Tra le mie parole...

Io non capisco...


Scandalo, scandalo, scandalo!!! Tutti ad urlare allo scandalo, perché nel bel paese un gruppo di studentelli e di professori ha osato tappare la bocca al Papa. Ma dico…siete matti? Privare la massima carica religiosa della possibilità di esprimere il proprio pensiero, di dire ciò che pensa, di confrontarsi in maniera pacifica! Vergognoso, semplicemente vergognoso…e domani, migliaia di fedeli attesi in Piazza San Pietro, per manifestare il loro supporto all’amatissimo Ratzinger, per dimostrare che chi priva qualcuno della possibilità di parlare, non dona la libertà, ma si macchia di un reato da più parti definito fascista.Non capisco, sinceramente non capisco. Non capisco perché una lettera inviata al Rettore di un’università in cui si chiede di non invitare una persona, non debba essere considerata come una libera manifestazione del proprio pensiero alla stessa stregua di quanto è stato fatto per il Pontefice.Non capisco perché un Papa che ha sfidato il terrorismo andando in Turchia a professare la parola di Dio, deve improvvisamente avere paura di uno sparuto gruppo di studenti e di insegnanti che, di certo, non si sarebbero presentati con le bombe a mano. Non capisco perché il concetto di libertà di pensiero debba variare in base alla persona che partorisce quel pensiero, quell’idea. Non capisco perché chi dedica la sua vita alla ricerca, utilizzando i più moderni sistemi come la clonazione a scopo di analisi, dovrebbe per forza gradire la presenza di una persona che non fa altro che denigrare quel lavoro, in nome di una dottrina che dice di voler portare all’amore ma che è sempre più votata a dire i no, piuttosto che i si. Non capisco perché l’opinione di un professore debba valere meno di quella del Papa.E non capisco la gente. Tutti quelli che domani saranno a Piazza San Pietro a portare il loro sostegno al Papa e al suo diritto di parlare e di spiegare il suo punto di vista. Beh, magari sono quelle stesse persone che non hanno mosso un dito per chiedere la rimozione della merda da Napoli, si quella merda che infanga una città già troppo spesso smerdata dal giudizio sommario della stupida morale comune. Magari sono quelle stesse persone che tacciono di fronte all’impossibilità per un omosessuale di unirsi civilmente (e sottolineo il civilmente) in matrimonio, per colpa di una politica troppo spesso inchinata al potere ecclesiastico. Oppure sono quelle stesse persone che dimenticano di portare la loro solidarietà a tutti quei divorziati che si vedono privati della possibilità di celebrare i sacramenti, perché macchiati di uno tra i reati più orribili, cioè quello di non aver speso migliaia di euro per annullare il loro matrimonio dalla Sacra Rota.No, non capisco. Qualcosa mi sfugge. Sono un sostenitore del diritto di dire la propria, ma lo faccio senza alcun vincolo di sorta. Perché se un diritto è tale, va riconosciuto a tutti senza alcuna distinzione. Non credo che esistano persone di serie A e persone di serie B. Rispetto l’opinione del Papa, così come quella dei professori universitari che hanno posto semplicemente una richiesta, perfettamente consapevoli di non rappresentare un vincolo per un uomo che è entrato in paesi musulmani, che ha varcato i confini di paesi colmi di kamikaze e mine antiuomo.Ma vorrei che quel diritto fosse di tutti. Vorrei un mondo più libero, ma soprattutto lo vorrei più libero dall’ipocrisia. Dall’ipocrisia di quelli che vanno a portare solidarietà ad un Pontefice e si dimenticano di tutto il resto. Ma anche questa è libertà, libertà di scendere in piazza per dire ciò che si pensa e appoggiare chi si reputa opportuno.E allora io appoggio tutti quelli che davvero sono privati ogni giorno della possibilità di dire la propria. Di quelli oppressi dalla fame, dalle dittature, dalle violenze, dalle ingerenze. Sì…per loro io mi scandalizzo e per loro urlo con la mia voce. Non hanno una lunga veste bianca, né una toga nera. Ma sono costretti al silenzio. E questa si chiama libertà?Una società che pretende di assicurare agli uomini la libertà, deve cominciare col garantire loro l’esistenza.Léon Blum