Creato da romolor il 20/07/2005
gossip e altro
 
 

Area personale

 

Archivio messaggi

 
 << Giugno 2019 >> 
 
LuMaMeGiVeSaDo
 
          1 2
3 4 5 6 7 8 9
10 11 12 13 14 15 16
17 18 19 20 21 22 23
24 25 26 27 28 29 30
 
 

Cerca in questo Blog

  Trova
 

FACEBOOK

 
 
Citazioni nei Blog Amici: 34
 

Ultime visite al Blog

gbelliIrrequietaDaneziaAtelierBlancfeeling_lovedecoratepoolgiorgio_bernardilizmaryAngeloguerriero72giuseppe_spiottaromolorangelo.difraiacosimawagnerSpikup
 

Chi può scrivere sul blog

Solo l'autore può pubblicare messaggi in questo Blog e tutti gli utenti registrati possono pubblicare commenti.
 
RSS (Really simple syndication) Feed Atom
 
 

 

Bifest di Bari: La contestazione di Alessandro Haber

Post n°7667 pubblicato il 05 Maggio 2019 da romolor
 
Foto di romolor

Nell'ambito del festival del cinema barese denominato BiF&st, il veterano Alassandro Haber ha dichiarato pubblicamente "premiano tutti tranne me, forse mi omaggeranno dopo che sarò morto".
Sono d'accordo con Haber.
Al di la della qualità dei premiati, in qualche caso eccelsa (come il meritato riconoscimento al Maestro Ennio Morricone) ritengo che dare il premio come migliore attrice per il secondo anno ad Alba Rohrwacher e anche a Valerio Mastandrea (lo scorso anno migliore attore, quest'anno "eccellenza cinematografica") sia esagerato.
Non esistono altri interpreti validi nel panorama nazionale?
Il nostro è un cinema che si rinchiude in un cerchio sempre più piccolo.
Mentre vengono offerti riconoscimenti a profusione, il pubblico diserta da tempo le sale che propongono film nostrani, scegliendo inevitabilmente quelli stranieri.
ROMOLO RICAPITO

 
Condividi e segnala Condividi e segnala - permalink - Segnala abuso
 
 

Gabrielle Union Breaking In

Post n°7666 pubblicato il 24 Aprile 2019 da romolor

Cinema, PrimoPiano
Breaking In: è nata una stella, anti-violenza e "giustiziera": Gabrielle Union

28 Lug 2018 | 
Di: Romolo Ricapito
 
Gabrielle UnionBreaking in diretto dall'australiano James Mc Teigue è un thriller d'azione che ha la sua principale attrazione nell'interprete, Gabrielle Union, attrice afroamericana ed ex modella, che l'ha anche prodotto.

Il cinema statunitense ha negli ultimi anni valorizzato gli attori e i registi di colore, candidandone parecchi agli Oscar, mentre Breaking In pure appartenendo a un genere che non avrà mai l'onore di una nomination, rimanda alle pellicole "black" degli anni Settanta, come Shaft.
Qui la novità sta appunto nell'interpretazione della Union che si batte, anche fisicamente, contro una banda di criminali che ha sequestrato nella casa da lei appena ereditata i suoi due figli, un maschio e una femmina.
I quattro delinquenti sono bianchi (uno di essi è messicano).
E così abbiamo da un lato lo stereotipo di una lotta di classe, o di razza, ribaltato.
Il tutto è completato dal fatto che la magione che il padre ha lasciato a Shaun Russell/Gabrielle Union ( dopo morte violenta) contiene al suo interno un tesoro di banconote che l'uomo, un delinquente di alto profilo, aveva accumulato durante i suoi ultimi traffici.
Questa ambiguità della sceneggiatura fa il paio, nella vita reale,con la storia personale di Gabrielle Union:l'attrice, che ha iniziato la sua carriera in sitcom televisive , ha scritto nel 2017 un libro di memorie nel quale racconta il suo impegno di attivista contro i soprusi e le violenze alle donne, "We're Going to Need More Wine". Non a caso proprio lei, nel 1992, mentre lavorava part time come commessa nel negozio di scarpe della catena Payless Shoe Store, fu sequestrata e stuprata da un rapinatore.
Adesso la sua interpretazione di "vendicatrice" contro la violenza casalinga in questo Breaking in assume un sottotesto particolare, unitamente alla sua opinione sul cinema americano. . Infatti la Union contesta i ruoli affidati ad attori neri, coloro cioè che nella fattispecie devono necessariamente recitare affiancati da fidanzate o mogli di colore.
Breaking In ha una trama molto semplice: Shaun (Union) per salvare i figli da morte sicura da parte dei rapinatori, li combatte con armi impari ma efficacemente.
Grazie alla sua intelligenza, la lotta si fa spietata. La donna ha dalla sua il vantaggio di trovarsi fuori dalla megavilla dell'ambientazione, che è, tra l'altro, protetta da tecniche sofisticate e gode di ogni più miliardario e aggiornato comfort. Ma la costruzione è ormai preda dei violenti rapinatori che ne minano tra l'altro l'integrità.
E così questa eroina diventa un mix tra Rambo e Karate Kid, mentre il confronto serrato con il capobanda a livello psicologico è tra le cose più riuscite del film. Il leader dei delinquenti,Eddie, è interpretato da Billy Burke, noto per la saga di Twilight. Completano la sfilza dei bulli Richard Cabral (messicano, attivo in tv), il canadese Levi Meaden nel ruolo di Sam (il meno "cattivo") e l'attore-cantante Mark Furze, mentre i figli di Shaun sono Ajiona Alexus, 22 anni (ha iniziato la carriera a 12) e Seth Carr (11 anni, iniziò a lavorare a pochi mesi di vita, come baby modello).
La semplicità della trama non inficia la qualità del film che si ammira per i colpi di scena e la suspense ben organizzati.
Le riprese si sono svolte a Malibu.
Che l'opera appartenga però totalmente a Gabrielle Union come identificazione è ben chiaro dal manifesto, dove l'attrice, in t shirt bianca su sfondo nero domina il poster come un'autentica star mentre una scritta rossa a caratteri cubitali la sovrasta: "La rivalsa di una madre".
C'è da dire che la pellicola costata appena 6 milioni di dollari, ne ha incassati finora oltre 48, dunque ha sbancato. Ma l'interpretazione della Union, per la quale il pubblico reclama nuovi ruoli da protagonista è stata apprezzata più del film, ritenuto da molti critici un po' troppo schematico.
RR

 

 
Condividi e segnala Condividi e segnala - permalink - Segnala abuso
 
 

Dopo il caso De Andrè al GF. Le dinastie televisive

Post n°7665 pubblicato il 22 Aprile 2019 da romolor
Foto di romolor

Cristiano De Andrè ha diffidato le figlie e una popolare trasmissione televisiva affinché non si parli pubblicamente al suo interno di liti e contese familiari, che già hanno avuto spazio in talk show della stessa rete.
Più avanti, il figlio del celebre Fabrizio ha scritto un post su un social spiegando di non condividere questa esposizione mediatica della prole all'interno di un tipo di programmazione lontana e in basso rispetto alla cultura musicale della famiglia.
C'è poi la figlia adottiva di Francesco Rutelli e Barbara Palombelli che partecipa allo stesso reality show dopo una iniziale perplessità da parte del padre.
La ragazza, che svolge con soddisfazione la professione di estetista, anela ad entrare nel mondo dello spettacolo.
Al di là dei casi citati, va detto che l'attuale televisione spesso si fa megafono della continuazione di "dinastie" di personaggi pubblici aggiornando la professionalità dei nuovi arrivati all'attuale programmazione, che richiede un minimo sforzo artistico.
In quest'ottica, tale nepotismo è imposto non dai padri, né dai figli, ma dal sistema mediatico che impone la discesa in campo di nuovi virgulti, però sprovveduti e "usati" per il loro cognome.
ROMOLO RICAPITO

 
Condividi e segnala Condividi e segnala - permalink - Segnala abuso
 
 

MINA: IL SUO RITORNO A SANREMO

Post n°7664 pubblicato il 17 Aprile 2019 da romolor
 
Tag: MINA
Foto di romolor

si è ventilata una direzione artistica del prossimo Festival di Sanremo affidata a Mina.
Tutto nasce da alcune dichiarazioni di Massimiliano Pani, figlio della cantante, autore e arrangiatore.
A quanto pare sembra che la "Tigre" accetterebbe volentieri questo ruolo e le piacerebbe molto scegliere la canzoni in gara.
Tale notizia ha riacceso nei cuori dei fans il desiderio che da oltre 40 anni (dal ritiro della grande interprete dalle scene) li ossessiona: rivedere Mina sul palcoscenico, in questo caso del Teatro Ariston.
Penso però che tale sogno cozzi con il comportamento della diva n.1 della musica leggera italiana, che ha lasciato le apparizioni pubbliche ma non le sale d'incisione, regalando tante nuove canzoni e molti successi, alcuni di essi però non memorabili, al confronto di quelli degli anni Settanta e Ottanta, che hanno costituito il suo mito .
Penso che se anche Mina accettasse, non apparirebbe in televisione. Sarebbe insomma come il Fantasma dell'Opera, pardon, dell'Ariston.
La conditio dunque della direzione Rai, se la l'idea andasse in porto, dovrebbe comprendere l'obbligo di comparire, almeno una sola volta,per omaggiare tutti quelli italiani che non hanno mai smesso di ammirarla.
Altrimenti, il ruolo della Mazzini sarebbe svilito dai suoi capricci se tutto si limitasse a un'operazione "dietro le quinte".
ROMOLO RICAPITO

 
Condividi e segnala Condividi e segnala - permalink - Segnala abuso
 
 

David di Donatello: è bufera

Post n°7663 pubblicato il 28 Marzo 2019 da romolor
 
Foto di romolor

Non pensavo, guardando i David di Donatello in televisione su Rai Uno che essi avrebbero suscitati un vespaio di critiche.
La concorrenza ha sottolineato le numerose gaffe della serata.
Fiorello ha pure ironizzato: film troppo tristi.
Dario Argento dopo avere giudicato il premio alla sua carriera "tardivo", in radio ha criticato i troppi riconoscimenti a Dogman e anche "ridimensionato" l'intoccabile Roberto Benigni.
Elena Sofia Ricci: premio per la migliore attrice meritato, ma mi è sembrato che esagerasse con la commozione diventando lagnosa.
Personalmente in larga parte ho trovato i premi bene assegnati.
Ma visto l'ondata di rimproveri, anche a Gabriele Muccino, che ha monopolizzato l'attenzione con un discorso troppo lungo, mi è venuto da pensare che il nostro cinema va certamente sostenuto, ma poi è bastata una serata di premiazione come tante altre per adombrare il tutto, sconfessando la manifestazione e tacciandola di essere noiosa, inutilmente cerimoniosa e inutile...RR

 
Condividi e segnala Condividi e segnala - permalink - Segnala abuso