Ho visto un cartellone pubblicitario, ho visto una donna, ho visto un ammasso di ossa. Ancora una volta la pubblicità shock, ancora una volta il genio di Toscani.E insieme a quella foto, ho letto i giornali. Tutti presi a denunciare quella foto così oscena, così scandalosa, quella foto usata solo per fini pubblicitari. Un coro pressoché unanime di condanna contro chi ha osato portare alla luce…cosa? La verità, la cruda verità.Sono dispiaciuto, sinceramente dispiaciuto…perché ancora una volta la gente, i benpensanti hanno perso una buona occasione. Ho guardato quella foto e non ho pensato alle finalità che vi erano dietro…ho pensato a quel corpo, a quella vita a quel mucchio di ossa posate a terra.Tempo fa scrissi sull’anoressia, ne parlai come la brutta bestia…una malattia che non ha cure particolari, una malattia che si cura con l’amore, l’affetto e la comprensione. E quando ho visto quella foto il pensiero è volato là, a tutti quelli che gettano la vita così, con un colpo di spugna…a null’altro.Ma non è così per tutti. Hanno preferito dar voce alla polemica e tacere sul dramma…ancora una volta, quella malattia che si nutre di silenzi ha avuto la meglio. Nessuno ne ha parlato, ma tutti hanno sparato a zero su quella che hanno definito una pessima trovata pubblicitaria.Può darsi, magari lo era. Ma era una buona occasione, l’occasione di rompere i silenzi, distruggere quella barriera e parlare, discutere di ciò che troppo spesso viene taciuto. Perché chi muore di anoressia muore a causa del silenzio…quel silenzio che chiude lo stomaco e la bocca. Quel silenzio che sa di vergogna per qualcosa che non si è in grado di controllare, quel silenzio che lentamente diventa magrezza, malessere e poi morte.Abbiamo perso un’occasione, l’ennesima. Troppo presi dalla voglia di criticare, di dire cosa è giusto e cosa è sbagliato, cosa è corretto e cosa non lo è, abbiamo gettato ancora silenzio sul silenzio. Dico a voi, cari benpensanti…magari le vostre idee sono giuste, anzi lo sono di sicuro. Anche io sono contro la spettacolarizzazione di certi drammi…ma ci sono drammi che non possono essere taciuti. Perché a volte il silenzio è dovuto…altre volte no. Altre volte è necessario urlare, sbattere in faccia a tutti il dolore perché la gente capisca, comprenda e non faccia finta di niente.Viviamo nella convinzione che certi drammi non ci toccheranno mai e quindi preferiamo tacere…stare in silenzio, chiusi in quella omertà che spesso è il cibo della sofferenza. Avrei preferito che quel coro di voci si alzasse per sollevare la questione, per parlare di chi soffre, per cercare di capire e di comprendere come aiutare chi ne ha bisogno. Invece quelle logiche di mercato che tanto hanno criticato hanno vinto ancora una volta, perché la rissa e le critiche fanno più spettacolo dell’informazione.Una società anoressica di pensieri, ma obesa di benpensanti. Quelle ossa continueranno ad esserci, magari non sui cartelloni pubblicitari, ma dentro le case…la sostanza non cambia. E mentre qualcuno dimagrisce, fino a scomparire, l’ignoranza ingrassa fino a scoppiare, ma le persone muoiono…l’ignoranza no. La critica è un fucile molto bello: deve sparare raramente!Benedetto Croce