Tra le mie parole...

Finita l'estate...tempo di bilanci


Finisce l’estate…tempo di bilanci. A volte credo che l’estate sia una sorta di piccola vita condensata, una piccola opera teatrale in cui si rappresenta la nostra esistenza!L’estate è una grande centrifuga di sensazioni, un turbinio di emozioni che vanno dal gusto dolce di un amore nato, a quello acerbo di una storia finita, dal gusto intenso di una passione fugace a quello speranzoso di qualcosa che possa durare. D’estate l’orologio corre più in fretta, il tempo passa in un attimo ma il passare delle ore è sempre carico di un’aria diversa…un’aria inevitabilmente più piena di quella che caratterizza gli altri giorni dell’anno.E allora mi chiedo: perché fare un bilancio? Odio riassumere quello che è successo, quello che non è successo o quello che sarebbe potuto succedere. Sono l’amministratore della mia vita, è vero, dovrei redigerne il bilancio ogni tanto, così come per le mie estati…ma credo che se solo ci provassi l’istinto di falsificarlo sarebbe troppo forte.Preferisco esimermi dal farlo, mi limito a guardare le estati, le stagioni correre…senza fare bilanci. A volte mi guardo dietro e butto un occhio a quello che è stato, ma la testa si gira sempre ed inevitabilmente in avanti a guardare oltre. Paura? Forse…paura di vedere che ciò che c’è dietro non è poi così bello, di rendersi conto che quello che c’è dietro non è esattamente come l’avevo sperato…paura.Trovo che la prerogativa degli uomini di fare piani, di cercare di immaginare il futuro sia un limite, perché chiude la visuale a ciò che abbiamo progettato e ci impone di verificare se quanto sperato si è poi verificato. Preferisco fissare alcune linee, senza tracciare tutta l’immagine per esimermi dal guardare, dal dover puntualmente verificare se ogni minimo punto ha avuto una sua concretizzazione. Un rimedio contro il dolore? No, non credo…quello arriva lo stesso, ma almeno non mi sento obbligato a fare il bilancio di qualcosa che non ho pronosticato nei minimi dettagli.Ora il palco scenico della mia estate si chiude, tanti attori sono passati: alcuni indossavano una maschera, altri no. Ma anche tante vecchi figuranti l’hanno allietata, insieme a continui cambi di scenografia e vertiginose variazioni di luce. In mezzo sempre io, in mezzo a quell’ampio panorama di sensazioni, sbattuto di qua e di là ma sempre in piedi per sentire in faccia i venti delle mie emozioni.No, nemmeno stavolta farò il bilancio, non chiedetemelo non ne sono capace. Prendo il canovaccio di questa opera, lo rileggo, lo confronto con ciò che è accaduto. Qualcosa corrisponde, altro no. Ma non importa…l’opera si conclude, il sipario si chiude. Cambia il teatro, cambiano gli attori, cambiano le scenografie…io però resto lì, al centro. Entrate gente…il palco scenico è vostro, nessun bilancio, nessun resoconto. Vivo…e mi basta.La vita umana non è altro che una seri di note “a piè di pagina” a un immenso oscuro e incompiuto capolavoro.Vladimir Nabokov