Tra le mie parole...

Lettera al prete gay


Ciao amico,oggi scrivo a te. Sì proprio te che sei stato vittima del silenzio, prima che di una decisione immorale e indecente. Grande silenzio intorno alla tua notizia, perché un prete gay che viene allontanato dalla chiesa fa scalpore e l’Italia, si sa è il paese dell’omertà, il paese della censura, dove milioni di morti in nome del silenzio non sono bastati a cambiare le cose. E nel mondo del silenzio tu hai parlato, per una volta ti sei confessato…ti sei confessato diverso. Diverso nelle preferenze sessuali, quelle che la tua amata Chiesa ti impone addirittura di non praticare. Non importa…è stato sufficiente per spogliarti delle vesti nere e dei paramenti sacri, allontanarti dalla tua vita, da ciò che avevi costruito. Bel coraggio il tuo, un coraggio difficile da trovare oggi, il coraggio di chi la mattina ha voglia di svegliarsi e guardare nello specchio la sua immagine e non quella che gli altri vogliono per se.Poveri stolti…pensano di aver fatto giustizia, di aver fatto la cosa giusta. Non hanno pensato neppure un attimo che il tipo lassù, quello al quale dicono di dedicare tutta la loro esistenza, sapeva già tutto. Conosceva ogni piccolo particolare, perché da lassù non c’è bisogno di usare omertà…ma nessuna saetta è stata scagliata, nessun giudizio divino è stato preso. I nostri signori benpensanti invece hanno pensato bene di sbatterti fuori, perché il tuo essere è troppo sconcio per poter entrare in una chiesa, perché la tua anima è dannata.Silenzio…questa è la parola d’ordine. Tu invece hai avuto il coraggio di parlare, di dare voce al tuo pensiero e al tuo essere e io ti stimo. Nessun saio a coprire la tua verità, nessun muro di una basilica a nascondere il tuo segreto, nessuna immagine deleterea da dover mascherare.  Solo tu con la tua realtà…una realtà scomoda, dolorosa e a tratti pesante da portare sulle spalle. Una realtà che è ancora più dura da accettare quando vedi che preti che abusano di bambini continuano a svolgere la loro santa attività, limitandosi ad essere spostati…e tu che di quei reati non sei stato neppure scalfito, invece, sei stato allontanato da quel mondo che è il tuo.Basta, ora basta. Stavolta non è necessario dire altro…hanno fatto tutto da soli. Hanno mostrato al mondo la loro vera realtà, ma il mondo non capirà. Ancora una volta a giustificare, ancora una volta a coprire la realtà…quella realtà che hai palesato ma che a molti rimane ancora strozzata in gola come un boccone amaro da ingoiare.Arriveranno tempi migliori, grazie anche a te e grazie a tutti quelli che sanno guardarsi allo specchio e a quelli che solo ora cominciano ad affacciarcisi.La verità non prospera che al sole.Massimo D’Azeglio.