Creato da woodenship il 23/08/2010

delirio

una spirale

 

Un cruccio l'ispira

Post n°582 pubblicato il 23 Novembre 2020 da woodenship
 

Che fare per non  sentirlo più cruccio?

Ne parlo, ne scrivo, poi ne straparlo

indi con occhio curioso lo seguo

a che impatti a senso sul foglio in nero.

 

Sulla scala delle note, mio cruccio:

attento l'accompagno con orecchio

nell'intento di coglierlo che stecchi

strabordando alfine dal rigo d'altri

 

si da schiantarsi al muro e, non più cruccio,

determinando tregua nel mio animo

... m'illudo, già che sono nudo in terra

e alla stregua d'un verme mi ci struscio.

 

 

 
 
 

L'uomo nero

Post n°581 pubblicato il 15 Novembre 2020 da woodenship
 

erano paesaggio vivace i bimbi

dagli scivoli agli altri giochi lesti

s'avvolgevano in risa e strilli acuti.

E lui, nero e alto, in piedi dritto e fisso

dinanzi ci stava, guardando assente

oltre l'orizzonte: forse un riflesso

d'infanzia derubata di parola

infisso l'attestava a terra e muto.

 
 
 

Non č merce la speranza

Post n°580 pubblicato il 09 Novembre 2020 da woodenship
 

...siamo fatti col tempo e nel tempo: in esso

ci si aggrega e in esso ci si disgrega.

Dalla consapevolezza di quanto

trascorso, come da un bicchiere inverso,

ne discende che siamo stati vivi;

da quella del presente che ancor siamo;

da quella incerta dei giorni a venire

è l'esserci, sebbene non più uguali

saremo. E non è merce la speranza:

è nel nostro dna la memoria vera

quella che provvede a far sì che nulla

vada perduto. E che tutto si proietti

in sequenze, evolvendosi col tempo

diramazioni in linee sotterranee,

superficiali affioranti all'occaso.

 

 
 
 

Arpicorda il cuore

Post n°579 pubblicato il 02 Novembre 2020 da woodenship
 

Incastonata tra il sogno e la veglia

messa lì, gemma nel frutto ci stavi

incarnata stretta, come rubino

da melograno che golosi si apra. 

 

Ora, che sgranati hai gli occhi di stelle

eterea passione brilli purpurea, 

alle labbra succosa mi sei in gola

deliziosa al palato ch'è notte alta.

 

ricordi che avevo sul palmo della mano  un dente

spezzatosi nel masticare arilli di melagrana

poi gettato a sera nell'Egeo, all'addio

dalla nave al porto di Hiraklion?

'Stasera mi manca molto quel dente

lo ricerco con la lingua che tasta

smarrendosi per la gengiva vuota.

Mi manca al punto da averne

immagine nitida: io che lo tengo tra dita

fluorescente frammento lunare

soppesandolo, prima di gettarlo a Nettuno.

Era buio pesto, sul porto di Creta

c'era la pioggia sui tetti e sull'acqua

di rubini granati ammollanti di piacere

A bocca aperta li accoglievo succhiandoli

capezzoli. Ma a bocca chiusa dormii la notte

sul ponte. Accanto a te che, di melograni

avevi il profumo sulla pelle(ipocrita la pelle)

e del succo il sapore tra le gambe: 

 

Al gran ballo indossando livrea

oltre i veli vado nel sogno

in trasparenza. D' arpicorda

il cuore, agili note ne trae

 

il vento: strimpella con dita

sottili, come cime all'aria

cascanti  dall'albero maestro

vil chioma avventata di pioggia.

 

 

 
 
 

Il giā vissuto

Post n°578 pubblicato il 26 Ottobre 2020 da woodenship
 

Il vuoto nello spazio è il vuoto espanso

nelle stanze ampie: ci galleggi grave

in assenza di gravità. Ne senti

vive palpitare le ombre, ne vedi

nel tremolio di quadri alle pareti

in dissolvenza, affetti affaccendati

nelle incombenze compresi dal giorno.

Autore per un istante sei pittore

instancabile, immaginando come

e quando ci sarà riempito il nulla

di camere dai lampadari muffi. 

Echeggiare nuovi passi ci senti

non più i miei, i tuoi, i nostri: anonimi loro

per questi luoghi ancora in divenire

che qualcosa di noi l'avranno sempre:

le finestre san sussurrare a orecchio

di chi, in certi giorni che ci si affacci

e respiri, il vissuto sottotraccia

sui davanzali impresso con gomiti.

 

 
 
 

A garganella le ore

Post n°577 pubblicato il 19 Ottobre 2020 da woodenship
 

mi consola, quando mi sento perso

sapermi al momento seduto e fermo

al tavolo, scrivendo a garganella.

Ma solo per poco ciò mi conforta:

poi che mi vedo commosso che è notte.

Oddio, realizzo: ma ci siamo mossi!

La Terra sta andando d'intorno al Sole

e noi con essa che su se stessa ala.

Si che la Luna non ci confonda oltre

ci si contorce per non averla storta.

A pensarci meglio, ci proverei  sai

ad immaginarmi che, come tutti

gravitando pianeti intorno al Sole

così anch'io stia ammoinando, Orfeo incorporeo

adesso che per me scocca ora astrale

a farmi già svanito: ci penso, sai?

Nemmeno nel sonno riesco ad esserlo

sicuro di stare fermo a letto: a me

svaporano insonni comete intorno.

 
 
 

Come cercarci l'oro

Post n°576 pubblicato il 12 Ottobre 2020 da woodenship
 

Vero che non si è cercatori d' oro

lì, dove di oro ce n'è solo in versi.

Si è solo esseri che setaccian fango

E questa non è di certo fortuna

che affiori facile: ci vuole sorte

a che pagliuzza fantastica brilli

gemendo accorata tra sassi in fondo

al vaglio: oltre ogni possibile coltre

è questa febbre ch' è gentildonna, 

benigna custode da mane a sera, 

in barlumi a coprire con tegole

(luminose fette di mele argentate

sbucciate a regola a furor di luna

stese coperture dolci passite)

pietose sul nostro vivere amaro

chè, sotto, a seccare ci stanno sogni.

 

 
 
 

Il profumo delle viole

Post n°575 pubblicato il 05 Ottobre 2020 da woodenship
 

Ideale sarebbe averci uno sguardo

atto ad'ampliare orizzonte asfittico

di eventi che ci comprimano fatui. 

E, a misura inzuppandoci acquerelli, 

ci aggiunga amanti al quadro in itinere, 

a conforto dell' essere prossimi

di specie che saprà farsi d'energia:

potenza del profumo delle viole

dai petali stuzzicati da brezza

leggiadra coscienza d'essere luce. 

 
 
 

Folate affilate

Post n°574 pubblicato il 28 Settembre 2020 da woodenship
 


Una folata di vento, alle volte,

può salvare la vita; può rapirla

come in estate una foglia per sbaglio;

può costringerci in noi abbrutiti al gelo

sferzandoci veritiera la faccia;

insistente può bussarci alla porta

per rubarci lacrima seccandola;

può infonderci coraggio a fil di rasoio

in nodo scorsoio serrandoci gola.

 
 
 

Goccia a goccia panica

Post n°573 pubblicato il 21 Settembre 2020 da woodenship
 

Langue rubinetto guasto da sempre

ampio sgocciola lampi di rigetto,

musicando la tragedia ogni giorno

degli attori recitanti a soggetto

sul campo, dallo sfondo e senza slancio

altro, che quello della costanza acquea:

azzardo tra più variegate lingue

 

 

dello spettro che batte in testa ossesso.

Sì che caldi scorrono litri d'acqua

giù per lo scarico sfuggendo Storia

come sangue da ferite del mondo

nelle ore indolenti assumendo forme

di catarsi atta a lenire tormenti

ustioni da vampa che mai s'estingue

 

... se me lo chiedi, non potrei che dirti

ch'emorragia di testa non distingue

che altra nel cuore non ce n'è di fiaba

non tanto per aver perso maschera

ma per averla trovata  commedia,

recita in gocce che avvita panica

pur se nel vizio di un copione esangue.

 

 

 
 
 

Coviddi non c'č

Post n°572 pubblicato il 14 Settembre 2020 da woodenship
 

Arrovellarsi, sai, tra tutto e nulla

ci fa apparire distratti alla guida

concorrenti alla fine della fiera

che ristiano con in mano un bel nulla

bamboli d'un quiz farabutto e losco.

È quel nulla che ti fa fesso e fatuo

per le vie del web, incrocio del tutto,

che nega agili contagi virali

e assegna meriti e seguaci a migliaia:

verticali in aria, orizzontali in terra;

oppure in quel sobillare di curve

pandemiche, ora date piatte e morte

che, in realtà, fanatiche s'avvitano

verso l'alto, seguendo ancor più in alto

come nulla spiega un tutto a complotto

 
 
 

Un attimo fa, oggi, giā ieri

Post n°571 pubblicato il 07 Settembre 2020 da woodenship
 

Giusto qualche attimo fa

era il tuono brontolio forte

insistito come minaccia di sfratto

e le nuvole si accalcavano grigie

nel vento che ne sollevava pure le gonne

ma solo qualche attimo fa. 

 

Dopo, al tuono, s'è aggiunta la pioggia

al deliquio alcoolico il turpiloquio;

alla tristezza, un cielo in frantumi

spiovente spezzoni d'azzurri taglienti

a conficcarsi nelle pozzanghere

a cordoglio d'anima ferita.

 

Corteo si era involato fulminio

tra scrosci e raffiche a scoppio di risa

di foglie che erano smeraldi: appena ieri

la dolcezza dell'essere cirri

sull'altalena rapiti da un su e giù

alla gioia, mai l'avresti detto tempesta.

 
 
 

Misericordia per i narcisi

Post n°570 pubblicato il 31 Agosto 2020 da woodenship
 

Misericordia s'invochi accorati:

sì materna ci rapisca cenere

poi ialinica ci diluisca tra l'erba

a filtrarci nel regno delle talpe.

 

Già che potere ha di assumere forma

di ciò che l'accoglie, ci animi saggia;

già che cambia forma di ciò che è o non è

imbevendolo, da noi esca zampillo

 

assumendosi onere d'alleviar sete

come pure di decomporre i corpi:

al disgregarne sostanze, dei morti

ce ne faccia nuovi incarnati affetti.

 

Femminea ed eterea, volesse in fine

d'universo, partorirne ancor stelle

sulla battigia all'infinito lattea

ne saremmo lucenti di essa in stille:

 

acqua, comunque si declini vasta

è anima liquida del mondo: d'acqua

siamo fatti, dall'acqua siamo usciti

e in essa si fa ritorno a specchiarsi.

 
 
 

dell'inizio e della fine

Post n°569 pubblicato il 24 Agosto 2020 da woodenship
 

Sulla panchina ci si piglia

incipiente estate di chiappe

all'aria rutilanti chiare

sfacciate nel mostrarsi vere

nelle notti d'ombre severe.

 

Ch'è sempre sulla panchina, uste

di sole a fine estate nere

ma tanto accorate le sere

tiepide ancor, seppur più fruste,

il  dovere dirsi addio acciglia.

 
 
 

A non

Post n°568 pubblicato il 17 Agosto 2020 da woodenship
 

E'a non averci orecchie ed occhi

sentenza alla miseria nera

pronunciata bestemmia piana

nei pensieri così asfittica

compressa pena nella testa.

 

Della morte anima più arida

già che finta sei da un pezzo

e ad aspettare stai sul molo

dimmi cosa scruti lontano

faccia dilagante di piaghe.

 

E'immediato leggerci tedio

ostico afferrarci senso altro

in quel tuo sguardo fisso e vuoto

oggi ch'è volubile il clima:

ora conforta, ora sentenzia.

 

E senza sconti è la condanna:

risuona inaudita sotto archi

scorticati di patii antichi

da una fede all'altra cecità

peccaminoso sentimento.

 

 
 
 
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Video lettura della poesia"Dimmi"

da parte di Klara Rubino,

poetessa

https://youtu.be/l2BZnGiKHk0

 

SO FAR

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living the solar sistem

 

 

LADY DAY

 

 

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GRAZIE DI CUORE DIVINA MISTY

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