romolo ricapito

VOGLIONO IL"SELFIE" COL VESTITO IN VETRINA


Mi è capitato nel giro di 24 ore di vedere i seguenti comportamenti: una signora, in centro città, fotografava col telefonino un vestito verde esposto in una vetrina.Ho pensato volesse "memorizzarlo" in attesa dei saldi.Il giorno dopo, nella via Sparano di Bari, una donna si posizionava accanto alla verina dov'erano esposti due abiti da donna, da sera, facendosi fotografare dal compagno, o fidanzato.Non so se anche in questo caso si possa parlare di immagini da conservare in attesa dei saldi.E' certo però che queste manie "feticistiche" si stanno imponendo in una stagione, quella estiva, che invita a svestirsi . Per una forma di metafora, ciò vorrebbe dire abbandonare indugi e freni inibitori per dedicarsi allo shopping selvaggio.Represse da cappotti e stivali in autunno-inverno, le donne riscoprono la sensualità del vestire leggero, tra scollature, trasparenze e sandali.Ritrarre col telefonino i vestiti nelle vetrine potrebbe avere un senso per "sorvegliare" i prezzi in attesa dei saldi e documentarsi sulla convenienza o meno dei ribassi, che alcune volte sono minimi o nulli, una volta che la stagione dei saldi seguirà il suo corso.In altri casi, potrebbe trattarsi invece di una semplice e un po' "stupida" degenerazione dei selfieIl vestito così assurge al ruolo di "compagno di vita", di relazioni o co-protagonista della vita sociale della donna.Dunque quasi una "personificazione", da sfoggiare in un selfie, al posto di un'amica, di un fidanzato.Una forma di solipsismo che potrebbe denunciare la solitudine della donna d'oggi, o di alcune donne, che hanno bisogno di una compensazione attraverso il dare valore agli oggetti e nella fattispecie a tessuti e abiti.ROMOLO RICAPITO