Bene, se riuscite a leggere queste poche righe significa che siete fortunati. Si, avete capito bene, siete fortunati perché significa che siete usciti indenni da tutte le festività, che siete riusciti a sopravvivere ad una tra le più grandi sfide che il corpo umano possa essere chiamato ad affrontare: le festività natalizie.E così tutti cicci e brufoli riprendiamo la nostra lenta vita, con qualche chilo in più e dei brufoloni delle dimensioni di una medusa gigante che ci fanno capolino dalla guancia e noi lì, fermi ad osservarli e a chiederci: ma quanto deve essere grande per riuscire a vederlo?? Il periodo post natalizio è, normalmente, il momento della frustrazione e della paura. Quello in cui è impossibile non chiedersi: ma come cavolo ho fatto a mangiarmi tutta quella roba??? E poi basta specchiarsi e, in un momento, tutte le nebbie si diradano e tutto diventa terribilmente chiaro. Quella che, prima di quei maledettissimi giorni era, una silhouette perfetta, è diventata l’ombra smagrita di un elefantessa incinta e tutte le ore di palestra sudate per cercare di raggiungere il peso forma o l’addominale a mò di scacchiera, improvvisamente svaniscono nel buio dei bei tempi andati.Ma non è solo questa orribilante trasformazione a ricordarci che le feste di Natale si sono appena concluse, perché a quella bisogna aggiungere il frigorifero pieno, stracolmo di avanzi. Si tutte quelle allegre costolette di agnello allineate perfettamente come fossero shangai, quei panettoni accatastati l’uno sopra l’altro come piccoli mattoni di una casa di Barbie, quei grandi vassoi di pasta al forno che vi guardano quotidianamente dal frigorifero come a dirvi: mangiami, prima che giunga ad uno stato di decomposizione!Beh, poco da fare…finite le feste inizia la fase delle ristrettezze, per perdere i chili e per svuotare il frigorifero. Nulla di nuovo, non è una novità…è la bella storia della vita. Altaleniamo tra giorni memorabili e giorni che vorremmo cancellare dal calendario, periodi in cui toccheremmo il cielo con un dito e periodi in cui quel cielo non lo vediamo neppure in lontananza, nemmeno con un cannocchiale della NASA. Così il Natale: dalle abbuffate alla dieta, dalle grandi mangiate ai periodi di purificazione…ma non basta, perché anche la vita, come il Natale…porta altro, porta gli avanzi.Ogni istante, ogni momento dell’esistenza lascia un avanzo…a volte bello a volte brutto. Ma è un avanzo destinato ad essere conservato e non consumato, che resta fermo a ricordarci quello che è stato, indipendentemente dal fatto che quel piccolo evento ci abbia portato a toccare il cielo o a sprofondare nella melma. Un avanzo che risveglia la memoria, e che rende ancora più difficile l’attesa che quel momento si ripresenti, o che è lì a ricordarci qualcosa di meno bello che la mente non può cancellare o che, più spesso, non vuole cancellare.Sì, perché a volte il frigorifero contiene deliziosi avanzi di carne arrostita, dal sapore ancora forte, mentre altre ci presenta resti in stato di semicomposizione. Così la vita, tutto sullo stesso piatto.Sono avido di avanzi, avido di quello che resta di un’emozione, di una sensazione, di un fugace momento una volta che l’ho vissuto. Me ne cibo come il naufrago fa sull’isola deserta con il pesce appena pescato. Vivo di quegli avanzi, momento per momento…attimo per attimo. E non chiedetemi di fare diete, non ci riesco. Mi tengo i miei brufoli, il chiletto guadagnato durante le festività, ma soprattutto il frigorifero pieno. Ogni volta ad aprirlo, sperando che qualcosa avanzi sempre. Non voglio periodi della vita senza avanzi…voglio tenerli tutti lì, avvolti nella pellicola e ogni tanto mangiarmene qualcuno…riassaporarlo, per risvegliare la memoria…per riscaldare il cuore.L’intelligenza sta alle emozioni come i vestiti stanno al corpo: non potremmo avere vita civile senza vestiti, ma saremmo in una ben triste condizione se avessimo vestiti e non corpi.Alfred North Whitehead