Creato da woodenship il 23/08/2010

delirio

una spirale

 

Europa come non mai

Post n°498 pubblicato il 19 Maggio 2019 da woodenship
 

 

E' l'unico di cui si abbia notizia

questo mondo. L'unico che si possa

calpestarne opulenza e felci, affermi

dovizia. Il solo di cui travisarne

certi della redenzione, nequizia

d'alluvione sanguinosa in siccità

o scossa di terremoto in guerra aspra

come frutto di orgogliosa eredità

da una generazione all'altra astrusa.

E pure di tenersi sempre pronti

al prossimo terremoto a cambiarsi

casacca: ma tu fammelo sapere

dall'angolo di piazza a braccio teso

pure con aria dimessa e confusa

se domani ci sarà ancora Europa.

Oppure se, i muri nuovi, acclamato

filo spinato, urlo dalle piccole

patrie, populista furbizia bieca...

l'avranno fatta trista: barricati

in casa orchi, afasici e psicotici

armati tutti, chiusi i porti e sbocchi

già tutti prigionieri a cielo aperto.

 

 
 
 

Andar per farfalle

Post n°497 pubblicato il 12 Maggio 2019 da woodenship
 

 

E'solo andar per farfalle mi dissi
giulivo che le correvo appresso
ma solo con gli occhi, chè
con le mani, non sapevo cosa farci
o come l'avrei presa.

Lei di certo mi aveva preso
e come: un tremore alle ginocchia
m'impediva di lasciare la presa;
la sentivo che mi scorreva veloce
nel sangue pulsandomi alle tempie.

Poi, che la spogliavo, mi accorsi
d'esser già nudo.

 

 
 
 

Similsonetto jazz

Post n°496 pubblicato il 05 Maggio 2019 da woodenship
 

Può un sonetto averci d'agro un etto

liquido di lucciole, alto e contorto

d'anima di jazz, se del clarinetto

il trillo si fa agrodolce a conforto.

 

 

Sì che, sussurrar di spazzole, raschiar

nel feeling della melodia sottesi

suoni nella mente: il lasciarsi andar

sinuosi, nell'ancheggiare compresi.

 

Chè densa ed espansa ne salga voce

di Lady Day*, stella in cielo, canto

mestizia appesa a strani frutti: atroce

 

nella notte vecchia grattugia pianto

secco, con l'assolo di sax feroce

che s'aggomitola stormir d'elianto.

 

*Billie Holiday, cantante jazz tra le più grandi.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 
 
 

In ultima (ritratti)

Post n°495 pubblicato il 29 Aprile 2019 da woodenship
 

Non è darsi schiava a risolver pena,

offrendosi a svalutarsi con tanta

forza; poi che, convinti, ci si vanta

di tenercelo lercio e prono il beccaio

domo in quell'alcova ch'è la mente.

 

Sola tinna carillon alle orecchie.

 

Culla di sogni perversi fuggenti

tra parentesi rincorsi, senz'altro

esito che un coma: stato d'animo

sospeso, diversamente impiccato

ad un chiodo sul giaciglio in testa.

 

Sola canticchia una ninna di vecchie.

 

Ci si potrebbe intuire un dolore altro

e di qualche perla d'orgasmo il cambio:

subìto uno scambio per qualche dose,

spenta andando in solitario, oltre

d'ogni pensiero svuotata e svenduta.

 

Sola sussurra d'una gerla in spalla.

 

Lasciando di sè orma drogata, prima

di tornarsene zitta oltre cortina,

un trafiletto arduo solo in ultima

di cronaca: pure stuprato in scena,

ormai d'innocente fuori pagina.

 

Sola dice che non ha più dolore.

 
 
 

č

Una guerra è una guerra:  come vaso

di Pandora che, appena scoperchiato

ci vomiti addosso tutto l'orrore

che ci alberga compresso furore

retorica d'onore e merda, così

il conflitto n'esce urlante dai cuori

razionalizzato urto nelle menti

menzogna. Ed hai voglia a trovarci chiare

responsabilità: torti o ragioni, tutto

finisce in un vortice di sangue

accecante ognuno, giusti o non giusti.

Ma non per questo dobbiamo stancarci

di trovarci le parti: dei liberi

che ci hanno trovato la morte

pugnando per le altrui libertà a teatro

e degli ingiusti che ci hanno portato

in recita, fuori fogna, fascismo.

 

 
 
 

Impavidi a prua***

Post n°493 pubblicato il 13 Aprile 2019 da woodenship
 
Tag: Delfini

Salti di delfini sul raso bronzeo

son schizzi d'argentee arrasate sbrizze

su foglio mare. Ondulante allungarsi

della scia del legno, rilascia spuma

ribollente ardore in smeraldi; corteo

son le meduse tremule di segno

al seguito con contegno nel nuoto

 

agile e urticante, come l' imperio

del turgore d'un desiderio, al tatto

donante l'alito enfiante vele vanesie:

appassiona, con gemiti strimpellando

sartìe, ordendo intrecci di coralli

anelanti a giocar di liquido piacere

refrigerio colar di spruzzi in viso


... d'orgasmo color cobalto è brezza che

avventa e sormonta, frange, sgusciando

poi d'incontro alla prora: lingua avida

su scoglio rovente, ch'è piena la luna

vista mai così gravida, lucente

rossa sorgente generosa, come

da fornace celeste estratta brace

d'antico desio pulsante bramosia.

woodenship 10/02/2012

***riletta

 
 
 

Sull'aria di una sarabanda

Post n°492 pubblicato il 07 Aprile 2019 da woodenship
 

Bimbi ci sorridono dalla riva

castelli costruiscono con sabbia ocra

incubi seppellendoci ch'è l'alba.

Un fortunale aspro ne avranno a sera

che la nebbia più non si fa chiacchiera

e ragione saranno le gambe a che

almeno un po' ci si fermi sul filo

d'una sigaretta. Già che si sappia:

il fumo, a guisa d'orco, si dirada

paura, vorticando come noi avorio

d'anime, ronzanti storie nell'arnia

sull'aria d'una sarabanda. Oltre ogni

dir salendo, con l'assunto che, appesi

all'orlo, non si può più stare: andare

si deve. L'abisso ci attende prima;

la corrente ascensionale poi, impulso

dagli astri, slanciandoci verso l'alto

che mai avremmo immaginato più folle

energia, volando senz'ali e senza razzi.

 
 
 

Invettiva

Post n°491 pubblicato il 01 Aprile 2019 da woodenship
 

... e quante volte

hai anche tu ucciso

giunti al tramonto

appena prima di sparire

lasciando delusi

dolenti, trafitti

sulla sabbia tonante di risacca?

Sì che, quasi, non si vorrebbe

più sorgessi in cielo

tu, "sol dell'avvenire"

che tanto illudi

promettendo nuovi giorni

cinico e beffardo!

 
 
 

Pensandosi***

Post n°490 pubblicato il 29 Marzo 2019 da woodenship

...e meno male che sono invisibili ai più, i poeti;

Questa brutta razza di presuntuosi

insopportabili: melensi si abbattono sull'interlocutore,

peggio che gli alberi della capitale, facendogli più danni che le fronde del pino secolare. Del resto si sa che: pensare, soffrire, riflettere, vedere...

sono tutte attività esecrabili, come anche provare emozioni e volerle raccontare, in modo tanto incomprensibile,

come solo il rosicchiar del tarlo nelle case dai mobili che non si usano più...

a pensarci bene neanche le case hanno più ragione d'esistere, poeticamente parlando...

Da pedone a pedona: passando ci si struscia pensandosi.

 

***Grazie e di cuore alla gentile e generosa bluaquilegia, de"la sete verde" per l'ispirazione datami dai suoi testi sempre magnifici e curati, sempre fertili nel suscitare riflessioni e considerazioni...

 
 
 

Vampirizzati a primavera

Post n°489 pubblicato il 22 Marzo 2019 da woodenship
 

Rasente io, flottante svuotata spoglia

morsa sul collo, indosso voglia estrema

d'oblio, derivante nel rutilare di gorghi

pel greto sassoso dal gorgoglìo fluente

 

d'un livido incubo funereo. In esso

è cinereo il vagabondare insonne;

come pure della corrente la furia

cerulea ingiuria, esondante liquame.

 

M'appartiene anche l'intrico venoso

sovrastato e sommerso: infiltrato

d'inquinamenti ambientali, torbido

nell'esangue paesaggio umorale

 

mesto di pire a ridosso incombenti

schizzanti calde faville a paradosso

d'aghi ghiacciati e schegge, da Zefiro

nell'occhi soffiate accecanti minuzie

 

tra bacche occhieggianti inquiete nell'ombra

scosse da brezza screpolante ispida

come baci da bocche scarnite che

apposti su labbra, annuncino tregua.

 
 
 

Magicamente(4)

Post n°488 pubblicato il 15 Marzo 2019 da woodenship
 

a che ti baciassi furono, quando

ombre ci allungammo sottili braccia

incrociandoci sottotraccia oscuri

di nodi,

            gli influssi che, dal tramonto

sguscianti di soppiatto, stranianti

scaturirono misteriosi

                                  nell'impatto

di luci, tingendo con sorrisi ambrati

i volti di noi, dal desiderio alterati.

 

Sì che pronto t'accarezzassi, furono

lascivi gli stessi influssi arcani: estro

dal piglio a carboncino, labbra a labbra

nere di sfrigolii. 

                         Ansante di ronzii

ape fosti nel volo, ape che sfiorò

cespuglio odoroso di rosso fiore

suggendone nettare, aspra regina.

 

Consenziente magia fu vibrar d'ali

a che ti baciassi, quando mi sfiorasti.

E ci abbracciassimo, quando cademmo

in fiotti

             dalla bacchetta magica fluendo

sortilegi, persistenti nel luogo

e nel tempo, pur scomposte aleggianti

immagini vive di noi incantati.

 
 
 

Marley, oh Marley(vilsonetto reggae)

Post n°487 pubblicato il 08 Marzo 2019 da woodenship
 

Tutta lustrini, l'amava anche Marley

lucida e cromata, potente Harley

ruggente nelle corde di serio rasta

che, dal palco,  a guerra urlava basta.

 

Sull'ali di "No woman no cry" ascolti

cascata di note per campi incolti

fino a Montego bay seguendo il sole

sulla spiaggia infinita e senza prole:

 

 

Polsi d'acciaio dal Reggae sunsplash

lance brucianti in cielo e ovunque vampe

accese e flottanti in folgoranti flash.

 

E quanta ganja arsa su per le rampe

abbastanza da sballarci pure il trash

patinato di sorridenti stampe!

 

 

 

 

 

 
 
 

Di questi tanti (ritratti)

Post n°486 pubblicato il 02 Marzo 2019 da woodenship
 

... e non saper più che dirne dei tanti

esseri per versi ritratti: a vita

tornano spontanei, confusi tratti

come gramigna infestanti, groviglio

sul foglio rivendicante l'orgoglio.

Dalla penna poi delineate genti

tripudio rauco d'umanità: basso

tono di chi, indugiando in dissolvenza

passo fantasma dei senza passato

rassegnato segna, un fuori pagina

dai margini rigidi a capo chino:

sfilata lenta, spiritica, cicche

studiando in posacenere bisunti

ch'è l'ora di chiusura a fioca luce

pur nel non sapere che dirsi in faccia

a faccia tra cartoni che s'è tanti.

 
 
 

Pseudosonetto hard(rock)***

Post n°485 pubblicato il 23 Febbraio 2019 da woodenship
 

Come tutti coloro che, sul verde

puntato abbiano la loro fortuna,

dei cani schivando le fresche merde,

semafori si sta a mollo di luna:

 

gialli selvaggi ballando da schiavi

connessi in rete e vari di colori,

d'altro algoritmo a soluzione ignavi

tanto sfatti d'eccitati tremori.

 

Sì che tu dici frizzi di decibel

la notte: ardendo rotoli di note

alte dall'ultimo concerto di Axel.

 

Visto gracchiante, rude in redingote

ribaldo dialogar con Slash, in pixel

di piacere arrossandoti le gote.

 

***Modestissimo omaggio ai Guns N' Roses, se mai mi potrà esser perdonato...

 
 
 

Note e noci

Post n°484 pubblicato il 16 Febbraio 2019 da woodenship
 

Adesso vuote
...non avrei mai immaginato cosa
potessero significare piene 
già che ci si fanno note: un po'
ovunque rancide rancorose 

e agli incroci ridondanze vocianti

ghermenti rimanescenze grezze

malinconiche
consunte.

Note:

sono ispido vociare di fondo
 malevoli voci.
Irrompono nelle tempie
pulsando folle brusio sinistro:
quante ne schiaccerei, voce a voce
di queste teste vocianti noci!

... datemi un po' di silenzio

in croce ve ne prego due note

di piano a requiem:
non ne posso più dei pixel

sgranantisi pipistrelli

dei giga ratti come topi

delle icone di scarafaggi tra le crepe

spiaccicate macchie

alle pareti
sbrecciate dei miei giorni!

 

 

 

 
 
 
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Video lettura della poesia"Dimmi"

da parte di Klara Rubino,

poetessa

https://youtu.be/l2BZnGiKHk0

 

SO FAR

I'm so far

too far

i'm going more far

like a comet

living the solar sistem

 

 

LADY DAY

 

 

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