Creato da woodenship il 23/08/2010

delirio

una spirale

 

Il male di vivere(3)

Post n°835 pubblicato il 11 Gennaio 2026 da woodenship
 

Uggia che si ripeta come un mantra

uguale si fa a noia universale

centellinata come un brandy prima

d'un colpo che esploda tedioso in bocca

nello sbadiglio scoprendo il buco nero

in gola che tutto ingoia e alla nausea

annoia. Gemito è alle orecchie: vano

amplificarsi di mascelle intenso

che lacrima insulsa rinserra a vuoto.

 

 
 
 

Stregoneria per un nuovo anno

Post n°834 pubblicato il 29 Dicembre 2025 da woodenship
 

Desiderio d'apprendista stregone
è andare oltre il confine del degrado
mi dico, intanto che mi imbatto in cifre,
bizzarri simboli e irrisolti arcani.

 

Ci sarà pur formula che conduca
in quel luogo ove l'essere ritorna
polvere, parola è materia oscura
e le frontiere cedono porose.

È da lì che vorrei tornar stregone
per infondere agli uomini speranza
che il vivere non finisce in rovina,
che oltre ogni limite si resta umani

 

depurati di sostanza inquinante
e zavorra terrena: energia pura
che differente accende l'universo
saremo, anche e solo per il sofferto.

 

***Possa il nuovo anno zampillare magmatico di pace e di gioia in ogni angolo di mondo.

 
 
 

Amando ci si fa dono***

Post n°833 pubblicato il 22 Dicembre 2025 da woodenship
 

Binomio inscindibile amore e dono:
ci si dona per amore che amando
ci si fa dono.
                       Si che amore è dono
il più bello che si possa ricevere 
dalla vita.


                Anche e solo di un mattino
dopo essersi innamorati si ha dono
della luce splendente di un sorriso
che ingenuo ci dice che di ogni cosa
ci si innamora,
                            pure del cogliere
il guizzo dal lampo di sguardo intenso
che scaldi e arrossisca guance ed attizzi
condensando brezza umida in piacere.

Ci si può innamorare nel sentire
d'uno sfarfallio nel ventre il preludio
al dono: 
               perverso tripudio, di sbotti
d'amore nel sole animante lombi

a che riversino in fiotti umori.

                                                

                                                    Tra vele 
acconciando evento in serica ebrezza:
le labbra sussurrano sensuali
dalla sabbia ch'è profondo l'orgasmo.

Sussultan  seni da fremiti scossi:
dall'oceano è il gorgoglio ghiaioso,
perverso suono d' estasi fa dono
con brividi accompagnandoci a riva.

 

🌜⭐️✨️💫🌛🌹❤️🌷🌼🌻🌺🏵💮💥🌜⭐️✨️💫🌛💮🏵🌺🌻🌼💥🌹❤️🌷🙏🌜⭐️✨️💫🌛

 

*** Auguri di cuore ad amici e naviganti per delle festività che possano essere fonte di gioia e serenità.

Woodenship

 

 
 
 

Il cielo d'un pianista

Post n°832 pubblicato il 11 Dicembre 2025 da woodenship
 

È spartito il firmamento annotato

da mano ispirata di musicista 

con simboli di costellazioni, note

dai segni zodiacali in spazi. Righi

leggendone al piano, la esegue lenta

sonata che sfavillando pervade

melanconia e languido abbandono.

Ogni nota non è altro che una stella:

scintilla a ogni tasto sfiorato brilla

alea nell'aria notturna frizza.

 
 
 

Senza filtro

Post n°831 pubblicato il 01 Dicembre 2025 da woodenship
 

Adesso si: confessione confusa
e senza filtro alcuno,  l'avrei resa
con nella mente il dramma di peccati
di cui non si sa origine o valenza
se non quella dalle ragioni scarne
di una carne dal desiderio trafitta. 

Me ne viene che rifugio ricerco
ma non penitenza perché pentito
affatto, pur se dai carmi ho tremore
nella chiesa brulla di panche ed aspra
di via crucis intagliata nel legno
alla parete un trionfo assai dolente. 

Ascolto seduto brusio d'ombra
sfuggente dal confessionale accanto
fonte che non m'illumina di fede.
Un po' preda mi fa, un po' predatrice:
leopardo femmina che nella notte
difenda il cucciolo da un branco di jene.

 
Poesia vorrei intrecciare  d'istanti,
verseggiando paura e coraggio in rime
così da averne adrenalina pura.
Se il cucciolo all'alba più non sarà   
dovrò aver coraggio per aprire occhi.
Ma so che ne avrò solo per chiuderli

 dal dolore, invece. È che queste notti
ottobrine vanno a chiudersi asciutte
senza che la pioggia faccia da ninna
nanna, finendo per spiovere grigie
come certe mattine, d'incubi unte,
lavorative d'un tempo scosceso.

Venti vite a scrivere avrò passato
per poter descriverne una. Del resto
questa è la vita: una scrittura fitta
fitta d' incastri, tesa ad abbracciare
più vite possibili. Anche se, alfine,

si confessa quell'unica pur confusa.

 
 
 

... che silente si fa d'oro

Post n°829 pubblicato il 20 Novembre 2025 da woodenship
 

Il nulla non è il nulla ma un'idea.

E il vuoto così vasto a contenerla

non è che un enorme gravido ventre 

in cui l'embrione sta in gestazione. 

 

È in questo buio, nel frusciar di raggi

sfreccianti, che silente si fa d'oro:

dal nulla frutto maturo, quando essa

partorita sarà novella ispirazione.

 
 
 

Come te dal nulla

Post n°828 pubblicato il 12 Novembre 2025 da woodenship
 

La poesia è come se s'abbozzasse
da sé: le mani, le dita sui tasti
è come se obbedissero a parole
che abbiano urgenza d' esser dette e scritte
si da dar forma e vita ad un discorso
che è nell’ etere, prima che nella mente

o nel cuore. A render di più l’idea:
la poesia è particella aeriforme
allo stato aerosol che si aspira
microparticella che trova senso
recitata o per iscritto. Ogni verso
è un sospiro all'intender di concetti;

è respiro dall'amore sedotti;
è sedurre per riprodurre un quantum
al confondersi in grafie riluttanti
e sentirselo fino nei polmoni.
Frasi quasi sempre ostiche all'udito
a volte paiono significare

e remissive adeguarsi a metrica
consonanza ed assonanza per stanza
che le si dice che tanto son belle
da eromper di getto come dal nulla
increduli lasciando, diffidenti
in balia d'un verso altro a mezz'aria . 

 
 
 

L'infinito non esiste

Post n°827 pubblicato il 05 Novembre 2025 da woodenship
 

È un nonluogo il dolore.

Ci si ritrova a viverci anonimi.

Perché è senza nome la sofferenza.

Quando provi a nominarla non ne hai che una smorfia

sul viso ed una fitta per tutto il corpo: alle volte è infinito il nonluogo

ove ci si contorce. Ed è qui che ci vorrebbe consapevolezza che l'infinito non esiste.

Anche il dolore ha una scadenza.

 
 
 

Folli ad accalcarsi

Post n°826 pubblicato il 31 Ottobre 2025 da woodenship
 

Cosa meravigliosa l’alternarsi
delle stagioni un di. Aveva un fascino
allora l’andare in giro a coglierne
cenni del cambiamento lungo i viali.

Mi manca molto ciò: negli ultimi anni
sembra che si sia disfatto il castello
di carte delle stagioni. Giacciono
ora i suoi ruderi come gettati

alla rinfusa, senza più sequenza
temporale logica che dia ad esse
un ordine. Movimenti dell’anima,
mi verrebbe da dire, vedendone

nella mente le immagini insistenti
affollarsi svolazzando avvizzite
come narrassero fole d’autunno.
È dall’interiorità che la terra

umida o arida emana un umore altro
che, sebbene sappia di marcite, par quasi
che, pervasivo, stimoli stagioni
folli ad accalcarsi  impreviste ovunque.

 
 
 

Satchmo

Post n°824 pubblicato il 20 Ottobre 2025 da woodenship

Non so voi, ma quando lo sento, di questa sua musica
mi commuovo: mi fa tremolare ance nascoste.  Mentre
davanti agli occhi sfilano immagini di un mondo
non più visibile se non in fotogrammi d'epoca
... oppure nel ricordo e nel cuore
che ancora ne vibra ed esultando stupisce

Dovessi rinascere è questa la voce
che vorrei ascoltarmi, quando mi riascolto
messaggio registrato su whattsap

Non è facile averci una voce che plasma le cose
si che gli vedi le guance gonfiarsi all'inverosimile
che sta suonando la tromba e delle note che insuffla
ne sta facendo vasi di sgargianti gerani
corpi elastici multicolori dai variegati sentimenti

Che testamento avrebbe potuto lasciare
un individuo risalito dall'inferno in vita
e dalle varie carceri minorili è uscito
come essere umano che della solarità
ne ha fatto gentile umanità dalla generosa
grande e geniale arte bella?

 

 

 

 
 
 

Doni

Post n°823 pubblicato il 13 Ottobre 2025 da woodenship
 

Spazi infiniti***

Ancor dormiente fu un bacio di sole
ad arroventar furtivo la guancia
intanto che la foschia oceanica
la pungeva con freddi aghi sottili.

Filo d'erba tra steli radi desto,
gli occhi aprendo a quel contrasto tra dune
dorate, pettinate con costanza,
rimbalzai alla brezza da cime a creste

come fossi io stesso vento. Nel giorno
nuovo raccolsi le mie cose, poche
in verità: di sole un bacio, gli aghi
ghiacci, e seguii brillio a distanza.

27/12/2011

***rivista e riscritta

 
 
 

La luna, io, tu e la tua seggiola

Post n°822 pubblicato il 06 Ottobre 2025 da woodenship
 

Tinti occhiali buffi su nasi finti
stavo facendo serio quattro conti
ch'è da una vita che mi manca poco.
Avevo pochi anni e già mi si dava
per "Morto da cent'anni" fuor di scuola
per goliardia in punta suonava invidia. 

Ma io sono sempre qua e sono sicuro
che ci sia pure lei: l'alone è espanso
dietro al palazzo, che ci sta capisco
che tra un nulla sguscerà fuori lume
a far capolino da dietro il tetto                                                                                                             
E noi saremo quaggiù ad accoglierla.

Ricordi com'era bizzarro il cielo,
tutto quel giallo riflesso da nubi
oggi: palazzi, strade, alberi...? Tutto
senza essere in autunno ed al tramonto
ch'è ultima luce di cui far tesoro.
Un taglio sul palmo scorrevo intento:

che cielo e che sera morbida pelle
lei assisa sul confine della sera
far l'occhiolino falsa timida. Eccola
prima impacciata dietro la ringhiera
sull'altana striata e senza gettare
trecce, che ci si accomoda sul ferro

per poi scavalcarlo, me a bocca aperta
e lanciarsi nel vuoto tra le note
d' un reggae che sa di cicale e grilli.
Lei che corre in braccio alle note
e la notte che ci abbraccia calda
dagli UB forty* un vino rosso d'annata.

È da una vita che mi manca poco
e dovrei già esser morto da cent'anni:
no, non dovrei essere qua. E la seggiola
su cui tu stai seduta non dovrebbe
starci sulla linea della mano.
Tu che ci stai seduta mi confondi

come lei illuminandomi col bacio.
Prima che essa si lanciasse nel vuoto
si che disco come non mai lucente
apparisse, dimmi che anche tu hai visto
come scalava i muri, blatta in fuga
pallida d'ambrato liquore gonfia,

per poi slanciarsi oltre la tua seggiola
io smarrito tra liquidi miraggi
ché da cent'anni dovrei essere morto.
Non so ancora per quanto farà il suo giro
per quanto poco di certo si farà dono
però ci siamo ancora e la vediamo.

28/08/2012 woodenship

 
 
 

Dell'estate calante

Post n°821 pubblicato il 24 Settembre 2025 da woodenship
 

Vasto orizzonte ha la mia terra: un filo,

sottile lama, discrimina cose

e gesti, precisa e tagliente luce.

 È qui che pur l'ansimare si coglie

d'infatuazioni d'estate calante.

 
 
 

Fatti d'acqua

Post n°820 pubblicato il 16 Settembre 2025 da woodenship
 

Siamo esseri viventi fatti d'acqua

che al vento e al sole evaporan tormenti.  

Come pioggia torniamo gocce uguali 

allo stesso tempo diverse l'una

dall'altra: di nubi gravide il parto

paradosso tra terra e cielo un torto

che si sia individui che soffran  sete. 

 
 
 

Gazawi: dead people walking

Post n°819 pubblicato il 07 Settembre 2025 da woodenship
 

Chi l'ha deciso che così fosse?
Chi, quale tribunale, ha emesso condanna a morte?
Chi si è arrogato il diritto di mettere a morte un popolo?

Taglia e ritaglia l'anima/ è striscia di sangue 
la terra: di rovine si allunga Calvario fino
all'inferno lastricato di fame distruzioni e sete.

Mano d'infame genocida la vuole coda 
alla sua stella di Davide
a farne cometa messaggera di morte.
Quando la cometa sarà pronta
la fine sarà cosa fatta di un popolo.

Ma Chi l'avrà deciso che così fosse
nell'apatia di governi ruminanti vili
... o solo omertosi perché complici?
Chi, quale tribunale, avrà emesso condanna a morte?
A occidente si sposa la morte ma non si dice.
E chi si è arrogato il diritto di mettere a morte un popolo
sta lì acelebrar funzione... eppur lo sa che il funerale è anche il suo
non fosse che tra cent'anni, quando spolpate avrà le ossa
ci sarà qualcuno che ci suonerà l'inno alla pace.

 
 
 
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