delirio

"Perchè non parli?"


Se ti è impossibile perdonare oltreil mio silenzio d'accigliato vecchioche s'allarghino sfavillii a cascata magmatici di sovrumana pietà. Ma ciò dovesse esserti impossibile allora, come mi hai spremuto, pensa:brezza d'anima urlante grezza, estrattadal marmo  passione, mito ispirante.  Riducendomi in frammenti spigoli imprigionanti, così ti sei reso merito: a memoria, giustizia in sognosillabando, mi hai vissuto e lisciato; sibili di vento auscultando in petto;di tra le vesti, con scalpello, sferzahai mutato in carezza, scroscio in pioggia;sentite emozioni in incavi ad arte selvaggia, sì che mi hai scolpito integroingrigito senza pari di beltàin mano le tavole delle leggi.Scultore, ordunque non colpirmi ancora! Paradosso dell'artista in tumulto:nei comandamenti scritti col sangueè che il non esserci dovrebbe esserlopiù sconvolgente dell'esserci. Quando scalfenti di lingua ferrea, tra i denti alterne, ci schizzano frasi appeserestando, perchè mai giungono a verboda lapidi quindi svaporii mai incisi.  Allora hanno da essere dirimenti, pensa le parole che abbiano a caderci di boccamarmo da plasmare. Lo sai, però mi chiediugualmente di farti eco alla tua coscienza ... è che tu, così intento nel creare con scienzahai fatto sì che altro rumore o urlo di gola mi uscisse, se non dal ferro a filo di venevoce inibente nell'inseguire candore.