Percorsi

Ricordi?


Quella notte che spegnemmo le stelle Era notte. Buio. Luci lontane.Stretti in un plaid immersi in un vento fortissimo. Parlavamo. Parlavamo di vite vissute, di possibilità mancate e di un futuro incerto. Faceva freddo. Mi trovai a stringere le tue mani sotto alla coperta. Il tuo fiato profumava di cannella, la tua pelle di muschio bianco. In lontananza i fulmini creavano una coreografia sopra la laguna abbellendola ancora di più. Rendendola sempre diversa.Come per incanto le mie labbra cercano le tue (o forse è il contrario? No, preferisco pensare di essere stato io la scintilla). Le lingue si intrecciarono come le nostre dita in una danza profana.Ad un certo punto non ci fu più laguna, non ci furono più barche, ne lampioni ne niente. Solo i nostri corpi denudati che cercavano il calore del contatto della pelle su pelle, del piacere della reciproca nudità. Le mani febbrili cercavano sempre nuovi centimetri di pelle da valorizzare con una carezza. Le labbra ne seguivano il percorso con piccoli morsi, appoggiando la lingua alla ricerca di nuovi sapori.Eri tu? Ero io? Erano i nostri corpi affamati assetati che nell'altro cercavano di spegnere la sete, di soddisfare la fame. Baciami, toccami fammi tuo... la notte è lunga e ho tanta tristezza nell'animo. Lasciami entrare, lasciati ammirare nella tua nudità, scorri in me come pioggia sottile.Sazi, restammo lì abbracciati a vedere sorgere il sole