La giostra delle sensazioni ha due protagonisti: l’equilibrista e lo spettatore. Persone diverse, vite diverse che si incontrano e a volte si scontrano.L’equilibrista vive la sua vita sull’orlo delle emozioni, ogni giorno un giorno nuovo, ogni sensazione è qualcosa da provare, da vivere fino in fondo. L’equilibrista non si risparmia…guarda avanti, supera gli ostacoli lungo il suo cammino, ogni tanto barcolla ma è consapevole del rischio che corre. Ha fatto una scelta, quella di non chiudere gli occhi, di reggersi sul filo che divide la terra e il cielo, la gioia e il buio cupo, con la sua forza, con la sua piccola asticella. L’equilibrista non si tira indietro, perché la sensazione di sentirsi vivo, di provare qualcosa di nuovo lo attrae irrimediabilmente, e non riesce a sottrarsi. Tutta una vita come un solo sorso d’acqua…tutta la vita a buttarsi sulle emozioni, senza risparmiarsi mai.Ma sotto c’è lo spettatore, quello che guarda con occhi incuriositi. Quello che si mischia nella platea, che si confonde con gli altri. Quello che lo guarda con tanta ammirazione per la sua capacità di reggersi su un filo, di vivere le proprie sensazioni da protagonista. Lo spettatore osserva e placa la sua voglia di salire su, di affrontare a viso aperto quelle emozioni, di guardare sprezzante alla realtà. Non ce la fa, resta lì immobile in un angolo con gli occhi pieni di ammirazione, e soffoca. Ferma dentro se stesso ogni istinto a provare quelle emozioni, perché ha paura. Timore di viverle, timore di provarle sulla propria pelle, timore di sentirsi un po’ più vivo. Solo a volte riesce a liberarsi e allora la gioia è indicibile.Dicono che l’equilibrista abbia coraggio e che lo spettatore sia vile. Non ci credo…non penso che esista una bilancia del coraggio. Camminare sull’orlo delle emozioni è l’esperienza più bella che un uomo possa fare, ma non l’unica. La vita non è solo istinto e il coraggio di chi ha imparato ad osservare è altrettanto mirabile. Il coraggio di chi ha saputo mescolare emozioni e razionalità, di chi sa comprendere il limite da non varcare non è minore di quello di chi ha imparato a vivere la vita con occhi sprezzanti.Le emozioni vanno vissute, non vanno sprecate. Ma la gioia di provarle, quella vera scaturisce da un uso moderato delle stesse. Anche le emozioni possono diventare routine, se chi le prova non impara, ogni tanto, a rimanere spettatore della propria vita. Gustare le emozioni significa anche saperle guardare con occhi distaccati e, a volte, razionali. Senza esagerare, ogni tanto lo spettatore deve alzarsi da quella poltrona su cui è inchiodato, armarsi di sbarra e provare a fare qualche passo su quel filo, per provare l’emozione di essere vivo, di sentire che c’è…lasciare andare il cuore, senza freni e senza limiti.Vedo un mondo di equilibristi e di spettatori, ma vorrei qualcosa di diverso…vorrei il mondo di quelli che imparano ad alternare il rischio della camminata sul filo alla dolce e comoda poltrona. Perché le emozioni si vivono, è vero…ma a volte si pensano…anche.Sembrerebbe che metà dell’umanità esista per vivere e l’altra metà per essere vissuta.Italo Svevo