sentire pure il merlo

in giardino saltellando con fruscìo.

Trovo fosse un bene che la notte

fosse la notte. Ed avesse un richiamo

sebbene non ancora estiva.

Trovo che sia un bene che la notte

torni presto ad essere la notte

poeticamente viva e fracassona.

Trovo che sia lungo, estenuante

questo intervallo con passaggio di ovini

che si fanno contare scheletrici

pur di non dare il conforto del sonno.

 

Vorrei che si capisse una volta per tutte

che è tutto in questo non sfiorarsi di ombre

che sprizzano schiume di solitudini

fermentando nel contenitore in cui, il tempo

si fa monorotaia per manie e fissità

in deliquio privo d'interruttore

 

... vorrei

vorrei tanto che così fosse

 

 

 
 
 

Di rugiada fregiando erbe

Post n°552 pubblicato il 27 Aprile 2020 da woodenship
 

Melodia soave nella notte sale

onda, note da un gemere di fronde

come d'amanti i sospiri scosse arie.

 

Quando sicuri di non essere visti

sapere d'essere sentiti a mente

eccita, di rugiada fregiando erbe.

 

Fluttua piacere in incanto alla fonda

fuoco che sta rapita orda tra gambe

al venire nude al tocco di ronda.

 
 
 

Ridondanza

Post n°551 pubblicato il 20 Aprile 2020 da woodenship
 

in costanza di segnali, come da una stella

ghignante cadaverica dagli anni luce,

percepita non sazia è la pandemia

 

... ancora al presente ridonda

sirene d'ambulanze dirompenti

silenzio che socialmente distanzia.

 
 
 

Sintassi ha l'assenza

Post n°550 pubblicato il 13 Aprile 2020 da woodenship
 

Ci ho scavato solco

con passo di fiele

su quella via brulla

che a te porta

intinta nel miele.

 

Solco è tra noi fondo

sotto luna tonda

d'ululati bianca

ricolma di paura

fin dentro i crateri.

 

Tra un passaggio e l'altro

tra te e me ora è abisso:

non c'era altro modo

se non darmi assente

per esserti accanto.

 

Sintassi ha l'assenza

grafica sottile

quasi invisibile

pochi la vedono

altri la sentono.

 
 
 

Nell'irreversibilitą d'un rantolo

Post n°549 pubblicato il 06 Aprile 2020 da woodenship
 

Osservo accortezza nelle rondini

che vanno e che vengono, la dolcezza

rimuovendone, poi che inebria curva

glicemica. Difficile, sfreccianti,

convincerle a non stare tali e quali:

conservando mestizia delle cose

non sanno che farsene del proprio ego. 

Specchio bugiardo prova a esserne il poeta

astraendosi a fare se stesso guitto

in parti esternamente estranee, mimo

dissociato e acrobata flessibile:

spazialità accomunando a qualcosa

che gli appartenga certo, ma per questo

non suo oro. (possedere non è essere)

Così nessun rispetto per se stessi

(autolesionista da sempre il mare

frange e rifrange al medesimo altare)

figuriamoci per altri: a dir poco

solo un"crocifisso"usto da donargli

(fede ch’è supporto ma non conforto)

per incendiargli il fiato con passione

misteriosa d'un cordolo di miccia

innesco ingiurioso all'ultima carica.

 

 

... d'un rantolo

il mistero sta nell'irreversibilità

di una pronuncia dal diaframma

a spegnere il cervello.

 

 
 
 

Colori inodori

Post n°548 pubblicato il 30 Marzo 2020 da woodenship
 

Persino facile annusarla tersa

che ancora riversava umore freddo

a febbraio, pur figurandone inizio

nell'aria già crocchiante fragranze di gemme

per me nel sangue come sul ramo.

Ora pensi che io stia invecchiando?

A stretto giro vedo banali prati in fiore

e luce solita all'orizzonte fino a tardi.

Però i profumi latitano: del tutto

sguscianti, non si lasciano afferrare.

Alle nari non mi arriva altro odore

che quello di legno tinto di fresco:

è pungente ed ossessivo, un furore

di cadaveri scomposti nelle bare!

Altro odore non ha primavera, ti dico

perchè bisestile forse lesina olezzi

si che non s'avverte, a naso, di fate

sbocciarne sorrisi: felpati i passi

come ladra s'avanza sulle punte

furtiva stagione inodore e trista.


 
 
 

Graffi

Post n°547 pubblicato il 22 Marzo 2020 da woodenship
 

Soltanto naviga fuscello in cielo

ruvido foglio da disegno vola

color carta di zucchero ha le vele

il vento le gonfia e sospinge in quota

buffe a giocare con baffi di nubi.

 

Di temperie mesta vira vascello

alto s'impenna che s'incontra sole

a bordo ha disegni che sono graffi

graffi sono i segni del lutto appreso

per facciate vistose rughe estese.

 
 
 

Non pura

Post n°546 pubblicato il 16 Marzo 2020 da woodenship
 

Per caso non vista

solo ignorata, non negletta:

fuor d'ogni logica

la senti che non ti difetta;

 

nell'aria preziosa

così come te d'ametista

s'impone radiosa

sul collo niveo, mia diletta:

 

poesia non di rime

che si bacino intenso amore

poesia non di fretta

che già s'acconci permalosa;

 

sol poesia aspra affetta

passione che  digrigna lime:

sulle labbra sale

un bel sorso poi di tequila.

 
 
 

Orange pinguin(giravolte di un pinguino)

Post n°545 pubblicato il 13 Marzo 2020 da woodenship
 

Non so quanti abbiano seguito il twittare spasmodico del presidente americano Trump, ma credo che non sia sfuggito il senso baldanzoso, tendente all'esaltazione entusiastica dei valori, del coraggio e delle potenzialità statunitensi, vantati come più che sufficienti a vincere un virus"da operetta" come si potrebbe ben definire, seguendo la sua ipertrofica comunicazione assillante ed esilarante, al riguardo del Covid-19.

Fino all'altro ieri i suoi twitter tendevano ad accreditare il fatto che il virus non fosse che una esagerazione di una semplice e banale influenza stagionale. Lo faceva con la stessa euforica convinzione di un certo ministro dell'informazione irakena, il quale con già i marines a solleticargli il sedere con le punte delle loro baionette, insisteva nel sostenere che l'esercito irakeno stava vincendo, elencando tutta una serie di successi del suo esercito.

Ma, proprio oggi, con un triplosalto mortale con avvitamento, degno del miglior Salvini "lo spietato capitanfelpa", eccolo, l'indomito presidente americano cambiare diametralmente versione: tutta colpa degli europei, di Bruxelles, della UE che non ha saputo affrontare con la dovuta fermezza il terribile virus, se adesso anche gli USA sono costretti a misure drastiche nella lotta alla pandemia. Vi risparmio la pur minima ironia che, simile posizione, solletica anche nel più spassionato degli osservatori.

Che pare di sentir parlare certi sovranisti e populisti de noantri. Quando, pur di attaccare le istituzioni comunitarie, si arrampicano sugli specchi e ne inventano di cotte e di crude. Oppure quando, a corto di argomenti sensati, ricorrono a capriole di sensi logici pur di attaccare il governo. In ciò esprimendo tutto l'arrivismo ambizioso dei loro leaders, pronti a tutto pur di arrivare a sedersi su quelle poltrone di cui accusano gli altri per l'eccessivo attaccamento.

Ma, quel che mi chiedo io è: fino a quando i suoi entusiastici sostenitori continueranno ad attribuirgli credibilità a questa macchietta di presidente?

Domanda che, alla luce dei giri di valzer nostrani in cui si esibisce la coppia di vertice del centrodestra, Salvini- Meloni, penso che sia valida anche per l'Italia: fino a quando i loro sostenitori continueranno a conceder loro credito, visto il continuo cambio di posizioni in cui si esibiscono, meglio che dei consumati ballerini?

 

 
 
 

... Mi piacerebbe che tu sapessi

Post n°544 pubblicato il 09 Marzo 2020 da woodenship
 

Vorrei tanto dirti che va a momenti

che solo di momenti trattasi: vedi

tutto intorno sfiorire. Ma tu pensa

convinciti che ci stai a bordo

sul treno che sferraglia oltre di grigi

su binari di rami screziati di rame

con alle spalle l'inverno bianco giglio.

Per conoscere, bisogna anche

in certo modo toccare: la terra

ci trasmette attraverso le mani

la sua saggezza. Ecco perchè

camminare sulle mani, è un punto

a favore: si va via in punta di dita,

quasi accarezzando la vita.

... ma che passerà lo sapevi, lo sanno

si sa, ma non s'ammette: non si muore

se dicendolo si sorride, magari.

E, in primavera, ci saranno i fiori

di nuovo a suggerirti vivi sgargianti

quel che non riesco a dirti ora.

 
 
 

Archeologicamente (8)

Post n°543 pubblicato il 02 Marzo 2020 da woodenship
 

Magmatico il baciarci, quando venimmo;

l'abbracciarci carni, quando cademmo:

proietti disegnando arcate brucianti.

Infine fumanti a terra esplosi

ci fecero inerti, ruvidi corpi

carbonizzati.

 

Noi pur svanendo poi, dalla memoria

uscendo fumo, perchè decomposti

a calde membra di fuoco, fummo

cavo nella pietra. Fino a quando

 

dal futuro, non ci cadde seta:

biancore liquido d'un desiderio

in fiotti nelle viscere fluendo

gesso pronto turgido

 

a richiamarci. Presto fummo forme

dalla custodia gelida uscenti ancor calde

di sentimento, commuovendo folle

ed anche il sole: emozionalità di noi, anime

rinvenute statue, da archeologi

strabiliati...

 

 

 

 

 

 

 

 
 
 
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Video lettura della poesia"Dimmi"

da parte di Klara Rubino,

poetessa

https://youtu.be/l2BZnGiKHk0

 

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GRAZIE DI CUORE DIVINA MISTY

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