Canzone,io credo che saranno radi
color che tua ragione intendan bene,
tanto la parli faticosa e forte.
Onde,se per ventura elli addivene
che tu dinanzi da persone vade
che non ti paian d'essa bene accorte,
allor ti priego che ti riconforte,
dicendo lor,diletta mia novella:
"Ponete mente almen com'io son bella!"
Dante,Convivio.
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Grazie e benvenuti casomai doveste essere tentati di entrarci
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VI ASPETTIAMO TUTTI !!!
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Non c'è riscatto, sappi, pur se rimorso brucia per l'oggi che si è ostaggi di ciò che si è fatto ieri. In terra di misfatti ove ingiustizia è legge solo c'è d'andare oltre vita con altra morte. Si che non nasciamo a che resti immutata cosa il mondo sotto i piedi, com'era prima che occhi aprissimo al sorriso sole di madre all'alba. |
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stanno perlopiù silenti sull'orlo pure nei giorni in cui scommessa è starci lì, in attesa che tocco d'evento, oltre, con furia acquea eccezionale, le spinga ad animarsi frementi nel greto furiose e devastanti ogni ostacolo, creature di un torrente d'alta quota che della morena accoglie ghiaie ed acqua. Del resto sarebbe sciocco negarlo: certe pietre pare non aspettino che risuonar canti di morte a valle. |
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Post n°617 pubblicato il 03 Agosto 2021 da woodenship
Passano molte meno parole oggi per le orecchie. Di più ne transitano per gli occhi: affollando la mente mute penetrano inebrianti come sorsi di vino che spingano fianchi al ballo. Ma non che siano in veritas per questo, s'avviluppano anzi bugiarde ai bulbi. Sì che quando le vedi agli zigomi che ti risalgono su per le iridi te lo chiedi se per caso sia follia in commenti depressa e manifesta.
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Tempi strani son questi qui: li sento sui denti battere senza alcun senso. Non è per paura e l'hai sempre saputo: nemmeno faville da fuoco, quelle che ne sprizzan come da incenso acceso. Fiato sospeso resto alla finestra in tempi in cui, più conveniente pare respiro appendere in condensa al vetro. E sperare che evada oltre il riflesso di quel che ricordo di essere stato in cerca di quel che son diventato perchè ancora mi sto chiedendo chi io sia. |
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Post n°613 pubblicato il 28 Giugno 2021 da woodenship
Una primavera che, ancora adesso, saluta inevitabile con sbocci, cinguettii e voli che sanno del fiele di quei giorni: ci stava sotto gli occhi in buchi e, non lontana, in prati stenti periferia a lato d'alberi stinti. Primaverili cristalli zuccherini nei cucchiaini diluita polvere blu poi che brillava di bolle limpide, pur se non meno tragiche dell'oggi. Stagioni che si alternano, diresti nel loro disputarsi cuori e menti. Come varie mafie in piazza lo spaccio alle idi di marzo ogni anno, d'ogni età. Ma noi lo sappiamo, vero, che non c'è: non si è mai avuto momento migliore. Ci sono solo attimi in cui si è così, perchè più giovani e fluenti, azzardati da bagnarsi in un fiume che sottende canzone di primavera e di morte. |
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Post n°611 pubblicato il 15 Giugno 2021 da woodenship
Sono venuto sulle vostre tombe tra l'altro per abbozzare due righe ancora che possano dirmi di voi. Certo, cosa assai singolare questa: che tanti chilometri abbia percorso per poi scrivervi in piedi sul marmo che fa da tetto ai vostri sogni in gelo al sole impedendo di scioglierli acqua. E' che ad ispirarmi sono ossa spoglie le vostre che un dì ho abbracciato e accudito rivestite da sembianze ancor care dai tendini contratti in compassione. Vero che la grafia è quel che è: diffuso errore di tratti, confuso intreccio come la mia vita frusta un furore. Mi vedo come riflesso allo specchio oltre andando senza prefisso alcuno non rilasciando di me che immagini presto da occhi e da vetrine svanite quintessenze del nulla: si va frame senz'altra fame che uno scatto a vuoto prima del buio, all'accorrer di latrati dall'orecchio inquadrati nel notturno. |
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Post n°610 pubblicato il 07 Giugno 2021 da woodenship
Con occhi rivolti al cielo superbo ti lasciai sola e radiosa nell'alba. Anelli tinnavano una romanza frugando l'aria:aspettavi la luce mia promessa d'una nota a passione. Ecco come mi rimorde nel cuore che ti lasciai falena tra gli specchi in posa e senza altro sole a ghirlanda se non quello di una lanterna cieca. Ecco da dove il mio travaglio in nuce ebbe la meglio:a partire da dietro un albero, improvvisato rifugio verde in grado di nascondermi a te ignara ma non ai voli d'incubo sull'erba grigia. Ove alla fine fu scintillìo: diamante grezzo di stella fu l'odio a bucar le nubi spezzando il sasso. Due le metà che restarono in mano due le metà che partorirono ombra errante d'alieno. Ego, vaneggiante discosto, confuse nel bosco in sonno le tracce ovvie dei sentieri interrotti. Udìi risuonar l'eco di una danza: la tua, ma non seppi dire da dove. |
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Temo che mi stia tutto nella mente questo tuo balenarmi idea balenga fissa che si riproponga ogni notte quando stanco mi adagio sul letto stupito poi che mi ritrovi preda del vuoto che mi raggela astro in petto e tu in testa ossessiva che mi strazi feroce attizzandomi con un dubbio a che cero livido bruci insonne.
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Si aggira dispotica e grave, brezza malandrina, che dal nord ti rigira a gomito e, per dispetto, ghiaccia punge in viso. Di nulla ti riveste animale in fiore con frange d'amore che s'inventa fola intorno alle creste. Storia di ghiro che dal sonno si desta: sa della fame, avanzo del letargo ma non sa se oggi sarà sazio e vivo felice d'un nulla a perdita d'occhio nel fremito che va largo per boschi e d'ansia sui campi si scioglie in pioggia.
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Non era incubo: davvero alle porte ci bussavo. Queste si aprivano oltre cigolando uguale sberleffo rauco per poi rinchiudersi impietosa bugia. Oggi così vedo inarcarsi messe rigogliose nel levarmi in alto e poi, come onde, relitto gettarmi a riva. D'essere senza scampo è il vero dramma spiaggiati che dal verbo non c'è fuga dall'orbita in secca al palpito d'occhio: unico sollievo nel vibrar ciglia è il cadere di gocce di collirio fresco scintillio da te tanto amato con sollievo da me accolto in delirio. |
Video lettura della poesia"Dimmi"
da parte di Klara Rubino,
poetessa
https://youtu.be/l2BZnGiKHk0
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GRAZIE DI CUORE DIVINA MISTY


