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oxonian debris
Poi,San Faustino in colletelefoni e braviquanto ci costano le dita tesele une contro le altrei letti e le vanghe fatte di cigliache ci disseppellisconodalla tristezza, dalla bruttura e dagli odie ci pongono, al contrarioin un sacrario tutto nostrodove i giorni diventano risatee l'oscurità un cerinoper accenderci un giornoe bruciarcii vestiti Io mi rivedospesso saivicino alla finestra lievemente spogliatoe con il corpo leggermenteinclinatomi vedo mentre osservola via e le sue vocimentre tumi abbracci senza dolore e senza sforzo un Amore fetaleun profugo bellissimo di notte e di pelle