Tra le mie parole...

Io scrivo "perché" e voi?


Provate ad immaginare di avere davanti a voi un foglio bianco, completamente bianco…e di dover scrivere al centro solo una parola. La prima che vi viene in mente, quella che balza alla vostra mente…quale sarebbe?!Prometto che non ci ho pensato, lo giuro…la mia è PERCHE’. E’ difficile spiegarlo…è difficile motivarlo, ma credo che sia la parola in assoluto alla quale sono più affezionato. Sin da piccolo questa parola mi assillava…spendevo ore intere a chiedere ai miei il perché di tutto ciò che mi circondava. Crescendo pensavo che passasse…che questa stranissima di rompere le balle a tutti chiedendo perché passasse…ma mi sbagliavo. Quella curiosità innata e, per certi versi, fanciullesca mi ossessionava e mi ossessiona…la necessità di sapere, di scoprire, di conoscere tutto.Non è stata la crescita a farla passare…ma un po’ si è sopita, forse è stata la realtà ad agire laddove la maturazione non è riuscita. Crescendo si cambia…si comprendono tante cose che apparentemente sfuggono, ma soprattutto crescendo si capisce che quel perché va dosato. Non sempre c’è un perché alle cose, altre volte invece, quel perché non lo si vuole conoscere.Crescendo si impara a vivere di momenti, di attimi e a goderseli senza farsi troppe domande, perché a volte le domande, i perché rovinano tutto. Sì, è un po’ il cinismo degli adulti…quello che chiude gli occhi di fronte alla realtà e per un attimo l’unico obiettivo è di godersi a pieno quel piccolo istante di vita quotidiana. Altre volte, invece…quel perché proprio non esiste. Le cose accadono, le situazioni cambiano, non per un motivo particolare, ma perché così deve essere, come se ci fosse un qualche piano divino guidato dalla casualità che ci muove come tanti piccoli burattini.Non ho smesso…quel fanciullino vive ancora in me e ogni tanto se ne esce fuori con il suo…Perché? Ma è più raro, meno frequente…ma altrettanto intenso. Quel fanciullino ha lasciato spazio all’uomo, quello che ha capito che a volte il bello sta proprio nel non conoscere quel perché, nell’ignorarlo. Navigare a vista, lasciandosi sbattere di qua e di là dalle onde…la bellezza delle cose sta anche nel non sapere tutto, perché quando ignori qualcosa la scoperta diventa qualcosa di più bello, di più emozionante proprio perché così rara, così complessa.Quel fanciullino ha scritto questo post…quello che ancora continua ad interrogarsi sul perché una persona si chiede il perché…nessun perché stavolta, solo le mie sensazioni…il foglio, le parole.Il foglio c’è, la penna pure…ora scrivete voi, la vostra parola!Le domande che non si rispondono da sé nel nascere non avranno mai risposta.Franz Kafka