Caro amico, oggi scrivo a te. Si scrivo a te che te ne esci di casa il sabato sera, felice con i tuoi amici, che entri nei locali per divertirti e che ne esci ubriaco.Ti scrivo per dirti che non hai capito un cazzo e che tu i tuoi stupidi sballi costano troppo. Non a te, non alla tua stupida vita che continuerà, perché giustizia non c’è e non ci sarà mai. I tuoi stupidi divertimenti costano troppo a tutti quelli che hanno la sfortuna di incontrarti per la loro strada.Ti senti forte, ti senti invincibile, come se fosse quel bicchiere in più a darti la forza, l’allegria e la possibilità di farti bello con i tuoi amici. Ma sulla strada del ritorno non sai chi incontrerai, tante auto, tante persone come te ma che magari, diversamente da te, ci tengono alla loro vita.Vederti tutte le domeniche mattina in testa ai giornali mi fa rabbia, perché tu sei il simbolo dell’ignoranza che vince sulla vita. Le strade d’asfalto che diventano insanguinate, fiumi di sangue che scorrono. Pianti di mamme che non rivedranno più i dolci sorrisi dei loro figli, giovani vite che si spezzano, si piegano alla brutalità umana. Non voglio dirti cosa fare della tua vita, non sono nella posizione di poterlo fare. Se fosse per me la prenderei e la butterei nel cesso, ma tu questo diritto te lo sei preso nei confronti degli altri. Con la tua stupidità hai deciso per loro quando è giunto il momento della loro fine. Padrone della tua vita, ma padrone incosciente anche della vita degli altri. Quel bicchiere in più ti fa sentire grande, grande come le vite che spezzi, i sorrisi che spegni, gli occhi che chiudi. Per una volta vorrei che anche tu provassi quella sensazione…trovarti davanti alla morte e non potere fare nulla, vedere la morte che ti si avvicina ad alta velocità per mano di uno stupido ubriacone. Forse allora capirai cosa si prova. Forse allora imparerai a capire che una vita non vale un bicchiere in più, anche quando quella vita non è la tua.Sai che te la caverai, che non pagherai mai abbastanza per la tua stupidità, perché la giustizia a volte è fallace. Ma quelle facce, quei sorrisi, quelle vite te le porterai sempre dietro, come un indelebile marchio a fuoco, il marchio di quelli che con un clic spengono le speranze di una vita.Pensa, ti chiedo solo di pensare. Nulla di più. Ma so che non lo farai, sei troppo stupido. Continuerai a vivere la tua vita nella convinzione che certe cose succedono solo agli altri, che tu ne sei immune. Ma non piangere, non voglio sentire una parola di pentimento quando vedrai quelle giovani bare allineate, simbolo della tua stupidità e della tua ignoranza. Perché non c’è perdono, non c’è pentimento per chi spegne consapevolmente una vita umana, per chi distrugge i sogni e il futuro.Vivi, gioca e divertiti, quel fiume rosso crescerà, aumenterà alimentato da te e da quelli che, come te, giocano con le vite, come piccole pedine di una dama. Una partita a dama può durare anche giorni…tu gioca la tua, ma io mi auguro che duri pochi minuti, quelli sufficienti a farti capire che la vita è una…anche per te. La vita dell’uomo è un filo di seta sospeso in un gioco di rasoi.Emilio Cecchi