Mi capita spesso di pensare alla possibilità di avere una bacchetta magica e di scegliere di essere nei panni di un personaggio famoso della storia, vivere nella sua epoca e riflettere i suoi ideali. Beh, non lo nego…i primi pensieri vanno sempre a quelli che, in qualche modo, hanno cambiato il mondo, che ne so tipo Cristoforo Colombo, Napoleone Bonaparte, Giulio Cesare. Poi però ci ripenso sempre e la domanda che scaturisce sempre più frequentemente è: chi me lo fa fare??? Sarà per la proverbiale pigrizia che mi caratterizza, sarà perché sono uno che è sempre stato abituato a non cercarsi troppe grane, ma per quale caspita di motivo dovrei incaricarmi di scoprire l’America o occupare metà del mondo civilizzato??? No, no troppa fatica…senza poi considerare i risvolti della morte…accoltellato??? Ma stiamo scherzando??? Troppa fatica, troppa fama, non fa per me.E ogni volta che ci ripenso il pensiero vola ad un’immagine, ad una di quelle che sfogliando i libri di scuola mi è sempre rimasta impressa. L’immagine del ragazzo che a Piazza Tian’anmen in piena rivolta popolare si schiera da solo, armato della sola busta della spesa di fronte a decine di carri armati incolonnati. Beh, ecco…quello è il personaggio storico che vorrei essere perché quello rappresenta il simbolo di qualcosa che non c’è più: il simbolo del coraggio.La caparbietà di un ragazzo che si oppone ai carri armati, senza armi solo con il suo volto a dire: ora passate sopra di me se avete il coraggio. Si, quel coraggio che non è mancato ai grandi della storia che hanno conquistato mezzo mondo…ma si tratta di un coraggio diverso. E’ facile essere coraggiosi quando si combatte per dei territori, per conquistare un paese e per godere dei benefici che ne derivano…più difficile è avere coraggio sufficiente a lottare per un ideale, per un principio, lottare per la propria libertà personale e di pensiero. Si, ho deciso…voglio essere lui…l’anonimo ragazzo che a Piazza Tian’anmen blocca i carri armati, perché lui incarna la vittoria e la sconfitta. La vittoria di tutti quelli che credono in qualcosa e non hanno paura di dimostrarlo, di quelli che si battono per le loro idee, di quelli che si mettono in prima linea a combattere senza armi o bombe in mano. Ma lui è anche la sconfitta, la sconfitta di quelli che quei carri armati non riescono a fermarli e li vedono avviarsi verso la strage, immobili senza poter dire una parola, prevedendo la sconfitta del proprio credo. E io, ormai lo sapete, sono l’uomo della vittoria e della sconfitta…quello in cui il gusto dolce della vittoria si mescola inevitabilmente a quello amarissimo della sconfitta.E nel periodo in cui la storia la fanno i grandi imperatori, in cui i grandi ideali valgono meno delle grandi conquiste sul campo, io prendo la mia piccola borsa della spesa e vado, perché in pochi si ricordano tutte le conquiste di Napoleone Bonaparte, ma tutti si ricordano quell’immagine…e questo qualcosa vorrà pur dire. Ma adesso sono curioso! Come al solito…tocca a voi: potendo tornare indietro, quale personaggio storico vorreste incarnare?Chi sa combattere è degno di libertà.Piero Gobetti