Creato da Raf_ADMOpiemonte il 13/06/2007

Non siamo isole

Storia di un seme che morendo fa nascere un grande albero

 

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Passi incerti

Post n°15 pubblicato il 08 Novembre 2007 da Raf_ADMOpiemonte
 
Foto di Raf_ADMOpiemonte

E’ facile intuire che sto vivendo una certa sofferenza nello scrivere sul blog. Non amo le banalità e nemmeno i sermoni al di fuori della domenica mattina. Ma ci sta anche che talvolta il serbatoio d’amore va in riserva e tutto sembra arido e sterile. Sono partita con un miliardo di pensieri e ora invece mi sembra di perdere tempo a metterli giù. In realtà di cose ne stanno succedendo tantissime e forse sono solo troppo assorbita dal “fare” per trovare il tempo di “raccontare”. Ma non voglio tradire il mio proposito di condividere quest’esperienza così forte che la vita nell’associazione, perciò mi riprometto di fare uno sforzo.

Per esempio sabato scorso è successa una cosa bellissima. All’interno di una serata teatrale è stata conferita un’onorificenza ad un donatore effettivo di midollo osseo. Sul palco oltre alle autorità e ai famigliari, sono saliti una mamma con il suo ragazzo quindicenne, che un anno fa ha trovato una donatrice compatibile, ed ha ricevuto una sacca di cellule staminali per guarire da una forma di leucemia. Già il loro abbraccio con il donatore e la moglie è stato un momento emozionante. Per legge, come ho già avuto modo di dire, donatore volontario e ricevente non si potranno mia incontrare: ma quando un qualsiasi donatore e un ricevente si incontrano, danno vita a un abbraccio magico pieno di significati.

Fuori programma poi, la mamma, una piccola donna apparentemente timida, ha preso il microfono e ha voluto ringraziare tutte le persone che nel periodo della malattia di suo figlio si erano interessate al caso diventando potenziali donatori di midollo. Nessuno di loro ha potuto donare al ragazzo, ma più di uno è stato chiamato per una compatibilità con un altro malato da qualche altra parte nel mondo.

 

C’è una storia parallela che vorrei però raccontare. L’Italia è il quarto paese AL MONDO per numero di persone tipizzate, cioè iscritte al registro del volontari/potenziali donatori di midollo. A pensarci è una cosa bellissima; ma c’è un dato ancora più significativo a mio parere. Nel mondo, la percentuale di donatori che ritirano il consenso è pari al 15%. Ciò significa che ogni 100 persone che stanno per donare il loro midollo (n.b. perché risultano compatibili con un malato) ben 15 dicono “Scusate ho cambiato idea. E il malato, a cui nel frattempo era già stata comunicata la notizia, muore due volte.

In Italia la cifra è del 5%. Posso dirlo: siamo bravi due volte. Siamo sensibili e siamo anche coscienziosi. Ma 5% non è zero. Ad esempio tra le persone che si sono tipizzate dopo aver saputo del ragazzino di cui sopra, c’erano molti giovani. Tra questi un diciottenne, che pochi mesi dopo l’iscrizione fai il secondo prelievo, fai il terzo prelievo, sei compatibile, te la senti di donare? … No, ho cambiato idea…. Ed è andato a far parte del 5%. Ma in qualche posto nel mondo c’era qualcuno con le stesse flebo, la stessa camera sterile, mascherina e testa rasata dell’amico vicino di casa, che in un momento ha visto il sole che si spegneva nel cielo. E scusate se finisco sempre per raccontare storie tristi.

Mi sono dovuta chiedere: chi ha sbagliato? Perché qualcuno che ha sbagliato ci deve essere. Ma non so la risposta. Solo che non posso rassegnarmi all’idea che muoia una persona, quando aveva già acchiappato il salvagente.

Un ultimo piccolo dato - qui siamo meno bravi: in Europa siamo il Paese con meno donatori di midollo nella fascia d’età 18-25 anni. Peccato sia quella preferita dagli ematologi per qualità e probabilità di riuscita del trapianto.

Allora l’altra domanda è: cosa si può fare per far crescere la coscienza sociale dei giovani? Questa è la sfida che ci attende nel prossimo futuro: arrivare alla coscienza dei più giovani.

 
 
 
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