Tra le mie parole...

Ricordi da sfigato...


Non c’è niente da fare…è una storia che si ripete. La scuola è la palestra della vita, ma anche il più grande esempio delle categorie esistenti. Si, perché involontariamente, sin nel momento in cui si mette piede a scuola è inevitabile ricadere all’interno di una categoria…quali categorie? Beh, semplice…quelle che normalmente caratterizzano ogni scuola: i fighetti contro gli sfigati.E’ inutile che dite di no, ognuno nel corso della sua carriera scolastica è capitato nell’una o nell’altra categoria, a seconda delle sue caratteristiche ma anche delle proprie personali predisposizioni.La categoria dei fighetti è composta da quelli ipergriffati che hanno sempre il diario all’ultima moda, lo zaino coloratissimo che prima di andare a scuola si rifanno trucco e parrucco. Il fighetto arriva sullo scooter di ultima generazione che sembra uno scafandro e che, mediamente, è più ingombrante di una Maserati ed è perennemente sull’orlo della bocciatura, previo poi salvarsi miracolosamente l’ultimo mese di scuola. Quando arriva a casa dopo una noiosissima giornata di scuola non pretenderete mica che il fighetto si metta a studiare! Troppi impegni: TV, divano, preparazione per l’aperitivo pomeridiano, uscita, rientro per cena e uscita per lo struscio serale. Dall’altra parte gli sfigati, anche loro perennemente caratterizzati da alcuni tratti distintivi. Si perché lo sfigato puntualmente indossa occhiali che hanno lo spessore del fondo di un boccale per birra, hanno capelli pettinati come se fossero stati leccati da una mucca con una grande riga da una parte e sono inevitabilmente i primi della classe. Gli sfigati hanno obblighi ben precisi: fornire soluzioni dei compiti in classe e permettere ai fighetti di copiare tutte le mattine i compiti per casa, altrimenti la pena che scatta è quella corporale!Gli sfigati non fanno mai ricreazione perché quei dieci minuti servono a ripassare per il rischio dell’interrogazione dell’ora successiva e la loro merenda viene per questo puntualmente consumata dal primo fighetto di turno che si è dimenticato la merendina a casa.E’ una strana giungla quella della scuola perché ti trovi per la prima volta dentro una categoria e spesso ti ci trovi non per tua volontà, ma perché conformato ad uno specifico stereotipo. Va beh, non ve lo dico nemmeno…tanto lo avrete già immaginato…io appartenevo alla categoria degli sfigati, per la maggior parte delle caratteristiche esposte (non per tutte, ci tengo a precisarlo). Ebbene si, ho sempre sognato di essere un fighetto…perché negarlo? Sarei falso…quell’ideale rimaneva appeso lì, come un poster, come un modello da imitare, come un sogno da realizzare. Poi, crescendo interviene una mano invisibile: quella della vita. Quella mano che cancella quella orrenda riga bianca degli sfigati e porta un po’ di voglia di crescere ai fighetti, voglia di cambiare di migliorare e di migliorarsi.La scuola è la prima grande palestra della vita, io l’ho vissuta così…dagli occhiali di uno sfigato. Ma a volte ci ripenso a quei banchi, a quei volti, a quelle emozioni, a quelle paure…e un po’ mi mancano. Ricordi lontani di un tempo che non tornerà, ricordi lontani di un tempo che finisce ma che resta, per sempre.Io sfigato…ora a voi la parola…Non potete aspettarvi che un ragazzo sia depravato, finché non ha frequentato una buona scuola.Saki