I tempi cambiano, non c’è dubbio. Erano i bei tempi dell’anno zero in cui bastava salire su un asinello, trovare una capanna dotata di bue per mettere al mondo un figlio ed avere la certezza che quello crescesse sano e forte nei suoi ideali.Oggi no, niente asinelli, niente capanne fredde…ma solo tanto coraggio. Siamo sempre portati a pensare che gli eroi oggi siano quelli che si marchiano di grandi gesta, ma nel vedere quelli ci perdiamo di vista tutti quelli che giorno dopo giorno portano avanti la loro vita umilmente e che, nel loro piccolo, sono dei veri e propri eroi.Si, penso proprio a loro…penso ai genitori. Dura sfida essere genitori oggi: responsabilità crescenti, dolori dietro l’angolo, attenzione sempre acuta sono gli elementi fondamentali di esistenze semplici che passo dopo passo costruiscono la cosa più difficile da creare, costruiscono una persona. L’hanno definito spesso un mestiere…a me piace definirlo un’attitudine. Essere genitori oggi significa destreggiarsi in una savana di pericoli: alcol, droga, sregolatezza sembrano essere all’ordine del giorno. Ma tutto ciò non fa che rendere ancora più grande l’operato di un genitore. Ho sempre pensato che il genitore non è quello che ti dice cosa fare, dove andare, come muoverti; il genitore è quello che ti da la bussola per imparare a orientarti, quello che ti dà gli strumenti, ma non ti dice la direzione, perché ha capito che sperimentare è più importante che impartire.Il genitore è il più grande creatore di mosaici che la storia abbia mai conosciuto, perché ogni giorno aggiunge una tessera all’esistenza di un figlio, perché un genitore dedica la sua vita all’accostamento di quelle tessere che andranno a formare un ritratto bellissimo, a volte sbiadito, a volte dai colori fortissimi, ma che rappresenta sempre la propria opera d’arte. E’ un’arte sapiente perché impone di selezionare le tessere, di costruire una persona e, con quella di costruire il futuro.E nel costruire quel magnifico mosaico anche il genitore si costruisce un po’…impara a mettere in discussione le proprie certezze, a discutere degli ideali sui quali ha creduto fermamente…insomma anche lui impara un po’ a crescere. A volte ci si chiede quando il mosaico è terminato…beh, la risposta è semplice: mai.Stimo i mosaicisti che dedicano la loro esistenza alla creazione del quadro, stimo quelli che giorno dopo giorno accostano le tessere, provo fierezza per tutti quelli che lasciano cadere le gocce del loro sudore tra le tessere, come per cimentare la forza della rappresentazione. Instancabili a costruire la loro opera d’arte…e alla fine ci si affezionano pure quando non viene proprio perfetta, perché col tempo imparano ad accettarne le crepe, le perdite di colore, ma il coraggio, la tenacia e l’amore con il quale restano attaccati a quella guarda oltre e non si ferma all’apparire delle prime incrinature.Oggi mi sento di applaudire questi piccoli mosaicisti, perché in un mondo dove è così difficile trovare le tessere, in un mondo dove gli aliti di vento scompigliano continuamente l’immagine loro restano li, imperterriti a lavorare per plasmare l’opera definitiva.Ci sono eroi che restano nella storia, ce ne sono altri che vivono nel silenzio, nell’oscurità. Non combattono per la pace, per la libertà, per un orientamento politico…combattono per qualcosa di più grande: la dignità di un’opera d’arte. In silenzio accostano le tessere per formare un volto, il volto di un figlio.Le gioie dei genitori sono segrete, e così i loro dispiaceri e timori; le prime non le sanno e i secondi non li vogliono esprimere.Francesco Bacone