Tra le mie parole...

Il cimitero dei sogni


C’è un cimitero tristissimo, un cimitero col quale ciascuno, almeno una volta nella vita, si trova a dover fare  i conti…è il cimitero dei sogni.Li sono sepolti tutti quei sogni che d’improvviso scompaiono, che tutto d’un tratto, si polverizzano e ti lasciano l’amaro in bocca. E’ un cimitero senza fiori, perché di solito chi viene sepolto non è ricordato con tanto affetto e, per questo, è un cimitero ancora più triste.La morte di un sogno è un po’ la morte di una parte di se stessi. Specie se con l’animo da sognatore ci sei nato e quell’animo ti appartiene in maniera totalizzante. La mente orientata senza soluzione di continuità verso un sogno, arrivi a sfiorarlo con le dita, a pizzicarlo e poi puf, d’improvviso svanisce.E’ strana la sensazione che ti lascia in bocca. Una sensazione d’amaro, di delusione, di distruzione di qualcosa che avevi costruito che all’improvviso non c’è più. Tanto sudore sprecato per niente. E’ come essere arrivati sulla linea del traguardo, ma non ricevere una medaglia al collo, nessun riconoscimento perché, in un istante, ti trovi più vuoto di prima.E d’improvviso ti chiedi: ma vale la pena lottare per tutto questo? Vale la pena stringere i denti per un sogno che non diventa realtà?! Tante, troppe volte ho cercato di darmi una risposta. A volte è stata si perché costruire qualcosa per realizzare quel sogno è l’esperienza più entusiasmante che la mente umana possa concepire. A volte è stata no, perché la sofferenza e il dolore che si prova nel sotterrare quel sogno è qualcosa che ti prova dentro e che ti lascia uno strano amaro in bocca, una sensazione di sconfitta che non riesci più a scrollarti di dosso.Ma, alla fine è la realtà che ci da la risposta migliore ad ogni domanda. Ogni volta, dopo il triste funerale, ci si è rimboccati le maniche e si è tornati sulla via…passo dopo passo, mattone dopo mattone a costruire qualcosa, giorno dopo giorno verso la realizzazione di un nuovo sogno.Costruire: l’obiettivo di una vita. Realizzare: il senso di un’esistenza. Distruggere: l’ostacolo che ci rafforza. Non tutti i desideri si possono realizzare, altrimenti non sarebbero sogni ma realtà. Ma la forza che ogni uomo ci mette per cercare di realizzarli è semplicemente nobile, così altamente nobile che dopo il funerale di un sogno non si può far altro che fermarsi, sedersi, bloccare tutto e pensare. Fermati, respira profondamente, carica le energie e inizia a camminare, di nuovo, ancora con più energia. Donati ai sogni, lasciati cullare, trasportare dall’emozione di un attimo, di un secondo, di un millesimo. Perché ogni volta che guarderai a quella tomba spoglia e priva di fiori quelle sensazioni diventeranno ancora più tue, quelle emozioni ti faranno sentire vivo, quei piccoli istanti non renderanno vani anni e anni di dura fatica per realizzare qualcosa che non ha visto la luce.Impara dalla sconfitta e vivi. Non vorrei una vita in pianura, perché per poter assaporare la gioia e rendersi conto di quanto possa essere immensa, bisogna aver conosciuto la sconfitta, quella più dura, più dolente, quella che ti lacera dentro.Ora silenzio, riapri gli occhi e lasciati di nuovo andare. Il cimitero è dietro, ci tornerai di nuovo, perché la vita è così. Ma non smettere di costruire i tuoi sogni. Amali, coltivali, credici. Alcuni diventeranno sabbia e si sfalderanno a terra, altri diventeranno la tua realtà e dipingeranno a grandi pennellate la tua esistenza. Vale la pena sognare? Ti guardo, rimango in silenzio e ti chiedo: Vale la pena vivere? In questo mondo ci sono soltanto due tragedie. Una, non ottenere ciò che si vuole; l’altra ottenerlo.Oscar Wilde