Capita che questo fine settimana sono in giro per Londra e osservo, scruto ogni minimo dettaglio per capire cosa rende speciale questa città.Ho girato, ho camminato, ho osservato e alla fine l’ho capito…ho visto uomini arabi con grandi turbanti guidare gli autobus dei potenti bianchi; ho visto donne indiane mescolarsi tra le mogli dei grandi uomini d’affari tra gli scaffali delle grandi boutique; ho visto piccoli cinesi girare in mezzo a grandi uomini neri con collane e felpe taglia XXL; ho visto coppie gay girare mano nella mano tra vecchiette truccatissime in stile vittoriano; ho visto punk con grandi crestoni e piercing sparsi per tutto il corpo confondersi tra ragazzi griffati Gucci e D&G.I miei occhi si sono posati ovunque…osservavano con ossessionata curiosità quel mondo, quel piccolo angolo di paradiso. Sì, un piccolo angolo di paradiso dove gli uomini sono liberi, dove le persone accettano la diversità come qualcosa che arricchisce, quel paradiso dove il concetto di normalità non esiste perché tutto è normale e anormale allo stesso tempo.Lo so…sono un sognatore. Lo sono sempre stato, ma Londra mi ha lasciato dentro tanta gioia e insieme tanta tristezza. La gioia di vedere che in qualche parte del mondo esiste gente che non si scandalizza per una cresta, per una faccia piena di piercing, per due donne che vanno in giro mano nella mano e che si baciano in pubblico. Ma anche tanta tristezza…quella che scaturisce dalla consapevolezza che quel mondo “ideale”, seppur non privo di elementi negativi, non è la prerogativa di tutti gli uomini. Vivo in un mondo dove un colore di troppo dà adito a giudizi controversi, dove un tatuaggio sul braccio è un buon motivo per non dare da lavorare ad un ragazzo, dove le persone, accecate dal discernere ciò che è giusto da ciò che è sbagliato, si perdono tutto il resto.Grazie Londra per aver risvegliato in me quella voglia mai sopita di guardare al mondo con occhi curiosi, per avermi fatto capire che da qualche parte nel mondo la gente sa guardare oltre, sa apprezzare la molteplicità senza sentirsi addosso il diritto di dire cosa è giusto e cosa è sbagliato…ma limitandosi semplicemente ad accettare tutto, perché poi in fondo non c’è nulla da accettare. Torno nel mio mondo più felice, perché ora so che la gente non è tutta uguale, perché sono consapevole che c’è chi sa andare oltre, chi ha fatto della convivenza di stili un motivo di vita. Grazie Londra perché sei stata per due giorni il mondo che vorrei e per avermi ricordato che a volte tra il bianco ed il nero c’è pure il grigio.Nulla, neppure un giudizio giusto, è più intelligente d'una sospensione del giudizio.Henri de Montherlant