Creato da woodenship il 23/08/2010

delirio

una spirale

 

A tema

Post n°506 pubblicato il 15 Luglio 2019 da woodenship
 

 

 
al tuo essermi conforto nella notte

vorrei cullarmi come su creste

crogiolandomi nel tuo dire ondoso

d'adrenalina lungo la schiena

disquisendo con me del piacere
e tra le tue gambe d'amore

visione del caos universale

tra i peli arruffati
goccianti sfiziosi

umori profumati di te

fiore dai petali di stelle:

 

 

 
 
 

beta 1

Post n°505 pubblicato il 07 Luglio 2019 da woodenship
 

 

pur tra mille clamori d'inarresa

fortezza sospesa su faraglioni

in te fammi entrare: dalle tue spiagge

cantano persino conchiglie vaghe;

 

pur col tuffo nel secco di scirocco

di gabbiano che trafori con schiocco

superficie di raso mare. Anima

corallina lasciati penetrare 

 

anelito di bellezza nell’aria

a che possa cibarmene smodato:

fino dalle viscere vulcaniche

canto aleggia ch'è della madreperla.

 

 

Libero e impavido, non tralasciando

squame magmatiche di preda vinta

lucente a morte nel becco, emergendo

urlo lussurioso in cielo fondente

 

radioso, poserò la spoglia intinta

negli ultimi guizzi di sole a spruzzo

su scogli di zigomi prospicienti

mondi alla deriva, carezza  mi sarà

 

salsedinebrezza dolce commiato

d'alghe immaginifiche: lampo umano

sii all’imbrunire, a che orgasmi libertà

morta estate naufragante d'ignavia.

 

 
 
 

Fluenti

Post n°504 pubblicato il 30 Giugno 2019 da woodenship
 

 

Vorresti che in me ti portassi dentro

sempre con me, pieno di te come otre

d'acqua buona, attraversando la landa

folta di diatribe d'erbe spinose

sulle sabbie mobili. Noi confessi

rei d'amarci senza costrutto: così

vorresti dai miei occhi affacciarti specchio

riflettendomi dardo sibilante;

o come quella brezza frusciante alta

all'orecchio anima dolente terra;

ch’ è da terra che nasciamo solidi

ma è dai sogni che svaporiamo eterei

affluendo alla volta celeste, chiome 

come fluenti emozioni, agite nubi.

 

 
 
 

frenesia*

Post n°503 pubblicato il 24 Giugno 2019 da woodenship

Così ricca di mistero, questa ch'è di vita cenno

fa che sia poesia: frema vibrando pel diaframma

emozioni. Modulandone respiro per strofe

ne decori stanze con frastagli e finzioni

interpunzioni, ad estro,  d'aperta malinconia.

 

Sì che, il cantarla, possa levarla forte

della realtà scongiurandone il già scritto

d'essa, come d'impassibile pergamena

ai posteri letta e descritta di noi priva

pure del ricordo d'una mai doma frenesia.

 

*Chiedo venia a chi, rileggendola, dovesse trovarci le variazioni da me apportate al volo. A dimostrazione di quanto un lavoro non possa dirsi mai davvero finito.

Un abbraccio

............W.......

 

 

 
 
 

Tardo l'affondo

Post n°502 pubblicato il 16 Giugno 2019 da woodenship
 

Arrivo in ritardo non perchè lenta
sia la bracciata. E' che, spesso, le cose
un ritardo richiedono: soffuse
tanto sono fonde, più che nel cuore
l'abisso. A seconda, ci vuole il tempo
giusto, per allacciarci zavorra ai piedi
per arrivarci a stringerle nitide  
ove uniche s'attardano sommerse:
sì da non essere mai meno oniriche
di quelle vere immaginate a notte
e che, verosimili, ci restano 
cicatrici arse sul corpo che affonda.

 
 
 

Autoeutanasica (vilsonetto)

Post n°501 pubblicato il 10 Giugno 2019 da woodenship
 

Or che feroci m'han spolpato l'ossa

avrò anche diritto d'andare dritta

ove stella fissa l'orbita infossa

ingoiando svelta la minima fitta.

 

Giovane, crudo m'han strappato il cuore

con dardi di fuoco anima trafitta

ebbi stuprato sesso con livore

a mente linea anoressica scritta.

 

Prova di quanto la vita è tumore

codardi mi scavarono la fossa

della vita rubandomi colore.

 

Or che degrado quieta in terra smossa

m'accorgo che vivere fu rumore

assordante alfine cellula scossa.

 

 
 
 

Vedimi oltre

Post n°500 pubblicato il 02 Giugno 2019 da woodenship
 

 

Lo so che mi vedi e folle mi studi

zitto. Ma è che faccio finta di nulla:

con quell'occhio vitreo mi vai ben oltre

il muro bianco. Del soffitto dico io

lo sbrego, luminoso, tra sagome

falsanti agonia del giorno. Tu dimmi:

ti vedi? Standotene con socchiusa

mente in quella cannuccia che ti stilla

trasparente goccia in vena... Mi senti?

Puoi sentirmi, oppure sei troppo intento

a raccogliere forze per uscirtene

dalla testa? E chissà cosa ci vedrai

mai, fuor di quella tua testa che premi

febbrile contro la sponda del letto

 

... a pensarci bene: ne ero sicuro

che ci saresti stato: era da tanto

che non ti ci vedevo. Ho immaginato

così, che ti ci saresti impegnato

allo spasimo, per esserci ancora

lì, con lei e nonostante lei, più che mai

sfuggente, figlia velata di nero

per startene sul ballatoio seduto

fumando e berciando di contro il mondo:

dirimpettaio irrispettoso ringhiante

rissoso meglio che te. Come un tempo

quando più che scarnificato d'ironia 

provetto nei tempi ed algido nei temi

nuotavi nel cortile tra una birra e l'altra.

 

 
 
 

Lunaticamente (5)

Post n°499 pubblicato il 27 Maggio 2019 da woodenship
 

 

Fummo nubi, poi fummo gocce al tuono

e ci baciavamo quando piovemmo

e ci abbracciavamo, quando scorremmo

veli d'acqua fluendo in fili di seta

viluppo orgiastico d'accorrenti onde

nel greto  impetuose, tra sassi con noi

rotolati.

 

Rosea s'accese l'alba in petto scosso

dal desiderio riarso pur nel sorso

da un capezzolo dall'areola sole

illuminante radioso dal seno.

 

Fosti luna, fui sole, fummo eterei

...che m' illuse quando cedetti vinto

dentro albeggiandomi, quando scivolai

lungo e disteso di vene mai arrese

all'astro, in bagliori colando a notte

lucori dai lumi emozionalmente

irraggiati

 

...

 

Alea ascese l'alba sui nostri visi

labbra scosse prive del gusto a fonte

rimasti pallidi i baci notturni

brucianti le carezze presto spente:

 

Fummo di sole e luna  tra nuvole

per la volta inseguendoci per gioco

dietro ruga all'orizzonte svanendo

nell'abbraccio in mare, tenui barlumi

reminiscenze allegoriche in cieli

purpurei,  veli residuali di noi

tramontati.

 

 
 
 

Europa come non mai

Post n°498 pubblicato il 19 Maggio 2019 da woodenship
 

 

E' l'unico di cui si abbia notizia

questo mondo. L'unico che si possa

calpestarne opulenza e felci, affermi

dovizia. Il solo di cui travisarne

certi della redenzione, nequizia

d'alluvione sanguinosa in siccità

o scossa di terremoto in guerra aspra

come frutto di orgogliosa eredità

da una generazione all'altra astrusa.

E pure di tenersi sempre pronti

al prossimo terremoto a cambiarsi

casacca: ma tu fammelo sapere

dall'angolo di piazza a braccio teso

pure con aria dimessa e confusa

se domani ci sarà ancora Europa.

Oppure se, i muri nuovi, acclamato

filo spinato, urlo dalle piccole

patrie, populista furbizia bieca...

l'avranno fatta trista: barricati

in casa orchi, afasici e psicotici

armati tutti, chiusi i porti e sbocchi

già tutti prigionieri a cielo aperto.

 

 
 
 

Andar per farfalle

Post n°497 pubblicato il 12 Maggio 2019 da woodenship
 

 

E'solo andar per farfalle mi dissi
giulivo che le correvo appresso
ma solo con gli occhi, chè
con le mani, non sapevo cosa farci
o come l'avrei presa.

Lei di certo mi aveva preso
e come: un tremore alle ginocchia
m'impediva di lasciare la presa;
la sentivo che mi scorreva veloce
nel sangue pulsandomi alle tempie.

Poi, che la spogliavo, mi accorsi
d'esser già nudo.

 

 
 
 

Similsonetto jazz

Post n°496 pubblicato il 05 Maggio 2019 da woodenship
 

Può un sonetto averci d'agro un etto

liquido di lucciole, alto e contorto

d'anima di jazz, se del clarinetto

il trillo si fa agrodolce a conforto.

 

 

Sì che, sussurrar di spazzole, raschiar

nel feeling della melodia sottesi

suoni nella mente: il lasciarsi andar

sinuosi, nell'ancheggiare compresi.

 

Chè densa ed espansa ne salga voce

di Lady Day*, stella in cielo, canto

mestizia appesa a strani frutti: atroce

 

nella notte vecchia grattugia pianto

secco, con l'assolo di sax feroce

che s'aggomitola stormir d'elianto.

 

*Billie Holiday, cantante jazz tra le più grandi.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 
 
 

In ultima (ritratti)

Post n°495 pubblicato il 29 Aprile 2019 da woodenship
 

Non è darsi schiava a risolver pena,

offrendosi a svalutarsi con tanta

forza; poi che, convinti, ci si vanta

di tenercelo lercio e prono il beccaio

domo in quell'alcova ch'è la mente.

 

Sola tinna carillon alle orecchie.

 

Culla di sogni perversi fuggenti

tra parentesi rincorsi, senz'altro

esito che un coma: stato d'animo

sospeso, diversamente impiccato

ad un chiodo sul giaciglio in testa.

 

Sola canticchia una ninna di vecchie.

 

Ci si potrebbe intuire un dolore altro

e di qualche perla d'orgasmo il cambio:

subìto uno scambio per qualche dose,

spenta andando in solitario, oltre

d'ogni pensiero svuotata e svenduta.

 

Sola sussurra d'una gerla in spalla.

 

Lasciando di sè orma drogata, prima

di tornarsene zitta oltre cortina,

un trafiletto arduo solo in ultima

di cronaca: pure stuprato in scena,

ormai d'innocente fuori pagina.

 

Sola dice che non ha più dolore.

 
 
 

č

Una guerra è una guerra:  come vaso

di Pandora che, appena scoperchiato

ci vomiti addosso tutto l'orrore

che ci alberga compresso furore

retorica d'onore e merda, così

il conflitto n'esce urlante dai cuori

razionalizzato urto nelle menti

menzogna. Ed hai voglia a trovarci chiare

responsabilità: torti o ragioni, tutto

finisce in un vortice di sangue

accecante ognuno, giusti o non giusti.

Ma non per questo dobbiamo stancarci

di trovarci le parti: dei liberi

che ci hanno trovato la morte

pugnando per le altrui libertà a teatro

e degli ingiusti che ci hanno portato

in recita, fuori fogna, fascismo.

 

 
 
 

Impavidi a prua***

Post n°493 pubblicato il 13 Aprile 2019 da woodenship
 
Tag: Delfini

Salti di delfini sul raso bronzeo

son schizzi d'argentee arrasate sbrizze

su foglio mare. Ondulante allungarsi

della scia del legno, rilascia spuma

ribollente ardore in smeraldi; corteo

son le meduse tremule di segno

al seguito con contegno nel nuoto

 

agile e urticante, come l' imperio

del turgore d'un desiderio, al tatto

donante l'alito enfiante vele vanesie:

appassiona, con gemiti strimpellando

sartìe, ordendo intrecci di coralli

anelanti a giocar di liquido piacere

refrigerio colar di spruzzi in viso


... d'orgasmo color cobalto è brezza che

avventa e sormonta, frange, sgusciando

poi d'incontro alla prora: lingua avida

su scoglio rovente, ch'è piena la luna

vista mai così gravida, lucente

rossa sorgente generosa, come

da fornace celeste estratta brace

d'antico desio pulsante bramosia.

woodenship 10/02/2012

***riletta

 
 
 

Sull'aria di una sarabanda

Post n°492 pubblicato il 07 Aprile 2019 da woodenship
 

Bimbi ci sorridono dalla riva

castelli costruiscono con sabbia ocra

incubi seppellendoci ch'è l'alba.

Un fortunale aspro ne avranno a sera

che la nebbia più non si fa chiacchiera

e ragione saranno le gambe a che

almeno un po' ci si fermi sul filo

d'una sigaretta. Già che si sappia:

il fumo, a guisa d'orco, si dirada

paura, vorticando come noi avorio

d'anime, ronzanti storie nell'arnia

sull'aria d'una sarabanda. Oltre ogni

dir salendo, con l'assunto che, appesi

all'orlo, non si può più stare: andare

si deve. L'abisso ci attende prima;

la corrente ascensionale poi, impulso

dagli astri, slanciandoci verso l'alto

che mai avremmo immaginato più folle

energia, volando senz'ali e senza razzi.

 
 
 
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Video lettura della poesia"Dimmi"

da parte di Klara Rubino,

poetessa

https://youtu.be/l2BZnGiKHk0

 

SO FAR

I'm so far

too far

i'm going more far

like a comet

living the solar sistem

 

 

LADY DAY

 

 

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Per favore, copia e incolla questo post ed inseriscilo in un tuo box. Grazie di cuore._A®

 

 

GRAZIE DI CUORE DIVINA MISTY

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