Creato da woodenship il 23/08/2010

delirio

una spirale

 

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"Perchè non parli?"

Post n°523 pubblicato il 05 Novembre 2019 da woodenship
 

Se ti è impossibile perdonare oltre

il mio silenzio d'accigliato vecchio

che s'allarghino sfavillii a cascata

magmatici di sovrumana pietà.

 

Ma ciò dovesse esserti impossibile

allora, come mi hai spremuto, pensa:

brezza d'anima urlante grezza, estratta

dal marmo  passione, mito ispirante.

 

Riducendomi in frammenti spigoli

imprigionanti, così ti sei reso

merito: a memoria, giustizia in sogno

sillabando, mi hai vissuto e lisciato;

 

sibili di vento auscultando in petto;

di tra le vesti, con scalpello, sferza

hai mutato in carezza, scroscio in pioggia;

sentite emozioni in incavi ad arte

 

selvaggia, sì che mi hai scolpito integro

ingrigito senza pari di beltà

in mano le tavole delle leggi.

Scultore, ordunque non colpirmi ancora!

 

Paradosso dell'artista in tumulto:

nei comandamenti scritti col sangue

è che il non esserci dovrebbe esserlo

più sconvolgente dell'esserci. Quando

 

scalfenti di lingua ferrea, tra i denti

alterne, ci schizzano frasi appese

restando, perchè mai giungono a verbo

da lapidi quindi svaporii mai incisi.

 

Allora hanno da essere dirimenti, pensa

le parole che abbiano a caderci di bocca

marmo da plasmare. Lo sai, però mi chiedi

ugualmente di farti eco alla tua coscienza

 

... è che tu, così intento nel creare con scienza

hai fatto sì che altro rumore o urlo di gola

 mi uscisse, se non dal ferro a filo di vene

voce inibente nell'inseguire candore.

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Commenti al Post:
divinacreatura59
divinacreatura59 il 05/11/19 alle 02:10 via WEB
Anche se non m'intendo d'arte ho visto quella statua e gli manca solo la parola.è viva più di un essere umano e a me emana quasi soggezione.Un capolavoro artistico,non c'è niente da dire,pare che lo scultore gli abbia trasmesso parte della sua vita stessa.Notte Wooden e complimenti.
 
 
woodenship
woodenship il 05/11/19 alle 02:21 via WEB
Grazie di cuore anche per i complimenti, oltre che per avermi lasciato in dono la tua emozione per il capolavoro del Buonarroti......Anche a te in un sussurro l'augurio per una notte d'incanti....
 
   
divinacreatura59
divinacreatura59 il 06/11/19 alle 21:07 via WEB
Capolavori così immortali mai più visti,artisti simili scomparsi.Credo serva arte e passione per far scaturire dalle proprie mani una scultura del genere.Una serata serena con tanta quiete....Diana.
 
     
woodenship
woodenship il 07/11/19 alle 01:41 via WEB
Ad ogni epoca i suoi artisti e i suoi capolavori... La nostra ha anche altre arti visive e con geni per nulla inferiori in quanto a creatività. Ma è altra arte, sono altri artisti, sono altri tempi. Ed è in questi tempi che dobbiamo essere in grado di riconoscere il genio...anche a te l'augurio per una notte di sogni felici.......
 
gabbiano642014
gabbiano642014 il 05/11/19 alle 09:57 via WEB
Il complesso marmoreo che ho visto nella Basilica di San Pietro in Vincoli è la bellezza dell'arte che è in grado di parlare.Ogni piccolo dettaglio del corpo è quella luce della coscienza che molti non sentono o non vogliono sentire..
 
 
woodenship
woodenship il 05/11/19 alle 16:54 via WEB
Così è mia cara gabbiano: l'arte ci parla, ma noi siamo intenti ad altro. Sordi, preferiamo piuttosto distruggerla, se non riusciamo ad ignorarla..................
 
gabbiano642014
gabbiano642014 il 05/11/19 alle 09:57 via WEB
Una buona giornata Wood..
 
 
woodenship
woodenship il 05/11/19 alle 16:55 via WEB
Grazie di cuore con un abbraccio e l'augurio per una serata d'incanti novembrini.......
 
   
gabbiano642014
gabbiano642014 il 06/11/19 alle 11:13 via WEB
Buona giornata Wood.
 
     
woodenship
woodenship il 06/11/19 alle 19:34 via WEB
A te l'augurio per una serata ricolma di magie novembrine, mia dolce gabbiano e grazie di cuore di pensarmi...
 
     
gabbiano642014
gabbiano642014 il 11/11/19 alle 11:06 via WEB
Buona settimana Wood..:)
 
     
woodenship
woodenship il 11/11/19 alle 23:48 via WEB
Anche a te una splendida settimana serena, mia dolce gabbiano e grazie di cuore di pensarmi....
 
ilmondodiiside
ilmondodiiside il 05/11/19 alle 13:46 via WEB
Buongiorno e ben ritrovato...Davanti a certe opere non si può che dire: "Perché non parli?".Ma nello stesso momento si prende coscienza che certi messaggi non hanno bisogno di parole...Un saluto affettuoso Ross
 
 
woodenship
woodenship il 05/11/19 alle 17:00 via WEB
Un buongiorno a te, mia carissima Ross, sono più che mai contento di tornare a leggere di te. A proposito delle tue considerazioni, mi viene in mente una riflessione ulteriore: forse con quella domanda, l'artista cercava di trovare una relazione più diretta, intimistica, con il suo capolavoro. Ovvero, la possibilità di trovare un conforto nel suo travaglio d'artista. Un conforto che i suoi simili non riuscivano a dargli. Dunque cosa meglio di uno scambio con una forma alla quale lui sia stato in grado di dargli vita?....Grazie di cuore anche per il tuo saluto che ricambio con grande afflato amicale e l'augurio per una serata novembrina di grandi suggestioni.........
 
   
ilmondodiiside
ilmondodiiside il 08/11/19 alle 09:01 via WEB
Buongiorno...Spesso le opere degli artisti sono il bisogno di esternare se stessi come demiurgo...Quindi condivido assolutamente la tua riflessione/precisazione...Buona giornata, a presto Ross
 
     
woodenship
woodenship il 08/11/19 alle 17:53 via WEB
Una serata delle migliori a te, mia cara Ross. E grazie di cuore anche per la condivisione con un abbraccio sempre di cuore......
 
monellaccio19
monellaccio19 il 05/11/19 alle 17:44 via WEB
Mi limiterò ad un semplice, piccolo, modesto dettaglio che fu una delle prime cose che imparai a scuola sul capolavoro Michelangiolesco: il signor Mosè che sedette per fare da modello al Maestro (ahahahahahah), si prese una martellata addosso (la statua) proprio dallo scultore estasiato dalla sua perfetta bellezza. La frase "Perché non parli" infatti, fu accompagnata dal gesto impulsivo di Buonarroti che proferendola lanciò sull'opera alla quale mancava solo la parola ( ci stava lavorando sodo per dargliela), un grosso martello quale utensile fondamentale dei suoi attrezzi. Credo che al di là della leggenda (ammesso che sia) v'è da notare la giusta intemperanza condivisa nel lungo tempo da tutti coloro che hanno almeno un volta ammirato il capolavoro. Se oggi parlasse, nessuno si meraviglierebbe, questo è poco ma sicuro. Buona sera caro Maestro...scusami, ma dei bei versi ne parlerò quando Mosè avrà parlato...finalmente!!!!!!
 
 
woodenship
woodenship il 06/11/19 alle 19:51 via WEB
...Ma figuriamoci!...Ma dove sta scritto! Non oserei mai mettermi in conflitto con Michelangelo ed il suo capolavoro, pretendendo che tu spenda qualche parola per i miei modestissimi versucoli di poetastro in itinere! Chiaro che tutto lo spazio va al capolavoro del MAESTRO per eccellenza. Io ho solo cercato di lustrargli un pochino le scarpe, visto che, ogni tanto, ai poetastri miei simili, ogni tanto viene voglia di prendere a pretesto l'elogio per qualche Grande, per esercitarsi in lodi sperticate ed allo stesso tempo autoesaltarsi... a parte gli scherzi. Ho sempre saputo che fosse un aneddoto, quello della martellata e della famosa domanda"Perchè non parli?" Però mi piace, immaginare che ci fosse, nell'immenso Michelangelo, quel granello di presunzione da farlo sbottare davvero, di fronte al suo capolavoro, in quel modo così presuntuoso. In fondo è vero che si è infinitamente narcisisti, a maggior ragione quando si è a simili livelli stratosferici. E mi piace anche pensare che la domanda sia pure espressione di un rapporto tra l'opera d'arte e l'artista mai definitivo. Ossia: non si considera mai un lavoro finito. E' un difetto dei perfezionisti. E credo che lui lo fosse parecchio. Dunque comprendo anche la sua frustrazione, nel dovere ammettere che anche la sua opera non fosse perfetta, al punto da averci anche il dono della parola.........Grazie di cuore con un abbraccione e l'augurio per una serata delle migliori.......
 
lascrivana
lascrivana il 06/11/19 alle 06:21 via WEB
Non so perché ma le statue non mi sono mai piaciute. Mi hanno sempre fatto un po impressione. Magari è nata perché da piccola mi ha sempre messo tristezza la statua di una ragazzina, morta giovanissima, proprio all'ingresso del cimitero. Credo che tutto sia iniziato proprio da lì, per essere seguita poi dalle madonne che piangevano sangue, e via discorrendo. Un bacio a te woode
 
 
woodenship
woodenship il 06/11/19 alle 19:59 via WEB
Beh, sì... esiste una sterminata produzione di statue per l'ambito cimiteriale. Statue che servono a commemorare, oppure per esprimere devozione e affetto per le persone scomparse. Statue che, come nel tuo caso, impressionano parecchio. Anche perchè esprimono una tristezza di sentimenti ed un senso di irrimediabile staticità da impressionare senza se e senza ma gli animi sensibili dei bambini. Un po' come le mummie conservate nei sotterranei di un convento siciliano, forse palermitano, non ricordo. Invece, nel caso delle madonne piangenti sangue, quello è un tentativo di carpire la fiducia dei credenti per alleggerirli di qualche soldino. Nulla di grave, se non ci orbitasse intorno una vera e propria industria atta a spennare pollastri.....Grazie di cuore con un bacio di brezza soave e l'augurio per una serata di grande serenità.........
 
aliasnove
aliasnove il 06/11/19 alle 19:55 via WEB
Ti dirò Wood... quasi tutti i giorni inforco la bici e attraverso il centro storico di Milano e rimango sempre colpito da palazzi statue ed opere d arte...mi fermo spesso ad osservarle ed ogni volta scopro un particolare diverso... è un arricchimento per la mente senza dubbio... poi io sono un appassionato dell'estetica e la bellezza. Ciao Wood buona serata ottimi versi
 
 
woodenship
woodenship il 06/11/19 alle 20:08 via WEB
La sensibilità è appannaggio delle persone belle, mio caro amico. E tu lo sei: è quell'aprirsi al mondo, alla sua complessa bellezza, pure attraverso il volto semplice ed allo stesso tempo unico di una statua.......Grazie di cuore più che mai con un abbraccio e l'augurio per una serata d'incanti novembrini..........
 
ninograg1
ninograg1 il 06/11/19 alle 21:56 via WEB
Mosé al michelangelo.. come dargli torto? ;P
 
 
woodenship
woodenship il 07/11/19 alle 01:43 via WEB
A Mosè o a Michelangelo?
 
   
ninograg1
ninograg1 il 08/11/19 alle 19:21 via WEB
woodenship il 07/11/19 alle 01:43 via WEB al secondo perchè al primo sarebbe un miracolo... e bnon credo ai miracoli
 
     
woodenship
woodenship il 09/11/19 alle 14:57 via WEB
I miracoli non esistono, però esistono le coincidenze, seppure sospette, come anche le probabilità, benchè quasi inesistenti, comunque possibili...
 
     
ninograg1
ninograg1 il 09/11/19 alle 19:13 via WEB
che permettono a Michelangelo o a mosé di parlare? tutto è possibile nel mondo della fantasia ....... la realtà è ben altro e molto più concreta
 
     
woodenship
woodenship il 10/11/19 alle 01:14 via WEB
Come già scritto: più che di miracoli o di fantasia, oserei dire di probabilità: in fondo, la stessa realtà che tu dici, non è forse fatta di probabilità? Persino le assicurazioni viaggiano nel campo probabilistico. Secondo te quante probabilità ci sono nell'universo che si ripetano le coincidenze che hanno permesso alla terra d'essere quel che è?Noi stessi siamo una possibilità...
 
neopensionata
neopensionata il 07/11/19 alle 02:17 via WEB
Ci sono note che scavano nel profondo, sono gocce di speranza che bagnano giorni intrappolati dalle ragnatele della vita, vicissitudini quotidiane, che tessono nel cuore, malinconia e nostalgia, ma le note musicali sanno spezzare l'incantesimo, permettendoti di sognare .. e sperare che qualcosa cambierà!
Con grande stima,Jole
 
 
woodenship
woodenship il 08/11/19 alle 03:34 via WEB
Qualcosa cambia sempre, che lo si voglia o meno, mia cara amica: sta a noi coglierne il verso del divenire. Dunque non dovremmo tanto preoccuparci che qualcosa cambi, quanto di riuscire a prendere il cambiamento per il verso giusto........Grazie di cuore anche per la musica fantastica di cui mi fai dono, con un abbraccio e l'augurio per una notte di sogni felici.............
 
mariateresa.savino
mariateresa.savino il 07/11/19 alle 13:15 via WEB
Penso anch'io che Michelangelo avesse in sé un bel po' del Narciso mitologico. Del resto, quasi mai i grandi non rivelano questa qualità.Tu hai fatto una giusta riflessione su quella leggenda o meno che ci è stata tramandata. La rabbia che si è scatenata nel genio che avrebbe voluto andare oltre con la sua Arte, la sua presunzione, forse anche giusta, di poter arrivare dove nessuno scultore mai avesse sognato di giungere. E ciò, lo sappiamo bene, è il sogno di ogni artista.E'una poesia, la tua, che apre a molte chiarificazioni su quello che in sé cela un Artista nel rapporto, sempre piuttosto sanguigno, che lo lega al prodotto della sua geniale creatività. Un augurio di bene ed un caro saluto per te, gentile amico poeta.
 
 
woodenship
woodenship il 08/11/19 alle 03:28 via WEB
Son felice, mia cara amica, di condividere con te queste considerazioni: il rapporto tra artista ed opera d'arte è sempre qualcosa di molto particolare. Alle volte predomina una sorta di odio-amore, per cui il"parto"artistico si rivela distruttivo in tutti i sensi. Altre, invece, ingenera una sorta di extraterritorialità dell'anima dell'autore, per cui questi si ritrova a lavorare come sospeso, in un'aura d'eccezionale creatività. Allora mi è piaciuto rappresentare il corpo a corpo che immagino si sviluppi tra scultore, tra poeta, tra scrittore...e la propria opera. Un corpo a corpo senza esclusione ei colpi che arrivi a mettere in luce i limiti, ma anche la grandezza dell'opera...E qua mi fermo, anche perchè mi sono perso. Ti chiedo venia se posso sembrare prolisso e criptico e ti abbraccio augurandoti una notte di sogni dorati......
 
virgola_df
virgola_df il 07/11/19 alle 16:59 via WEB
... perchè, a volte, s'ama tacere ed ascoltare. Un abbraccio grande wood e buona serata.
virgola
 
 
woodenship
woodenship il 08/11/19 alle 03:17 via WEB
...è cosa assai rara di questi tempi, quella di amare il tacere e l'ascoltare........Grazie di cuore, mia dolce virgola d'infinito amore. Più che mai felice di averti su questa mia umile pagina, ti abbraccio forte come calda coltre, augurandoti una notte di sogni felici.........
 
several1
several1 il 07/11/19 alle 16:59 via WEB
inutili ...
 
 
woodenship
woodenship il 08/11/19 alle 03:13 via WEB
Il bello dell'essere inutili...
 
bluaquilegia
bluaquilegia il 08/11/19 alle 09:51 via WEB
il perchè è nel e del silenzio. https://youtu.be/iHrKoE1cdEo buona pioggia poeta. 01
 
 
woodenship
woodenship il 08/11/19 alle 17:50 via WEB
Anche in un batter di cuore nel silenzio può esserci un perchè https://youtu.be/htd_DLRZDCs Una splendida serata a te, appesa goccia sul filo d'un ultimo raggio di sole, ricolma d'incanti novembrini, con un abbraccio e grazie sempre di cuore.................
 
acquasalata111
acquasalata111 il 09/11/19 alle 12:04 via WEB
Immagino che tra artista e oggetto si crei una sorta di simbiosi. Bella poesia complimenti! Un sorriso.
 
 
woodenship
woodenship il 09/11/19 alle 15:08 via WEB
Indescrivibile, a mio modestissimo parere, il rapporto tra artista ed opera d'arte. Cercando di scrivere questi quattro versi, così modesti, è qualcosa che mi sono chiesto. Alla fine il risultato si è ritrovato racchiuso in essi, ma non riesco ad afferrarlo del tutto. Dunque, come il Michelangiolo a suo tempo, ho tirato una mazzata virtuale contro le parole, a scomporle, a costringerle a mostrarsi per quel che avrei voluto dicessero: tutto è rimasto uguale. Allora ho deciso di pubblicarle così com'erano. Spero che mi si possa perdonare per avere osato scomodare l'insuperabile maestro Michelangelo Buonarroti....eheheheheheheh!!!...A parte gli scherzi, grazie di cuore, mia dolcissima amica,. Un abbraccio d'immenso con l'augurio per un fine settimana dall'irresistibile fascino novembrino.....
 
giampi1966
giampi1966 il 09/11/19 alle 17:00 via WEB
Sono appena stato a Roma pertanto la tua poesia è pertinente, gradita ed esplicativa del potere dell'arte. Buona domenica carissimo
 
 
woodenship
woodenship il 10/11/19 alle 03:36 via WEB
Ma pensa te che coincidenza! Bellissima, mio caro giampi: mi hai regalato uno sprazzo di una città davvero straordinaria......Grazie di cuore, con anche a te l'augurio per un fine settimana di incanti novembrini.....
 
nina.monamour
nina.monamour il 09/11/19 alle 21:26 via WEB
Ed è proprio un bel capolavoro questo di Michelangelo, a mio parere è davvero una delle poche sculture che riescono a trasmetterci un importante messaggio. È un opera che riesce davvero a sensibilizzare le persone, a trasmettere un grande amore. Perdona la mia assenza Sal, notte.
 
 
woodenship
woodenship il 10/11/19 alle 03:48 via WEB
Nulla di cui doverti perdonare, mia cara Nina. E molto per cui festeggiare: soprattutto il tuo ritorno su questa umile pagina.....Grazie di cuore con un abbraccio di petali vellutati e l'augurio per una notte felice......
 
ElettrikaPsike
ElettrikaPsike il 10/11/19 alle 02:06 via WEB
Geniale da parte tua questa decisione di dare la voce a colui al quale nemmeno il padre Michelangelo, era riuscito a donare parola. Così “Se ti è impossibile perdonare oltre il mio silenzio d'accigliato vecchio” gli concedi la possibilità di dire, “che s'allarghino sfavillii a cascata magmatici di sovrumana pietà”. Ma l’opera – passione ispirata, sogno, merito e follia – fatta in marmo ed estratta dal marmo stesso è già tutto. E’ dolore, desiderio, amore, sdegno, impeto, controllo, nel tutto. Ogni blocco di pietra ha una statua dentro di sé ed è compito dello scultore scoprirla” diceva Michelangelo stesso. A poco a poco, dalla pietra grezza comincia ad apparire una “forma” e da essa il suo “significato”. La manifestazione sul piano fisico di un’idea che era solo viva nella mente diventa arte grazie ad potere creativo ed è in questo procedimento che noi uomini ci rendiamo realmente simili agli dei. Ma a differenza di un parto biologico - che è un mettere al mondo qualcosa a nostra immagine e somiglianza (nella differenza) ma così distante da noi da poter essere anche il nostro opposto – in questo processo artistico, più che ad un altro da noi, diamo vita a noi stessi. O meglio alla nostra sensibilità e alla capacità di poter vedere quello che solo ai nostri occhi “parla”. Il blocco di marmo è uno spazio di potenzialità indeterminata e pressoché infinita, al suo interno esiste potenzialmente un numero infinito di potenziali statue, di cui soltanto una, però, prenderà forma e “vita”. Lo scultore non crea, lo scultore spoglia. Libera la statua dal marmo, eliminando il superfluo che ricopre la statua vivente e soggiacente. Michelangelo ha liberato il suo essere vivente dagli impedimenti di una prigione informe di marmo che gli impediva di venire alla luce e di manifestarsi. Forse, in effetti, più che ad un dio, lo scultore è simile a Prometeo. Ma come Prometeo, anche lo scultore non è onnipotente e deve fare i conti con i propri limiti. I più evidenti, in questo caso, riguardano le dimensione della pietra. Se è vero che ogni pietra contiene un numero infinito di statue, infatti, è anche altrettanto chiaro che la statua che “liberata” dovrà sottostare ai limiti dovuti alla dimensione del blocco stesso ed altri, ulteriori, limiti dipendono ovviamente dalla capacità tecnica dello scultore. Così, come esistono i paradossi dell’artista in tumulto, che tu in questo caso giustamente descrivi - nei comandamenti scritti col sangue è che il non esserci dovrebbe esserlo più sconvolgente dell'esserci…- può anche capitare, infatti, un’altra incongruenza artistica, quella di essere in grado di capire e di intravedere la statua imprigionata nel marmo, di poter indovinare e visualizzarne la scultura nascosta; ma di non riuscire a realizzarla per incapacità. “Scultore, ordunque non colpirmi ancora!” chiede, senza voce, il tuo Mosè, ma Michelangelo, adesso, avrebbe ammesso anche con lui quel che probabilmente già aveva compreso, e cioè che parlare sarebbe stato un atto semplicemente inutile… P.S. Ti ho lasciato il mio commento ritardatario in fondo al tuo precedente post e ti ringrazio per quello che tu hai lasciato sul mio.
 
 
woodenship
woodenship il 10/11/19 alle 17:17 via WEB
Sì, mia cara amica, come già scritto da qualche parte: il lavoro dell'artista è spesso un corpo a corpo con la materia che ha tra le dita. Spesso è un blocco di marmo o di qualsiasi altro materiale. Oppure è qualcosa di immateriale, come nella poesia: sono solo immagini, emozioni, vita che ti scorre davanti agli occhi direttamente giungendo al cuore, per poi essere riversata dal cervello lungo le direttrici delle mani che scrivono, dando la stura alle parole da assemblare in versi, in strofe, in poesie, come prodotto finale. Così ho cercato di immaginare il lavoro del sommo Michelangelo:qualcosa in cui potersi riflettere ma che, allo stesso tempo, avesse la capacità d'essere autonomo, camminando con le proprie gambe e parlando con la propria voce.La parola, ecco, che non si tratti soltanto di quella che l'autore colloca sul corpo della propria creature, bensì quella che è prodotta da altrui corde vocali, sgorgante da procedimenti mentali altri, rispetto a quelli dell'autore. Certo, è un po' come generare attraverso un rapporto sessuale una nuova vita. A tale proposito mi viene alla memoria qualcosa che avevo letto da qualche parte al riguardo dei rapporti di genere e sui motivi per cui il maschio abbia acquisito il ruolo preponderante all'interno della società nei confronti della femmina. Questa lettura, probabilmente di un mito antico, diceva che, in origine, le famiglie fossero matriarcali. Dal momento che sono le donne a creare, dando vita ad altri individui che sono veri e propri lavori artistici in carne ed ossa. Fu quando l'uomo, in qualità di facitore artistico, attraverso la creazione di veri e propri capolavori in grado di superare la particolarità femminile, che ottenne la preminenza all'interno dei rapporti di coppia e quindi nella socialità. Naturalmente trattasi esclusivamente di un mito che potrebbe benissimo essere smontato dal fatto che anche le donne hanno la capacità e le doti per la creazione artistica e ce l'hanno decisamente straordinaria, nè più nè meno del maschio. Dunque prendiamolo per quel che è: un tentativo di giustificare l'ingiustificabile. Ovvero una pretesa eccellenza che non ha ragion d'essere. Ma perchè ho citato questo mito?...Ah, ecco, perchè volevo dire di quanto fosse molto vicino ad un travaglio, il processo di produzione di un lavoro artistico. Un travaglio che, come nel caso del nostro Michelangelo con la figura del Mosè biblico, può portare a livelli tali di esaltazione da fare diventare l'opera strumento per uscire da se stessi, al punto da rischiare di perdere la trebisonda. In quanto, come tu ben dici:" ...e cioè che parlare sarebbe stato un atto semplicemente inutile..."Le forme che hanno ad uscirci di tra le dita o da qualsiasi altro scultore, debbono solo suggerire, farsi strumento per suggerire, piuttosto che proferire. Soltanto così acquisiscono quell'universalità in grado di mettere in comunicazione masse di persone con un al di là che non è mera superstizione o suggestione, bensì processo intellettuale e mentale oltre che emozionale...E qua mi fermo perchè mi sono perso. Però spero di essere riuscito ad esprimere il mio pensiero che, ci tengo molto a farti giungere chiaro, per quanto mi sono preziose le tue parole a guisa di riflessioni che sempre mi stimolano ad andare oltre nel mio lavoro. E per ciò ti sono infinitamente grato e ti abbraccio forte forte con grande affetto amicale, augurandoti il meglio per questa fine di domenica........
 
ElettrikaPsike
ElettrikaPsike il 10/11/19 alle 02:17 via WEB
Allerta refusi...Un "che" di troppo. Non è per ossessività fine a se stessa (a parte la mia idiosincrasia verso i maltrattamenti in generale, anche verso il linguaggio) ma anche per una questione pratica. Già è un commento lunghissimo, se ci sono errori diventa difficoltoso seguire il senso delle frasi. Quando potrò riporre tablet e cellulari e avere modo di scrivere con calma i commenti dal pc? :-(
 
 
woodenship
woodenship il 10/11/19 alle 17:28 via WEB
D'un perfezionismo squisito mi sei, mia deliziosa amica: un"che di troppo"può effettivamente rivoluzionare il mondo, provocare una crisi politica, persino una guerra, o determinare il fallimento di un romanzo. In quanto, se messo all'incipit, può determinare l'antipatia del critico con la conseguente bocciatura dell'opera(ehehehehehe!!!!). Ma, dandosi il fatto che, tra complici scrittori che si servono di mezzi difficoltosi quali tablet o altro, decisamente inappropriati per una proficua scrittura, c'è solo da esternare una sentita solidarietà ed una comprensibile complicità nell'assolversi reciprocamente.........Un abbraccio d'immenso sempre...........
 
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